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Rete mesh: cos'è, come funziona e come abbracciare il nuovo standard

di Claudio Carelliaggiornato il 8 marzo 2018

Negli ultimi anni si sta facendo sempre più strada nel mondo delle connessioni ad Internet il concetto di rete mesh. Tale tecnologia, spinta sempre più da parte dei produttori di periferiche di rete, va ad arginare quelli che sono i classici deficit dei ripetitori Wi-Fi e dei dispositivi che si connettono ad essi. Scopriamo però nel concreto di cosa si tratta, perché i vantaggi sono effettivi, come passare ad una rete mesh e perché questa rappresenta, effettivamente, il futuro.

Rete mesh: perché è rivoluzione

La tecnologia per quanto riguarda il networking si sta espandendo davvero a dismisura. Ormai la fibra ottica è una concreta presenza anche lungo il suolo italiano, sebbene il formato FTTH sia ancora lontano da moltissime abitazioni. Però c’è un’altra faccia della medaglia, ovvero quello che è il livello di copertura all’interno delle mura domestiche, piuttosto che lavorative, del segnale WiFi.

Sono infatti tantissime le ricerche svolte da parte delle aziende che si occupano di connettività che identificano una notevole difficoltà da parte dei consumatori a utilizzare al meglio i prodotti ed il range di copertura che questi offrono, proprio perché la Wi-Fi è soggetta a delle variazioni di performance decisamente altalenanti dettate da una serie non ridotta di variabili. I casi più visti sono ad esempio quando ci si trova in concomitanza di un muro portante, che sappiamo benissimo essere il primo responsabile dell’occlusione dei segnali radio. Oppure ancora, quando siamo in abitazioni articolate su più piani, dove con i ripetitori Wi-Fi spesso non si riesce ad avere le performance originarie che si hanno sul modem/router di base. Come vi abbiamo già spiegato nella nostra guida su come amplificare il segnale WiFi infatti, i ripetitori non sono sempre la soluzione ideale.

Lo stesso si potrebbe dire sulla controparte powerline, non sempre adatta a tutti gli specifici casi e spesso responsabile di cali di performance importanti dettati da un sistema elettrico non in salute ottimale. Ecco quindi che arriva come soluzione completamente parallela e complementare la rete mesh, la quale sfrutta un sistema di comportamento nella gestione del network assolutamente diverso. Ma di cosa si tratta nello specifico? Capiamolo in parole semplici.

Rete mesh: come funziona

Cos’è una rete mesh? All’atto pratico si parla di una specifica topologia di rete (disegno logico con cui la rete e i vari apparati che la compongono funziona) che spinge alla totale distribuzione delle risorse presenti al suo interno e dei relativi pacchetti trasmessi, e non sull’accentramento. Quest’ultimo è un classico su tutte le reti usate fino ad oggi: di base troviamo un modem/router, e in cascata eventuali switch/ripetitori/powerline e quant’altro.

In questo caso siamo di fronte ad una vera e propria rete peer to peer che mette a disposizione più nodi (anche innumerevoli, in base alle varie necessità) che, con coordinazione basata sulla convenienza trasmissiva, partecipano alla diffusione dei pacchetti sulla rete in modo equo. Ciò significa, sostanzialmente, che ogni nodo svolge lo stesso ruolo di un altro, decentrando così il “superpotere” del modem. Totale annullamento quindi dell’ordine gerarchico di che abbiamo parlato prima, cosa che comporta, ad esempio, la riduzione di malfunzionamenti della rete stessa. Se per assurdo un nodo dovesse cessare di funzionare, la rete si rimodula collegando fra di loro i nodi per la distribuzione dei pacchetti. Insomma, concretamente quello di cui tutti oggi abbiamo bisogno.

Lo sviluppo delle nuove attuali periferiche per la rete mesh si basano sulla tecnologia del routing delle informazioni. Ciò consiste, in pillole, in una rete in grado di capire da sola il percorso più conveniente – in questo caso breve – per trasmettere i pacchetti, scegliendo la strada più rapida per portarlo a destinazione. A scanso di equivoci, un pacchetto che impiega meno tempo ad essere trasmesso significa rete più reattiva e all’atto pratico più veloce.

Ma cosa sono questi nodi? Cosa cambia effettivamente in termini di prodotto? I nodi non sono altro che dei dispositivi di rete, tutti con le stesse capacità. Uno deve essere necessariamente ancorato al modem principale, che può quindi perdere completamente eventuali funzionalità di router, mentre gli altri possono essere semplicemente dislocati all’interno di un ambiente; come, nello specifico, lo vedremo di seguito. Tale tecnologia consentirà, udite udite, ai vari nodi di comunicare con i dispositivi connessi in rete, facendogli capire quale sia quello più conveniente da usare e quindi, come dicevamo prima, la strada più breve per far arrivare un pacchetto.

 

 

Passiamo alla casistica vera e propria e allontaniamoci dalla teoria. Se siamo in camera da letto e abbiamo collegato un dispositivo di rete mesh al suo interno, lo smartphone che abbiamo si collegherà ad esso. Spostandoci però in cucina ad esempio, ben distante dalla camera da letto, lo smartphone tenderà a perdere il segnale dal primo dispositivo di rete, ma sarà un secondo dispositivo, vicino alla cucina, ad agganciarlo in modo del tutto automatico. Come? Semplice: la rete mesh è una, una sola, con un solo SSID. I nodi si comportano poi in modo intelligente, imponendo ai vari dispositivi che si collegano ad essi di cambiare nodo qualora fosse più conveniente farlo, senza assolutamente chiedere nulla al consumatore, che rimane con il massimo del segnale su quella stessa rete.

Un’altro dettaglio da considerare è senza ombra di dubbio il posizionamento. Se con i repeater è assolutamente essenziale pensare a come posizionare tutti i vari dispositivi di rete per ottenere un risultato nella copertura Wi-Fi ottimale in tutti gli ambienti (le mura attenuano il segnale, si sa), con i satelliti per la rete mesh questo va abbastanza a scemare, in quanto non essendovi una classificazione gerarchica questi non dipendono così strettamente l’uno dall’altro.

Rete mesh, possiamo dirlo, ad oggi è sinonimo di “rete intelligente“. Basta avere connessioni su connessioni multiple all’interno dell’ambiente domestico; basta interferenze e password su password: se l’ambiente che volete “coprire” è abbastanza ampio, vale la pena passare alla nuova tecnologia.

Come passare ad una rete mesh

Capiti tutti i concetti basilari, capiamo come effettivamente passare a costruire una rete mesh. Il bello di questa tecnologia è anche un po’ la semplicità di passaggio: è davvero semplicissimo. Uno dei brand che più spinge sulla novità nell’ambito del networking è senza ombra di dubbio Netgear, azienda leader con la quale abbiamo avuto la possibilità di collaborare.

Netgear ha infatti coniato da un paio di anni a questa parte il brand Orbi. Orbi non è altro che l’intera linea di prodotti dedicati al mesh networking prodotti dalla società statunitense, e al suo interno troviamo una serie di soluzioni davvero molto vasta, atte ad andare incontro un po’ a tutte le varie esigenze. All’interno dei pacchetti Orbi troviamo generalmente due prodotti: un dispositivo router e un dispositivo satellite. Il primo si collega al router mediante un classico cavo Ethernet, proprio come se fosse un qualsiasi altro dispositivo. Questo andrà a ricevere la connessione in ingresso, ma a gestirla in modo completamente diverso rispetto a come fa un classico router: proprio per questo, onde evitare anche interferenze, è estremamente consigliabile spegnere l’interfaccia Wi-Fi del modem/router di base e affidarsi completamente alla nuova periferica Netgear.

A questo punto entrano in gioco i satelliti: possono essere anche due, tre, quattro e via discorrendo, in base alle varie necessità. Ciò che sicuramente vi consigliamo è di optare per un kit dotato di router e satelliti un po’ più potenti, anziché comprarne tantissimi; la spesa sarebbe eccessiva e immotivata. C’è da dire che è l’azienda stessa – e da qui si vede anche quanta cura c’è nell’assistere il consumatore fin da prima dell’acquisto – a predisporre dei kit già pronti in base agli ambienti da coprire: abbiamo una casa piuttosto ampia da 200 metri quadri? C’è un kit ad hoc, con router e satellite da presa compatto. Vogliamo stare sicuri di ottenere il massimo delle performance con qualche muro portante di mezzo? Possiamo optare per il kit da 250 metri quadri, con router e satellite da appoggio. E ancora, l’ambiente da coprire è molto più ampio e su più livelli? Si può scegliere il kit da 375 metri quadri, con un router e due satelliti, e via discorrendo.

Il satellite, in questo caso, dove va effettivamente posizionato? Abbiamo già detto che le differenze col ripetitore ci sono, e infatti: anziché pensare a punti strategici fra il router e l’ambiente che vogliamo effettivamente coprire, grazie alla rete mesh con Netgear Orbi si può pensare di installare il tutto nell’area da coprire. Questo è possibile perché Orbi sfrutta un sistema di interconnessione fra i nodi che sfruttano tre bande di frequenza: due per la navigazione classica, e una strettamente riservata solo al dialogo fra i nodi della rete. Ciò significa che la terza banda è esclusiva per la gestione ottimale della rete, e non andrà quindi a ridurre le prestazioni di navigazione in nessun modo. Geniale, vero?

Per il resto, l’installazione di un kit è davvero semplicissima: dopo aver collegato il router al modem principale del vostro operatore e posizionato il satellite o i satelliti negli ambienti da coprire non servirà altro che configurare il tutto mediante l’app mobile Netgear Orbi. Questa vi guiderà nelle pochissime operazioni da svolgere per mettere a punto la vostra rete mesh: banalmente sarà necessario premere un tasto di Sync sul router, e così sui satelliti. Questi di identificheranno per clonare la rete e creare tutti i vari punti di aggancio sulla nuova rete Wi-Fi Orbi che, come detto, può sostituire in toto quella del vostro classico router.

Da tenere in considerazione che tutte le varie periferiche Orbi possono svolgere anche il ruolo di access point, grazie alla presenza delle porte Ethernet, nonché di ponte per il collegamento di eventuali periferiche USB da sfruttare in rete, come le stampanti. Scegliete quindi il giusto kit per queste occorrenze opzionali. Inoltre, qualora doveste optare per un kit ma sentite la necessità di ampliare ancora la vostra copertura domestica, da considerare che Netgear mette in vendita anche dei satelliti aggiuntivi, fra quelli da presa e quelli da superficie, anche in versione slegata dai kit e da poter aggiungere alla propria rete mesh perfettamente modulabile in base alle necessità.

Di seguito vi rimandiamo ai due kit principali che vi suggeriamo di scegliere, sebbene alla seguente pagina Amazon, store dove troviamo i kit a prezzo davvero ridotto, siano presenti tutte le ottime soluzioni della gamma Orbi.