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iPhone 5: i nostri fari puntati sullo smartphone di Cupertino

di Claudio Carelliaggiornato il 24 maggio 2018

Specifiche tecniche

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Rumors: C.V.D.

[img_sinistra][/img_sinistra]Il 2012 è stato sicuramente un anno particolare per i fan di Apple. Il primo anno di operato effettivo del nuovo CEO Tim Cook ha portato con sé tante promesse, e alcune di queste non sono state mantenute. Una è sicuramente la segretezza, punto forte che secondo le parole dello stesso Cook doveva essere solida (doveva). Il design dell’iPhone 5 invece è stato presentato tramite vari rumors che hanno inondato il web già mesi prima dell’evento Apple tenutosi presso lo Yerba Buena Center il 12 Settembre. Questi si sono rivelati perfettamente combacianti con quella che è stata poi la realtà. Come Volevasi Dimostrare avevamo l’iPhone 5 davanti agli occhi già da tempo.

L’effetto sorpresa, proprio a causa dei rumors, non c’è stato, e la cosa è davvero insolita viste le politiche aziendali dell’azienda di Cupertino. C’è però da dire una cosa: dall’insolito e improbabile si è passato all’innovativo. L’iPhone 5 in grandi linee può essere considerato un’applicazione dell’hardware moderno e pregiato su basi di form factor solide e lievemente aggiornate. Sebbene i concept hanno lasciato ampio spazio ai fan di credere che quest’anno l’acquisto di iPhone sarebbe stato davvero poco entusiasmante, dal vivo molti si sono poi ricreduti. Vediamo il perché.

CPU, GPU e RAM: un nuovo trio fiammante

[img_sinistra][/img_sinistra]Una delle interessanti (e ovvie) novità dell’iPhone 5 non poteva che riguardare il processore. Quest’anno Apple ha scelto di implementare nel proprio smartphone la nuova CPU A6 in grado di rendere in prestazioni circa il doppio rispetto al suo predecessore (A5). Questo, contrariamente a quanto gli attuali stereotipi inerenti all’hardware dei dispositivi portatili lasciano pensare, sfrutta soltanto due core che operano in simbiosi secondo l’architettura ARMv7.

Le differenze coi suoi predecessori? Tantissime, soprattutto in prestazioni. La fluidità concessa da tale CPU, associata ad 1 GB di memoria RAM, è incredibile. L’A6 inoltre è il primo SoC progettato interamente da Apple, quindi tanto di cappello. Al suo interno è presente anche una GPU triple-core PowerVR SGX 543MP3. Anch’essa è classificabile come più che soddisfacente, soprattutto per la resa in giochi complessi  e per l’elaborazione o rendering di foto panoramiche (novità implementata in iOS 6). L’influenza che hanno i nuovi componenti è davvero tanta, e in più utilizzi. Grazie al nuovo A6, con frequenza di clock doppia rispetto all’A5 (1.3 Ghz contro gli 800 MHz usati nel vecchio 4S), le App diventano più complete e cariche, ma comunque estremamente fluide.

I giochi, adattati ai nuovi canoni dell’iPhone 5, presentano non poche differenze sia a livello funzionale che grafico. Texture più complesse, azioni più fluide: tutto tangibile semplicemente dopo qualche tap. Altro aspetto positivo non può che riguardare la navigazione. L’interpretazione e l’esecuzione del javascript del nuovo processore riporta risultati decisamente interessanti, anche in questo caso di valore doppio rispetto al suo predecessore sia in benchmark che in utilizzo comune. Possiamo rimanere soddisfatti dal trio di componenti? Assolutamente si.

Design e materiali: la cura smisurata

[img_destra][/img_destra]Un’altro punto forte con aspetti (quasi) prettamente positivi è sicuramente quello del design, in associazione ai materiali utilizzati per realizzare la scocca. Apple si è sempre caratterizzata per il piacevole aspetto estetico dei propri prodotti, ma a vedere i rumors quest’anno la criticità in merito sfiorava l’inverosimile. A detta di tutti il nuovo iPhone avrebbe rischiato di essere ripetitivo e di presentarsi con scarso carattere fra le mani degli utenti, ma così non è stato.

Il form factor scelto da Apple è effettivamente simile a quello di iPhone 4 e 4S, ma solo in grandi linee: è la fattura che fa la differenza. Con la classica struttura a bordi non arrotondati, bensì sporgenti e quadrati, il feeling sin dai primi minuti in cui lo smartphone viene estratto dal suo packaging è davvero unico. L’alluminio serie 6000 anodizzato (vedi anodizzazione) utilizzato per la “fascia” dotata di Mela presente nella parte posteriore è freddo, compatto, e piacevole al tatto. In base alle colorazioni poi, Apple ha scelto di implementare due inserti in materiale vetroso (vetroceramica per il modello bianco, vetro pigmentato per il modello nero), probabilmente per dare risalto tramite diverso feeling al tatto con l’alluminio.

Sebbene l’impressione che vi sia stato un complesso processo di produzione per la scocca dotata di materiali ottimi, dal peso strepitoso di soli 112 grammi (componenti inclusi) e dallo spessore di 7.6 mm, le similitudini con le due generazioni precedenti non lo rendono davvero “particolare”. La cosa però sembra essere effettivamente voluta, e il carattere dell’azienda sotto l’aspetto del design di iPhone 5 spicca per la sfrontatezza nelle proprie scelte. Del resto, squadra che vince non si cambia.

Il tutto è inglobato con tagli essenziali e soliti dell’azienda californiana in una cornice sagomata da una punta di diamante cristallino che gli attribuisce lucentezza unica (ma anche scarsa resistenza ai graffi).

Display: 1136 x 640 pixel davvero brillanti

[quote_destro] Un nuovo schermo più bello e più grande: 4″ ancora a portata di…pollice [/quote_destro] Un altro dettaglio per cui gli iDevice si sono sempre contraddistinti dalla concorrenza appartenente all’ormai saturo settore dei dispositivi elettronici di consumo è sicuramente il display. La scelta del Retina display effettuata già per iPhone 4 è un dettaglio apprezzato da tutti i fan degli smartphone (il termine “dettaglio” in questo caso ha alcuni aspetti impropri). La nitidezza, i colori, e la qualità offerta dal particolare display IPS tornano anche su iPhone 5, ma con un dettaglio sicuramente incisivo: la dimensione.

A differenza del suo precessore avente Retina display a 3,5″ il nuovo iPhone 5 monta un display da 4″ diagonali. La particolarità di questi però, che comportano un aspect ratio da 16:9 a differenza del 4:3 utilizzato in tutti i dispositivi iOS precedenti, è che sono comunque accessibili in impugnatura tramite l’utilizzo del solo dito pollice. Molti display montati sugli smartphone offerti dalla concorrenza superano anche in modo consistente tale dimensione, ma spesso la cosa non è un vantaggio (vi invitiamo a dare uno sguardo al nostro focus sulla dimensione del display degli smartphone). Avere uno smartphone semplice da utilizzare con gestualità immediata è fondamentale, ed iPhone in questo vince.

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Il display montato sulla nuova generazione inoltre diventa più grande solo ed esclusivamente in altezza, e la cosa comporta più spazio per le UI delle App e per quella di iOS stesso, oltre che per i contenuti presenti nei siti web visualizzati tramite browser o ancora nelle applicazioni.Tutto però rimane “a portata di pollice”, anche per chi non è dotato di palmi da cestista degno dell’NBA.

Altro dettaglio fondamentale inerente al display è l’utilizzo della tecnologia in-cell. Mantenendo i canonici 326 PPI Apple è riuscita a ridurre notevolmente lo spessore dell’apparato display-touchscreen accantonando la sovrapposizione di sensori, e inglobandoli all’interno del display stesso. Cosa comporta a livello globale la circostanza? I lati positivi consistono sicuramente nel feeling d’interazione tramite il display, più diretto, e in peso e spessore dell’iDevice decisamente ridotti rispetto alla generazione precedente (12% in meno per lo spessore, 20% in meno per il peso). Il lati negativi invece risiedono nella riparazione: se dopo una caduta dovesse danneggiarsi la parte frontale dello smartphone non sarà più possibile sostituire solo un eventuale modulo touchscreen, bensì tutto l’apparato.

Fotocamere: nessuna rivoluzione

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Per quanto riguarda la fotocamera è sicuramente giusto utilizzare ben poca enfasi tendente a sottolineare grandi rivoluzioni, decisamente assenti in questo microsettore dell’hardware. Intendiamoci, l’iPhone 5 dispone di due buone fotocamere sia nel caso dell’anteriore che della posteriore, ma chi era abituato già a quelle del 4S, non vede chissà quale grossa differenza.

A dirla tutta alcune differenze ci sono, come l’utilizzo di un particolare strato di zaffiro che protegge il sensore ottico posteriore e resiste in modo consistente all’usura e alla formazione dei piccoli graffi. La cosa è sicuramente positiva, ma non molti utenti hanno segnalato eventuali formazioni frequenti di graffi nel modulo della fotocamera, quindi non è di certo un grande salto verso l’alto. I sensori sono entrambi cambiati, e lo dimostrano sicuramente i comportamenti di entrambi di fronte a condizioni di luce scarse o di messa a fuoco automatica in rapporto all’esposizione.

L’iSight posteriore è da 8 megapixel, possiede un diaframma con apertura f/2.4,  è prodotta ancora una volta da Sony, ed è sicuramente più versatile rispetto a quella del 4S, mentre quella anteriore è una 1.9 megapixel prodotta da OmniVision è in grado di registrare video in HD 720p e di effettuare ottime videochiamate tramite Facetime. Altre migliorie ottenute anche grazie al supporto di iOS 6 e di una ottima GPU sono dedicate alle funzioni HDR, che si rivelano più performanti, alla possibilità di scattare foto anche durante una ripresa video in full HD 1080p tramite iSight posteriore, e alla foto panoramica.

Quest’ultima è una novità di iOS 6 disponibile per iPhone 5 (ma anche 4S) che consente di scattare immagini panoramiche a 240° per un quantitativo complessivo di 28 megapixel. L’elaborazione e la fase di merging dell’immagine avviene in modo decisamente rapido grazie ai tre core della GPU, e il risultato finale è interessante. Nel complesso però, a livello di hardware, nessuna rivoluzione. Questa era già avvenuta con sulla generazione precedente, e forse Apple ha scelto di prendere un anno di pausa per poi sfoggiare un “5S” con sensori fotografici più all’avanguardia. Intanto vi rimandiamo al nostro approfondimento dedicato al rapporto tra iPhone e fotografia.

Modem: internet ad alta velocità

[quote_sinistro] La navigazione sul web raggiunge velocità incredibili ma l’autonomia ne risente[/quote_sinistro]

Uno dei punti forti del nuovo iPhone 5 è sicuramente il modem. Questo, prodotto da Qualcomm, si presenta in forma multibanda con una miriade di compatibilità a varie bande di frequenza, dall’EDGE all’UMTS, dalla 3G alla LTE. Quest’ultima tipologia di connessione, diversamente a quanto era successo con iPad di terza generazione, sarà disponibile a livello internazionale in tutti Paesi con infrastrutture predisposte alla 4G veloce e che utilizzeranno una delle cinque bande di frequenza accettate dal chip; l’Italia stranamente rientra tra questi.

Sebbene sul territorio dello stivale ci vorrà almeno un anno per apprezzare a pieno le velocità uniche (fino a 100 Mbps ipeali) offerte dalla 4G, già tramite l’utilizzo della semplice 3G con supporto del nuovo formato nano-SIM è possibile godere di incredibili sessioni di navigazione. Effettuando vari test ho personalmente riscontrato velocità che superano di gran lunga gli standard forniti dai provider di ADSL domestica, e la cosa non è da poco. Il caricamento delle pagine avviene in modo quasi istantaneo, e lo streaming dei video su YouTube è davvero ottimo: è raro poter apprezzare contenuti senza i canonici secondi di attesa, senza schermate bianche in caricamento… senza limiti.

 

Arrivare a poter apprezzare prevalentemente il settore Cellular a quello Wi-Fi era una cosa impensabile, ma Apple c’è riuscita (e doveva riuscirci visti i vari accordi con i principali operatori telefonici mondiali). La cosa ha però con sé un aspetto decisamente negativo: l’influenza sull’autonomia della batteria. Nel paragrafo successivo tratteremo con molta cura proprio il componente di alimentazione dello smartphone, ma già possiamo dire che le velocità incredibili che iPhone 5 ci fa sfiorare sia in download che in upload comportano una diminuzione sicuramente consistente della carica disponibile. Stentate a crederci? La modalità Aereo porterà sicuramente consiglio. Ma a questo punto è giusto porsi una domanda: se in 3G il modem di iPhone 5 necessita di tanta energia, cosa avverrà in 4G? Le cose non possono di certo migliorare.

Batteria: il vero punto debole

Se da un lato il successore del 4S possiede miglioramenti evidenti in merito alle prestazioni di elaborazione, di scatto e di navigazione, dall’altro quelli relativi all’autonomia della batteria possono essere considerati praticamente inesistenti. Capiamoci meglio. Nonostante sia stata montata una batteria da 1440 mAh (solo 8mAh in più rispetto alla precedente, pochissimi) l’estensione del range di utilizzo del dispositivo Apple in questo caso è nulla, purtroppo. Una delle piaghe che ha sempre tormentato i fan degli smartphone di tale brand è proprio l’autonomia della batteria, in alcuni casi addirittura 2/3 meno performante rispetto ai diretti concorrenti Samsung.

C’è da allarmarsi? Un po’. Sarebbe stato facile per Apple utilizzare una batteria molto più capiente? Visto lo spessore del dispositivo assolutamente no. Prima che iPhone 5 arrivasse tra le mani degli utenti italiani sul web impazzava un’ipotesi fatta da un esperto del settore. Egli prevedeva una resa in autonomia inferiore rispetto alle stime effettuate da Apple e riportate alla massa durante il keynote e i propri mezzi di divulgazione. Non posso che essere d’accordo.

[img_destra][/img_destra]Partiamo dal presupposto che avere un iPhone 5 non significa svolgere tutte le “mansioni da tablet” su uno smartphone solo perché è nuovo, e perché è Apple. Chi è possessore di un tablet non dovrebbe mai fare solo affidamento sul proprio telefono e pretendere che l’autonomia di esso (oltre che la resistenza all’usura) sia infinita. La questione è che però il comportamento del nuovo gioiellino melamunito rispetto ai concorrenti non vince mai in autonomia, e visto il costo del prodotto la cosa è un po’ difficile da digerire. Apple ha promesso 9 ore di autonomia in conversazione 3G, 8 ore di navigazione su rete 3G, 8 ore di navigazione LTE, 10 ore di navigazione WiFi o di riproduzione video, 40 ore di riproduzione musicale, e 225 ore in standby. Queste stime, soprattutto per quanto riguarda la navigazione, sono decisamente sbagliate e sopravvalutate. Le cause? Una sicuramente è il modem che, con le sue velocità da brivido, richiede un carico di energia consistente in proporzione alla capacità della batteria.

Un’altra è senza dubbio la notifica tramite push in accoppiata coi servizi di localizzazione. Il processore invece, nonostante sia performante e abbia un potenziale enorme non sembra essere una causa diretta, e basta verificarlo giocando a qualche titolo famoso in modalità aereo. Altro dettaglio che potrebbe influire è sicuramente iOS 6, un po’ troppo “pesante” per tutti gli smartphone Apple attualmente in commercio. Attendiamo una versione ottimizzata del software per vedere se le cose miglioreranno. Nel frattempo vi rimandiamo alla nostra guida su come migliorare l’autonomia della batteria.

Audio: musica ad alta definizione

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Un aspetto del nuovo iPhone 5 che davvero pochi hanno preso in considerazione è la sezione dedicata all’audio. Probabilmente l’utente medio tende ben poco a rilevare i dettagli durante l’ascolto musicale, ma gli audiofili (come me) no, assolutamente. Quando Jobs presentò il suo primo iPhone al pubblico utilizzò la keyword “iPod” come uno dei tre punti cardine essenziali inglobati nel dispositivo, ed è quindi assodato già dalle origini che lo smartphone della Mela debba soddisfare canoni di prestazioni del suono medio/alti.

Quest’anno ci riesce davvero bene, principalmente grazie al codec audio Apple 338S1077 Cirrus che porta sia in uscita che in ingresso una pulizia del suono ottima e un’amplificazione davvero consistente. A supporto del codec vanno sicuramente i nuovi Earpods, auricolari con controllo remoto integrato (vedi paragrafo successivo), e il nuovo sistema di speaker, anche in questo caso lievemente migliorato rispetto alla generazione precedente.

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L’audio riprodotto tramite altoparlanti rimane pulito e poco distorto sulle frequenze alte, anche se pur sempre con un’amplificazione massima moderata, rivisitata in propagazione anche tramite il nuovo sistema ben visibile nella parte inferiore del dispositivo. Apple ha scelto di rimuovere la classica griglia e introdurre forellini più larghi, anche se il metodo finale effettivo è pur sempre mono (solo lo speaker destro attivo). L’uscita su linea invece, ovvero tramite jack in connessione aux predisposto nella parte inferiore del dispositivo, è semplicemente strepitosa. Potente e caldo, il suono farà felice gli speaker esterni di qualsiasi stereo (è consigliato non tenere iPhone a volume massimo o minimo in questo tipo di connessione per evitare rumori di sottofondo o distorsioni).

Parliamo invece dei microfoni, presenti in un numero totale di tre. Le posizioni sono strategiche: zona classica, all’interno dei forellini dello speaker sinistro (1) parte frontale, vicino allo speaker classico per le telefonate (2), e parte posteriore, vicino alla fotocamera. Perché così tanti? Per eliminare qualsiasi tipo di rumore garantendo però qualità massima. L’iPhone 5 ne selezionerà uno in base alle situazioni, ovvero alla ripresa video, registrazione audio, conversazione Facetime, o telefonata. Per quest’ultima nello specifico la qualità di conversazione riscontrata (ovviamente tecnologicamente parlando) nei primi secondi di chiamata è davvero eccezionale.

Ma, siamo quindi di fronte ad uno smartphone con grosso potenziale anche in ambito dell’audio professionale? Si. La musica sfrutta da anni ormai la tecnologia, e già da una manciata di tempo i dispositivi elettronici di consumo. I prodotti Apple, sia per diffusione che per ambiente molto favorevole allo sviluppo, sono ormai utilizzati sia in ambito di produzione musicale che per varie funzioni trasversali in cui uscite e ingressi sono fondamentali. Provare iPhone 5 alle prese con sessioni di mixing musicale o di composizione è un piacere per gli audiofili, senza dubbio.

Accessori: arrivano Lightning e Earpods

Uno smartphone che si rispetti è sempre accompagnato da accessori di qualità. Può iPhone 5 essere uno strappo negativo alla regola? Assolutamente no. Il contenuto del box è il seguente:

  • iPhone 5 (ovviamente)
  • Alimentatore da presa
  • Graffetta per l’estrazione del carrellino nano-SIM
  • Cavo Lightning
  • Auricolari Earpods
  • Libretto illustrativo

Tutto è disposto come al solito in modo preciso nell’involucro concavo, e la fattura per ognuno dei componenti elencati è decisamente ottima. Analizziamo però le novità concrete di quest’anno, ovvero il cavo dotato di nuovo connettore Lightning e le nuove cuffie con controllo remoto Earpods. Uno dei particolari che ha fatto storcere ben poco il naso agli utenti è sicuramente l’introduzione del nuovo dock a 8 pin, denominato Lightning.

La scelta di Apple è abbastanza ovvia: il classico connettore a 30 pin, in commercio da svariati anni, era ormai superato, poco moderno. La società quindi, preferendo lo sviluppo di un connettore proprietario e non universale come il microUSB, ha fatto si che la maggior parte delle docking station e degli accessori acquistati fino ad oggi per gli iDevice si rivelassero completamente inutili per i nuovi dispositivi.

Non è però di certo un torto: affidandosi alle nuove tecnologie casa Cupertino è riuscita a produrre un connettore di dimensioni ridotte di circa l’80% rispetto al vecchio 30-pin, consentendo così di integrare nei nuovi dispositivi (iPhone 5 compreso) un modulo di connessione decisamente più piccolo, guadagnando così spazio per altri componenti interni. La svolta doveva arrivare, ed è arrivata. Il nuovo Lightning non consente però il passaggio diretto di video (per questo vi è un adattatore apposito), e nega la possibilità di utilizzare cavi dotati di connettore microUSB, quasi identico in dimensioni (ma anche per questo vi è un adattatore). Chi è in possesso di accessori in cui la mobilità dei dispositivi è ampia, ovvero che non inglobano iPhone al proprio interno, potrà comunque sfruttare un nuovo adattatore (si, il terzo) acquistabile separatamente. Piccole impressioni sul prodotto? Il cavo sembra più resistente, decisamente più leggero, e apprezzabile per la bipolarità, ovvero la capacità di essere inserito nei dispositivi in due versi differenti.

[img_destra][/img_destra]Per quanto riguarda le cuffie Earpods invece ci sarebbe tanto da dire. Riassumendo, da amante della musica, posso sicuramente dire che si tratta di un paio di cuffiette con rapporto qualità/prezzo davvero interessante (29€ sull’Apple Online Store), e con una struttura unica. I vecchi auricolari erano scomodi per molti, e spesso erano la causa di rumori da urto su maglie o altri indumenti durante le conversazioni audio.

I nuovi Earpods invece sono dotati di un nuovo sistema di diffusione sonora tramite il quale le frequenze vengono riprodotte in modo diretto con altissima fedeltà, sono versatili ed ergonomiche per tutte le forme di padiglione uditivo, ed evitano la formazione di vuoti d’aria causati dalla pressione. Il loro design è basato su esigenze concrete, e questo è il punto di forza assoluto dell’accessorio. Maggiore importanza anche per le frequenze basse, solitamente quasi “dimenticate” nella creazione strutturale di speaker da orecchio, e maggiore resistenza a sudore o urti. Il piccolo dettaglio della custodia/raccoglitore fornito in dotazione è inoltre davvero apprezzabile, oltre che utile.

Temperatura e resistenza: valori nella norma

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Quando si parla di smartphone non si può di certo solo fermarsi all’apparenza. In una realtà dove il costo dei dispositivi di fascia alta arriva a toccare anche gli 800-900€ è giusto prendere in considerazione anche la resistenza che un prodotto ha agli urti e all’usura ed eventuali problemi di temperatura.

Per quanto riguarda la resistenza agli urti, ottimi responsi. I test effettuati da varie aziende riportano un ottima capacità dei materiali di resistere agli urti accidentali classici, sia per quanto riguarda la scocca che per vetro frontale. Quest’ultimo sembra essere anche difficile da graffiare, nonostante lo spessore sia davvero ridotto.

In merito alla resistenza all’usura e ai graffi invece l’esito è negativo. Il trattamento con punta di diamante utilizzato per la cornice dell’iPhone la fa splendere, si, ma la rende anche più fragile. La prova l’abbiamo avuta al day one, quando numerosi iPhone 5 sono stati spacchettati al momento e si presentavano già graffiati lungo la cornice. Fornitura difettosa?

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No, è la cornice davvero estremamente fragile. Io stesso, in soli due giorni di utilizzo senza alcuna cover, sono riuscito misteriosamente a procurargli una piccola scheggiatura lungo il margine superiore della cornice che oltretutto, data la lucentezza dell’alluminio 6000, risalta davvero tanto sulla colorazione nera.

Prendiamo in esame invece possibili problemi di temperatura. La terza generazione di iPad manifesta in alcuni casi problemi di “heatgate” non poco fastidiosi, ma per fortuna la cosa per iPhone 5 è la stessa.

Solo dopo ore e ore di utilizzo consecutivo del modem in 4G o 3G o dopo sessioni Facetime prolungate sempre via Cellular l’alluminio posteriore tende a diventare tiepido, ma per il resto nessuna anomalia riscontrata. La cosa è sicuramente da lodare soprattutto perché, essendo l’alluminio un metallo, tende per natura di norma a riscaldarsi molto più facilmente della plastica. Ben fatto Apple.

iOS 6: sicuro e fluido, ma niente di “speciale”

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Prima di giungere alla fine della nostra recensione di iPhone 5 non potevamo non prendere in esame l’apposita versione di iOS 6. Il dispositivo arriva di fabbrica con la versione 6.0 pre-installata che presenta un grave bug relativo agli aggiornamenti OTA (già risolto con iOS 6.0.1). Tralasciando il piccolo dettaglio, possiamo sicuramente dire che il sistema operativo non rende affatto male con questo aspect ratio. La possibilità di poter consultare le Mappe anche in versione tridimensionale e con servizio turn-by-turn, di godere di un App Store rinnovato nella UI, di usare le integrazioni social o di sfruttare varie feature relative alla camera sono sicuramente elementi piacevoli. Le novità di iOS 6 sono tante (molte non si vedono), e meritano sicuramente un articolo a sé stante.

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Per quanto riguarda le prestazioni Apple si è data davvero da fare. Su iPhone 5 le App si aprono all’istante grazie al processore A6, l’accelerometro è rapido, le foto vengono scattate in modo celere: tutto perfetto, o quasi. Bisognerebbe fare un’analisi del software davvero approfondita per potere stabilire le cause precise, ma i servizi di localizzazione e le notifiche push implicano un consumo troppo elevato della batteria. Un aggiornamento con cui sarà possibile sfruttare la localizzazione occasionale senza dover disattivare toggle su toggle quando si è a casa onde evitare il consumo spasmodico di energia non sarebbe solo gradito, ma necessario.

Inoltre, sebbene le performance siano ottime, avere una fila aggiuntiva di icone sulla Home screen e poco più spazio per i contenuti costituiscono davvero l’obiettivo finale che giustifica l’introduzione di un display da 4 pollici più lungo? Lo spazio in più potrebbe essere sfruttato meglio in più modi, integrando magari un’interfaccia utente più vasta. Per far si che ciò avvenga dovremo probabilmente però aspettare iOS 7

iPhone 5: le nostre conclusioni

Il nuovo iPhone 5 è uno smartphone splendido, curato nel design, nella fattura, e nelle performance. Ha alcuni difetti, tra cui l’autonomia della batteria decisamente non entusiasmante, ma una versione ad hoc di iOS 6 potrebbe rivalutare totalmente la cosa.  La navigazione sul web è davvero semplice e rapida, l’ascolto di musica è molto piacevole, la visualizzazione di foto o video sul nuovo display è interessante. Poter sfruttare un quantitativo maggiore di contenuti rispetto al precedente modello 4S non è affatto male, soprattutto su un display così pratico in quanto a dimensioni e feeling.

[proecontro]Apple tenta di fare la differenza come sempre, e in questo caso c’è riuscita abbastanza bene. Tale diversità si è sentita purtroppo anche nel prezzo di partenza, il quale lievita fino a 729€ per il modello base. Il prodotto è disponibile all’acquisto negli Apple Store sparsi sul globo o sull’Apple Online Store nei tagli di memoria da 16, 32, e 64 GB, e nelle colorazioni bianca e nera. Vale la pena acquistarlo? Si, ma è importante mettere in evidenza che il target di utenza più congeniale all’utilizzo non è chi utilizza freneticamente il telefono nella maggior parte della propria giornata e che ha quindi bisogno di garanzie sull’autonomia. Apple, devi e puoi sicuramente superarti nella batteria della la prossima generazione.

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