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Recensione ASUS Transformer Book T100

di Riccardo Palomboaggiornato il 12 giugno 2015

Per capirci, Transformer Book T100 ha un’autonomia di 10 ore reali, la potenza di calcolo che serve alla produttività, Office 2013 incluso e il prezzo più basso del mercato. E’ molto, molto più reattivo degli Atom precedenti ed ha molta, molta più potenza grafica per giochi 3D e riproduzione Full HD. Ancora: gestisce un secondo schermo in 1080p senza intoppi, ha un ottimo audio e un microfono migliore di quello dei tablet Android, integra una tastiera che va bene per scrivere ed è robusto nei punti dove è necessario esserlo. Personalmente lo considero un portatile con schermo removibile più che un tablet con tastiera, ma al di là di questo l’importante è che finisce per essere un piccolo strumento per la creazione di cose a cui si può chiedere di tutto.

Ma allora perché dubitare di ASUS Transformer Book T100? Perché la qualità delle finiture è bassa, perché lo schermo deve essere usato sempre al 100%, perché per essere un portatile ha poche porte – e quelle presenti sono troppo vicine, perché le cerniere non si inclinano quanto dovrebbero e tendono a scivolare su superfici inclinate e infine perché, se cercate un portatile per lavorare a lungo, meglio puntare ancora su un 11.6 pollici. Tra me e ASUS Transformer Book T100 non è scattato il feeling che speravo di trovare, ma questo non toglie nulla alla praticità e alla concretezza del prodotto. Sarà lo stesso per voi? Per scoprilo, approfondiamo meglio i suoi punti chiave: formato, prestazioni e autonomia.

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La riscoperta del formato 10 pollici

Un 10 pollici come questo si presta a molto contesti. E’ leggero, è facile da portare in borsa, è grande sufficientemente per scrivere sulle ginocchia, ha una risoluzione comoda per leggere e spazio a sufficienza per non zoomare nei PDF. E su questo, ASUS T100TA, si comporta benissimo. Ha finiture di fascia bassa, questo lo sappiamo, si riempie di ditate, impronte, unto e schifezze varie anche solo guardandolo e quando usato in modalità tablet è anche un po’ ruvido da tenere con quei bordi a filo in plastica tagliente. Insomma, ci siamo abituati alla pregevolezza di tablet e smartphone, ed è difficile tornare indietro.

Ma non vi spaventate! Scarsa cura non significa scarsa qualità costruttiva. La tastiera è molto solida, ha finitura opaca ed è probabilmente la parte più bella di tutto il computer. L’enorme cerniera centrale metallica eredita tutta l’esperienza dei tablet ASUS Transformer, e qui è solida, stabile, rocciosa, assolutamente a prova di sgancio con due inserti di media grandezza che assicurano il display con un clack impossibile da non sentire. Anche l’orrenda finitura lucida del coperchio ha almeno un tornaconto: forma uno strato aggiuntivo discretamente spesso (si vede ad occhio nudo la distanza con la texture inferiore) e protegge la scocca da righi, urti, colpi accidentali. In breve, ASUS ha risparmiato sulle finezze non sulla solidità del telaio. E’ una buona notizia. T100TA può sembrare plasticoso, ma guardando bene si scopre che è solido quanto basta.

Peccato che alcune scelte abbiano finito per peggiorare l’esperienza utente. Le due porte microUSB e microHDMI del lato destro, sono troppo vicine, a volte impossibili da usare insieme. Il tasto HOME posizionato sotto il bilanciere del volume è scomodo da trovare, quello Power in alto richiede un po’ di tempo per essere inquadrato. I piedini in plastica dura della cerniera (e non in gomma come quelli del fondo) non fanno presa e tendono a far scivolare in modo noioso il tablet; io non riesco ad usare il mio Laptopper se non tenendolo perfettamente in piano. Ma soprattutto l’angolo di inclinazione della cerniera è limitato (per una questione di bilanciamento) e a volte scomodo, non sufficiente.

Questo è tutto quel che c’è da sapere, in negativo, sull’ibrido ASUS. Tutto, perché la tastiera e touchpad non hanno problemi. A differenza di quanto si legge online, ho trovato adeguato il touchpad. Ok, è stretto per il multitouch a 3 dita richiesto da Windows 8, ma c’è il touchscreen. E spesso è molto, molto più comodo e spontaneo passare il dito sullo schermo piuttosto che spostare tutta la mano verso il touchpad. Un tips per migliorare la resa del touchpad: disattivate le ASUS Smart Gesture, almeno inizialmente. Sono utili, ma se non avete pratica e non sapete come usarle finiscono solo per fari innervosire facendo partire comandi non voluti. Un caso tipico è quello della barra Charm laterale. Disattivatele e non dimenticate che avete a disposizione un touchscreen a 10 punti! Bene anche la tastiera, silenziosa, stabile al centro, con tasti freccia non mozzati e uno shift sinistro a prova di ditoni. Serve un po’ di pratica, quello per forza, ma non sarà difficile scriverci.

Prestazioni, esperienza utente e autonomia

La prova del nove si ha collegando il nostro ASUS T100TA ad un monitor via HDMI. I SoC Atom Bay Trail sono i primi della serie capaci di lavorare con le istruzioni out-of-order, castrate per questioni di marketing nelle generazioni precedenti. Sono dei Quad Core, hanno grafica Intel HD derivata dalla ottima Intel 4000 HD dei Core Ivy Bridge e infine sono prodotti a 22 nm (ok, questo non c’entra nulla con la velocità ma serve a far capire che sono moderni). In breve, sono molto veloci nel multitasking e tutt’altra cosa rispetto gli Atom che conosciamo. Davvero, viene da chiedersi perché Intel non ne ha approfittato per cambiare nome al SoC – forse perché il naming è perfetto?

Dicevo, collegando T100TA ad un monitor si riescono a gestire due display HD senza problemi. Windows 8.1 offre diverse possibilità di configurazione, e la mia preferita è usare il display touch per il web, quello grande per twitter e Office. Oppure avere un video sul piccolo e browser sull’esterno. Cambia poco in termini di reattività e non è affatto poco per un dispositivo così economico. Transformer Book T100 può essere, all’occorrenza, un desktop, o se non altro ha la potenza per essere usato – una volta a casa – su uno schermo più grande con tastiera e mouse più comodi. Sono cose che con i vecchi EeePC o i tablet Android, per un motivo o per l’altro, era molto più scomodo fare.

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La parte più sorprendente è la reattività nell’esperienza web. I vecchi Atom, e chi scrive ha usato fino a pochi giorni fa un vecchio Google CR48 con single core N270: non erano male ma si inchiodavano letteralmente con il javascript. Non succedono più queste cose: scrivo questa recensione su IE Metro e WordPress a schermo intero, ho in background: Word 2013, Asphalt 8, MetroTweet, Kindle App, Modern Reader, MP-HC, una schermata di impostazioni, Skype e l’app fotocamera. Ci sono anche Mail in esecuzione ed altre due schede aperte su IE. Gestore risorse mi dice che ho 12 applicazioni e 46 servizi in background. Il consumo della CPU raramente supera il 15% e la memoria RAM libera non scende mai sotto i 300 mega. Siamo in una situazione tipica di utilizzo, neanche troppo affollata perché in fondo uso solo un’app alla volta, ma tutto scorre a dovere e non ho rallentamenti nella gestione di WordPress (che è un mangia risorse con tutto il suo javascript, proprio come Gmail, Gplus e Facebook). La RAM è appena sufficiente, questo sì, ma in fondo basterebbe chiudere Asphalt 8 e MetroTweet per liberarne un po’. In più, qui si usa una memoria di tipo eMMC, quindi anche un eventuale paging su disco non è una cosa drammatica come su comuni dischi magnetici.

Il mio uso di Office 2013 è limitato a documenti di testo, tabelle Excel di riepilogo e poco altro, ma credo si possano gestire cose molto più complesse. Il sistema, a dire il vero, non mi ha mai dato la sensazione di essere in vero affanno. I giochi non sono il mio forte. Tra l’altro qui non basta scaricare tre o quattro apps da Play Store e vedere se girano: la compatibilità con tutti i videogames per Windows rende questi contesti molto più vasti. Posso dirvi che Asphalt 8 gira che una bellezza, mentre il benchmark di Street Fighter IV in HD con impostazioni standard, è un po’ sotto i 30 fps di media. Persone più esperte di me dicono che World of Tank, Counter Strike, The Cave, TrackMania 2, Burnout Paradise, Dust An Elysian Tail, Torchlight II, Trine, Team Fortress II, Batman Arkham Asylum, Football Manager 2014, FIFA 14 e Diablo III sono giocabili.

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Per testare la riproduzione video su ASUS Transformer Book T100 ho provato alcuni mkv, avi, mp4 e mov 1080p con MP-HC e VLC. Con accelerazione hardware DXVA abilitata si ha un carico sulla CPU inferiore al 15%. Su IE desktop, un 1080p Youtube carica la CPU con alti e bassi raramente sopra il 25%; lo stesso video, su Chrome, arriva anche al 50% di carico. C’è una discreta differenza tra le prestazioni di questi due browser, e spesso in sfavore del software Google. A voi decidere dove sta l’inghippo; io credo sia una questione di driver e ottimizzazioni Intel/Microsoft. Nulla, comunque, è migliore di IE Metro per la pura navigazione.

Ho fatto dei test con Sony Vegas Movie Studio HD (e non il solito Sony Vegas Pro perché non esiste in versione 32-bit) e sono riuscito a editare, montare e renderizzare un MOV 1080p preso dalla mia Canon 600D. Ho provato Adobe Lightroom 5.2, e anche qui si riescono a gestire alcuni raw e jpeg alla qualità massima. Con software come questi non si possono pretendere prestazioni da desktop (ma neanche da portatile/stufetta 15 pollici di fascia media) ma devo dire che non ho notato grandi differenze con l’esperienza data dal Celeron 1007U Ivy Bridge di ASUS VivoPC. Dal punto di vista tecnico, Transfomer Book T100 è una macchina valida per fotografi professionisti che cercano un portatile compatto per scaricare e mostrare gli scatti quando sono all’aperto, ma chiaramente bisogna dotarsi di disco esterno USB perché qui, di spazio interno, proprio non ce n’è.

La configurazione base ha 32 GB di spazio, 15 liberi al primo avvio, 14 GB una volta che avete attivato Office 2013 Home & Student. ASUS installa l’immagine di ripristino di Windows 8 all’interno di una seconda memoria nascosta e questo è un bene perché almeno libera quei 4/5 GB in più (per fare un esempio, Dell Venue 8 Pro ha 9 GB liberi) ma la sostanza non cambia. Vi troverete presto a dover fare i conti con lo spazio su disco.

Ricorda un po’ quando si facevo miracoli per recuperare spazio nei primi modelli di EeePC. La soluzione più banale prevede l’utilizzo di una scheda microSD veloce, da usare per i dati più importanti; è scontato, lo so, ma è anche il metodo più indolore. Chi proprio pensa di non farcela, chi non ha quel gene che rende divertente smanettare con queste cose, farebbe bene a scegliere la versione da 64 GB o quella più costosa con disco da 500 GB integrato nella tastiera. C’è solo un problema: entrambe non sono ancora disponibili in Italia. Qualche altro appunto: la porta USB 3.0 alimenta un disco esterno, la scheda di rete supporta Miracast, WiDi e Dual Band (il test con Miracast è in arrivo), il caricabatterie è compatto ma il cavo USB è tremendamente corto, c’è un bel volume.

Sull’autonomia sarò breve: ho recuperato il mio vecchio software di test che per anni ha stimato le autonomie dei netbook (un programma Windows che apre un sito a caso dalla lista su browser, scrolla la pagina, aspetta 5 secondi poi chiude e riparte con un altro sito; il tutto fino a quando la carica della batteria lo permette. Con schermo al 100%, WiFi e nessun accorgimento (servizi di default abilitati, mail e asus update in backgound) ASUS Transformer Book T100 ha retto per 10 ore e 5 minuti. Non ho fatto altri test perché non credo serva stimare altro. Il portatile dura giorni di uso basilare, la parte tablet ha un’autonomia da modello Android e anche i consumi in standby sono molto bassi. Il tutto, giusto per lodare ancora il SoC Intel, con una dissipazione del calore impeccabile, senza mai scaldare in modo fastidioso e mai nei punti che finiscono a contatto con le mani. Davvero un bel lavoro.

È il più concreto sul mercato

Basta dire questo: in giro non c’è niente di paragonabile a Transformer Book T100. È noiosamente concreto e davvero privo di veri difetti, anche un po’ presuntuoso con quel suo essere dozzinale nell’estetica quasi a voler già marciare sopra un futuro aggiornamento. Ad ASUS basterebbe poco per renderlo perfetto, ma qualcosa mi dice che serviranno mesi per avere piccole migliorie, più di una revisione per vederlo veramente come vorremmo. Così com’è, resta la migliore pubblicità per Bay Trail, probabilmente il portatile economico con Windows 8 che avrebbe dovuto fare Microsoft, un modello da non farsi sfuggire se l’obiettivo è sostituire un netbook. Chi cerca un tablet ed è attratto dalla dock inclusa farebbe bene ad evitarlo e prendere un prodotto più a fuoco, così come chi cerca un portatile principale per lavoro dovrebbe salire almeno verso gli 11.6 pollici. Costa resta? Chi sa benissimo di cosa ha bisogno e si chiede solo se questo modello è adeguato o meno. Beh, io credo proprio di sì.