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Recensione Amazon Fire TV

di Riccardo Palomboaggiornato il 27 aprile 2015

Sì, Fire TV è davvero tutto questo. È il miglior Mini PC Android sul mercato e quello più conveniente se l’idea è guardare film in streaming, giocare di tanto in tanto ed usare XBMC. Amazon vende Fire TV solo negli Stati Uniti per 99 dollari, ma si trova facilmente su ebay per poco più di 100 euro. Mentre scrivo, è attiva una promozione che permette agli utenti americani di provarlo per 30 giorni prima di decidere se acquistarlo o restituirlo.

Io ne ho importato uno alcune settimane fa con l’idea di capire cosa è possibile farci in un paese per il quale non è stato pensato. Usare un Fire TV in Italia è un vero azzardo ma per fortuna, nonostante i limiti e i vincoli di cui parleremo, qualcosa si riesce a fare.

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Il miglior hardware al miglior prezzo

Prima però, è necessaria una bella sviolinata all’hardware e alla costruzione. Amazon Fire TV usa il SoC Qualcomm Snapdragon 600 con 2 GB di RAM, 8 GB di ROM, WiFi N, Bluetooth 4.0 e grafica Adreno 320. È un Nexus 7 2013 inserito dentro un telaio da 11 x 11 x 2 cm, libero dalle restrizioni energetiche inevitabili su tablet e quindi pronto a tirar fuori tutto il meglio di sé. E mi sembra inutile dire star qui a scrivere che c’è potenza a sufficienza per la gestione di tutte le apps Android che vi possa venir voglia di provare. Trovate tutti i dettagli tecnici nel nostro database.

Amazon ha progettato il Mini PC per restare attivo ininterrottamente, e questo è il perché manca un pulsante on/off sul telaio; per spegnerlo, bisogna staccare il connettore di alimentazione oppure cambiare porta HDMI sulla TV e aspettare che il box vada in standby (dopo 30 minuti). Non è molto elegante, ma è nell’interesse di Amazon obbligarvi a tenerla sempre accesa/pronta. Tra le porte è fondamentale la Ethernet, perché assicura la massima banda per tutto lo streaming che ci può venire in mente. Fire TV ha un’ottima ricezione wireless, con le antenne interne della WiFi Dual Band che si comportano come previsto. Non è un problema tenerla lontano dal router wifi.

Buono, per ergonomia e precisione, il telecomando Bluetooth abbinato; non perde un colpo e fa sembrare quelli della vostra TV dei plasticoni cicciotti e ingombranti. Peccato che non sia del tutto configurabile e che, come vedremo più avanti, crei qualche problema al di fuori della UI Amazon. Scomodo, infine, l’alimentatore da muro (5V 2A) perché la spina è un tutt’uno con la circuiteria e questo crea un ingombro che occupa 2 delle nostre prese. Ma siamo noi, a non essere in USA.

Amazon Appstore ma anche .apk “personali”

Amazon ha reso Fire TV interessante per i nerd esperti. Con Chromecast e le sue API pubbliche, con tutti i Mini PC Android sul mercato cinese, non sarebbe stato possibile fare altrimenti. Sono online i sorgenti del sistema derivato Android di Fire TV, le librerie SDK, la documentazione tecnica, ed è possibile installare apk di terze parti semplicemente abilitando il debug ADB. In soldoni, significa che è possibile installare e lanciare i comuni pacchetti .apk di Android. E questo oltre, ovviamente, a quelli disponibili su Amazon App Store.

C’è un elenco lunghissimo di app Android supportate al 100% da Fire TV: browser, giochi, apps sociali, lettori multimediali, emulatori e launcher. Chrome e Firefox funzionano benissimo su questo hardware (anche con Flash, se proprio volete), e anche sua maestà XBMC 13 è supportata ufficialmente con tanto di accelerazione hardware durante la riproduzione video HD e ottima compatibilità con repository e plugin. Altri esempi sono Spotify, la bellissima Qello Concert e launcher come NOVA – da mettere assolutamente in autostart con app come AutoPilot visto che la UI proprietaria non mostra le apps installate in sideload nella schermata principale.

Per installare un’app con ADB basta digitare un paio di comandi e premere INVIO. È anche molto comodo farlo mentre la Fire TV è in standby. Più noioso, invece, trovare degli apk sicuri da scaricare ed inviare al box. È comunque un approccio che assicura una discreta flessibilità. Abbinato ad Amazon App Store ci fa installare quel che vogliamo, anche se questo non è sempre adatto all’uso senza touchscreen, su TV. E infatti capitano problematiche, dubbi e incertezze. Ne parleremo dopo.

Mentre scrivo, non tutte le apps sono compatibili. Alcune hanno supporto parziale, come Google Earth e Spotify e Kindle, mentre altre non si avviano o non sono utilizzabili. Tra le illustri: Candy Crush, Google Drive e Play Music e Need For Speed – Most Wanted.

Compatibilità, periferiche e blocchi hardware

Al tutto si aggiunge una buona compatibilità con joypad e controller di terze parti. Quello di OUYA, ad esempio, è tra i migliori che si possono abbinare. Vanno bene anche i gamepad di PS4, XBOX 360, Madcatz, Moga e altri Bluetooth. Tutto ok anche con tastiere wireless dotate di ricevitore USB (come le Logitech); la mia Rii Mini i28 funziona benissimo su Fire TV. Niente da fare, invece, per i controller Wii e per certi USB di fascia bassa (ne ho provati un paio, e nessuno dei due è stato riconosciuto). È una questione di driver e firmware, non ci sono vincoli o blocchi, e questo fa pensare ad un supporto crescente nel tempo.

Quel che non si riesce a fare, invece, è collegare un disco esterno USB, una pennetta o che altro, e in breve utilizzare la porta USB 2.0 posteriore come host. L’interesse di Amazon è spingervi verso i contenuti online (meglio se presenti nel suo listino), non sfruttare il suo hardware per vedere film che avete scaricato/acquistato in altri modi. È comprensibile, e in fondo anche aggirabile installando XBMC o un client DLNA/SMB. Gli 8 GB di spazio interno si esauriscono in fretta, e anche se è possibile gestire le app dal cloud Amazon (proprio come si fa con Fire HD e Fire HDX) sarebbe stato comodo poter espandere lo spazio interno con una scheda microSD o SD.

Sarà possibile farlo quando l’accesso root su Fire TV sarà cosa pubblica. Ci sono sviluppatori XDA che hanno già in mano i metodi giusti, ma si aspetta il momento migliore (e il nuovo firmware Amazon) per rilasciare il tutto. Da lì, si potranno poi avere Custom ROM, personalizzazioni alla UI proprietaria (magari sfruttarla per mostrare le apps installate con ADB), una maggiore compatibilità con le periferiche esterne – USB e controller compresi – probabilmente il supporto Google Play Store e la possibilità di usare il Miracast su tutti i tablet, non solo sui Kindle Fire. Seguire il thread su XDA se vi interessano questi argomenti.

→ Aggiornamento: Fire TV ha accesso root. Ecco come

Le limitazioni dell’usarla in Italia

Amazon Fire TV in Italia diventa una Mini PC Android, niente di più. Sono poche le funzionalità integrate adatte al nostro paese – e per tutte le altre bisogna arrangiarsi in qualche modo. In attesa di ROM e root, ed esclusi i discorsi sulle applicazioni Android fatte nei paragrafi sopra, vi consiglio di utilizzare un servizio di mascheramento dei DNS tipo UnoDNS (per aggirare i blocchi sul paese) e di registrare un account farlocco su amazon.com al quale, poi, abbinare una carta di credito fittizia con indirizzo americano; non è elegante, lo so, ma in questo modo si riescono a scaricare tutti i tipi di contenuti da Amazon Appstore.

Valgono le stesse tecniche usate, prima dell’arrivo definitivo in Italia, con i tablet Kindle Fire. Niente di pronto, quindi, per un dispositivo che nasce in USA come la soluzione ideale per da famiglia e finisce, in Italia, come esclusiva per esperti e hacker (nel senso vero e originale del termine). Dimenticavo: anche le funzioni audio del telecomando, la ricerca vocale soprattutto, sono del tutte inutili da noi. Chissà se un giorno sarà possibile sfruttare quel microfono integrato per le chiamate Skype.

Quindi, è consigliata o no?

Ripeto – per chi salta subito alle conclusioni: quello Amazon è il migliore Mini PC Android sul mercato. Fire TV è potente, assemblata per durare nel tempo, con una comunità crescente e il miglior prezzo di sempre per questo hardware. Se cercate un Box ARM da usare soprattutto per compiti impegnativi, intensamente anche per giochi, è la soluzione migliore. Tutto sta nel mettere in conto un po’ di tempo per trovare e installare gli apk di vostro interesse – ed essere pronti a sfruttarla, ancora per un lasso di tempo indefinito, in una forma non ottimale.

Consiglierei ad un amico esperto l’impegno di importarla dagli USA (servono circa 130 euro, dogana compresa – ma forse si fa prima a cercare su ebay esemplari già in Europa) mentre farei stare alla larga chi non ha tempo/voglia/capacità o chi cerca semplicemente un modo per vedere video sulla TV; in tal caso, una Chromecast basta e avanza. La strada è comunque segnata. Tutto sta nel capire se Amazon farà di Fire TV un prodotto stabile del suo catalogo, se la aggiornerà di anno in anno come succede con i tablet e con gli ebook reader o se il mercato preferirà una soluzione più economica, meno completa, meno impegnativa – come la chiavetta Google.