Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Leviathan Mini: il piccolo grande speaker Bluetooth di Razer

di Giovanni Matteiaggiornato il 25 maggio 2018

Quando mi hanno proposto di recensire il Razer Leviathan Mini ho fatto i salti di gioia. Non tanto perché apprezzi Razer per ciò che fa nel campo videoludico e altro – a proposito, avete visto l’ultimo Razer Blade 2016? -, ma perché ho sempre letto interessanti recensioni circa gli speaker che l’azienda americana produce e volevo finalmente provare personalmente con le mie orecchie se il Razer Leviathan Mini fosse davvero così promettente come viene pubblicizzato.

Molto spesso accade infatti che alcuni brand ricevano a priori lodi e applausi per prodotti che poi, quando si provano realmente, si materializzano in caratteristiche ben lontane da quelle dipinte. Una situazione simile l’ho provata sulla mia pelle durante la recensione Xiaomi Hybrid, dove a fronte di un prezzo di listino davvero competitivo, le cuffie in-ear non brillano certo nel modo in cui erano state pubblicizzate in rete – purtroppo a parte i bassi le Hybrid non hanno molto altro da offrire.

Quindi con spirito critico ma curioso mi sono spinto in queste settimane nella prova del Razer Leviathan Mini, provandolo e stressandolo in diversi contesti cercando di trovare qualche punto negativo che, piccolo spoiler, alla fine è venuto a galla. Niente di preoccupante però; come vedremo il Razer Leviathan Mini è un ottimo speaker Bluetooth, con tante qualità e con un prezzo davvero interessante.

Non perdiamo altro tempo quindi: ecco la nostra recensione del Razer Leviathan Mini.

Scheda tecnica

[table id=281 /]

Design e materiali: piccolo e solido

La confezione dello speaker si manifesta come un “piccolo” parallelepipedo rigorosamente nero (l’azienda americana ha per il colore scuro una morbosa ammirazione) che in tutte le facciate informa l’utente sulle caratteristiche generali del Razer Leviathan Mini e di quelle che possono essere le informazioni tecniche di cui si ha bisogno per saggiare rapidamente le qualità del prodotto. Il piccolo gancio posto superiormente non serve solo per fissare rapidamente la confezione, ma anche e sopratutto a fungere da perno per l’apertura della confezione stessa. Questo perché la confezione, come una matrioska, rivela il suo contenuto solo se sfilato via. Ecco quindi che facendo una piccola pressione verso l’alto e verso il basso – contemporaneamente – appare finalmente il contenuto stesso della scatola.

Il Razer Leviathan Mini campeggia in una piccola struttura rivestita su entrambi i lati da un piccolo inserto in spugna; il resto della strumentazione come cavi, alimentatore da presa, manuale di istruzioni e borsellino da trasporto, sono tutti riposti al di sotto dello speaker, in un altro scompartimento, evitando quindi di mettere in secondo piano la visione del piccolo speaker Bluetooth.

Messa da parte la confezione e andando a “tirar via” il Razer Leviathan Mini dal suo piccolo trono, già solo prendendolo in mano si può apprezzare quanto il dispositivo sia solido e compatto. Questo non lo si nota soltanto dalla qualità costruttiva dello speaker – è pur sempre plastica, sebbene sia di ottima qualità -, ma dal peso del Razer Leviathan Mini.

Parlando sinceramente, andando a rimuoverlo dalla confezione ho dovuto imprimere un ulteriore punto di forza in quanto, a primo impatto, mi sembrava pesasse molto meno. Capiamoci, non si tratta di un peso mastodontico, ma una volta preso in mano si capisce che Razer ha assemblato un pezzo davvero solido, resistente e con personalità.

Il Razer Leviathan Mini si presenta come un blocco unico a forma di parallelepipedo campeggiato da alcuni elementi pensanti per il suo funzionamento (li vedremo nell’apposito capitolo) e dal logo a tre serpenti incastonato nella spaziosa griglia di diffusione audio. La facciata superiore è caratterizzata da un tasto circolare multifunzione, i due tasti “+” e “-“ per il controllo del volume in uscita e, in fondo a sinistra, il piccolo foro che nasconde al suo interno il microfono per le chiamate in vivavoce.

Il lato corto destro presenta due tasti e due interfacce: abbiamo il tasto di accensione (quando entra in funzione a seguito di una pressione prolungata di 3 secondi si illumina con il classico verde acido onnipresente nei prodotti Razer), il tasto per attivare/disattivare il modulo Bluetooth 4.0 integrato con tecnologia aptX, l’entrata micro USB per la ricarica e il classico ingresso jack audio da 3,5 millimetri. La facciata sinistra, speculare a quella appena descritta, è completamente spoglia a meno di un piccolo logo indecifrabile che, se messo sotto la giusta luce, svela in realtà la presenza di un modulo NFC integrato proprio a livello del logo della tecnologia touchless ottima per il pairing in pochi secondi.

È raro trovare uno speaker Bluetooth di queste dimensioni capace di reggere l’audio a tutto volume senza gracchiareCapovolgendolo si scopre una piccola banda gommata che corre lungo gran parte della struttura dello speaker che svolge la funzione di ancorare o fissare in maniera più sicura il Razer Leviathan Mini sulla superficie sulla quale viene fissato. Durante le mie prove ho notato che la banda offre un ottimo grip su materiali come il legno o la plastica del cruscotto, ma su materiali come il marmo (pensiamo ad un banale tavolo di cucina), si ha una sensazione di sicurezza “a metà”; il Razer Leviathan Mini infatti tende ad alternare situazioni di fermo assoluto a piccoli scivolamenti.

Ovviamente si tratta di situazioni limite – penso che nessuno abbia a casa una tavolo di marmo inclinato -, ma è pur sempre necessario sottolineare di effettuare qualche piccola prova di grip quando si vuole stare certi che la banda gommata faccia realmente presa sulla superficie. Purtroppo, e concludiamo l’aspetto del design, c’è da dire che la gommatura ha la capacità di raccogliere lo sporco con estrema facilità.

Anche dopo aver pulito la superficie di appoggio con una piccola pezza umida, nei giorni seguenti ho notato come tanti piccoli pilucchi avessero fatto presa sulla stessa senza mai più riuscire a rimuoverli. Si potrebbe dire che si tratta di un “difetto” di poco conto ma, considerando l’approccio “portabilità” che lo speaker incarna, potrebbe essere davvero problematico portarsi dietro il Razer Leviathan Mini al mare o durante un picnic senza vedere la porzione inferiore popolata da elementi estranei.

Funzioni: un anello per ghermirli e nel buio comandarli

Sebbene Razer abbia scelto di inserire un solo tasto per il controllo delle funzioni audio e di chiamata, l’azienda l’ha impreziosito di particolari accorgimenti che in realtà aprono la strada a diverse modalità di utilizzo. In “modalità audio”, ovvero quando il Razer Leviathan Mini è collegato al proprio dispositivo (un computer, uno smartphone, un tablet, qualsiasi prodotto predisposto con l’entrata jack audio), attraverso il tasto multifunzione (MFB sul libretto delle istruzioni presenti nella confezione) è possibile andare a controllare alcuni aspetti della riproduzione audio.

Un tap permette di mettere in pausa o avviare la riproduzione del brano, due tap fanno passare la riproduzione alla traccia successiva in coda di ascolto e un tap triplo porta la riproduzione indietro di una traccia. Piccolo consiglio: durante le mie prove su OS X El Capitan ho notato che i comandi, per quanto siano efficaci e sempre puntali, funzionano a singhiozzi con Spotify. Sicuramente non è un problema del Razer Leviathan Mini, ma più che altro di come OS X supporti in maniera discutibile la presenza di queste funzioni su periferiche di terze parti. Ad esempio mi capita continuamente lo stesso problema con la tastiera Bluetooth Logitech K480, in cui la presenza di tasti funzione per il controllo della riproduzione audio mandano in confusione il sistema controllando una volta Spotify e un’altra causando l’avvio di iTunes.

Funzioni aggiuntive sono presenti anche sui tasti per il bilanciamento dell’audio in uscita. Ogni pressione (tap) causa l’incremento o il decremento dell’audio seguito da un “bip”, mentre la pressione prolungata sia su “+” che su “-“ indica al sistema di raggiungere il massimo o il minimo dell’audio salvandoci quindi dall’onere di modulare il tutto con frequenti tap nel caso in cui si volesse raggiungere il massimo o il minimo della potenza in uscita – il raggiungimento del valore massimo viene indicata all’utente da un doppio bip finale.

E il tasto multifunzione, cos’altro permette di fare? Dopo ad aver visto come controllare la riproduzione audio direttamente dal piccolo cerchio incastonato nel centro del Razer Leviathan Mini, il tasto multifunzione amplifica enormemente le sue potenzialità quando è abbinato al controllo di una chiamata in arrivo.

Razer da questo punto di vista ha fatto un lavoro davvero coi fiocchi integrando all’interno di un tasto funzione un piccolo sistema che permette di illuminare con colori differenti le diverse funzionalità attive durante il suo utilizzo in chiamata. Quando il Razer Leviathan Mini è infatti collegato via Bluetooth ad un dispositivo mobile (nel mio caso un iPhone 6s Plus), una chiamata in arrivo viene indicata con il tasto multifunzione colorato di verde e animato da una piccola animazione “pulsante”.

Il tasto multifunzione è la chiave per accedere intelligentemente a tante funzioni diverse, sia in audio che in chiamata Nel caso in cui la riproduzione audio sia attiva durante l’entrata di una nuova chiamata, l’audio della traccia viene diminuito con un ottimo effetto “fade-out” al quale, contemporaneamente, segue un “fade-in” per la suoneria del proprio smartphone. Quando la chiamata viene accettata (basta tappare una volta il tasto multifunzione), una animazione statica colorata di verde prende il posto di quella pulsante informando l’utente che la chiamata è stata correttamente agganciata e che si può iniziare a parlare.

Nel caso in cui si volesse mettere in pausa l’interlocutore, dopo aver accettato la chiamata basta premere un’altra volta il tasto multifunzione per vedere la presenza di una illuminazione rossa che indica l’attivazione della modalità “mute”; la stessa può essere disattivata premendo nuovamente il tasto multifunzione che adesso torna al verde di prima.

Infine, nel caso in cui si voglia rifiutare la chiamata perché affaccendati in altro, basta tenere premuto il tasto multifunzione per almeno tre secondi; questa funzione purtroppo manca di un qualunque feedback per l’utente. Avrebbe fatto comodo un feedback audio, un bip, una luce rossa pulsante, insomma qualcosa che faccia realmente capire che la chiamata è stata correttamente rifiutata.

Il pairing Bluetooth è un altro elemento che contraddistingue in positivo il Razer Leviathan Mini; una volta disconnesso il cortissimo cavo audio da 3,5 millimetri – è fondamentale sconnetterlo dalla dispositivo altrimenti il modulo Bluetooth non si attiva – l’attivazione del modulo Bluetooth avviene attraverso due modalità: la prima, pensata per chi non ha mai effettuato il pairing del proprio dispositivo si esplica attraverso la pressione prolungata dal bottone per almeno tre secondi. Passato questo lasso di tempo il Razer Leviathan Mini entra in modalità “ricerca” che viene, anche questa volta, introdotta attraverso un feedback sonoro nella forma di un eco di sottomarino – molto simpatico.

A questo punto il Razer Leviathan Mini può essere facilmente individuato attraverso il pannello Bluetooth del proprio computer o dispositivo mobile e, una volta “scelto”, il pairing è praticamente istantaneo. Il dispositivo è in grado di assicurare un raggio di azione di diversi metri permettendo per esempio di posizionarlo senza problemi in una stanza distante 6-7 metri dalla sorgente – in questo caso il mio MacBook Pro Retina.

La gittata teorica potrebbe anche essere spinta oltre quella distanza ma superati gli 8 metri iniziano a comparire piccoli “singhiozzi” che vanno a minare la riproduzione stessa della traccia audio. La seconda, invece, è pensata per chi ha già effettuato il pairing del dispositivo e non deve più passare attraverso la funzione di pairing descritta poco più su. In questo caso basta infatti premere il tasto del Bluetooth per vedere il Razer Leviathan Mini correttamente sincronizzato con il proprio dispositivo.

Le performance: audio bidirezionale ad alta potenza

Dopo aver descritto il design e le caratteristiche del Razer Leviathan Mini, passiamo finalmente a parlare delle cose che contano, ovvero le performance del piccolo (grande) speaker Bluetooth. Iniziamo parlando della profusione dell’audio: il Razer Leviathan Mini sul fronte e sul retro vede la presenza di due vistose griglia di profusione – sì, avete capito bene: la profusione dell’audio è bidirezionale, ovvero sul fronte e sul retro.

L’audio frontalmente è diffuso da due driver sotto forma di magneti al neodimio da 1,77” da 12 W l’uno per un totale di 24 W in uscita a cui fa coro una frequenza di uscita in risposta da 20 Hz a 20 KHz e, posteriormente, due radiatori passivi da 40 millimetri. L’impedenza è da 4 Ω che, come sappiamo, indica l’indice di resistenza al passaggio della corrente alternata.

I due driver garantiscono una riproduzione audio davvero mostruosa. Anche “sparato” a tutto volume, il Razer Leviathan Mini è in grado di restituire sempre un audio chiaro e pulito, cristallino sia sulle frequenze alte che su quelle basse. Quest’ultime poi sono curate alla perfezione regalando a strumenti o timbri di voce appunto bassi, una limpidezza da far accapponare la pelle.

Le chitarre, anche in parti ritmiche decisamente complesse, suonano sempre lineari così come la batteria dove i piatti, soprattutto il charleston, si distingue con una chiarezza tale da sembrare di avere il batterista in stanza – davvero incredibile. Impressionante anche quanto il soundstage, in un prodotto con una cassa di risonanza così piccola, sia così buono.

Durante le mie settimane di prova mi sono dilettato ad ascoltare davvero tanti generi musicali diversi e devo dire che il Razer Leviathan Mini se l’è sempre cavata bene mostrando di saper gestire tranquillamente tanti tipi di brani diversi, da quelli più hardcore a quelli più “leggeri”. Qui di seguito inserisco una piccola lista dei brani che ho ascoltato e apprezzato durante la riproduzione:

 

Creuzä de mà – Fabrizio De André

Shine On Your Crazy Diamond – Pink Floyd

Hurt – Johnny Cash

Straighthate – Sepoltura

…Like Clockwork – Queens of the Stone Age

Black – Pearl Jam

Io sono qui – Salmo

Passenger – Deftones

Here To Stay– Korn

The Patient – Tool

Madre dolcissima – Zucchero

La pianta del Tè – Ivano Fossati

Locomotive Breath – Jethro Tull

Enjoy the Silence – Depeche Mode 

Devo ammettere che, personalmente, sono rimasto stupefatto soprattutto in quelle canzoni dove la voce del cantante è lo strumento di maggiore spicco. La tonalità basse – pensiamo al De André degli ultimi tempi – sono magistralmente catturate e diffuse attraverso i due driver da 1,7 millimetri.

Il cantautorato italiano (non mi sono fermato solo a De André e Fossati), viene magistralmente diffuso dallo speaker andando a premiare sia la voce del cantante ma anche le note del pianoforte. In Creuzä de mà, uno degli album italiani più belli a mio avviso, semplicemente risplende una volta fatto suonare attraverso i due driver del Leviathan Mini. Le percussioni presenti in quasi tutte le tracce dell’album del cantautore genovese trovano sempre un posto preciso e lineare nella diffusione non andando mai a mischiarsi agli altri strumenti come invece può accadere in presenza di altri speaker.

Il rock, così come l’hard rock o il metal, anche qui trovano spazio per regalare all’utente parecchie soddisfazioni. Le chitarre elettriche, così come la batteria, sono in alcuni generi la colonna portante della traccia audio e durante le mie prove non ho mai dovuto premere il tasto “skip” a causa di una cattiva diffusione. Certo, se si alza il volume a manetta si rischia di creare il classico effetto “panettone” dove tutti i suoni sono mischiati fra loro, ma volendo fermarsi ad un generoso 70-80% di potenza massima (vi assicuro che 24 W in uscita si fanno sentire), la doppia cassa della batteria così come la linea di basso martellante trovano il loro posto in maniera strabiliante – lo speaker ha dei bassi da paura.

Qualche piccolo disappunto, volendo essere proprio puntigliosi, salta fuori in alcune tracce di elettronica. In questo caso mi è capitato di perdere alcuni dettagli andando a fare la comparazione fra l’audio in uscita attraverso lo speaker e l’audio in uscita tramite un paio di cuffie in-ear. Nello specifico durante l’ascolto di Enjoy the Silence dei Depeche Mode, il classico arpeggiatore che segue come un metronomo tutta la traccia appare leggermente “slavato” perdendo dettagli – ho pensato di aver avviato la versione live della canzone per quanto flebile fosse la sua presenza.

Quando si passa all’audio in vivavoce lo speaker si comporta sempre in maniera eccelsa; la voce in uscita è sempre chiara e pulita – ovviamente dipende anche dalla copertura del segnale – e chi sta dall’altra parte della cornetta non fa fatica a capire il parlato. Sebbene il microfono omnidirezionale sia posto nella faccia superiore del Razer Leviathan Mini, avrebbe avuto molto più senso inserirlo nella porzione frontale del dispositivo, la tecnologia Clear Voice Capture Technology assicura una grande qualità audio.

La portabilità nell’utilizzo, per quanto mi riguarda, è una delle caratteristiche importante tanto quanto le caratteristiche hardware che permettono al Razer Leviathan Mini di suonare così bene – vorrei prestarvi le mie orecchie per farvi capire la qualità dell’audio in uscita. Trattandosi di uno speaker Bluetooth e quindi fortemente portatile, è fondamentale sottolineare l’ottimo lavoro portato avanti dall’azienda statunitense curando tutte quelle sfaccettature che permettono a questi dispositivi di garantire una resa al pari di quella “con il filo” .

Come si sa non sempre si assiste infatti ad una conversione 1:1 fra il suono ascoltato tramite il cavo da 3,5 millimetri e la controparte wireless, ma in questo caso anche grazie alla presenza della tecnologia aptX, il Razer Leviathan Mini permette di godere di un audio al pari di quello che normalmente sono riuscito ad ascoltare attaccando lo speaker direttamente al computer.

La batteria integrata da 2600 mAh permette al piccolo speaker di raggiungere l’incredibile autonomia di 10 ore teoriche che, durante svariati test, si sono attestati ad un buon 9,45 ore con un tempo di ricarica di circa 4 ore – 4 ore e un quarto (contro le 5 dichiarate).

Dieci ore di autonomia mi hanno permesso di portare il Razer Leviathan Mini con me per diversi giorni senza preoccuparmi di restare a secco di batteria. In più l’azienda ha fatto in modo che il tasto di accensione indichi sommariamente il grado di autonomia residua attraverso tre modalità: verde continuo, la batteria è completamente carica al 100%; arancione continuo, la batteria è scarica o comunque si trova ad un livello di autonomia non ottimale; rosso pulsante, la batteria è molto scarica e il dispositivo potrebbe spegnersi da un momento all’altro.

Anche se “poco parlanti”, questi feedback visivi mi hanno sempre permesso di restare con una carica residua tale da non trovarmi con le ruota a terra nel bel mezzo di una canzone.

Razer Leviathan Mini: le nostre conclusioni

Le mie settimane di prova con il Razer Leviathan Mini mi hanno permesso di apprezzare enormemente il lavoro svolto dall’azienda statunitense. Lo speaker non solo è il compagno ideale quando si ha necessità di ascoltare musica in camera propria ma, grazie alla batteria da 2600 mAh, è possibile portarsi dietro il Razer Leviathan Mini – l’astuccio è davvero di ottima fattura e resistente – sicuri che garantirà una riproduzione continuativa di ben 10 ore.

La struttura è decisamente solida. L’ingombro di 185 x 55 x 54 millimetri ed un peso di circa 538 grammi rendono il Razer Leviathan Mini un compagno di avventure da non sottovalutare. I piccoli problemi che ho incontrato in queste settimane di prove e descritto nella recensione, non sono in fin dei conti tali da bocciarne l’acquisto, anzi. Purtrppo non abbiamo potuto provare la feature Combo Play, che consente in realtà una cosa non da poco: accoppiare due Leviathan Mini e creare un sistema stereo.

Possiamo dire che si trattano di piccole sbavature di cui avremo fatto sicuramente a meno, ma il Razer Leviathan Mini si fa amare per tutte le numerose qualità che abbiamo descritto durante la recensione. Per chi volesse acquistarlo, il Razer Leviathan Mini può essere vostro al prezzo di 169,99€ sul sito ufficiale dell’azienda.

Sembra proprio che il piccolo speaker wireless si sia meritato un posto nella nostra classica delle migliori casse Bluetooth, altroché.

 

Ringrazio l’amico Saverio Savio per gli scatti fotografici.