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Razer Huntsman recensione: gli switch opto-meccanici convincono, il rapporto qualità prezzo un po' meno

Razer Huntsman recensione: gli switch opto-meccanici convincono, il rapporto qualità prezzo un po' meno

Razer Huntsman è il primo prodotto ad introdurre un nuovo modello di switch (chiamati opto-meccanici) e durante la nostra prova hanno saputo darci grandi soddisfazioni...ma non tutto si è dimostrato rose e fiori / Ultima modifica il

Dopo il grande successo ottenuto negli ultimi anni con gli switch proprietari Razer Yellow, Orange e specialmente Green – che a mio avviso rappresentano la migliore soluzione tattile sul mercato – era solo questione di tempo prima che la ben nota azienda rilasciasse la prossima generazione di tasti meccanici. Ebbene, il momento è finalmente giunto. Il punto più importante che ci ha spinto a stilare questa recensione di Razer Huntsman, infatti, è che si tratta del primo prodotto ad includere i nuovi Razer switch opto-meccanici, che sfrutta una maniera differente di registrare gli input rispetto alle soluzioni più canoniche.

Detto questo, bisogna dunque analizzare Razer Huntsman da due diversi punti di vista. Da un lato è importante considerarla infatti come una tastiera da gaming che porta una nuova soluzione sul mercato degli accessori PC gaming, alzando quindi lo standard ad un nuovo livello, ed in questo frangente riesce pienamente nell’intento. Dall’altro, invece, possiamo guardarla come un prodotto a sé stante, e le considerazioni da fare in questo caso portano ad opinioni alquanto differenti. Nel corso di questa breve recensione di Razer Huntsman (e della sua variante Elite) le conclusioni da fare sono piuttosto curiose, quindi bando alle ciance e partiamo subito parlando del lato hardware.

 

Razer Huntsman recensione: design e hardware

In ogni tastiera meccanica gaming oriented che si rispetti la tipologia di switch è il punto più importante da valutare per capire la qualità del prodotto, e già possiamo anticiparvi che su questo frangente Razer Huntsman riesce ad offrire una soluzione innovativa e sorprendentemente apprezzabile. Ogni persona tende ad avere una preferenza in termini di sistema d’attuazione fra tattile (con un “bump” percepibile quando sta per essere registrato l’input) e lineare (senza “bump”), ma Razer Huntsman sembra vantare qualità che la portano a venire incontro ad entrambi i mondi.

I tasti opto-meccanici di Razer sono semplicemente ottimi…

Essendo i più recenti switch rilasciati sul mercato in un settore dove il livello d’innovazione non è affatto significativo tanto quanto potrebbe sembrare, sarebbe lecito non aspettare variazioni radicali rispetto alle alternative già esistenti. Il feel dei tasti è stupendo e ben bilanciato, principalmente grazie all’introduzione di una nuova barra di stabilizzazione interna che riduce le parti mobili e la forza d’attuazione richiesta per la pressione completa del meccanismo (da 50 – 60 g a 45 g), ma in fin dei conti pur sempre di un tasto si tratta.

Ciò che risulta veramente rivoluzionario è la maniera radicalmente differente rispetto agli standard convenzionali in cui lavora questo switch. Come suggerisce il nome stesso, i tasti Razer opto-meccanici impiegano un sensore ottico al posto di un attuatore meccanico vero e proprio, quindi l’unico punto in comune con un normale tasto è il meccanismo di pressione. Anche questo però in realtà è leggermente diverso, dato che grazie alla ridotta presenza di componenti interne è stato possibile accorciare considerevolmente la corsa del tasto, che assestandosi a 1,5 mm offre la soluzione con feedback tattile dalla corsa più corta disponibile. Questa caratteristica, in combinazione con la forza di pressione ridotta e la scelta saggia di conservare l’iconico feedback sonoro, rende gli switch opto-meccanici prestanti e – soprattutto – una vera gioia da utilizzare.

Pur conservando il meccanismo di un tasto classico (anche se leggermente migliorato) ho riscontrato un’innata morbidezza e fluidità, fatto che dona a Razer Huntsman un set di switch inusualmente leggeri, definibili quasi come “ibridi” fra lineari e tattili. Da un punto di vista prettamente tecnico, inoltre, la rimozione del classico sensore meccanico riduce considerevolmente il tempo richiesto in millisecondi da quando si sente il bump a quando il segnale viene inviato al nostro computer, che andando da 5 ma a 1 ms li rende praticamente istantanei. Inoltre, il punto d’attuazione ed il punto di reset del tasto sono quasi coincidenti, quindi il meccanismo si resetta subito e favorisce pressioni rapide in sequenza ancor di più di un normale tasto meccanico.

Durante la mia fase di prova devo dire che ho davvero apprezzato questi switch opto-meccanici davvero molto, sia perché finalmente il settore riceve una ventata d’innovazione, sia perché sono effettivamente davvero meritevoli. Detto questo, però, è importante guardare anche l’altra faccia della medaglia, ovvero che a parte il feel più leggero e gradevole rispetto ai Razer Green a cui sono abituato non ho notato alcun beneficio in termini di gaming o typing. Di conseguenza, anche se Razer Huntsman presenta tasti davvero ottimi ed innovativi questi non sono così rivoluzionari da poter giustificare da soli l’acquisto del prodotto. Le restanti feature della tastiera devono quindi rendere valido il prodotto, ed è proprio qui purtroppo che iniziano i problemi.

…ma questo non compensa in alcun modo le lacune in termini di feature

Razer Huntsman è una tastiera dal design a dir poco minimalista, vantando infatti nessuna feature aggiuntiva fisica oltre ai piedini regolabili e la retro-illuminazione Razer Chroma. La qualità di costruzione è ottima, grazie ai tasti opto-meccanici di grandissima qualità ed una placca d’alluminio frontale per migliorare la solidità dell’appoggio, ma purtroppo non c’è molto altro da dire di questa tastiera.

Questo di per sé non sarebbe necessariamente un grosso problema, se non per il fatto che il prezzo di lancio di Razer Huntsman è spaventosamente alto in relazione a ciò che viene offerto nel pacchetto; stiamo parlando di ben 159,99€ per una soluzione meccanica che non include neppure un poggia-polsi, elemento che personalmente ritengo davvero inaccettabile. Per farvi capire quanto sia drammatico il rapporto qualità/prezzo di Huntsman, Razer BlackWidow Chroma V2 include switch meccanici Razer Green, tasti macro dedicati (anch’essi meccanici), una porta USB pass-through, un ingresso da 3,5 mm ed il poggia-polsi più comodo sul mercato; il tutto è reperibile a meno di 170€ su Amazon. Potete capire benissimo, quindi, che anche considerando la presenza dei nuovi switch opto-meccanici non è affatto insensato dire che il rapporto qualità/prezzo di Razer Huntsman francamente non è affatto buono.

Razer vende separatamente un poggia-polsi, quindi è possibile sopperire al problema se siete disposti ad investire ulteriori risorse in questo acquisto, però anche in questo caso non posso fare altro che invitarvi ad evitare questa scelta. Il modello di tastiera speditoci da recensire, infatti, è l’edizione “base” di Razer Huntsman, ma per ben 209,99€ è possibile acquistare Razer Huntsman Elite, che presenta le medesime feature di Huntsman però include anche il poggia-polsi ed un set di tasti media dedicati. Il prezzo della variante Elite è davvero elevato, però si dimostra una soluzione più “completa” del modello che abbiamo testato noi e (ironicamente) più facile da consigliare.

Personalizzazione di Razer Huntsman

Quando si parla del lato software fortunatamente non sono presenti tratti negativi da segnalare, tutt’altro. Razer Central e la nuova versione di Synapse hanno portato un livello di facilità d’uso davvero notevole, riuscendo nel contempo a guadagnare un livello considerevole di versatilità e di quantità di funzioni aggiuntive. Parliamo brevemente di come si comporta Razer Huntsman in combinazione con questi programmi.

Razer Synapse 3 si dimostra un software tanto intuitivo quanto versatile

Dopo aver scaricato Razer Central (il software che gestisce le periferiche Razer e scarica i driver e moduli aggiuntivi appropriati a seconda dei prodotti collegati) avremo modo di avviare Razer Synapse 3, nuova iterazione dell’ormai ben rodato software. Ora come ora devo dire che al momento è davvero difficile trovare soluzioni migliori sul mercato, e questo giova molto a Razer Huntsman, permettendole di creare fino a quattro profili (ciascuno con le sue macro ed impostazioni di Razer Chroma) da salvare direttamente nella tastiera. Inoltre, è anche possibile salvare le proprie configurazioni in cloud, così da non dover impostare nuovamente il tutto quando si cambia postazione.

Lo strumento di regolazione di Razer Chroma è disponibile in due diverse varianti; una “basic”, che permette di accedere a giochi di luce molto canonici, ed una avanzata chiamata Chroma Studio. Nel caso vogliate programmare la vostra tastiera in maniera estremamente approfondita, infatti, vi basterà scaricare questo add-on per sbloccare il vero potenziale estetico sistema di retro-illuminazione ed avviare giochi di colori interamente a vostra discrezione. Altro tool estremamente apprezzabile (e con riscontri pratici) che può essere ulteriormente espanso via download opzionale, anch’esso dotato di un’interfaccia rinnovata, è lo strumento di creazione delle macro, che vanta una versatilità ed “ease of use” ben superiore alla media dei software proprietari delle varie aziende. Creare, salvare ed assegnare macro è davvero semplice, e per aiutare il fattore praticità è possibile fare in modo che queste divengano attive solamente quando viene avviato un programma specifico, elemento che ho trovato tanto indispensabile quanto apprezzabile vista appunto l’assenza di tasti macro dedicati.

Ciascuna di queste feature è davvero apprezzabile e ben realizzata, però è doveroso dire che per quanto ben implementate Razer Synapse 3 non è strettamente legato a Razer Huntsman, essendo infatti utilizzabile con praticamente tutte le più recenti soluzioni di Razer. Pur dimostrandosi un elemento decisamente positivo ed in grado di donare un livello di personalità ottima all’esperienza d’uso, quindi, non significa che l’esperienza Razer Central sia di per sé un merito del prodotto. Personalmente apprezzo l’ottimo lavoro svolto nel rinnovo di questo software di gestione delle periferiche ed è importante prendere atto dei miglioramenti, essendo praticamente l’unica feature presente oltre ai tasti nuovi opto-meccanici, ma non possiamo chiaramente darci troppo peso nella valutazione dei pro del prodotto in sé.

Razer Huntsman recensione: le nostre conclusioni

In conclusione, quindi, Razer Huntsman si è rivelata una tastiera meccanica dotata di tasti davvero ottimi ma al tempo stesso estremamente scarna di feature. Gli switch opto-meccanici sono estremamente precisi e piacevoli da usare, donando un feel tattile ma con un "bump" talmente corto e leggero da sembrare quasi lineare, e la qualità di costruzione aiuta a donare un taglio premium al prodotto. Il vero problema, però, è che oltre a questo non c'è praticamente null'altro e ciò arriva in concomitanza con un prezzo di listino davvero troppo alto. Sul fronte software la tastiera si comporta bene, grazie all'ottima implementazione del nuovo Razer Synapse 3, alla possibilità di salvare ben quattro profili, regolare la retro-illuminazione Razer Chroma ed assegnare macro a qualsiasi tasto, però questo è quanto. Capite bene che ciò non è sufficiente a colmare la più grande lacuna di questa tastiera, ovvero la necessità di un ulteriore esborso per acquistare il poggia-polsi e l'assenza di tasti media/macro dedicati. Ritengo assolutamente inammissibile l'assenza di almeno due di queste feature su una tastiera da più di 150€, ed il fatto che il poggia-polsi sia venduto separatamente è una scelta davvero impossibile da concepire. La nostra considerazione finale, dunque, è che nonostante i validissimi switch opto-meccanici Razer Huntsman non ci è sembrato un prodotto sufficiente visto il pessimo rapporto qualità/prezzo e le mancanze ingiustificabili in termini di feature, che si fanno sentire ogni volta che si usa la tastiera. Anche Razer Huntsman Elite risulta molto costosa, però questo modello a nostro avviso risulta perlomeno sufficiente e degna di essere acquistata, vista l'inclusione del poggia-polsi e di tasti media dedicati. Se desiderate mettere a tutti i costi le mani sui nuovi fantastici switch opto-meccanici, quindi, evitate Huntsman ed andate direttamente per la versione Huntsman Elite.

Pro
Gli switch opto-meccanici sono ottimi, precisi e davvero piacevoli da usare
Qualità di costruzione eccellente
Buona versatilità sul fronte software
Contro
Prezzi stellari in relazione alle feature aggiuntive incluse
L’edizione non Elite è sconsigliabile, vista l’assenza di tasti media e poggia-polsi
Pulsanti macro dedicati non inclusi in entrambe le versioni
valutazione finale5.5