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Proporta TurboCharger Multi Port USB: 6 porte e non sentirle

di Claudio Carelliaggiornato il 17 dicembre 2015

Chi di voi sì è ritrovato almeno una volta con un caricatore da presa rotto, inefficiente o dotato di troppe poche porte USB per l’uso necessario? Fermi fermi, ho già visto una hola. È il problema che ho avuto anche io e, grazie a Proporta, ho avuto l’opportunità di valutare una possibile soluzione, ovvero il nuovo Proporta TurboCharger Multi Port USB. Di cosa si tratta? Di ben sei porte USB messe a disposizione in un unico blocchetto, pronto a piazzarsi sulle vostre scrivanie o sui vostri comodini. Ma qual è il vantaggio effettivo di averne uno? Quali sono le differenze rispetto a un caricatore classico offerto dal produttore? Continuate la lettura.

Scheda tecnica

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Design: questioni di standard

Il Proporta TurboCharger Multi Port USB arriva con un packaging davvero molto essenziale, composto dalla “scatolina nera”, ovvero il nostro caricatore, e un cavo per la connessione alla presa. Qui purtroppo appuriamo il primo enorme punto debole del dispositivo: non include nella confezione un cavo per le nostre prese italiane (o generalmente europee, salvo eccezioni), perché Proporta produce il dispositivo nel Regno Unito e non ha ben pensato di realizzare versioni ad hoc per tutti gli altri Paesi; questo è quello che si evince anche dall’apposito avviso sullo store in versione italiana. Il motivo sinceramente non mi è chiaro, ma mi sembra davvero una cosa assurda.

Ho ovviato acquistando un comune cavo bipolare per comodità, poiché avendo già una PlayStation 3 ho appurato che fosse lo stesso. Il più comune e sicuro ad esempio è questo di Belkin, ma si può sempre ricorrere ai vari negozietti cinesi. Per chi invece dispone già di una presa internazionale come questa – cosa poi non così assurda soprattutto se vi interessano i caricatori da presa multipli, un must-have per i viaggi -, allora basta sfruttare il cavo UK fornito in dotazione.

Perplessità al riguardo a parte, passiamo alla scatolina. Questa si presenta con un design molto standard, in colorazione nera, con una trama di plastica ma con feedback al tatto gommato che personalmente apprezzo molto. Questo aiuta molto anche a non far scivolare qui e lì il dispositivo sulla superficie scelta per la ricarica ed è sicuramente un punto a favore. La struttura non è altro che un parallelepipedo con la faccia larga tendente al quadrato; sul lato superiore però, anziché essere netto, il margine tende a curvarsi lievemente, ottenendo una sorta di forma “accogliente” piacevole da sentire sotto le dita quando ci appropinquiamo a staccare e attaccare i cavetti alle porte.

Parliamo invece proprio delle porte, punto cardine: esse sono ben sei USB, dotate di colorazione interna rossa, e sono poste tutte sul lato corto frontale in senso verticale, una di fianco all’altra. Intorno ad esse troviamo serigrafato una griglia che le circonda e che le identifica, utilizzando la lettera S, con un suffisso numerale – S1, S2, S3, S4 S5 ed S6. Tale griglia può essere utile a distinguerle col colpo d’occhio, ma di fatto non ha nessun impatto sulla funzionalità. Sulla serie di USB, al centro, presenzia inoltre un piccolo LED blu che, quando connettiamo il Proporta TurboCharger Multi Port USB, si illumina (praticamente come tutti i dispositivi elettrici o quasi). In merito ad esso devo dire che, tenendo il TurboCharger sul comodino, è un po’ fastidioso poiché emette una luce molto forte. Del resto basta orientare un po’ il caricatore e non guardarlo perpendicolarmente per nascondere i fastidi – parola di utente pigro.

Strano vedere come sulla faccia inferiore non siano presenti dei piedini, né esterni né accennati tramite piccoli spessori della scocca. Lo stesso si può dire per i lati lunghi laterali: se avessimo avuto un lato con qualche piedino avremmo potuto assicurarci l’utilizzo del caricatore anche in verticale, cosa invece non proprio sicura vista tale assenza. Nel mio flusso di lavoro quotidiano l’ho comunque utilizzato anche in posizione di standing e non ho avuto particolari problemi, ma sono un temerario e tendo ad essere delicato con i gadget che ho modo di provare. Sommariamente posso anche affermare che il prodotto in sé è abbastanza leggero e dotato di dimensioni niente male.

Sul retro troviamo invece solo l’ingresso per il cavo bipolare, fortunatamente distaccato dalla struttura e sostituibile. Non è comunque un buon motivo che giustifica la mancata integrazione di un cavo ad hoc nella confezione, aspetto che influisce fortemente sulla valutazione del caricatore in sé. Sappiate però che se fra i vostri grovigli di cavi stipati (io ne ho due abbastanza grossi, e voi?) ne avete già uno, allora il problema non si pone. Nella confezione avrei preferito inoltre trovare un tanto banale quanto utile laccetto per unire i cavi collegati in un “unico blocco”, in modo tale da non generare troppo disordine nel proprio spazio. Facile però costruirne uno anche semplicemente con un elastico o con quelle fascette dotate di fil di ferro che spesso troviamo in tutte le confezioni. Fa storcere un po’ anche il naso la totale assenza di cavetti USB forniti in dotazione; anche un solo e semplice buon micro USB, dalla fattura di qualità, sarebbe stata una mossa interessante. Ci si arrangia comunque utilizzando i cavetti forniti in dotazione con i dispositivi che volete ricaricare o acquistando uno degli ottimi pacchetti multipli di cavi su Amazon.

Vediamo quindi le caratteristiche e le prestazioni di ricarica.

Prestazioni: 6.5 A, ma ben gestiti

Sembra quasi banale dover spiegare alla base come interagire con un caricatore da presa: ormai ci siamo abituati a capire che è necessario inserire un cavetto, collegarlo al dispositivo e il gioco è fatto. E infatti è così anche in questo caso, solo che il nostro Proporta TurboCharger Multi Port USB di porte ne ha ben sei, in grado di funzionare tutte simultaneamente senza alcun problema.

Da questo punto di vista è però doveroso fare qualche precisazione più tecnica, in modo tale da non far confondere gli utenti. Le porte e gli alimentatori che le integrano non sono in grado di ricaricare alla massima velocità sempre o ad intensità infinita: ci sono alcune specifiche tecniche da tenere in considerazione. Una su tutte è sicuramente l’intensità di corrente in uscita che, all’atto pratico, consiste nella corrente che può essere trasferita all’interno della batteria di uno dei vostri dispositivi.

In questo caso Proporta TurboCharger Multi Port USB mette a disposizione 6.5 A (ampere) in uscita, i quali consentono, ad esempio, di ricaricare ben sei smartphone simultaneamente alla massima velocità, a patto che questi non siano phablet o device dotati della ricarica Quick Charge di Qualcomm – entrambe le circostanze richiedono infatti non 1 A erogato, ma ben 2.1 o 2.4 A. Ciò implica che, nell’eventualità di connessione di ben tre phablet simultaneamente, nessun problema: 2.1 moltiplicato 3 fa 6.3, e 6.3 A sono appunto meno di 6.5 A.

Le cose cambiano invece quando raggiungiamo quella soglia e colleghiamo altri dispositivi. In questa circostanza, banalmente, il TurboCharger tende a limitare la corrente erogata verso i dispositivi. Ma qual è il criterio per svolgere tale operazione? Nessuno: l’accessorio riesce a identificare i tetti minimi per alimentare un prodotto, riduce l’intensità di corrente dove può finché, collegati troppi prodotti, non arriva a 6.5 A complessivi. Ciò significa che nell’eventualità collegassimo cinque prodotti e per un sesto sarebbe necessario avere 1 A, il TurboCharger Multi Port USB prova ad estrapolarlo da qualche device che viaggia al massimo della sua velocità, impattando ovviamente sui tempi di ricarica dei suddetti.

Buono come il prodotto di Proporta gestisce la cosa, sebbene per un attimo ho pensato che il numero assegnato alle porte potesse in qualche modo gestirne anche la priorità. Così non è: si arriva fino a 6.5 A ed è discrezione del caricatore dove andare a limitare la corrente in uscita quando si raggiunge il tetto massimo. Doveroso specificare che ogni porta è in grado di erogare fino a 2.4 A singolarmente, sufficienti per la ricarica di tutti i prodotti, dalle cuffie agli smartphone, dai phablet ai tablet, dalla mastodontica batteria esterna. La tensione in uscita è di 5 V, cosa che genera una capacità (valore indicativo per tenere d’occhio i consumi) di 33 W.

Che altro dire? Bene il comportamento, ma avrei preferito avere una o due porte di tipologia differente rispetto alle classiche, in grado di non subire deflussi di sorta generati dal collegamento di eccessivi dispositivi. Nessun problema nella ricarica dei prodotti che avviene in tempi standard in base ai device stessi – la “velocità” di un caricatore la determina appunto l’intensità di corrente e quanto è in grado di riceverne il prodotto o i prodotti, discorso fatto più su.

Riporto per completezza, tutti i device con cui l’ho provato: iPhone 5, iPhone 6, Microsoft Lumia 640 XL, iPad 2, cuffie Jabra Sport Coach, due batterie per sigaretta elettronica eGo-T, Sony QX-10, Motorola Moto E e Amazon Fire 7.

Le nostre conclusioni su Proporta TurboCharger Multi Port USB

Se da un lato ho apprezzato abbastanza le sue caratteristiche, Proporta TurboCharger Multi Port USB mi ha fatto storcere il naso non poco – e lo si evince dal voto, penalizzato notevolmente appunto dalla questione “cavetto mancante”. Intendiamoci, credo che potrebbe stare tranquillamente nelle case di tutti, magari nelle camere degli utenti più geek o nel salotto di ambienti domestici dove più di un componente della famiglia dispone di smartphone e tablet e può, dove si piazza il TurboCharger, trovare un punto di riferimento per la ricarica. Tuttavia non trovare la presa per l’Italia nella confezione mi lascia fortemente perplesso, troppo. Non ha molto senso commercializzare, soprattutto per un marchio come Proporta, un prodotto senza compatibilità piena con gli impianti italiani, in Italia.

Da considerare oltretutto che, solitamente anche su Amazon, i caricatori da presa a 6 porte dispongono di intensità di corrente in uscita più ampia rispetto ai 6.5A che, in un certo senso, risultano un po’ pochini, anche se adatti obiettivamente alla quotidianità – seriamente ricaricate più di due tablet e due smartphone contemporaneamente? Questione sicuramente di necessità. Il prodotto sembra essere fatto bene per la resistenza all’usura, ha una buona fattura ma va in competizione con svariati prodotti anche di brand noti nel settore della ricarica.

C’è da dire però che questi di solito non riescono ad offrire amperaggio così elevato e con tante porte, e che per 24€ comprese spedizioni il prodotto non è male. Certo, calcolate l’acquisto di un eventuale cavo bipolare con presa italiana eventualmente, per il quale dovrete spendere almeno 3€. Che altro dire: con un po’ di amaro e difficoltà a comprendere le scelte di Proporta, consigliamo a tutti coloro che necessitano di tante porte USB per la ricarica ben gestita, magari già in possesso del cavetto necessario in questione, di procedere all’acquisto presso la seguente pagina.