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Pokémon GO: tutto quello che c'è da sapere sul nuovo gioco mobile

di Federico Parraviciniaggiornato il 6 de julio de 2016

Dalla sua presentazione dello scorso settembre 2015, Pokémon GO ha suscitato una grandissima curiosità in tutti i grandi appassionati dei mostriciattoli tascabili. Nonostante le informazioni a disposizione in occasione dell’annuncio ufficiale fossero estremamente risicate, se non praticamente nulle, il nuovo esperimento per portare – finalmente – l’universo Pokémon su smartphone ha fatto gola a tantissime persone; vuoi per una sostanziale mancanza di alternative effettive su iOS o Android (non citatemi Pokémon Shuffle perché non lo ritengo degno di rientrare nella categoria di videogiochi dedicati ai Pokémon), vuoi per l’interessante implementazione della realtà aumentata, che avrebbe consentito agli utenti di andare letteralmente alla ricerca dei propri Pokémon preferiti. Pokémon GO, anche a scatola chiusa, ha immediatamente dato l’idea di un’inestimabile miniera d’oro.

Eppure per delle basi tanto affascinanti, non sono mancati negli ultimi mesi diversi dubbi riguardo tutte le sfumature di un progetto così ambizioso. Vediamo dunque, nel dettaglio, cosa possiamo aspettarci dall’atteso Pokémon GO.

Pokémon GO: come funziona esattamente?

Di base, il funzionamento di Pokémon GO è decisamente semplice e si adatta perfettamente – almeno in via ipotetica – a diversi tipi di giocatori, dai più appassionati fino agli occasionali. Il nostro scopo? Niente di più semplice, ossia – come sempre – catturare, allevare, scambiare e far combattere i nostri amati Pokémon. Se questo potrebbe inizialmente far pensare ad un porting in piena regola di un normalissimo Pokémon appartenente alla serie canonica, in realtà Pokémon GO porta il concetto di “gioco in mobilità” ad un livello superiore: sfruttando il modulo fotocamera e l’antenna GPS dei nostri smartphone, potremo letteralmente spostarci nella nostra città o anche fuori porta per cercare ogni singolo esemplare di Pokémon disponibile. Dopo la creazione del nostro alter-ego virtuale, la connessione GPS ci permetterà di studiare una ricostruzione virtuale della nostra zone, nella quale saranno indicati le diverse specie nelle vicinanze. Una volta giunti nella zona prestabilita, il nostro compito sarà attivare il nostro smartphone in modalità Realtà Aumentata, vale a dire con l’utilizzo della nostra fotocamera, per scorgere sul nostro schermo il Pokémon che stiamo cercando e permettendoci – con dei semplici gesti come il lancio della Pokéball sfruttando direttamente i giroscopi del device – di catturarlo ed inserirlo nella nostra squadra.

Meccanismi tanto semplice e sulla carta tanto divertenti, tuttavia, nascondono sempre delle insidie. Prima di tutto, quanti Pokémon sarà possibile catturare? Nella prima versione che sarà rilasciata in Europa e nel resto del mondo saranno a disposizione solo gli esemplari della prima generazione. Nello specifico, saranno a disposizione 100 Pokémon differenti, vale a dire tutte le specie base a cui si aggiungeranno le diverse evoluzioni per i Pokémon che prevedono forme successive alla prima. Anche l’aspetto delle evoluzioni è stato recentemente spiegato nel corso dell’ultimo E3 2016, facendo luce sul fatto che i nostri Pokémon non si evolveranno con i combattimenti e i livellamenti – comunque presenti, ma ne parleremo successivamente – bensì con degli oggetti appositi che saremo costretti a collezionare per poter donare ai nostri esemplari le nuove evoluzioni. In altre parole dovremo collezionare un determinato numero di caramelle, ottenibili catturando sempre più Pokémon della stessa specie ed invogliandoci, di conseguenza, a continui spostamenti sul territorio.

La stessa regola, tuttavia, non si applicherà per tute le specie: Pokémon predisposti ad un’evoluzione con una pietra specifica, come ad esempio Pikachu, Vulpix o Evee manterranno questa caratteristica, ma ad una condizione: trattandosi di un gioco free-to-play, anche Pokémon GO offrirà una serie di microtransazioni per l’acquisto di determinati oggetti, tra cui proprio le pietre evolutive. Allo stesso modo avremo la possibilità di spendere piccole somme – ma potenzialmente molto più grandi – per acquistare Poké Ball più efficaci come le Mega Ball o le Ultra Ball, fino all’infallibile Master Ball. Ovviamente gli stessi oggetti potremo riceverli gratuitamente proseguendo con le nostre imprese, ma richiederanno una maggiore dedizione ed un utilizzo più accorto. Come in tutti i titoli F2P, d’altro canto.

Per quanto riguarda la ricerca dei Pokémon, saremo costretti a percorrere chilometri e chilometri perennemente con il gioco aperto davanti ai nostri occhi? Certo che no. Mantenendo l’applicazione in stand-by saremo costantemente informati tramite notifiche sulla presenza di un Pokémon nelle vicinanze; a questo punto potremo aprire Pokémon GO per informarci su tutte le informazioni relative, vale a dire specie e posizione esatta.

Per facilitare il compito e, soprattutto, per agevolare i nostri spostamenti in piena libertà – nella speranza che si possa creare un interazione/distacco tra tecnologia ed attività fisica – Pokémon GO offrirà come acquisto separato il cosiddetto Pokémon GO Plus, vale a dire un bracciale (non un vero e proprio smartband) che ci segnalerà tramite indicatore LED e vibrazione della presenza di Pokémon o allenatori nelle vicinanze tramite collegamento bluetooth al nostro device. Esatto, saranno presenti, ovviamente, anche altri allenatori con cui potremo scontrarci in combattimenti uno contro uno ed addestrare la nostra squadra; ma soprattutto saranno presenti le palestre, ma non come siamo stati abituati a conoscerle sulle console Nintendo.

Le Palestre saranno segnalate sulla mappa come luoghi pubblici che, nella loro controparte virtuale, consentiranno di creare un team con altri giocatori per depositare i propri Pokémon in uno spazio comune e che saremo costretti a difendere da attacchi esterni di altri allenatori. Questo capiterà, nello specifico, quando incontreremo palestre vuote; se al contrario incontreremo delle palestre già occupate dovremo affrontare i Pokémon posti a difesa di essa con la nostra squadra. Ogni Pokémon avrà a disposizione due attacchi, solitamente uno di difesa ed uno di attacco, cui si aggiungeranno delle possibilità di schivare gli attacchi avversari con dei semplici swipe sul touch screen del nostro smartphone. Con le nostre vittorie abbasseremo il prestigio di una palestra e, una volta arrivato a 0, sarà liberata e potremo prenderne possesso. Al di fuori del sistema attacco/difesa e oltre alla funzione di deposito, le palestre consentono di allevare i nostri Pokémon per potenziarli. Con il graduale livellamento della nostra squadra avremo la possibilità di sbloccare nuovi slot per schierare altri Pokémon a difesa della palestra.

Allo stesso modo, nonostante manchino conferme in questo caso, le palestre rappresentano i luoghi ideali per organizzare eventuali sfide uniche o tornei; magari proprio con la possibilità di ricevere in premio alcuni esemplari di Pokémon molto rari (il primo trailer con la cattura finale di Mewtwo ce la ricordiamo bene).

Supporto a lungo termine e batteria: i dubbi su Pokémon GO

Nonostante Pokémon GO non sia ancora stato rilasciato e non avendolo potuto provare qui in Europa in fase di beta test, le possibilità di questo interessante progetto sollevano allo stesso tempo diversi dubbi. Prima di tutto il concetto di Palestra spiegato qui sopra ancora non riesce a convincere del tutto. Sebbene possa essere interessante il concetto di luoghi di aggregazione comune per interagire con il gioco, questo particolare sistema di “difesa di un avamposto” potrebbe togliere spessore all’attesa ricerca sul campo dei Pokémon. Secondariamente è necessario parlare di supporto, in particolar modo sulle successive generazioni di Pokémon: saranno introdotte le generazioni successive? Saranno organizzati eventi per i Pokémon leggendari, i quali sono andati aumentando a livello esponenziale con il passare degli anni?

Giustamente i giocatori più giovani potrebbero essere maggiormente legati agli ultimi videogiochi della serie, al contrario di coloro che sono cresciuti e si sono innamorati di questo brand ai gloriosi tempi di Pokémon Rosso e Blu. Pertanto una possibile maggior distribuzione potrebbe avvenire con il successivo rilascio delle generazioni di Pokémon più recenti; e speriamo, soprattutto, non a pagamento. Sempre parlando di supporto, Nintendo ha annunciato che Pokémon GO potrà interagire anche con i giochi della serie canonica disponibili su Nintendo 3DS, a partire proprio dai prossimi Pokémon Sole e Luna. In che modo e in quali termini, purtroppo, ancora non è dato saperlo. Potrebbe limitarsi al supporto della Banca Pokémon esattamente come già effettuato con le versioni digitali di Pokémon Rosso/Blu/Giallo recentemente rilasciate; oppure si potrebbe estendere a qualcosa di ben più interattivo, ma in questo caso saremo costretti ad attendere novità dagli sviluppatori.ù

Ultimo aspetto assolutamente da non sottovalutare riguarda proprio il mezzo prescelto per Pokémon GO, vale a dire i nostri smartphone. Considerando che negli ultimi anni uno degli aspetti più importanti nella scelta di uno smartphone è la durata della batteria, questa necessità è da tenere ancora più in considerazione con l’utilizzo di Pokémon GO. Basti pensare ai moduli utilizzati dal gioco, vale a dire la connessione GPS, appoggiata spesso al traffico dati 3G/LTE, e il modulo fotocamera. Se pensiamo a tutti questi elementi utilizzati contemporaneamente e per un tempo prolungato, è facile pensare che la batteria subirà una brusca picchiata verso il basso. Non a caso, l’applicazione permette anche la disattivazione della fotocamera per sostituire la realtà aumentata con un semplice ambiente virtuale dalle richieste hardware notevolmente inferiori. Anche se, in questo caso, l’esperienza potrebbe perdere un po’ di interesse, ma non è ancora detto.

E in ultima analisi, se pensiamo all’applicazione dei concetti di “gioco in mobilità” e “interazione sociale” proprio in Pokémon GO, non è forse lecito pensare ma non sono sempre stati i concetti base dai tempi del primo Game Boy e del mitico Cable Link? Sì e no, diciamo che questo Pokémon GO potrebbe rappresentare l’evoluzione dei precedenti, quasi la realizzazione del grande sogno di Satoshi Tajiri, vale a dire quello di favorire il movimento e l’interazione senza rimanere schiavi della tecnologia. Quindi, in definitiva, non possiamo che attendere il prossimo 15 luglio per impugnare i nostri smartphone iOS o Android e partire con un solo scopo: acchiapparli tutti!

Video gameplay