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Panasonic Lumix DMC-G80: portabilità e qualità

Panasonic Lumix DMC-G80: portabilità e qualità

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Tra le varie fotocamere mirrorless presentate al Photokina 2016, un modello in particolare ci aveva fin da subito stuzzicato la curiosità di una prova approfondita: Panasonic Lumix G80. Si tratta di una mirrorless con interessanti caratteristiche sia lato video sia lato foto, eppure alcune caratteristiche non ci hanno convinto fin da subito, così come il prezzo. Avremo cambiato idea dopo questa recensione?

Design e materiali: inconfondibile stile Panasonic

Sebbene Panasonic Lumix G80 si sia fatta attendere un po’ prima di poter esser messa a dura prova, siamo ben felici di poter scrivere questa recensione al fine di toglierci ogni dubbio circa il design, le prestazioni e tutto ciò che c’è da sapere su questo nuovo modello. Lo stile Panasonic per quanto concerne il design si vede fin da subito: guardando da lontano Panasonic Lumix G80 si percepisce subito la grinta della parte frontale e la completezza / sicurezza d’uso data dalle ghiere e dai vari bottoni presenti nella parte superiore e posteriore.

Panasonic Lumix G80 assomiglia moltissimo a Panasonic Lumix G7, modello che, volendo, potrebbe definirsi come “precedente” proprio per le numerose somiglianze (anche prestazionali). In realtà, da quello che ci è parso di capire, Panasonic ha voluto creare un modello di segmento diverso con Lumix G80 pur mantenendo una fascia di prezzo molto simile a Lumix G7. Nella parte frontale troviamo l’ampia scritta “Lumix” e la denominazione della serie “G” senza però vedere “G80” o indicazioni precise sul modello, motivo per cui, guardandola frontalmente, è difficile distinguerla da Panasonic Lumix G7. Il modello è possibile leggerlo solo nella parte inferiore.

Oltre alla luce di messa a fuoco e al tasto di sgancio rapido per l’ottica, non troviamo nulla di particolarmente rilevante nella parte frontale di Panasonic Lumix G80. Utilizzando l’ottica fornita nel kit base, cioè la G VARIO 12-60mm ƒ/3.5-5.6, la quasi totalità della parte frontale viene oscurata dalla generosità della lente.

La parte superiore, in pieno stile Panasonic, offre nella parte sinistra una ghiera multifunzione per selezionare il tipo di scatto a scelta tra singolo, multiscatto, foto 4K, Post-Focus e autoscatto. Troviamo poi subito il mirino EVF con slitta hot-shoe e tasto di sgancio del flash pop up. Nella parte destra si prosegue con l’intuitiva ghiera dei programmi comprensiva di tutte le varie funzioni necessarie tra cui una modalità manuale anche per i video (sicuramente molto apprezzata dai videomaker) e altre due ghiere, comode per regolare tempo di esposizione e apertura del diaframma. Presente anche il comodo tasto di registrazione video, un Fn1 configurabile a piacere, il tasto di scatto e un secondo tasto (presente sulla seconda ghiera) che, se azionato, permette di accedere alla modifica delle curve in real-time, cosa che vale anche per i video. In sostanza, con questo bottone si accederà rapidamente alla gamma tonale e alla conseguente modifica in tempo reale, una manna dal cielo per fotografi “pignoli” e videomaker in erba.

Passando alla parte posteriore troviamo quattro bottoni configurabili a piacere, il comodo switch di messa a fuoco per decidere se sfruttare la modalità manuale, singola o continuativa con all’interno l’AF/AE lock, i vari tasti funzione e il generoso display completamente orientabile e con display touch da 3″ con 1.040.000 punti definizione. La parte posteriore della fotocamera di per sé rimane molto immediata e semplice da usare, si tratta solo di prender confidenza con il menù e il sistema di messa a fuoco per chi viene da altri prodotti. Se invece avete già avuto una Panasonic, nessun problema, questo modello sarà molto facile da usare.

A lato, nella parte sinistra rispetto al display, troviamo tutte le varie connessioni tra cui HDMI micro di tipo D, USB 2.0 (sempre micro), porta per il telecomando e ingresso microfono. Grande mancanza tra questi connettori è sicuramente l’uscita per le cuffie, indispensabile per chi fa video e fondamentale se presente una porta d’ingresso per microfono esterno che, rimanendo “abbandonata” diventa quasi inutile in quanto mette in difficoltà colui il quale deve gestire l’audio senza cuffie. Nella parte opposta troviamo lo slot per scheda SD con supporto fino a 256 GB. Purtroppo, tramite la porta USB presente non è possibile ricaricare la batteria di Panasonic Lumix G80, una mancanza davvero insopportabile vista la compattezza del sistema e la facilità di trasporto. Ci avrebbe fatto piacere poter ricaricare questo dispositivo con una batteria esterna, esattamente come abbiamo fatto con Sony A7SII.

Nella parte inferiore di Panasonic Lumix G80 è presente il classico attacco a vite per cavalletto e lo slot batteria, una Panasonic DMW-BLC12E da 1200 mAh in grado di offrire un’autonomia di circa 330 scatti.

Panasonic Lumix G80 è un prodotto sufficientemente compatto, intuitivo e con i pulsanti ben posizionati dove serve. La feature importante da considerare è sicuramente il fatto che il corpo è tropicalizzato, una caratteristica che ci ha stupiti (vista la fascia di prezzo) e che ha sicuramente contribuito ad aumentare di un punto il nostro voto. Non è facile trovare un corpo resistente alle intemperie a questa cifra. Oltre a questo, sorpresa, anche l’ottica è tropicalizzata, così non dovrete davvero mai preoccuparvi delle condizioni climatiche avverse.

Il solo corpo macchina pesa inoltre circa 450 grammi, peso già piuttosto importante per una mirrorless di questo calibro ma che non viene aumentato in maniera eccessiva con la maggior parte delle ottiche G Vario; pertanto, state tranquilli, nella maggior parte dei casi sarete sempre sotto al chilo (a meno che non aggiungiate il battery pack opzionale per aumentare l’autonomia e l’ergonomia).

Prestazioni: Panasonic all’ennesima compattezza

Una delle discussioni più importanti da fare su modelli di questo genere, tra utenti, appassionati e professionisti, riguarda sicuramente il sensore: Panasonic Lumix G80 integra il “classico” sensore utilizzato più volte dal produttore in altri modelli che si è già fatto una buona nomea e reputazione tra il pubblico ma ancora lascia perplessi per alcune caratteristiche. Si tratta infatti di un sensore Micro 4/3 Live Mos da 16 megapixel che, comparato alla stessa fascia di prezzo o segmento di mercato, fatica a competere con i sensori APS-C da 24 megapixel di Sony, Fujifilm, Canon e Nikon. Anche noi siamo piuttosto dubbiosi circa queste scelte di Panasonic nel momento in cui il mercato, in questa fascia di prezzo, richiede un sensore APS-C. Ma un sensore Micro 4/3 non è sempre la soluzione peggiore: meno peso, più compattezza, ottiche più leggere, qualità d’immagine che risulta comunque buona, grandi prestazioni per quanto concerne i video. È per questi motivi che ancora Panasonic “insiste” su questo tipo di sensori, siano essi considerabili scelta sbagliata oppure no.

È chiaro che, a nostro avviso, tali sensori rendano molto di più per quanto concerne i video rispetto alla qualità fotografica, motivo per cui modelli come Panasonic GH4 risultano “storici” per il lato video rispetto al lato fotografico. Allo stesso modo, durante la presentazione di Panasonic GH5 abbiamo notato un’evidenza di vantaggi dedicati all’ambito video e pochi all’ambito fotografico, quasi come se il fatto che queste fotocamere possano fare anche foto sia semplicemente un contorno. Nonostante tutto, grazie ad un processore Venus Engine rinnovato, abbiamo avuto il piacere di vedere buone prestazioni per quanto concerne la raffica di scatto, ora fino a 9 fps o 6 fps con autofocus continuo e interessanti prestazioni anche lato ISO che, con una sensibilità pari a 1600, non mostrano alcun tipo di rumore. Contando la dimensione del sensore, si tratta sicuramente di un ottimo vantaggio per chi ancora acquista Panasonic Lumix G80 per fare foto. C’è da ricordare anche che avere un sensore così piccolo permette di risparmiare parecchio sulle lenti senza rinunciare ad un’ottima qualità (ricordate la meravigliosa Panasonic Lumix G X VARIO 12-35mm f/2.8 OIS, il nostro primo e unico 10 nella storia di Ridble Fotografia?

Per quanto concerne le performance del display, il monitor LCD orientabile con superficie touch se la cava davvero molto bene nella maggior parte dei casi. È un display piuttosto dettagliato, nonostante 1.040.000 punti siano nella media e il contrasto è decisamente buono, al contrario della visibilità al sole che perde davvero moltissimo. Certo, il display è pienamente orientabile, quindi è possibile muoverlo e spostarlo in base alle proprie esigenze o alla luce presente nella scena, tuttavia, non sempre questo “trucco” può funzionare. Anche il mirino EVF integrato ha delle caratteristiche molto simili al display per quanto concerne gamma, contrasto e qualità complessiva (nonostante abbia il doppio dei punti di definizione). La copertura del mirino è decisamente buona così come le informazioni visibili all’interno di esso: tutto a portata di occhio e chiaramente riconoscibile / utilizzabile.

Un’altra ottima caratteristica di Panasonic Lumix G80 è la stabilizzazione dell’immagine: grandi progressi sono stati fatti con questo modello sia per quanto riguarda lato foto sia per i video. Con l’ottica in kit, Vario G 12-60 mm f/3.5-5.6 O.I.S. su altri modelli, le immagini scattata a 1/4 o 1/8 erano spesso un po’ sfocate (com’è giusto che sia, non è proprio facile scattare a mano libera con questi tempi). Con il nuovo stabilizzatore integrato, che permette una compensazione fino a 4.5 stop, questo problema si risolve e vi sarà possibile effettuare scatti anche a tempi di solito difficili da usare a mano libera, una piacevole novità “sotto al cofano” che farà piacere sia a fotografi che a videomaker.

Video: perché parlare d’altro?

È chiaro però che Panasonic Lumix G80 è decisamente ottimizzata per quanto concerne l’aspetto video: grazie alla possibilità di registrare video in 4K UHD a 30 fps, all’ingresso microfono e alle curve in real-time, si tratta di un ottimo prodotto per potersi avvicinare a questo ambito. Oltre a questo troviamo un monitor orientabile (anche frontalmente) che è ottimo non tanto per i “selfie” quanto per la possibilità di utilizzare Panasonic Lumix G80 come vlog camera per reporter, giornalisti, blogger e YouTuber. Grazie alla modalità video manuale sarà poi possibile impostare tutti i vari settaggi che vi interessano esattamente come normalmente fareste per una foto, caratteristica che non è proprio presente in tutte le fotocamere di questa fascia, anzi. Allo stesso modo è possibile affidarsi al rapido autofocus da 49 aree che, seppur a rilevamento di contrasto, riesce ad essere molto rapido ed efficace anche nei video. Abbiamo provato a riprenderci a modi YouTuber ed effettivamente Panasonic Lumix G80 è una garanzia: niente perdite di focus, niente bassa qualità, nessun particolare problema di gestione.

Oltre a questo, se considerate il solo corpo con ottica in kit 12-60mm, avrete un prodotto tuttofare con un peso molto contenuto (sotto ai 700gr) situato in un’ottima fascia di mercato. Ecco il “trucco” di Panasonic secondo noi: a loro non interessa tanto competere con sensori sempre più grandi e foto sempre più belle in quanto preferiscono ottimizzare le conoscenze e i sensori per i video, argomento di grande interesse per gli utenti ora. Spesso infatti vediamo grandi mirrorless in grado di scattare ottime foto ma estremamente carenti per quanto concerne il fattore video, con magari la possibilità di registrare “solo” in 1080p @60fps e senza controlli manuali. Certo, con Panasonic Lumix G80 non avrete una qualità fotografica eccelsa, ma sicuramente quanto basta per questo segmento di mercato, a chi sta imparando o vuole continuamente migliorarsi; con la differenza che, in questo caso, avrete un’incredibile qualità video in un corpo estremamente compatto.

Oltre a questo non mancano le ormai storiche funzioni video / foto di Panasonic, come ad esempio la possibilità di estrarre un frame perfettamente nitido da un video in 4K (funzione 4K Photo). Grazie a questa funzione potrete riprendere un rapido movimento, come ad esempio un salto con uno snowboard, e cogliere ogni sfaccettatura senza preoccuparvi troppo di non aver approfittato del “carpe diem”.

Autofocus

Per quanto concerne l’autofocus, si tratta di un sistema a rilevazione di contrasto basato sulla tecnologia DFD di Panasonic (Depth from Defocus). Conosciamo bene il sistema di Panasonic in quanto presente su tutti i modelli da noi provati e, nonostante sia facile da usare, comodo, rapido e sufficientemente preciso (grazie anche a 49 aree), nel suo segmento risulta uno dei meno prestanti e sorprendentemente non a rilevazione di fase come “alcuni” concorrenti. Secondo i nostri test, l’autofocus di Panasonic Lumix G80 è incredibilmente rapido e preciso nella modalità di messa a fuoco singola e riesce anche a lavorare molto bene in condizioni di scarsa luminosità, a differenza di molti rivali.

Questo però non vale allo stesso modo per la modalità di messa a fuoco continua che effettivamente soffre di qualche problema dovuto al sistema in sé (soprattutto al fatto che l’autofocus non è a rilevazione di fase). Si tratta perlopiù di perdita del punto di tracking e di una rapdità / precisione non sempre entusiasmante, niente di così grave per chi non ha intenzione di utilizzare questo modello per fotografia sportiva. Ad ogni modo, tranquilli, riuscirete a mettere a fuoco un ciclista o un uccello che vola, magari con qualche difficoltà iniziali ma, una volta capito il sistema sarà efficace.

Nel momento in cui vi troverete a prendere una decisione sull’acquisto, potreste essere indecisi tra Panasonic Lumix G80 e Sony a6300. Entrambi integrano la possibilità di registrare video in 4K ad un buon framerate e con una qualità complessiva molto alta e, seppure la Sony abbia un autofocus più performante e certamente una fama maggiore sotto certi punti di vista, non dimenticate che comunque non integra tutte le funzioni di Panasonic (come ad esempio 4K Photo, Post-Focus e un rapido e semplificato accesso alle curve personalizzabili). Per questi motivi, è necessario darsi delle priorità circa le vostre reali esigenze di utilizzo. È bene prima capire cosa volete riprendere / fotografare per scegliere il sistema migliore.

Sensibilità ISO

Per quanto concerne la sensibilità ISO bisogna sicuramente ricordare il fatto che da sensori piccoli non possono “derivare grandi responsabilità”. Semicit di Spiderman a parte, non ci aspettavamo grandi prestazioni ISO ed effettivamente così è stato, nonostante il fatto che, calcolando il piccolo sensore e il processore montato, Panasonic ha già comunque superato le nostre aspettative, offrendo una fotocamera che riesce comunque ad arrivare ad una sensibilità di 25600 senza rumore digitale così eccessivo come visto su altri modelli di questo segmento.

La grana è già visibile a 3200 ISO ma rimane comunque davvero molto contenuta e facilmente rimovibile in post-produzione. Anche a 10.000 ISO i risultati sono decisamente buoni e facilmente rimovibili, caratteristica che ci ha decisamente impressionato vedendo comunque la dimensione contenuta del sensore. Insomma, nonostante tutto, Panasonic Lumix G80 si conferma un ottimo modello anche per quanto concerne la sensibilità ISO. Possiamo definirla “stupefacente” per quanto riguarda tale feature.

Menù e connettività

Per quanto concerne il menù non ci sono particolari novità se siete già utenti Panasonic: tutto è rimasto dov’era permettendovi di utilizzare le varie funzioni con rapidità e semplicità. Se invece è la vostra prima Panasonic, come tutto, dovrete abituarvi un po’ ai sottomenù, ma, grazie ai suggerimenti saprete sempre come muovervi e soprattutto a cosa serve una precisa funzione. I suggerimenti compaiono nella parte superiore con uno scorrimento del testo, cosa che forse avremmo preferito sotto forma di riquadro o fumetto per dare una visione rapida del testo in quanto, con lo scorrimento, dovrete soffermarvi per qualche secondo sul testo per poterlo leggere tutto. Ci è piaciuta molto la facilità con cui è possibile cambiare le funzioni dei tasti personalizzabili, molto “Fujifilm Style”: è infatti sufficiente tenere premuto un tasto di personalizzazione per qualche secondo per poter vedere il menù dedicato e scegliere la funzione da utilizzare tra quelle proposte. Comodo anche il tasto “DISP” che permette di variare il tipo di visuale delle informazioni a schermo, passando dalla live-view alla classica schermata con tutte le informazioni sullo scatto e sulla modalità in uso.

Per quanto concerne la connettività troviamo la presenza del Wi-Fi, sempre rapido, funzionale e intuitivo. Tramite l’applicazione ufficiale e gratuita di Panasonic, disponibile per iOS e Android, è possibile effettuare un controllo remoto del dispositivo e condividere foto e filmati in pochi secondi (sempre a seconda delle dimensioni effettive). Niente di nuovo in questo caso rispetto agli altri modelli da noi provati ma soprattutto niente di difficile per chi è alle prime armi: ogni procedimento è ben guidato e spiegato.

Certo, manca la connessione NFC e soprattutto il Bluetooth, ma, onestamente, non lo consideriamo un difetto e non ne sentiamo la mancanza. L’NFC ha sicuramente senso su fotocamere Canon grazie agli accessori esterni che sfruttano questa connessione così come il Bluetooth è quel tipo di feature aggiuntiva di cui ci sentiamo ancora di poter fare a meno in presenza di un modulo Wi-Fi. Sebbene per molti queste due mancanze potrebbero essere importanti, per quanto ci riguarda si tratterebbe soltanto di “due cose in più” che comunque non farebbero la differenza grazie soprattutto alla presenza del Wi-Fi.

 

Panasonic Lumix DMC-G80 recensione: le nostre conclusioni

Le nostre conclusioni su Panasonic Lumix G80 Panasonic Lumix G80 è una buona fotocamera che entra di prepotenza nel segmento "mid-range" del mercato. Questo modello integra un ottimo mirino EVF che, sebbene possa sembrare una cosa "scontata" per questa fascia di prezzo non è affatto vero, basta vedere Canon EOS M6 (ad esempio). Allo stesso modo, troviamo la presenza della registrazione video in 4K con modalità manuale e curve personalizzabili, caratteristiche che non troviamo nella maggior parte dei rivali di segmento. Come non menzionare poi le funzioni esclusive Panasonic, lo stabilizzatore fino a 4.5 stop e, soprattutto, la tropicalizzazione del corpo, caratteristica che, da sola, vale senz'altro un punto nella nostra valutazione. Insomma, nonostante Panasonic Lumix G80 non abbia una qualità d'immagine eccelsa, siamo stati comunque felici di poter recensire questo modello che, per molti aspetti, ci ha decisamente stupiti. Il Venus Engine si comporta davvero benissimo, sia per la raffica, sia per la sensibilità ISO, offrendo caratteristiche che per certi versi superano le aspettative di una mid-range. Certo, ci sono importanti mancanze, come ad esempio la possibilità di caricare la batteria tramite power bank, funzione che ci aspettiamo di default su modelli come questo, così come la mancanza di un'uscita per le cuffie, che rende il tutto molto più scomodo per i videomaker ma, ad ogni modo, ci sentiamo di promuovere questo modello con un buon voto, soprattutto anche per l'ottimo rapporto qualità-prezzo.

Pro
Corpo tropicalizzato, WOW!
Che qualità video!
Controlli estremamente personalizzabili
Peso contenuto e grande parco lenti
Mirino LVF di grande qualità
Display orientabile comodo e pratico
Contro
Non è possiible caricare la fotocamera via USB, really??
Inammissibile la mancanza del connettore cuffie
Autofocus con qualche problema in modalità AF-C
Qualità fotografica non eccelsa
Il display poteva essere più definito
valutazione finale8