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Panasonic Lumix DMC-GX8 recensione

Panasonic Lumix DMC-GX8 recensione

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Panasonic Lumix DMC-GX8 fa parte della nostra selezione di migliori fotocamere mirrorless da qualche settimana ormai. Pertanto, stando anche alle richieste dei nostri utenti, abbiamo voluto provare con mano e mostrarvi tutte le qualità di questa ottima fotocamera mirrorless che ha riscosso un ottimo successo e raccolto buoni feedback dall’utenza. Siamo rimasti subito colpiti dal design, dalla maneggevolezza e dalle ottime prestazioni, caratteristiche che, comparate al prezzo di vendita, vi faranno innamorare facilmente di questo modello. Vediamola in toto nella nostra recensione.

Design e materiali: come curare ogni dettaglio

Panasonic Lumix DMC-GX8 si distingue rispetto al predecessore per molte caratteristiche nuove sia per quanto concerne le prestazioni, sia per quanto concerne i materiali (sicuramente di qualità). Troviamo infatti un corpo in lega di magnesio tropicalizzato con eleganti rifiniture che ne migliorano il grip, tre ghiere rifinite, un mirino EVF OLED inclinabile (già presente nel modello precedente ma LCD anziché OLED) e un ottimo display orientabile, ma andiamo con ordine: partendo dalla parte superiore, si nota subito la ghiera dei programmi posizionata sopra alla nuova ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione. Si nota anche la sempre gradita slitta hotshoe per poter collegare accessori esterni (come i flash ad esempio).

Tra le ghiere ne troviamo una per regolare il diaframma e una dedicata al tempo d’esposizione: a parte il pulsante di scatto, tutto il resto è completamente personalizzabile in base alle nostre preferenze. Non manca un bottone di registrazione video, seppur posizionato in una parte piuttosto scomoda, e un ulteriore tasto “Fn” configurabile. Non si può far a meno di notare l’ottimo mirino EVF orientabile in base alle vostre esigenze, sicuramente un tocco di classe che piacerà agli appassionati. Sulla ghiera dei programmi troviamo le classiche funzionalità tipiche di Panasonic tra cui la possibilità di creare ben tre present di configurazioni (C1, C2, C3), catturare facilmente una foto panoramica e registrare un video in modalità manuale.

Le parti laterali seguono egregiamente lo stile “vintage” del corpo e rimangono molto minimali. Nel lato destro (guardando la fotocamera da dietro) non troviamo nulla se non l’attacco per la cinghia, dal lato opposto invece, nascoste da un elegante sportello, troviamo le connessioni multimediali come HDMI, AV e una porta proprietaria dedicata al microfono (un ingresso decisamente scomodo con questo tipo di attacco) e/o ad un telecomando esterno. Un vero peccato che non ci sia la presenza di un jack dedicato a cuffie e/o microfono, su una fotocamera come questa avrebbe fatto la differenza.

Nella parte posteriore troviamo sicuramente il meglio: Panasonic ci ha sempre abituati molto bene in quanto a funzionalità e personalizzazione dei bottoni, e non ha deluso le aspettative nemmeno con DMC-GX8. Subito notiamo nella parte superiore il selettore di messa a fuoco che ci permette di scegliere facilmente tra AFS/AFF (messa a fuoco flessibile), AFC (messa a fuoco continua) e MF (messa a fuoco manuale con peaking). All’interno di questo selettore troviamo un altro bottone “Fn” personalizzabile con numerose funzioni a disposizione (tutte regolabili tramite un menù dedicato). Oltre a questo, è presente anche il tasto “LVF” per passare rapidamente da display TFT a mirino elettronico.

Nella parte centrale si nota facilmente il display da 3″ da 1.040.000 di punti di definizione e orientabile per godere a pieno delle funzionalità della fotocamera in ogni situazione; avere un display come questo rende il lavoro di un fotografo e/o di un videomaker più semplice in ogni situazione in quanto è possibile avere un punto di visione adeguato alla nostra precisa esigenza (essendo il display orientabile). Il display è touch, ma non un tipo di touch “fastidioso”: oltre alla possibilità di disattivarlo (per i fotografi che proprio lo odiano), rimane intuitivo e facile da usare. Gli utenti con le dita grandi non avranno particolari difficoltà, pertanto si tratta di un’opzione per nulla fastidiosa e che in alcuni casi può velocizzare la nostra esperienza d’uso.

A destra, sempre nella parte posteriore, troviamo lo spazio dedicato a tutti vari bottoni: c’è il classico AF/AE lock, il “Q.Menu” per accedere alle funzioni avanzate di ogni singolo programma scelto, il tasto per regolare le informazioni sul display (“disp.”), i vari bottoni per vedere/cancellare le foto, la regolazione degli ISO, del bilanciamento del bianco, delle aree di messa a fuoco, della raffica o autoscatto e un bottone per entrare nel menù principale. Come se non bastasse, nella parte inferiore troviamo l’ennesimo bottone “Fn” completamente personalizzabile, come ogni singolo tasto presente in questa fotocamera. La possibilità di personalizzazione offerta da Panasonic è davvero incredibile e risulta decisamente intuitiva anche per l’utente meno esperto.

L’ergonomia e la maneggevolezza di questa fotocamera sono due caratteristiche che si notano fin da subito e che vi conquisteranno sicuramente, anche se, come me, avete una mano grande che difficilmente si adatta a corpi compatti. Seppur l’estetica sia sempre soggettiva, Panasonic Lumix DMC-GX8 è un piacere per gli occhi che riesce ad unire perfettamente un design moderno a rifiniture retrò (al contrario di molti altri produttori che ci hanno provato senza mai riuscirci davvero). Insomma, Panasonic sa fare bene questi prodotti, seppur qualcosa ancora manchi all’appello: uno degli accessori che mi sarebbe piaciuto vedere per questa DMC-GX8 è sicuramente un battery pack per avere una batteria aggiuntiva e un’impugnatura verticale. Premesso che la batteria è in grado di regalare prestazioni eccezionali che spesso superano i dati dichiarati dalla casa, un’impugnatura verticale è sempre comoda soprattutto per chi come me spesso si diletta in street photography o semplicemente fotografia ritrattistica. Dopo una serie di ricerche, abbiamo notato che non solo Panasonic non produce nessun battery pack ufficiale per questo modello, ma nemmeno produttori di terze parti si sono interessati a farlo. Insomma, con questo tipo di fotocamera, un battery pack non è sicuramente fondamentale (altrimenti non avremmo più la stessa leggerezza e compattezza), ma per chi decide di lavorarci seriamente è sicuramente una mancanza importante.

Un’altra mancanza davvero fondamentale, sempre per chi decide di lavorarci seriamente, è sicuramente l’ingresso per le cuffie e l’uscita per il microfono con jack. Sebbene quest’ultima sia tecnicamente presente, è necessario un cavo proprietario e/o un adattatore per poter utilizzare un microfono, caratteristica che non sempre risulta essere comoda.

Prestazioni: come farsi lasciare dal proprio partner

Panasonic Lumix DMC-GX8 è una fotocamera mirrorless che non solo può vantare di ottimi materiali e rifiniture bensì anche prestazioni che la rendono adatta a più scopi e a più generi fotografici (o video). La fotocamera integra infatti un processore Venus Engine, ormai ben conosciuto sui modelli Panasonic, in grado di offrire all’utente una raffica pari a 10fps con una dimensione effettiva di scatto pari a 20.3 megapixel (e, in questo caso, Panasonic Lumix DMC-GX8 è stata una delle prime del segmento a spostarsi dal sensore a 16 megapixel a quello da 20). Il sistema di messa a fuoco è una versione aggiornata della tecnologia “Depth from Defocus” che riesce sempre a regalare prestazioni eccezionali in termini di velocità ed efficienza.

Prestazioni sul campo: come stressare a dovere Panasonic DMC-GX8

Sono fermamente convinto che le fotocamere siano come una bacchetta di Harry Potter: è lei a scegliere te. Questo significa che se impugnate una fotocamera e captate qualche sensazione negativa, un dettaglio fuori posto, un’estetica che non vi aggrada o qualcosa di simile, sarà difficile avere feeling e, di conseguenza, produrre qualcosa di speciale ed unico. Con Panasonic Lumix DMC-GX8 è stato un vero colpo di fulmine fin da subito, esattamente come con Panasonic GH4 e Sony A7II (personalmente parlando), motivo per cui ho subito iniziato a provare ogni singola funzione e sperimentare vari scatti. Ho notato con piacere la presenza di funzioni già viste in altre fotocamere Panasonic, come ad esempio il Post Focus e lo scatto a raffica in 4K in più modalità (che abbiamo analizzato nella nostra recensione della Panasonic GH4), così come molte similitudini nella navigazione e nell’utilizzo globale. Ho da subito notato una cosa fondamentale: scattare con questa mirrorless, esattamente come con GH4, provoca dipendenza. Insomma, utilizzando questo modello, il mio lato auditivo viene soddisfatto grazie a un buon rumore non troppo elettronico in fase di scatto, il mio lato visivo apprezza il design e la cura nei dettagli e il mio lato cinestesico adora l’emozione provata nella fase di scatto e nella fruizione delle varie funzioni.

C’è però un lato che fa storcere il naso: il buffer. Abbiamo provato Panasonic Lumix DMC-GX8 con una delle migliori schede SD di fascia medio/alta disponibili sul mercato, la SanDisk Extreme Plus Classe 10, che non ci ha mai deluso con nessuna fotocamera in prova, eppure, qui abbiamo visto le prime difficoltà della fotocamera nella gestione del buffer. Si tratta di un buffer piuttosto lento a svuotarsi dopo qualche raffica se comparato anche solo a Panasonic GH4, motivo per cui, mettere una SD molto più veloce non cambierebbe granché le cose. Certo, non è di certo un grandissimo difetto tale da dover preferire un altro modello piuttosto di questo, ad ogni modo può essere un dettaglio non di poco conto per chi ha bisogno di catturare tante raffiche (come ad esempio per la fotografia sportiva) e necessità di un buffer rapido a svuotarsi.

Il sistema Depth from Defocus AF invece, è ciò che forse amo di più dei prodotti Panasonic: si tratta di un autofocus rapido, preciso e sempre prestante che non vi deluderà nelle foto e nemmeno nei video, dove sicuramente offre il meglio di sé. Le modalità di messa a fuoco, che abbiamo già spiegato nel capitolo dedicato al design, sono tre e vi permettono di scegliere adeguatamente ciò che fa al caso vostro. Se poi volete “osare” o semplicemente avete altre esigenze, tramite un bottone dedicato potete effettivamente decidere il modo in cui agirà il sistema di autofocus a scelta tra rilevamento viso/occhi, tracking (che, in base ai nostri test si rivela ottimo nell’inseguimento di un oggetto), il classico a 49 aree, la personalizzazione multipla dove avrete modo di personalizzare le aree, ad area singola e “messa a fuoco precisa”, adatta per lavori di “fino” dalla massima precisione. Insomma, oltre ad essere un sistema prestante, è anche completo e raramente sbaglia un colpo.

Un’altra interessante novità di Panasonic Lumix DMC-GX8 riguarda il sistema di stabilizzazione “Dual IS” che, di fatto, è già integrato nella fotocamera e agisce per compensare movimenti troppo “traballanti” e aiutare il fotografo/videomaker. Una caratteristica interessante di questo sistema è però il fatto che, una volta attaccata una lente stabilizzata (a scelta tra alcuni modelli limitati), essa venga riconosciuta come tale e i due sistemi di stabilizzazione vengono “uniti” al fine di lavorare in sincrono e migliorare ancora di più le prestazioni.

Menù e intuitività: il (piccolo) passo falso

Sebbene finora sia stata definita come una fotocamera prestante in tutto e per tutto, Panasonic Lumix DMC-GX8 ha una debolezza molto importante: l’intuitività globale. Entrando nei menù infatti, molte voci non sono affatto chiare ed altre rimangono troppo nascoste da abbreviazioni di dubbia comprensione che non vengono ben spiegate all’interno della fotocamera. Parliamoci chiaro, esiste un manuale ma non tutti lo leggono. Le persone oggi hanno voglia di scartare subito il prodotto e iniziare ad usarlo, tant’è che molte aziende produttrici non stampano nemmeno più il manuale d’uso e lo rendono disponibile online gratuitamente (scelta saggia).

Ad ogni modo, è chiaro che il lavoro dei produttori circa i vari menù è ben definito: offrire qualcosa che fin da subito riesca ad essere facilmente compreso ed utilizzato. Sebbene molte funzioni siano spiegate tramite un’apposita sezione nella parte superiore, per altre non vale la stessa regola e, lasciando da parte i professionisti abituati ad utilizzare migliaia di fotocamere, un modello come questo potrebbe tranquillamente essere acquistato da un principiante che sta imparando lentamente ad utilizzare una fotocamera (ottima scelta per iniziare direi). Egli potrebbe “spaventarsi” dalle molte funzioni presenti e non sempre correttamente spiegate (sempre analizzando il fatto che sia la stessa persona che non legge il manuale).

Globalmente possiamo affermare che non si tratti di un difetto così grave in quanto non è tutto il menù a non essere completamente intuitivo, bensì solo alcune sezioni e sottosezioni; nulla che non sia risolvibile con un aggiornamento software insomma.

Sensibilità ISO

In fotocamere come questa e di questo segmento (mirrorless mid-level), la sensibilità ISO è di solito un punto dolente, esattamente come fotocamere reflex entry-level che arrivano a costare cifre simili rispetto a quelle richieste per la nostra DMC-GX8. Insomma, chi compra una fotocamera come questa, di solito, non si aspetta particolari sorprese in merito alle prestazioni ISO: a sensibilità elevata è previsto molto rumore, motivo per cui si ha la consapevolezza di poter utilizzare questo modello solo in situazioni che non siano l’elevata scarsità di luce.

Con Panasonic Lumix DMC-GX8 potete tranquillamente dimenticarvi di tutte queste normali fissazioni: le prestazioni sono davvero da urlo (e non di paura, anzi). Comparata a molte reflex entry level o mirrorless della stessa fascia di prezzo (900-1100€), questo modello si distingue sicuramente per una forte riduzione del rumore (senza NR attivo, ovviamente) e risultati sicuramente eccezionale.

La sensibilità ISO in questa fotocamera è “sincera” e no, non è un aggettivo simpatico che volevamo aggiungere, bensì un modo per descrivere come il produttore sia stato in grado di portare ottimi risultati fino alla gamma massima prestabilita (25600), senza inserire per forza valori superiori per poi avere risultati pessimi. Questa scelta ci piace molto.

Panasonic Lumix DMC-GX8 recensione: le nostre conclusioni

Panasonic Lumix DMC-GX8 può essere tranquillamente paragonata a Nikon D7200, Olympus PEN-F e Canon 80D, ma dovete essere consapevoli del fatto che, molte funzioni presenti su questa mirrorless recensita, non le troverete in nessun altro modello citato. Ciò che troverete in questa Panasonic e che vi abituerete ad utilizzare nel tempo, diventerà una vera droga di cui non potrete più fare a meno (rimanendo sempre su questa fascia di prezzo). Funzioni come Post-focus, scatto a raffica in 4K e caratteristiche come il Venus Engine, il Depth from Defocus AF e il Dual IS sono particolarità a cui vi abituerete presto e che non scorderete facilmente. Ci dispiace sicuramente della mancanza di entrate/uscite in più dedicate ai videomaker (jack cuffie e microfono), in quanto questa fotocamera, grazie anche alla registrazione video in 4K a 30fps e 100 Mbps può offrire davvero tanto (grazie anche al peso limitato e alla grande maneggevolezza). Ad ogni modo, con ogni Panasonic che proviamo è sempre un'emozione diversa, e questa cosa è molto bella. Non vediamo l'ora di vedere se in futuro il produttore ascolterà le nostre richieste.

Pro
Tempo d’esposizione fino a 1/16000
Ottima ergonomia
Rapida raffica
Compatta e prestante
Corpo in lega di magnesio tropicalizzato
Contro
Purtroppo non esiste un battery pack
Manca l’uscita cuffie e l’ingresso microfono con jack
Menù non è sempre intuitivo
valutazione finale8

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