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Panasonic Lumix DC-FZ82: la bridge coraggiosa

Panasonic Lumix DC-FZ82: la bridge coraggiosa

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Presentata in occasione del CES 2017, Panasonic Lumix DC-FZ82 (conosciuta in USA come “FZ80”) è l’evoluzione di Panasonic Lumix DC-FZ82, bridge che ha potuto godere di un buon successo negli anni precedenti. L’intento del produttore con questo modello era sicuramente quello di rivoluzionare le funzioni integrate offrendo caratteristiche di tutto rispetto per poter competere con il mercato reflex, che non accenna a fermarsi, e il mondo mirrorless, che è in continua crescita. Sono molte le novità presenti in Panasonic Lumix DC-FZ82 e, con questa recensione, vogliamo chiarirvi le idee circa un ipotetico acquisto da parte vostra (qualora interessati).

Design e materiali: poche differenze che non si fanno sentire abbastanza

Panasonic Lumix DC-FZ82 è prima di tutto un restyling del modello precedente, cioè l’FZ72. In questo “nuovo” design troviamo infatti pochissime variazioni estetiche rispetto al modello precedente e qualche minuscolo dettaglio aggiuntivo (quasi impercettibile). Ciò che cambia davvero è all’interno del corpo, ma di questo ne parleremo più in basso nel capitolo dedicato alle prestazioni. Panasonic Lumix DC-FZ82 mostra subito nella parte anteriore la generosa lente Lumix DC Vario 20-1200mm (equivalente nel formato 35mm) f/2.8-59 con elementi asferici, rimasta invariata rispetto a Lumix DC-FZ72. Nient’altro nella parte frontale oltre alla denominazione del brand “Lumix” e la luce di messa a fuoco che a volte fa i capricci.

Nella parte superiore troviamo la generosa struttura dedicata al flash integrato, sganciabile a scatto tramite un bottone dedicato. Il flash integrato riesce ad estendersi fino ad un massimo di 14,1 metri di distanza nella modalità grandangolare e nella scheda tecnica ufficiale non è specificato un numero guida preciso, anche se comunque non si comporta in maniera troppo diversa rispetto a tutti i flash integrati e di questa dimensione. La prima significativa variazione di design rispetto al modello precedente la troviamo proprio nella parte superiore in cui è ubicato il flash: in Panasonic Lumix DC-FZ72 erano presenti molte più aperture dedicate alla registrazione audio e decisamente anti-estetiche, fortunatamente corrette e ridotte in Panasonic Lumix DC-FZ82. Troviamo poi sulla sinistra un piccolo speaker e il logo che ci ricorda che questo modello può registrare video in 4K.

Presente nella parte centrale la sempre gradita slitta hotshoe per collegare flash esterni ed accessori vari. Nella parte opposta della zona superiore di Panasonic Lumix DC-FZ82 troviamo poi la ghiera dei programmi (che include anche la modalità dedicata ai filtri da applicare e una per scattare foto panoramiche), il comodo tasto di registrazione video e due bottoni Fn programmabili che però di default sono dedicati alla funzione Burst 4K (per poter estrapolare una foto in 4K da un filmato) e alla funzione Post Focus, cioè la possibilità di mettere a fuoco un soggetto dopo lo scatto effettivo. Presente infine il bottone di scatto sull’estremità più prossima alla parte frontale con integrato uno switch per stabilire l’escursione focale (banalmente effettuare lo zoom oppure allargare il campo).

La parte posteriore mostra subito il display LCD TFT da 7,5 cm con 1.040.000 punti di definizione, piuttosto standard per fotocamere come queste. Presente poi il mirino LVF (Live View Finder) da 0,20″ con circa 1.166.000 pixel di definizione che, in base ai nostri test, si comporta abbastanza bene. Nella parte superiore della zona posteriore troviamo anche il tasto di scatto per il flash a molla e tutti i vari bottoni funzione dedicati allo spostamento nel menù e alla regolazione delle impostazioni. Abbastanza comoda la ghiera multifunzione presente che permette di regolare il tempo d’esposizione e, a seguito di una pressione, anche l’apertura del diaframma.

Una grave mancanza che ancora non è stata colmata in Panasonic Lumix DC-FZ82 è sicuramente la mancanza di un rilevatore di prossimità posto sul mirino in grado, come sulla maggior parte delle fotocamere con mirino elettronico di oggi, di disattivare il display LCD TFT una volta avvicinati con l’occhio e attivare esclusivamente il mirino. Data questa assenza, è necessario effettuare il cambio tramite la pressione del tasto “LVF” presente nella parte superiore, operazione che, in alcuni casi specifici, può rivelarsi lenta e fastidiosa o semplicemente innaturale. Nella nostra prova, abituati a mirini LVF con sensore di prossimità, più volte abbiamo avvicinato l’occhio al mirino dimenticandoci di questa mancanza e spesso abbiamo perso l’attimo per lo scatto che volevamo fare. Siamo sicuri che Panasonic potrà pensare a questa implementazione per un modello futuro.

Presente poi nel lato destro (guardando la fotocamera dalla parte posteriore) il connettore HDMI micro e un ingresso USB micro in grado anche di ricaricare Panasonic Lumix DC-FZ82, caratteristica decisamente apprezzabile. Interessante poi la zona destra del corpo dedicata alla presa con la mano destra: sufficientemente ergonomica ed anti scivolo grazie ad inserti gommati. Nella parte inferiore troviamo poi il classico attacco a vite per montare il corpo al cavalletto e il vano dedicato a batteria ed SD. La batteria è una Panasonic Lumix DMW-BMB8E da 895mAh in grado di garantire un’autonomia pari a circa 330 immagini (se usate il display LCD TFT) oppure 240 immagini (se utilizzate il mirino LVF). Questo, seppur sembri paradossale, succede perché il mirino LVF richiede molta più energia rispetto al monitor TFT per poter funzionare a dovere.

Tutto il corpo di Panasonic Lumix DC-FZ82, inserti gommati e anti-scivolo a parte, è realizzato in ABS, materiale sufficientemente resistente ma, in questo caso, privo di inserti per la tropicalizzazione, motivo per cui la fotocamera, esattamente come il modello precedente, non è resistente a pioggia, sabbia e varie condizioni climatiche avverse. C’è da dire inoltre che Panasonic Lumix DC-FZ82 pesa ben 616 grammi con batteria ed SD inclusa, tutto l’opposto di un peso piuma o di una fotocamera semplice da trasportare. Tale peso è dovuto sicuramente all’ottica 20-1200mm (equiv. 35mm) che, vista la sua costruzione, costituisce quasi la metà del peso complessivo del corpo intero.

Non siamo grandi fan delle fotocamere bridge e in questo senso Panasonic Lumix DC-FZ82 non eccelle, soprattutto per l’eccessiva somiglianza al modello precedente (in tutto e per tutto) e per la mancanza di alcune novità e funzioni sicuramente molto richieste dagli utenti di tale segmento.

Prestazioni: scatti dalla distanza e niente più

Panasonic Lumix DC-FZ82 mostra le più grandi novità sicuramente nella parte interna al corpo; dopo aver visto che le differenze a livello estetico con il modello precedente sono davvero minime, cerchiamo di capire se “sotto al cofano” troviamo davvero funzioni rivoluzionarie oppure aggiunte che possono farvi cambiare idea in positivo per quanto concerne l’acquisto. Innanzitutto, per chi non lo sapesse, Panasonic Lumix DC-FZ82 è una fotocamera bridge, questo significa che la tecnologia che la spinge è molto simile ad una fotocamera compatta ma, al contrario di tale segmento, c’è più potenza e un’ottica migliore. Insomma, potremmo tendenzialmente dire che una bridge si ispira molto ad una reflex senza però avere le stesse identiche caratteristiche e, soprattutto, senza la possibilità di cambiare obiettivo. Le fotocamere bridge sono note infatti per avere ottiche integrati con valori decisamente importanti e, nella maggior parte dei casi, dedicati a chi vuole fotografare dalla distanza.

Le caratteristiche chiave di Panasonic Lumix DC-FZ82 includono infatti un’ottica LUMIX DC Vario f/2.8-5.9 con uno zoom 60x equivalente ad un 20-1200mm nel formato classico 35mm. Tale ottica riesce ad essere molto luminosa a 24mm e sufficientemente luminosa anche a 1200mm. Questo vi permetterà di fotografare sia paesaggi che soggetti a distanza notevole. All’interno troviamo un sensore CMOS da 18 megapixel, spinto da un processore Venus Engine classico di Panasonic in grado di garantire una raffica pari a 10fps, cioè 10 foto al secondo, decisamente un buon quantitativo per tale segmento di fotocamere. Le novità principali di Panasonic Lumix DC-FZ82 riguardano però il 4K: è infatti ora possibile registrare video in 4K (cioè Ultra HD a 2160p) ed utilizzare tutte le varie funzionalità annesse a cui il produttore ci ha ben abituati fin da Panasonic GH4. Nello specifico ci riferiamo alle funzioni 4K Photo e Post Focus: la prima vi permette di registrare un normalissimo video ed estrarre foto a 2160p, perfetto per momenti d’azione in cui volete essere sicuri di non perdere l’attimo o il vostro possibile scatto perfetto, la seconda invece è una modalità che vi richiederà più tempo per scattare la foto ma che poi vi permetterà di variare la messa a fuoco spostandola su un altro punto in particolare.

Tra le novità ereditate dagli altri modelli di Panasonic spunta la funzione DFD (Depth from Defocus) che, esattamente come su modelli superiori, permette di migliorare l’autofocus velocizzandolo e rendendolo più preciso. Questo sistema permette a Panasonic Lumix DC-FZ82 di avere un tempo di risposta pari a 0.09 secondi, migliore rispetto alla media delle altre fotocamere bridge. In base alla nostra prova, l’autofocus si comporta effettivamente bene, mettendo a fuoco con buona rapidità nella maggior parte delle situazioni. È chiaro che non si possa pretendere più di tanto da questo segmento (vista la fascia di prezzo), ma è comunque un buon sistema che offre il meglio di sé esattamente come nelle sorelle maggiori.

Globalmente siamo rimasti molto soddisfatti delle capacità fotografiche di Panasonic Lumix DC-FZ82, d’altronde il sensore installato ha già fatto faville in altri modelli e, su questo, non avevamo dubbi.

Display: nuova risoluzione, stesso design

Fortunatamente, rispetto al modello precedente che montava un display TFT da 460.000 punti, il problema legato alla definizione è stato risolto: Panasonic Lumix DC-FZ82 monta infatti un monitor TFT LCD da 1.040.000 di punti in grado di offrire una buona risoluzione, luminosità sufficiente nella maggior parte delle situazioni di scatto e, soprattutto, una superficie touch screen ben fatta e decisamente comoda. Grazie al touch capacitivo è infatti possibile spostarsi nei vari menù (al posto di utilizzare le frecce), ma, soprattutto, è molto più facile decidere con precisione e velocità il punto di messa a fuoco. Basta infatti selezionare il vostro soggetto direttamente sullo schermo con il vostro dito e in un attimo il sistema metterà a fuoco consentendovi quindi lo scatto. A tal proposito, è molto interessante notare che, esattamente come accade nelle sorelle maggiori, anche se utilizzate il mirino LVF è comunque possibile appoggiare il dito sul display per mettere a fuoco. Oltre a questo, una grande mancanza secondo noi è il display ribaltabile: sebbene non sia usuale sulle bridge, sarebbe stato cosa gradita in quanto ormai molto richiesto. Il settore delle bridge non sta di certo passando periodi così felici, soprattutto se si parla di segmento di prezzo basso, motivo per cui alcune aggiunte mirate potrebbero permettere ai produttori di aumentare le vendite su un modello preciso in quanto si distingue dai soliti.

Menù: la parte migliore del prodotto

Per quanto concerne il menù, non abbiamo particolari lamentele da porre alla vostra attenzione in quanto ormai Panasonic ha definito un suo standard che funziona, piace ed è intuitivo. Il classico menù principale è accessibile premendo il tasto “menu/set” ed è suddiviso in 5 sezioni con relative sottosezioni tra cui: “Reg.” (per gestire tutto ciò che riguarda lo scatto di una foto), “Immagini in movimento” (per impostare tutto ciò che riguarda i filmati, lo stabilizzatore nei filmati e molto altro), “Personalizzazione” (che riguarda i vari aspetti dell’autofocus, la messa a fuoco manuale, le linee guida, l’istogramma, la gestione dello zebra pattern e molti altri aspetti visivi), “Setup” (per impostare la lingua, i suggerimenti nel menu, il WiFi, la formattazione della card e molto altro), e infine “Play” (per tutto ciò che riguarda la visualizzazione di immagini scattate e filmati registrati tra cui la possibilità di creare uno slideshow immediato).

Oltre al classico menù dedicato alle impostazioni è disponibile anche un “quick menu” dedicato a scelte rapide e preimpostabili. Esso è accessibile nella schermata di scatto semplicemente appoggiando il dito sull’icona corrispondente. Grazie a questo menù rapido potrete regolare velocemente il sistema di messa a fuoco, il WiFi, i filtri creativi disponibili integrati, l’istogramma e tante altre voci che normalmente dovreste cercare all’interno dei sottomenù principali. Una cosa molto fastidiosa che non abbiamo particolarmente gradito e sempre legata alla mancanza di un rilevatore di prossimità è il fatto che, cambiando la modalità di visualizzazione del display e togliendo quindi la visuale di scatto in favore dei dati di scatto (come accade su molte fotocamere) non è poi possibile inquadrare e fotografare. Questa funzione infatti normalmente dovrebbe prevedere l’attivazione del mirino LVF automaticamente, proprio perché il display principale è occupato da tutti i dati di scatto. Una pecca che, probabilmente, è risolvibile con un aggiornamento firmware ma che, a conti fatti, resta molto fastidiosa,

Sensibilità ISO senza troppe pretese

Grazie al nuovo Venus Engine installato in Panasonic Lumix DC-FZ82 è possibile ottenere una buona qualità d’immagine anche con sensibilità ISO piuttosto elevate. Certo, non potrete comunque spingervi oltre i 6400 ISO ma, globalmente, non abbiamo evidenziato rumori così eccessivi, soprattutto se consideriamo la fascia di prezzo in cui questa fotocamera viene venduta. I colori sono molto buoni e il look complessivo dell’immagine è sufficiente, a meno che non effettuiate crop particolari che andrebbero a distruggere completamente la qualità.

Dato comunque il piccolo sensore, non ci potevamo di certo aspettare meraviglie in tal senso, ci accontentiamo comunque di poter scattare buone foto a 800 ISO e dover iniziare già a lavorare un po’ in post-produzione a 1600 ISO. Nei nostri test, per velocizzare i tempi di scatto in pieno giorno, a zoom pieno (quindi f/5.9 come diaframma più aperto possibile) abbiamo ottenuto buoni risultati a 1600 ISO (sempre senza esagerare con il crop).

Miglioramenti importanti rispetto al passato

Checché se ne dica, Panasonic Lumix DC-FZ82 integra davvero diverse aggiunte rispetto ad FZ-72, modello precedente ormai in fase di “pensionamento”. Innanzitutto, come già elencato nei sottocapitoli precedenti, Panasonic Lumix DC-FZ82 integra un display con risoluzione maggiorata rispetto al passato, un sensore da 18.1 megapixel (due in più rispetto al predecessore), il nuovo processore Venus Engine in grado di garantire buone prestazioni globali ed una raffica fino a 10fps, un range ISO che può arrivare fino a 6400, l’aggiunta di un otturatore elettronico con tempi di scatto fino a 1/2000, una tecnologia DFD per l’autofocus notevolmente migliorata e più punti di messa a fuoco, modalità video e cattura di foto in 4K, connettività Wi-Fi e, soprattutto, la possibilità di ricarica direttamente dalla porta USB. Buone novità insomma, anche se il corpo rimane invariato e alcune modifiche richieste a gran voce dagli utenti non sono state aggiunte.

 

Panasonic Lumix DC-FZ82 recensione: le nostre conclusioni

Panasonic Lumix DC-FZ82 è una fotocamera bridge che nel momento della sua presentazione ha destato una discreta curiosità, soprattutto nei possessori del modello precedente. Ad oggi, provandola bene, siamo soddisfatti di come si comporta nella maggior parte dei casi, sempre e comunque immedesimandoci in un fotografo amatoriale senza troppe pretese. Ci sono molte pecche e dettagli da migliorare che non possono di certo passare inosservati. Dove in alcuni casi la tecnologia Panasonic ha migliorato questo modello, in altri sono stati tralasciati aspetti fondamentali. Si tratta comunque di un modello entry level disponibile ad un giusto prezzo per quanto concerne il rapporto con la qualità. La qualità di scatto non è eccelsa e l'autofocus non è velocissimo e sempre prestante, ma sicuramente per un principiante / amatore, le molte funzioni presenti saranno comunque un piacere per gli occhi e per la curiosità.

Pro
Buona qualità d’immagine
Ricarica tramite USB
Display touch preciso e rapido
Buona ergonomia
Contro
Grave mancanza di un sensore di prossimità
Corpo pesante
Logica della fotocamera non sempre funzionale
Mancanza di un display ribaltabile
valutazione finale6