Panasonic GH4: più funzioni che megapixel

Panasonic GH4 è stata una delle prime fotocamere mirrorless con potenzialità degne di nota che includevano una registrazione video in 4K fino a 30fps, un peso davvero contenuto e una maneggevolezza senza rivali, motivo per cui è stata scelta per più produzioni in cui ridurre il peso era fondamentale. Da qualche giorno, come segnalatovi qualche giorno fa, è uscito il nuovo firmware 2.5 tanto atteso dal pubblico che aggiunge finalmente la funzione post-focus che avevamo avuto modo di provare a IFA 2015 e molte altre novità interessanti. Avrà superato il nostro test? Scopritelo di seguito.

Scheda tecnica

Sensore Sensore Live MOS da 16,05 megapixel
Fattore di crop 2x
Processore Venus Engine
Sistema AF/punti Sistema AF a Contrasto con 49 aree
Mirino Mirino EVF con copertura del 100% dell'area
Attacco obiettivo Micro 4/3
Risoluzione massima foto 4608 x 3456 pixel in 4:3 (16 Mpx)
Formato file Foto: JPEG (DCF, Exif 2.3), RAW, MPO (collegando obiettivo 3D in sistema standard micro quattro terzi)
Video: MOV (formato audio LPCM), MP4 (formato audio LPCM / AAC 2 canali), AVCHD (formato audio: Dolby Digital 2 canali)
Registrazione simultanea JPEG+RAW Si
Video fino a 3840 x 2160 pixel / 30p 100 Mbps
Range ISO 100-25600
Flash integrato Si
Display OLED da 3" con 1.036.000 punti sensibile al tocco
Supporti di registrazione Scheda di memoria SD, scheda di memoria SDHC (compatibile con UHS-I), scheda di memoria SDXC (compatibile con UHS-I)
Interfacce Connettore HDMI micro (tipo D), USB 2.0 High Speed Multi, jack da 3,5 mm per l'ascolto in cuffia, jack da 3,5 mm per il microfono, flash sync, remote, hotshoe
Connettività Wi-Fi, NFC
Batteria Pacco batteria agli ioni di litio (7,2 V, 1860 mAh) con autonomia di circa 530 immagini con H-HS12035
Dimensioni (L x A x P) 132,9 x 93,4 x 83,9 mm
Peso Circa 480 g (solo corpo), circa 560 g (con scheda SD + batteria)

Design e materiali: leggerezza prima di tutto

Vista da lontano Panasonic GH4 potrà anche sembrare una fotocamera bridge ma, non appena ci avviciniamo per toccarla con mano, rimaniamo subito esterrefatti dalla meravigliosa leggerezza – immaginate di colpo l’idea di noi che corriamo in una prateria felici e spensierati senza uno zaino pesantissimo per andare a fotografare gattini al lago. Stiamo parlando infatti di una fotocamera mirrorless, e ripeto mirrorless (non bridge o compatta) con un peso di soli 480 grammi, meno di mezzo kg di meraviglia tecnologica racchiusa in un corpo compatto e molto ergonomico. Guardandola ancora meglio da vicino spariscono totalmente quei pensieri negativi che scorrono nella testa di chi è abituato a fotocamere professionali come «è piccola e sicuramente non prestante», «è così compatta che sicuramente non sarà in grado di creare grandi cose» e simili.

Panasonic GH4 mostra subito gli artigli grazie ad accorgimenti importanti presenti su tutto il corpo, dettagli che professionisti e non ameranno. Si parte dalla parte frontale dove subito notiamo il bottone di sgancio rapido per la lente e il connettore Sync per il flash (quando l’ho visto ho gridato “alleluja”) che ci permetterà di collegare la fotocamera a flash da studio per effettuare tempi di sync “x”. Nella parte laterale sinistra invece troviamo tutto ciò che farà felice un videomaker: un ingresso per microfoni 3,5 mm, un’uscita cuffie 3,5 mm, un AV OUT e un’uscita HDMI micro (tipo D) che vi permetterà non solo di vedere le vostre foto e i filmati registrati su un televisore 4K ma anche di effettuare un LiveView in diretta da fonti esterne, utilissimo per produzioni video (come anche le recensioni che noi stessi facciamo, ad esempio).

Panasonic GH4

Passando alla parte posteriore troviamo subito l’imponente display OLED da 3″sensibile al tocco con 1.040.000 punti di definizione e pienamente orientabile a piacere al fine di effettuare riprese e inquadrature creative comodamente. Dietro al display troviamo i loghi “WiFi” e “4K” che ci ricordano due delle principali ed importanti funzioni di questa fotocamera così come tutti i vari tasti FN pienamente personalizzabili (ben 4 solo nella parte posteriore), un bottone dedicato all’AF Lock che permette anche di modificare il tipo di messa a fuoco (AFS/AFF, AFC e MF), il tasto di registrazione video, un bottone Play per riprodurre contenuti, “disp” per attivare o modificare le informazioni visibili sullo schermo, una ghiera superiore per modificare il tempo d’esposizione rapidamente (o effettuare un rapido zoom sulle foto) e infine una seconda ghiera (nella parte inferiore) che ci permette di muoverci nei vari menù (accessibili premendo il bottone al centro della ghiera) oppure scorrere rapidamente informazioni e foto. L’ultimo componente fondamentale della parte posteriore è sicuramente il mirino EVF completamente elettronico con 2360k punti di definizione che riesce a regalarci prestazioni davvero ottimali (ma ne parleremo più avanti). Si passa poi alla parte laterale destra che rimane molto minimale includendo il connettore per il telecomando esterno venduto separatamente e l’ingresso per la scheda di memoria SD, scelta sicuramente saggia per risparmiare spazio e offrire ottime potenzialità in termini di velocità di registrazione.

Terminiamo con la parte superiore della Panasonic GH4 che subito mette in risalto l’imponente ghiera dei programmi con tanto di blocco centrale per evitare movimenti inopportuni durante la registrazione video o in alcune posizioni scomode. Tra i programmi troviamo i comuni automatismi dedicati a diaframma e tempo d’esposizione, la modalità manuale, Auto intelligente per regolare tutte le impostazioni in maniera automatica, una modalità creativa contenente vari filtri automatizzati tra cui “High dynamic” per HDR e bagliore per situazioni di alto contrasto in controluce, una meravigliosa modalità Video M per controllare manualmente ogni singolo aspetto della registrazione e infine ben tre personalizzazioni C (C1, C2, C3) per creare dei programmi personalizzati con le impostazioni e/o settaggi che usiamo più spesso. A destra della ghiera dei programmi troviamo il bottone d’accensione a scatto, un bottone Fn personalizzabile che di default attiva il WiFi e instaura una connessione con il dispositivo da voi scelto, si continua poi nella parte alta con un bottone dedicato al bilanciamento del bianco, il tasto per la regolazione ISO e il bottone di compensazione dell’esposizione. È inoltre presente una ghiera ulteriore per la rapida regolazione del diaframma (o per scorrere velocemente le foto nella modalità Play) e, ovviamente, il tasto di scatto. Scorrendo verso sinistra troviamo poi la slitta hotshoe con il microfono stereo integrato (L+R), il flash integrato (ahimè) e una ghiera ulteriore nella parte estrema sinistra necessaria ad impostare rapidamente la modalità di multiscatto (fino a 12fps), autoscatto o time lapse (che può essere regolato molto bene sia in termini di comportamento, quindi se time lapse o stop motion, sia in termini di frequenza di scatto). Nello spazio inferiore troviamo il vano batteria (si tratta di una DMW-BLF19E da 1860mAh e 7.2V con autonomia pari a circa 560 scatti che viene egregiamente rispettata), il classico connettore da cavalletto e un doppio attacco proprietario dedicato ad accessori esterni come ad esempio il battery grip opzionale.

Panasonic GH4 è costituita da un telaio in lega di magnesio pressofusa che altro non fa che aumentare l’ergonomia, la resistenza alle intemperie e diminuire il peso complessivo. La costruzione della fotocamera è molto curata e ci è davvero piaciuta fin da subito.

Parliamo di maneggevolezza. Per prodotti così avanzati dal punto di vista della costruzione è lecito aspettarsi un livello di usabilità sicuramente meno versatile rispetto ad altre macchine più “semplici”. È così anche per GH4?

Assolutamente no, nel caso di Panasonic GH4 nulla è fatto senza studi precisi e approfonditi. Ogni tasto è collocato al posto giusto pensando ad ogni singolo utilizzo, con una cura nel dettaglio davvero ammirevole. Il nostro stupore deriva principalmente dal fatto che questa fotocamera si usa con una sola mano, ed è il primo modello di fascia medio-alta (che non sia appunto una compatta o una bridge in quanto non comparabili con questo esempio) che vi permette di cambiare impostazioni rapidamente senza l’ausilio di una presa a due mani. Esistono infatti molte situazioni in cui una mano è impegnata con la fotocamera e l’altra deve essere necessariamente occupata – magari dall’unica corda che vi tiene in vita sulla cima del K2. In queste circostanze la nostra camera si comporta davvero in modo ottimale, in un mix fra leggerezza ed ergonomia. Applausi (con una mano sola perché nell’altra abbiamo GH4) agli ingegneri e/o designer di Panasonic.

Prestazioni: meno preoccupazioni, più creatività

Inutile negare che eravamo davvero molto curiosi di provare le varie modalità presenti nella Panasonic GH4, ancora di più curiosi per quanto concerne il Post-Focus da noi visto in anteprima a IFA 2015 e disponibile in questo modello da pochi giorni grazie al recente aggiornamento firmware 2.5 gratuito. A proposito dell’aggiornamento firmware, doveroso dire che la semplicità nell’esecuzione è stata davvero ottimale: è stato sufficiente caricare la batteria fino al 100% (altrimenti l’aggiornamento non parte), recarci alla pagina di supporto di Panasonic, scaricare il file e scompattarlo, mettere il .bin in una memoria SD pre-formattata direttamente dalla fotocamera, inserire la memoria nella GH4 e premere il tasto “play”; in 5 minuti il firmware era aggiornato e abbiamo subito potuto sperimentare le nuove funzioni.

Da qui in poi tutto è cambiato e, parlando onestamente, ci siamo subito distratti con il Post-Focus e le nuove funzioni di registrazione dedicate alla modalità 4K Photo. Il punto infatti è proprio questo: Panasonic GH4 permette per molti versi di lasciare più spazio alla creatività riducendo le preoccupazioni in fase di scatto (come ad esempio la possibilità di perdere l’attimo e così via); un esempio è anche direttamente una delle nuove modalità di 4K Photo che permette di iniziare lo scatto effettivo poco prima della pressione del tasto dedicato alla memorizzazione dell’immagine (funzione che ricorda molto Live Photos di Apple). Se poi uniamo il tutto alla possibilità di controllare pienamente questo modello tramite l’app Panasonic Image (per iOS o per Android), le potenzialità diventano davvero infinite.

Qualità degli scatti

In un mondo in cui la guerra sembra fatta più di megapixel rispetto alla qualità del sensore, la Panasonic GH4 ha sicuramente deciso di farsi da parte e non combattere in quanto, come specificato nella scheda tecnica, essa conta di un sensore da “soli” 16 megapixel, sicuramente pochi rispetto a quelli ai quali siamo abituati oggi.

Ma quanti sono davvero 16 megapixel? Ne servono di più? La risposta dipende molto sicuramente da quello che dovete fare, ma, nella maggior parte dei casi, questa fotocamera si comporterà egregiamente. Non è sempre necessario avere 30 o 50 megapixel (e di conseguenza scattare foto enormi con una raffica lenta per ovvi motivi) e, con GH4, gli ingegneri Panasonic hanno preferito dare spazio ad una raffica meravigliosamente veloce (12 foto al secondo) al fine di permettervi di catturare praticamente ogni scatto esattamente al momento giusto, senza perdere la possibilità di immortalare l’evento che vi interessa.

Panasonic GH4

Certo, effettuando lo zoom su una foto scattata si noterà l’abbassamento di definizione anche a 2x di zoom, ma, soprattutto per il tipo di contenuti che oggi si utilizzano sul web, sui social e così via, è inutile (per ora) pretendere di più. È sicuramente diverso il discorso per chi ha bisogno di stampare foto a dimensioni importanti (non di certo in A3 o A4 insomma) e vuole il massimo della qualità e definizione; in questo caso mancherà quella marcia in più che altri modelli (anche concorrenti) hanno a discapito di alcune funzioni in meno. Panasonic GH4 ha infatti così tante funzioni comode e da effetto “wow” che presto vi preoccuperete sempre meno di questi “miseri” 16 megapixel e inizierete a sentirvi più creativi grazie alle possibilità offerte. Ovviamente intendiamo “miseri” nel caso in cui fotografie a 4608 x 3456 pixel non siano a voi sufficienti, contando che in termini di risoluzione bastano tranquillamente per realizzare un time lapse in 4K a 2160p come questo.

Ci riteniamo pertanto soddisfatti della qualità fotografica e della risoluzione, certamente sufficiente per la maggior parte degli utilizzi creativi moderni.

Post-Focus

Panasonic GH4

Come vi abbiamo già anticipato nel corso dell’articolo, Post-Focus è una funzione che abbiamo avuto il piacere di scoprire in anteprima allo stand Panasonic di IFA 2015, pertanto, la curiosità da parte nostra era notevole così come la gioia nel sapere che il produttore avrebbe aggiunto questa funzione a GH4 con un banale aggiornamento firmware. Con il recente firmware 2.5 infatti, una delle nuove funzioni è proprio Post-Focus che permette di registrare una serie di scatti che verranno poi uniti tramite software interno in una singola foto in cui sarà possibile cambiare il punto effettivo di messa a fuoco. In sintesi, potrete decidere il punto di messa a fuoco dopo aver effettivamente scattato la foto.

Molti di voi ricorderanno qualcosa del genere con Lytro Illum, modello che ha coniato questa idea e tecnologia di messa a fuoco dopo aver scattato la foto, ma, per quanto concerne GH4 è sicuramente qualcosa di profondamente diverso. Il fine non cambia: avrete la vostra foto finale con un primo piano a fuoco e lo sfondo sfocato (potete usare questa funzione anche su un panorama, ma non si vedrebbe nulla) e potrete cambiare la messa a fuoco mettendo in luce un oggetto in secondo piano rispetto al precedente primo piano. Giochi di parole a parte, si tratta di una feature sicuramente d’impatto che provoca l’effetto “wow”, ma ad ogni modo non ci ha pienamente soddisfatti in quanto la fotocamera deve effettivamente scattare più foto con diversi tipi di messa a fuoco diversa, ma, per farlo, impiega una quantità di tempo decisamente eccessiva, motivo per cui sarebbe necessario un cavalletto che, per le occasioni in cui si utilizza la funzione Post-Focus, non è sempre disponibile (e non dovrebbe sempre esserlo). Insomma, Post-Focus non sfrutta la rapidissima raffica di questa fotocamera per scattare in più punti di messa a fuoco (caratteristica normale in quanto deve effettivamente trovare altri punti di messa a fuoco nell’area), pertanto risulta essere una funzione lenta e macchinosa.

Sebbene sia un’idea creativa e sia assolutamente strepitoso che questa funzione sia stata aggiunta con un aggiornamento firmware (ripetiamo, bella idea), capiamo comunque che non è nulla di meccanico o dedicato (al contrario di Lytro Illum) e quindi ci sono dei limiti importanti. Per cercare di migliorare la situazione basterebbe tranquillamente aumentare un po’ la raffica di questa funzione e mettere un indicatore a schermo per capire se ci stiamo spostando troppo dal soggetto fotografato (per evitare l’effetto mosso o un piano diverso durante il cambio del punto di messa a fuoco in post-scatto), cosa completamente diversa rispetto alla classica “bolla” o livella integrata per capire se la fotocamera è in asse.

In definitiva, Post-Focus è una funzione che i più geek della fotografia ameranno, con la possibilità poi di un abbandono molto rapido vista l’eccessiva “macchinosità” della funzione. Potete inoltre vedere una dimostrazione pratica di questa funzione nella nostra videorecensione più in basso.

Foto 4K

La modalità Foto 4K era già presente su GH4 ma, grazie all’ultimo aggiornamento, è stata arricchita di nuove e interessanti funzioni per personalizzare al meglio lo scatto. In sostanza, una particolarità interessante della GH4 finora era la possibilità di estrarre delle fotografie dai filmati in 4K, funzione che ha permesso a molti utenti di catturare azioni rapide senza troppa difficoltà rinunciando però alla definizione massima (dovete infatti sapere che, trattandosi di un video 4K, la foto avrà la stessa risoluzione, pertanto sarà in formato 2160p, decisamente poco per gli standard qualitativi di oggi).

Panasonic GH4Si tratta di una feature pensata più per cogliere l’attimo rispetto ad avere una fotografia perfetta. Starete sicuramente pensando che tutto questo è fattibile con una buona raffica (che questa fotocamera ha, 12fps); vero in parte. Panasonic ha pensato infatti di permettere agli utenti di scegliere tra tre diversi metodi di acquisizione per quanto concerne il 4K: “scatto a raffica 4K” che vi permette di registrare tanti frame rapidissimi (più di 12 fps in questo caso in quanto si utilizzano gli stessi frame di registrazione video, quindi 30) tenendo semplicemente il pulsante di scatto premuto; “scatto a raffica 4K (Start/Stop)“, che fa iniziare una raffica quando premete sul pulsante di scatto e la blocca quando lo premete nuovamente; e infine “Pre-scatto a raffica 4K“, forse quella più interessante, che permette di registrare automaticamente il “prima” e il “dopo” dello scatto, sicuramente perfetto per non perdere l’attimo o per catturare espressioni buffe nel caso si tratti di un ritratto. Quest’ultima modalità è molto simile a Live Photos di Apple presente negli iPhone 6s e iPhone 6s Plus.

Foto 4K è sicuramente interessante per sperimentare nuove tecniche creative o raggiungere nuove possibilità negli scatti senza perdere l’attimo giusto nella fotografia d’azione. Ad ogni modo non ci ha particolarmente colpiti e temiamo possa essere una di quelle funzioni che presto finiranno nel dimenticatoio se non più aggiornate o rinnovate. È chiaro che comunque un plauso va a Panasonic per aver ben pensato di introdurre e migliorare questa modalità di scatto al fine di dare agli utenti delle possibilità in più.

Autofocus

Spesso molti fotografi amatori e non sono scoraggiati nell’acquisto delle mirrorless proprio per paura di trovare un sistema di messa a fuoco non sufficientemente rapido come nelle reflex di gamma più alta. Anche qui Panasonic ha dimostrato di volersi seriamente impegnare nel fornire agli utenti un prodotto completo dotando GH4 di un sistema di messa a fuoco denominato “Depth From Defocus AF” che permette, grazie ad un processore dedicato e un database contenente tutte le informazioni relative alle caratteristiche delle lenti Lumix a tutte le distanze di messa a fuoco, di velocizzare le operazioni di messa a fuoco con un metodo di contrasto e garantire quindi una rapidità unica per quanto concerne questo segmento di fotocamere. Sono presenti 49 aree di messa a fuoco sia in modalità manuale che automatica, completamente personalizzabili tramite la modalità “Custom Multi” o semi-automatizzate con i preset già presenti, come ad esempio l’Eye Detection AF che permette di rilevare l’occhio del soggetto e fare in modo che non sia chiuso al momento dello scatto, o ancora il tracking mode a inseguimento, molto utile nei filmati o nella speed photography per fare in modo di inseguire un soggetto e mantenerlo a fuoco. Non poteva mancare il Focus Peaking in modalità manuale, la funzione che delinea le aree a fuoco con delle linee bianche al fine di far capire all’utente cosa stiamo mettendo a fuoco. Assieme al Focus Peaking è attivabile anche una piccola griglia che andrà ad effettuare un interessante zoom digitale sul soggetto per farci controllare in maniera maniacale la messa a fuoco, utilissimo soprattutto nella fotografia macro, dove, in modalità manuale, qualcosa potrebbe sfuggirci.

Insomma, anche la messa a fuoco è decisamente ben strutturata e, in base alle nostre prove, è pienamente promossa sia nella fotografia che nei video. In particolar modo, abbiamo deciso di registrare la recensione di un’ottica concorrente, la Canon EF 11-24mm f4 L USM, proprio con questa fotocamera: dal nostro filmato potrete notare l’estrema rapidità e precisione nella messa a fuoco durante gli spostamenti dell’obiettivo all’interno della scena; una vera goduria.

ISO

In termini di sensibilità ISO, Panasonic GH4 non è nulla di estremamente stupefacente. Sicuramente, per un sensore da 16 megapixel e un processore d’immagine Venus Engine ci aspettavamo qualcosa di più: quei risultati che di solito per motivi fisici non si possono ancora avere su sensori molto più grandi e più prestanti (cosa che comprendiamo benissimo). In questo caso, le caratteristiche erano ben diverse e sicuramente gli ingegneri avrebbero potuto fare di meglio. Ovviamente a bassi ISO le prestazioni sono certamente normali ed accettabili, sia nei video che nelle foto, salendo però sempre di più con la sensibilità diventa davvero difficile distinguere la foto dal rumore digitale in certi casi.

Panasonic GH4

Come potete vedere dal nostro confronto, a partire da ISO 1600 iniziano i problemi di grana che continuano peggiorando sempre più fino a rendere la foto davvero inguardabile. Si tratta, lo ricordiamo, di un tipo di difetto non riscontrato a bassi ISO, pertanto, lavorando in un range 200-1600 non avrete di certo problemi (utilizzando anche ottiche luminose come il 12-35mm ƒ2.8), se però dovete fare qualcosa di più diventerà difficile.

Menù e intuitività

Come sempre, il menù regna sovrano per quanto concerne la vera intuitività di una fotocamera: esso è infatti essenziale per rendere le cose più o meno facili al fotografo e permettere una semplice comprensione di tutte le funzioni. Certo, anche stavolta abbiamo storto il naso per l’ennesimo monitor touchscreen, ma finché gli sviluppatori permetteranno un controllo anche con i tasti classici non ci preoccuperemo troppo. Nella fotografia infatti, al contrario degli smartphone, siamo convinti che sia ancora troppo presto per creare qualcosa di pienamente touchscreen e che sia anche facilmente utilizzabile: è stato infatti ampiamente dimostrato come la rapidità di utilizzo subisca notevoli cambiamenti nelle situazioni più estreme, e di certo ai fotografi non piace mai perdere l’attimo nonché la possibilità di realizzare un ottimo scatto.

Panasonic GH4C’è da dire che le funzioni di questa Panasonic GH4 sono davvero molte e non dev’essere stato facile per gli ingegneri/copywriter semplificare tutti i vari procedimenti o le personalizzazioni, ma possiamo dire che ci sono riusciti alla grande. I menù di questa fotocamera sarebbero facilmente comprensibili anche da chi non ha mai scattato una foto o registrato un video. Per le funzioni che necessitano spiegazioni, il produttore ha previsto un piccolo box laterale che ne spiega tutti i dettagli; questo vuol dire che, ad esempio, nel menù dedicato al multiscatto non ci sarà nessuna spiegazione in quanto si tratta di un concetto già chiaro. Nel menù dedicato alle foto 4K invece c’è una spiegazione per ogni tipo di selezione, così non dovrete imparare nulla a memoria.

Se poi siete già un tipo di utenza esperta amerete tutte le personalizzazioni possibili, le opzioni dedicate all’audio per i video e così via.

Le nostre conclusioni su Panasonic GH4

Eravamo molto curiosi di provare a fondo Panasonic GH4 con il nuovo firmware 2.5; questo, secondo noi, la rende una fotocamera di cui è facile innamorarsi. Parliamoci chiaro: se non siete amanti estremi di fotocamere full frame, questa è la mirrorless che fa per voi. È leggera, funzionale, bella, curata, intuitiva, stupefacente e, soprattutto, ha un prezzo assolutamente proporzionato e a buon mercato. Il corredo di lenti opzionali poi spaziano tra grandi scelte includendo ottiche come il 12-35mm ƒ2.8 (che abbiamo in prova) in grado davvero di lasciarvi a bocca aperta in quanto a prestazioni e, se pensate che tutta questa meraviglia riesce ad avere un peso inferiore al chilo (comprensivo di ottica 12-35mm ƒ2.8), allora avrete davvero molti motivi per valutarne all’acquisto, soprattutto se viaggiate molto.

Pro

  • Riesce davvero ad essere maneggiata con una sola mano
  • Error 404: peso not found
  • Facile da usare
  • Molto curata nei dettagli
  • Autofocus favoloso
  • Davvero pensate di trovare di meglio a questa cifra per quanto concerne la registrazione video in 4K?
Contro

  • La mancanza di megapixel spesso diventa un problema
  • Qualità ISO non correttamente rapportata alla qualità complessiva della fotocamera
  • Modalità Post-Focus decisamente da migliorare
9

Ricky Delli Paoli


Ho davvero amato anche la maneggevolezza nell’utilizzo con una sola mano: è una di quelle caratteristiche di GH4 che è difficile trovare in fotocamere di questa fascia di prezzo o di questo segmento. Funzioni poi come il Post-Focus e la modalità foto 4K non ci hanno fatto emozionare più di tanti perché devono essere perfezionate, ma tanto di cappello a Panasonic per l’idea, per il coraggio e la grinta con cui davvero questo modello riesce ad imporsi anche “solo” per chi ha bisogno di registrare filmati in 4K. Sebbene per alcuni professionisti non possa diventare il corpo principale, per motivi di definizione in megapixel ad esempio, per quanto concerne il famoso “secondo corpo” è davvero la perfezione, nonché un pensiero che “picchietta” nella mia testa fin da quando ho visto con i miei occhi le potenzialità di questo modello. Non sottovalutatela: riesce davvero a tirar fuori gli artigli anche quando meno ve lo aspettate.

Panasonic GH4 è disponibile su Amazon ad un prezzo pari a circa 1050€ ed è acquistabile cliccando qui.

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