Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Pagamenti contactless: tecnologia a portata di tap

di Andrea Ricciaggiornato il 14 maggio 2015

È ormai evidente la transizione che sta avvenendo verso la moneta digitale: non è solo una questione di tecnologia che avanza, vedi Bitcoin o appunto pagamenti contactless, ma anche di necessità politiche, con il crescente problema dell’evasione fiscale che richiede maggiori controlli sulle transazioni finanziare di minore entità, che sono più facili da nascondere.

Non è quindi soltanto la voglia di venire incontro al consumatore finale che ha portato allo sviluppo di sistemi per pagare rapidamente con i propri cellulari: certo, essi ci offrono notevoli vantaggi soprattutto per la sicurezza e la velocità di acquisto, ma permettono anche di controllare con precisione dove vanno realmente a finire i soldi spesi, e in che cifre. Non sorprende nemmeno una recente legge dello Stato Italiano che obbligherà da metà 2015 tutti i negozianti a dotarsi di un POS (in poche parole, il piccolo computer per gestire transazioni con carte di credito o debito), da utilizzare per ogni spesa maggiore di 30€, riducendo quindi la necessità di utilizzare il contante, con tutti i vantaggi che questo porta.

Operatori telefonici, produttori di dispositivi e soprattutto banche stanno quindi collaborando affinché il pagamento rapido diventi realtà il prima possibile: non sarà facile entrare nell’ottica di poter lasciare a casa soldi contanti e carte di credito, ma nel momento in cui il proprio cellulare potrà sostituire questi strumenti, potremmo entrare in una realtà interessante. Ma ci stiamo arrivando nei tempi giusti?

La tecnologia

Il requisito fondamentale è uno: la presenza del modulo NFC sul proprio telefono. Già questo pone dei limiti: e se il mio device non lo ha? E se ho un iPhone, cosa faccio?

Non è una richiesta a caso: non solo NFC serve nel momento della transazione stessa, ma la sua presenza indicherà di solito avere un telefono tendenzialmente con hardware e software non troppo vecchi, condizione utile per aumentare la sicurezza dell’acquisto stesso. Chi invece utilizza device Apple, dovrà per forza di cose affidarsi a custodie che montano il chip adibito a questo tipo di connessione wireless: in commercio ne trovate diverse, ma in alcuni casi potrebbe essere la vostra banca a fornirvene una, per favorire la diffusione del sistema di pagamento.

Certe banche potrebbero invece realizzare meccanismi NFC estranei al telefono: è notizia di giorni fa che Agos Ducato si affiderà ad un chip NFC montato su speciali microSD. Basterà installarle sui propri telefoni (per iPhone è nuovamente prevista una cover per permetterne l’inserimento) e affiancarle ad app realizzate dal gruppo bancario in questione, per cominciare ad eseguire pagamenti con device mobili.

Nomi big della tecnologia si stanno inoltre muovendo nella direzione dei pagamenti con cellulare: Google in primis ha introdotto negli scorsi anni la sua app Wallet, a cui legare le proprie carte di credito per poi prelevare da esse il credito necessario ad effettuare un acquisto. Da fine 2013, con il lancio di Android 4.4 KitKat, la funzionalità è stata direttamente integrata nelle impostazioni del sistema operativo con il nome di Tocca e paga. Purtroppo, in Italia il supporto a questa tecnologia è decisamente ridotto rispetto agli Stati Uniti, dove è anche possibile aggiungere gift cards e conti personali nel tentativo di realizzare un posto unico per gestire le proprie finanze ed effettuare pagamenti in mobilità.

Non dimentichiamoci di iBeacon: la tecnologia creata da Apple per permettere, principalmente, comunicazioni Bluetooth tra dispositivi in maniera completamente trasparente all’utente. Questa potrebbe essere, in futuro, un modo rapido per effettuare transazioni con il proprio telefono in totale sicurezza.

Soluzioni esterne

[img_destra][/img_destra]Non solo telefoni, comunque: la stessa tecnologia la ritroviamo su milioni di carte di credito da tempo adibite al contactless, emesse da gruppi come Visa e Mastercard e compatibili con i POS che esibiscono il logo dello standard. Inoltre, solitamente se l’acquisto è inferiore ai 25 o 30€, non sarà necessario firmare scontrini o immettere il proprio PIN, rendendo l’esperienza di pagamento senza sforzo e con tempistiche notevolmente ridotte.

Esistono inoltre soluzioni create da aziende che hanno deciso di fornire un servizio ugualmente rapido ma che non si affida in maniera stretta al telefono cellulare: è il caso di iPay Tag, tecnologia sviluppata dalla omonima iPay (che abbiamo incontrato a Barcellona in occasione del Mobile World Congress 2014) e che permette lo stesso tipo di pagamento rapido utilizzando un semplice sticker NFC. Esso può essere attaccato dove si vuole -convenientemente, viene consigliato il retro del cellulare- e il credito al suo interno si può gestire con un’app o via computer, collegando ovviamente le proprie carte di credito e debito.

Ma la sicurezza?

In tutto questo discorso è difficile non notare alcune falle logiche nel sistema: l’NFC è così sicuro? Cosa succede se perdo il telefono o se viene rubato? E come pago se è semplicemente scarico?

Domande a cui proviamo a dare una risposta. I chip NFC di ultima generazione offrono livelli di sicurezza paragonabili ai moduli adibiti al pagamento presenti sulle normali carte di credito e debito. Il chip stesso deve avere una specificità hardware denominata host card, che però Android 4.4 può emulare affinché una maggiore quantità di device sia compatibile con il pagamento contactless.

Se si perde il telefono, o se viene rubato, vale lo stesso discorso di quando si blocca una carta di credito. È necessario intervenire per spegnere o cancellare il device in remoto – sarà per questo che il Gestore dispositivi Android, che consente questo tipo di operazioni, ha fatto il suo debutto nelle vicinanze del rilascio di KitKat. Come ulteriore misura di sicurezza, come già scritto in precedenza vi ricordiamo che tramite contactless è possibile effettuare soltanto transazioni minori, nell’ordine dei 25-30€, cosa che potrebbe scoraggiare i ladri ad utilizzare questo metodo.

Ma cosa succede se si scarica il telefono? Succede quello che si immagina, cioè si rimane temporaneamente fuori dalla possibilità di acquistare tramite contactless. Soluzioni esterne come iPay Tag potrebbero quindi fare al caso di chi arriva a sera con il proprio device sempre senza batteria. Quest’ultimo paragrafo sulla sicurezza potrebbe sicuramente far passare la voglia di contactless: comodo sì, ma probabilmente ancora immaturo.

Attendiamo quindi di vedere come evolverà la situazione: la premessa è positiva, e siamo certi che nel futuro prossimo carte di credito e contanti di grosso taglio saranno solo un ricordo, con benefici di semplificazione per il consumatore finale, ed evidenti vantaggi per il fisco, che sarà finalmente capace di tenere un occhio vigile sulle piccole transazioni monetarie che attualmente vengono evase.