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Overwatch: mi spiace Valve, ma Team Fortress 3 non ci serve più

di Matteo Gobbiaggiornato il 1 giugno 2016

Il mondo degli sparatutto online è cambiato profondamente; Overwatch è un gioco che abbiamo seguito moltissimo (fin da dicembre dell’anno scorso) e arriva in un momento storico dove gli FPS ad arena sembrano solo un lontano ricordo – se escludiamo il recente DOOM -, perché gli sviluppatori hanno quasi del tutto abbandonato l’interesse nel creare shooter competitivi.

Il dogma di oggi nei giochi online di successo non è più la bravura del giocatore, d’altro canto, ma l’accessibilità. Questa filosofia è stata introdotta per cercare di espandere l’utenza e di conseguenza gli introiti, e risulta fondamentale quindi consentire ad ogni persona di poter giocare senza sentirsi un nabbo, invogliando anche i più incapaci ad acquistare il titolo in questione. Se non mi credete, pensate a questo: un tempo avevamo Quake III Arena, Unreal Tournament, Serious Sam, Painkiller e simili, tutti titoli dove i nabbi venivano brutalizzati senza possibilità di scampo dai giocatori veterani e più bravi, perché il gioco non imponeva elementi RNG (Random Number Generator) oppure assistenze alla mira per equilibrare le possibilità di vittoria dei vari giocatori. Vi sfido a citarmi uno shooter popolare uscito negli ultimi anni che è considerato seriamente competitivo a livello di meccaniche di gioco, ovvero che non impieghi questi filtri nascosti; persino Counter-Strike: Global Offensive dispone di assistenze alla mira (usate addirittura gli e-atleti) ed è considerato il re indiscusso degli shooter competitivi di oggi perché ormai questi aiuti sono diventati la norma…

Overwatch è un bel gioco per giocare in compagnia di amici, non per competere seriamenteIn risposta alla mia domanda molti di voi sicuramente avranno pensato a portare Team Fortress 2 come esempio; ebbene sì, persino quel titolo è dotato di RNG… non mi sento però in dovere di lamentarmi di TF2, perché quel gioco non è un FPS competitivo canonico, in quanto basato sulla team coordination più che sulla bravura del singolo utente. Lo stesso discorso vale quindi anche per l’attesissimo Overwatch, un gioco che di fatto altro non è se non “il Team Fortress della Blizzard“; non aspettatevi perciò che mi lamenti dell’RNG di Overwatch perché, mi spiace comunicarlo a chi crede il contrario ma anche Overwatch non è un gioco competitivo e di conseguenza non ha senso cercare di negare questa affermazione perché sono le meccaniche stesse del titolo a renderlo casual. Blizzard cercherà in tutti i modi di renderlo un e-sport, riuscendo probabilmente a dare visibilità al titolo nello scenario delle competizioni online, però questo gioco a livello strutturale non è competitivo, mettetevi il cuore in pace al riguardo.

Ciò rappresenta un problema? Assolutamente no: mi spiace che manchino gli FPS da competizione vecchia scuola, però questo non significa che sia giusto rendere competitivi dei titoli che non lo sono (come Heartstone, ad esempio). Prendeteli per quel che sono e divertitevi con i vostri amici.

Adesso che ho fatto questa lunga questa lunga premessa, posso iniziare a parlare del gioco.

Overwatch dimostra che “poco ma buono” va bene

Overwatch è un gioco basato esclusivamente sul multiplayer ed è totalmente privo di componenti singleplayer. Potremo giocare scegliendo fra quattro modalità: Quick Play, Play vs AI, Custom Game e Arcade. Come suggerisce il nome, la prima opzione ci butterà direttamente in una partita, dove potremo scegliere il nostro eroe e lanciarci subito nella ressa assieme ai nostri altri cinque compagni di squadra. Le altre opzioni, invece, ci consentono di giocare contro l’intelligenza artificiale per testare gli eroi che non abbiamo mai usato (modalità francamente inutile), aprire una lobby stabilendo delle regole personalizzate oppure, infine, unirci ad una playlist settimanale dove ogni volta troveremo regole diverse (per esempio, questa settimana tutti gli eroi hanno doppia vita ma ricaricano le mosse più in fretta).

Esistono dodici mappe in Overwatch, ciascuna con il suo stile e dotata di level design ben variegato, così da consentire ad ogni eroe di sfoggiare le proprie potenzialità in quasi ogni partita. Curiosamente, la mappa è indice della modalità che andremo a giocare, perché in Overwatch ogni mappa è giocabile solo in una fra le quattro modalità disponibili: Escort, Assault, Control e Hybrid.

Su Watchpoint: Gibraltar, Dorado e Route 66 giocheremo ad Escort, dove i due team sono divisi in attaccanti e difensori; lo scopo di chi è in offesa sarà di spingere avanti un carico – detto payload – attraverso dei checkpoint per raggiungere infine la base nemica, mentre chi è in difesa deve impedire ai nemici di far avanzare il playload fino allo scadere del tempo.

Quando ci troveremo ad Hanamura, Volskaya Industries o Temple of Anubis sarà tempo di giocare ad Assault. Le meccaniche di gioco di questa modalità sono piuttosto semplici: un team deve attaccare e conquistare in successione due obbiettivi, mentre l’altro team deve impedirgli di farlo fino allo scadere del tempo. A mio avviso, Assault è la modalità peggiore di Overwatch, principalmente per motivi di bilanciamento (parleremo del balance più avanti, per ora limitiamoci a mostrare i contenuti).

Giocando in Nepal, ad Ilios e nella Lijiang Tower, invece, ci troveremo a giocare a Control, una modalità di gioco “al meglio di tre” dove dovremo conquistare un punto della mappa – posizionato in maniera equidistante dai punti di respawn – così da caricare una barra fino al 100%, impedendo nel mentre che il team avversario conquisti l’obbiettivo.

Infine, quando giocheremo su Hollywood, King’s Row e Numbani staremo partecipando alla modalità Hybrid, così chiamata perché è appunto un ibrido fra Assault ed Escort. Il gioco inizia come in Assault, dove un team dovrà conquistare un punto mentre i l’altro dovrà difenderlo; una volta conquistato il punto – sempre che gli attaccanti riescano a farlo – il gioco diventerà di colpo un Escort. Questa, a mio avviso, è la migliore delle quattro, perché stimola il cambio della composizione degli eroi all’interno delle due squadre a metà partita.

Non temete, Overwatch saprà divertirvi a lungo nonostante i contenuti non siano moltissimiIn ogni partita potremo scegliere che personaggio impersonare da un roster – al momento del lancio – di ventuno personaggi, divisi in quattro macrocategorie: attack, defense, tank e support. Ciascun eroe si gioca in maniera decisamente differente, essendo dotati di caratteristiche diverse che vanno dalla vita massima all’arma impugnata (la maggior parte degli eroi dispone di una sola arma), dalle abilità base alla “ultimate ability”. Rimanendo sul discorso “personaggi, un punto del gioco che rendeva molti giocatori come me perplessi prima di provare il titolo era la possibilità offerta in Overwatch di poter scegliere più eroi uguali non solo all’interno dello stesso match ma addirittura nello stesso team. Questa scelta si è dimostrato però essere decisamente azzeccata per valorizzare ulteriormente un gioco che, di fatto, a livello di contenuti è un po’ scarno, obiettivamente parlando. Gli sviluppatori di Overwatch hanno detto in passato che supporteranno il gioco in seguito all’uscita rilasciando anche conenuti gratuti per espandere l’offerta videoludica proposta dal titolo; noi però dobbiamo guardare il gioco adesso, al momento del lancio, e Overwatch è un gioco che non offre moltissimo in termini di contenuti. Ciò che è presente però di sicuro saprà tenervi impegnati per decine/centinaia di ore, soprattutto con il sistema di sblocchi per customizzare gli elementi estetici dei vari personaggi (niente di speciale, rimane comunque un’aggiunta gradita).

Essendo un gioco online, Overwatch non ha una storia, però mi sembra giusto mostrarvi i vari eroi che sono presenti nel titolo. Nel roster troviamo ventuno personaggi, come vi ho detto prima, e ciascuno di questo è decisamente unico, sia a livello di gameplay che di design. Sono troppi da citare, però i più caratteristici – a mio avviso – sono Tracer (il volto del gioco), Winston (il gorilla/scienziato), Reaper (ex-capo della divisione nascosta di Overwatch), Mercy (l’angelica curatrice), D.VA (la pro-player di Starcraft che pilota un robot), Torbjörn (il simpatico nano svedese), Zenyatta (il robot-monaco che vive sulle cime dell’Himalaya) e Lùcio (il DJ che combatte con la musica ed i pattini a rotelle). Di seguito li trovate tutti nelle rispettive schermate principali.

Quando il gioco si fà duro… prendi Junkrat e vinci facile

Giocare ad Overwatch – specialmente in compagnia – è davvero una bella esperienza, perché le partite sono brevi, ben ritmate e la struttura del gioco premia fortemente il gioco di squadra. Per giocare vi basterà conoscere la struttura ed i comandi base di qualsiasi FPS su PC, quindi WASD per il movimento, V per il corpo a corpo, BARRA SPAZIATRICE per saltare, pulsante sinistro del mouse per il fuoco primario della vostra arma o destro per il secondario, R per ricaricare e, siccome in Overwatch avremo a disposizione diversi poteri, SHIFT ed E sono i tasti dedicati alle abilità base di ogni eroe (se i tasti non vi piacciono tranquilli, potrete cambiarli a piacere).

Ogni personaggio, inoltre, ha a disposizione un’abilità potentissima chiamata “Ultimate” (attivabile con la pressione del pulsante Q) che però non sarà sempre disponibile; per usare queste abilità dovremo raggiungere il 100% di caricamento nel logo posto in basso al centro dello schermo. Ricaricare le Ultimate è semplice, perché la percentuale di caricamento – oltre a ricaricarsi lentamente nel tempo – aumenterà semplicemente giocando con gli eroi, usando quindi le nostre abilità efficacemente e sparando ai nemici. Ogni abilità è chiaramente diversa da eroe ad eroe e ciascuna di queste è un ottimo indicatore di come dobbiamo giocare il nostro personaggio.

Tracer, ad esempio, è (assieme a Zenyatta) l’eroe con meno vita del gioco, però le sue abilità sono tutte focalizzate sul fiancheggiare gli avversari, evitando di essere colpita, e la sua Ultimate è una granata appiccicosa dai danni elevatissimi che ucciderà quasi di sicuro i nemici su cui la appiccichiamo; queste mosse suggeriscono al giocatore senza blandamente telegrafarle con un box testuale che Tracer, quindi, deve giocare autonomamente dal suo team per seminare scompiglio nelle retrovie dei nemici, punzecchiandoli e costringendoli a rimuovere forze dalla prima linea per gestire la sua presenza.

Overwatch promuove un gameplay dinamico; cambiate eroe per rispondere efficacemente alla composition degli avversari e vincereteIl gameplay quindi è semplice di meccaniche e decisamente intuitivo, però tenete a mente una cosa importantissima che tanti (troppi) giocatori online si scordano: saper muovere il personaggio e sparare ai nemici non significa che vincerete lo scontro. Overwatch è un gioco a squadre e lo scopo è catturare degli obbiettivi; non è importante sterminare i nemici, perché non vincerete semplicemente con la vostra bravura ai comandi. Più e più volte ho incontrato compagni di squadra che non si coordinano col team, prendono eroi a caso senza ragionare sulla composizione della squadra e giocano alla “loro” partita senza preoccuparsi di catturare gli “Objectives”. Onde evitare problemi, vi spiego subito questo elemento fondamentale del gioco: giocate per vincere, non per uccidere. Tenete inoltre a mente che ogni volta che selezionate un eroe state ricoprendo un ruolo all’interno del team ed è importante occupare ogni posizione (tank support attaccante e difensore). Solitamente è meglio partire con un team equilibrato, però risulta vantaggioso adattare la team composition alla situazione in cui ci si trova in quel preciso momento e può di conseguenza essere più importante a seconda dei casi avere un “eccesso” di tank piuttosto che di eroi offensivi, quindi cambiate eroe senza problemi se notate che manca qualcosa nel vostro team. Siete in difesa e la strada dal punto di respawn all’obbiettivo da difendere è lunga? Considerate di prendere una Symmetra, così che con la vostra Ultimate (un teletrasporto) consentiate al vostro team di ritornare in fretta nella fight ed evitare che i nemici abbiano vita facile una volta ucciso qualche membro del team. Un Bastion vi crea problemi? Prendete un Genji e riflettetegli in faccia le sue raffiche di proiettili, facendolo uccidere da solo. Tutti gli eroi sono counter di qualche altro eroe… però c’è un eroe che è – purtroppo – non è assolutamente bilanciato, perché uccide ad oltranza ogni eroe ed è letteralmente impossibile da counterare se è impiegato da una persona con un minimo di cervello: sto ovviamente parlando di Junkrat, il “bombarolo maledetto”.

Vorrei conoscere chi ha concepito Junkrat per stringergli la mano forte forte… con delle pinze, peròIn un gioco online con pochi contenuti come Overwatch, mi pare ovvio che quel che è incluso nel titolo deve essere sviluppato con cura e ben calibrato. Alcune meccaniche, personaggi e mappe, però, non sembrano giustamente bilanciate in molti casi. Junkrat (lettaralmente “Ratto da spazzatura”) è un ottimo esempio di eroe eccessivamente forte, dalle abilità “nabbissime” ed una Ultimate che non ha senso di esistere. Vi spiego; la sua arma è un lanciagranate che spara esplosivi che rimbalzano, consentendogli quindi di sparare oltre a muri o angoli… il caricatore è da sei colpi, ne spara due al secondo e si ricarica velocemente (1-2 secondi). Capite che il semplice volume di fuoco dell’eroe è spaventoso, però non è tutto: le sue abilità sono una trappola per orsi ed una bomba a detonazione remota impiegabile anche per fare salti altissimi. Come se non bastasse ciascuna di queste due abilità rimane dopo che è morto, quindi può benissimo rovinarvi la vita anche mentre è ancora fuori dalla fight. Ah sì, come dimenticare poi che Junkrat quando muore lascia cadere un grappolo di bombe – come con il perk “martirio” dei vecchi Call of Duty – che può tranquillamente uccidere un nemico (specialmente se ferito dal combattimento col ratto). La crème de la crème, però, è la Ultimate: immaginate di guidare un esplosivo radiocomandato che è molto più veloce di qualsiasi eroe del gioco e che ha un raggio di esplosione piuttosto grande ed uccide istantaneamente tutti gli eroi nel raggio d’azione dell’esplosivo (incluso l’eroe con più vita del gioco, Roadhog). In sostanza Junkrat ha la stessa Ultimate di D.VA con un raggio inferiore, però per fare effetti simili il mech di D.VA anzitutto deve essere sacrificato, lasciando l’eroe esposto; la mossa inoltre è schivabilissima perché impiega diversi secondi prima di esplodere e non è teleguidata, rendendo difficile mandarla a segno in una posizione dove potrebbe risultare efficace. Perché, Blizzard, hai messo un eroe come Junkrat in questo gioco? Ovviamente per consentire ad ogni individuo privo di cervello di giocare efficacemente ad Overwatch.
Se pensate però che Junkrat sia l’unico eroe sbilanciato, sappiate che non è vero: Bastion, ad esempio, è un eroe che quando si trasforma perde la capacità di muoversi, però diventa una torretta gatling con il DPS (danno per secondo) più alto del gioco, un caricatore da 200 colpi che si ricarica in 2-3 secondi e l’abilità di curarsi quando vuole. Capite benissimo che in difesa un eroe del genere è gamebreaking, specialmente se combinato con lo scudo di un Reinhardt in mappe come Temple of Anubis e Hanamura dove può controllare in quasi totale sicurezza l’ingresso degli obbiettivi impedisce quasi da solo al team nemico di avanzare. Esistono poi eroi come Genji che sono difficili da usare, però nelle mani di un giocatore esperto possono tranquillamente spazzare via un team da soli. Considerate, infine, anche la combo Mercy-Reinhardt è spesso sinonimo di auto-vittoria, quindi diciamo senza troppi giramenti di frasi che Overwatch ha alcuni punti da ribilanciare; cosa piuttosto grave, a mio avviso, perché il gioco è rimasto in beta per 6 mesi abbondanti e mi rendo conto che hanno anche ribilanciato certe cose, però il prodotto non è assolutamente equilibrato per risultare competitivo.

Per non parlare poi dell’attribuzione delle uccisioni condivisa fra tutti quelli che hanno sparato al nemico prima che morisse e la meccanica dell’Overtime, ovvero i supplementari che sono attivi indefinitamente finché almeno uno dei nemici rimane all’interno degli obbiettivi da catturare. Capite ora come mai all’inizio affermavo che Overwatch non può essere definito come “competitivo”?

Overwatch – almeno a livello tecnico – è perfetto

Quando si parla di FPS, giustamente, è normale pensare al PC come piattaforma ideale, non solo per i comandi su mouse/tastiera – per forza di cose migliori per i giochi dove la rapidità e precisione sono fondamentali – ma anche per la qualità grafica. Overwatch invece, proprio come DOOM, dimostrano che è possibile creare un gioco online con un comparto tecnico bello e stabile, perché (soprattutto nel caso di Overwatch) sul piano grafico le due versioni sono decisamente equiparabili. Nonostante i limiti imposti dal controller quindi (su questo Blizzard non può farci niente, purtroppo), il gioco risulta godibile anche sui sistemi Microsoft e Sony da salotto, garantendo i 60fps a 1080p. Il Game Director di Overwatch, Jeff Kaplam, ha affermato in diverse occasioni che il gioco su console sfrutta una risoluzione dinamica per garantire i 60fps, affermando una volta addirittura che il frame rimarrà stabile «…anche quando 12 Zarya tirano la loro Ultimate in contemporanea…». Questo punto è importantissimo ed è sicuramente apprezzabile che il team di sviluppo avesse così a cuore il framerate del gioco anche su console, perché un gioco online che non è in grado di girare a 60fps non è gradevole, nella maggior parte dei casi.

Graficamente però, ottimizzazione buona a parte, com’è Overwatch? Il design dei personaggi è sicuramente il punto forte della produzione: sono tutti carismatici, immediatamente identificabili e carismatici al punto giusto. D’altro canto si può dire tutto di Blizzard ma non è certo la bravura nel disegnare personaggi a mancare. La grafica è pulitissima, sfoggia colori vivaci e ambienti variegati; non sarà Battlefield 4 quando si parla di texture, fisica ed effetti particellari, però Overwatch sprizza stile da tutti i pori e non credo mi stuferò mai del suo design accattivante.

Le musiche sono poche ma belle, ciò che meglio identifica però il livello della cura posta sul piano sonoro sono le voci dei personaggi, fantastiche dalla prima all’ultima ed in grado di rappresentare perfettamente anche a chi non conosce il gioco le caratteristiche del personaggio; vi basterà una risata sguaiata di Junkrat oppure una frase di McCree per sapere fin da subito che uno è pazzo e l’altro è un tizio tosto.

Il livello di customizzazione dei settaggi grafici del gioco è soddisfacente, niente di speciale da segnalare se non il Dolby Atmos, tecnologia disponibile solo nella versione PC molto interessante perché espande la capacità delle cuffie stereo di aiutarci a localizzare in maniera tridimensionale i nemici.

Overwatch: le nostre conclusioni

Overwatch a conti fatti è un bel gioco, specialmente se giocato in compagnia di amici che si coordinano per portare a casa la vittoria, prendendo personaggi che lavorano bene insieme e adatti alle circostanze. Non è ricchissimo di contenuti e alcuni elementi del gioco come l’Overtime non sono ben bilanciati (tutte cose che sicuramente non sono piacevoli, specialmente in un gioco esclusivamente online), però il gameplay è solido, il gioco non stufa – anzi, è quasi una droga – e graficamente è ottimo per essere un gioco online multipiattaforma, specialmente a livello artistico. Nel complesso il titolo è quindi un gioco assolutamente consigliato, a patto che non siate interessati a giocarlo credendo che sia un FPS competitivo, altrimenti cercate altrove. Brava Blizzard, hai colpito ancora.

Se desiderate acquistare il gioco, sappiate che su PC è disponibile digitalmente in due versioni, Standard (39,99€) ed Origins (59,99€), mentre su PlayStation 4 ed Xbox One sono disponibili dal PlayStation Store ed Xbox Store per 69,99€. Nel caso però vogliate recuperare una copia fisica del gioco, Amazon offre la Origins Edition per tutte e tre le piattaforme intorno ai 60€, oltre ad una Collector’s Edition – sempre per tutte le piattaforme – a circa 115€. Mi sembra importante segnalare che l’edizione “Standard” è quella consigliata, perché spendere 60-70€ per questo gioco sinceramente potrebbe essere anche troppo, visti i contenuti ancora ridotti. La versione Standard è però reperibile unicamente su PC e in formato digitale; Brava Blizzard, che furbata che hai fatto.

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