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Yosemite: alla scoperta del nuovo OS X e delle sue novità

di Stefano Lovecchioaggiornato il 23 maggio 2018

La Worldwide Developer Conference di Apple tenutasi quest’anno è stata colma di novità lato software, avendo come protagonisti dell’evento i nuovi sistemi operativi iOS 8 e OS X 10.10. Quest’ultimo, denominato Yosemite in onore del bellissimo parco nazionale situato nel cuore della California, risulta essere un aggiornamento piuttosto importante sia dal punto di vista dell’aspetto grafico, che riprende ancor più i tratti minimali adottati da iOS, sia nelle funzionalità, che puntano ad aumentare ancora di più la sinergia tra Mac e iPhone/iPad. Abbiamo installato per voi OS X Yosemite allo scopo di capire cosa è cambiato e mostrarvelo nel dettaglio.

Grafica

Iniziamo dall’aspetto grafico. OS X Yosemite guadagna nuove animazioni all’avvio, con una barra che indica il tempo necessario per fare il boot (che, con unità SSD, è veramente ridotto ad una manciata di secondi). Una volta terminato il caricamento, una animazione di sfocatura porta alla Scrivania. Qui si notano subito tante differenze a colpo d’occhio: sono cambiate le icone delle cartelle, che passano dal sobrio celeste ad un un brillante azzurro/ciano. Poche le differenze nella barra di stato superiore, individuabili in barre di segnale del Wi-Fi più sottili e la possibilità di attivare una modalità scura.

Molte differenze si notano invece sulla barra Dock posta in basso: essa riprende un aspetto bidimensionale semitrasparente e ospita icone ridisegnate e caratterizzate anch’esse da colori più accesi rispetto al passato. Tra queste, nella versione finale, vedremo una icona di iTunes in tinte rosse. Icone nuove di zecca anche nelle preferenze di sistema, che risultano essere assolutamente in linea con quanto proposto nel resto del sistema. Vedremo cosa saranno in grado di fare le aziende per allinearsi a questa novità, che sicuramente (come avvenne per iOS al passaggio da versione 6 a versione 7) potrebbe portare ad una perdita di coerenza tra vecchi e nuovi elementi.

Aprendo un paio di finestre si notano ulteriori differenze: buona parte di alcune schermate ottiene una leggera trasparenza, in grado di dare a tale porzione di finestra la stessa tinta di colore dello sfondo del desktop. L’obiettivo di Apple è quello di creare un “panorama” più armonioso, che si sposi bene con i colori scelti per lo sfondo. Cambiati anche i colori usati per le selezioni di tasti e file, ora di un blu intenso. Altra novità riguarda l’aspetto grafico dei tre tastini rosso, giallo e verde posti in alto a sinistra di ogni finestra, dal colore più luminoso. Tra le altre cose, il tasto verde, una volta dedicato alla funzione “espandi” ora si occuperà di portare la finestra in fullscreen, Finder compreso.

Viene definitivamente abbandonato lo sfondo stile “lavagna” utilizzato per schermate di login, Mission Control e Centro Notifiche, in favore di un aspetto semitrasparente che lasci intravedere lo sfondo. E a proposito di Mission Control, questo eredita tutta la grafica in tono grigio che già si era vista su iOS 7.

Una delle novità grafiche più interessanti di OS X Yosemite è sicuramente la Dark Mode. Impostandola, abbiamo potuto assistere ad un OS X dal look molto diverso. Molto importante è l’impatto visivo dato anche dalla possibilità (attivabile a piacimento) di rendere queste parti dell’OS leggermente traslucide anche in modalità scura, con un effetto che cambia a seconda dello sfondo impostato. Purtroppo ci sarebbe piaciuto vedere il cambiamento di dark mode per l’appunto anche delle parti superiori delle finestre aperte, che invece rimangono chiare anche a Dark Mode attivata.

Volendo riassumere in una parola, l’aspetto grafico di OS X 10.10 Yosemite risulta essere giocoso: la presenza di un gran numero di trasparenze, zero effetti tridimensionali e colori semplici e brillanti porta ad uno stile nuovo che saprà risultare gradevole e, si spera, anche funzionale. Un po’ di paura resta nel vedere come il look tenda a pasticciare un po’ in presenza della barra translucida, soprattutto in presenza di sfondi confusionari, ma è solo una impressione abbastanza personale di chi vi scrive.

Spotlight

C’è chi lo ignora del tutto, c’è chi (come chi vi scrive) non può farne a meno: Spotlight è lo strumento di ricerca posto in alto a destra dello schermo che Apple utilizza per portare rapidamente alla vista dell’utente applicazioni e documenti troppo spesso difficili da raggiungere manualmente. La comodità di questo strumento è maggiore rispetto a quelli dei sistemi operativi concorrenti, non solo in virtù della reattività con cui vengono proposti i risultati (merito di un lungo e complesso processo di indicizzazione) ma anche perché tale sistema è in grado di assistere anche in altri modi, per esempio risolvendo operazioni matematiche e proponendo voci di dizionario nel momento in cui si digita una parola conosciuta.

Essendo così funzionale e apprezzato, Apple ha pensato bene di dare a Spotlight uno spazio più importante nel nuovo OS X Yosemite. Ora, premendo sul tasto a forma di lente sempre posto sull’angolo in alto a destra dello schermo sarà possibile visualizzare un menu più grande e centrato, che appare soltanto quando viene richiamato Spotlight e si richiude quando si clicca da qualche altra parte. Inoltre ora Spotlight non solo cercherà tra musica, foto video, file vari, posta, contatti e dizionari, ma potrà anche fare ricerche in rete al volo qualora venga immessa una parola importante (come il nome di un film, di una località geografica, un VIP, ecc.). Non è una feature attiva già dalla Developer Preview 1, ma ve la mostreremo non appena sarà possibile.

Centro notifiche

L’avevamo già accennato in precedenza: il Centro Notifiche di OS X 10.10 Yosemite è stato rinnovato radicalmente, e questo lo si vede già a prima vista. Si nota subito la grafica stile iOS 7/iOS 8 che contraddistingue il menu, ma non è tutto. Il Centro Notifiche qui si trasforma in una sezione non solo dedicata alle notifiche ma, come appunto succede su iPhone e iPad, anche dedicata a diverse altre informazioni utili. Qui sarà possibile essere informati sul meteo e sull’andamento della borsa, si potranno leggere promemoria e impegni di calendario, ma volendo sarà anche possibile aggiungere informazioni come il fuso orario delle località che ci interessano e, addirittura, possiamo richiamare una comoda calcolatrice. Senza dimenticare la possibilità di inviare al volo un messaggio e impostare un nuovo stato su Facebook, Twitter, e ora anche LinkedIn.

A pensarci bene, molte di queste cose sono quelle che si facevano in precedenza accedendo alla schermata dei Dashboard (quella relativa ai Widget). Stranamente, pur avendo elementi molto simili, Dashboard non è stato eliminato da Apple, anche se inizialmente nascosto; è comunque possibile “risparmiare” una scrivania disabilitando Dashboard dalle Preferenze di Sistema, all’interno del menù delle impostazioni di Mission Control.

Tornando a parlare del Centro Notifiche, un’apposita icona nelle Preferenze di Sistema, denominata Estensioni, permetterà di aggiungere nuove funzionalità non solo al Centro Notifiche, ma probabilmente anche ad altri elementi del sistema.

iCloud Drive

Alla fine ce l’hanno fatta. iCloud ai tempi fu un sistema di cloud storage relativamente innovativo che, piuttosto che mettere la responsabilità della gestione dei file al singolo utente, preferì “fare tutto da solo”, impedendo agli utenti di gestire da sé i propri file in libertà. Questa cosa però lascia il tempo che trova, e infatti Apple con il rilascio di OS X 10.10 e iOS 8 ha deciso di passare ad iCloud Drive. In parole semplici, ora sarà possibile utilizzare lo spazio di iCloud come un vero e proprio spazio personale di archiviazione in rete, dunque accedendo dal Finder avremo subito a disposizione una cartella di nome “iCloud” in cui trascinare file di qualunque tipo, che verranno caricati immediatamente in rete.

Una volta trascinati i file che ci interessano, essi saranno accessibili dal proprio Mac, ma anche da altri Mac a cui è stato fatto l’accesso con il proprio Apple ID e, con l’arrivo di iOS 8, anche da dispositivi iOS. Il caricamento, come detto, è istantaneo ed è possibile seguire i progressi di ogni upload mediante la classica barra di trasferimento che compare sopra ogni icona spostata. Un peccato che Apple non abbia ampliato le disponibilità gratuite di GB, che restano ancorate ai soliti 5, forse un po’ pochi per i tempi di oggi.

Mail

Anche l’app ufficiale per la gestione della posta ha ottenuto le sue novità: ora è possibile inviare grandi allegati utilizzando proprio l’appena citato servizio iCloud Drive, che prenderà in carico l’allegato togliendo l’odioso messaggio di errore che si otteneva prima nel cercare di inviare e-mail con allegati pesanti. Finalmente sarà possibile inviare interi album di fotografie ad amici e familiari in maniera rapida, velocità di upload permettendo.

E a proposito di foto, le novità di Mail non finiscono qui. Inserendo una o più foto in allegato alla e-mail che si sta mandando è possibile accedere al comodo tool Markup, tradotto in italiano come “Evidenzia”. Qui è stato possibile modificare le immagini in maniera molto intuitiva, aggiungendo porzioni da ingrandire, testi, firme (scattate da fotocamera o digitate su trackpad) e frecce con pochissimi gesti delle proprie dita. Uno strumento veramente validissimo che non ci aspettavamo di vedere. Notiamo sconsolati che anche questo Mail non è ancora in grado di dare un volto ai mittenti delle e-mail. Molti di noi all’interno del team continueranno ad utilizzare l’ottimo ma non più aggiornato Sparrow (mentre altri si sono spostati sull’italianissimo Airmail) che basandosi su Facebook riesce spesso a portare i volti (o comunque le loro immagini profilo) dei mittenti delle mail che ci arrivano tutti i giorni, rendendo la navigazione della posta meno stressante.

Safari

Nuovo OS X non può che significare nuovo Safari, il browser che Apple ha sapientemente ottimizzato e migliorato per Yosemite. La veste grafica è sicuramente cambiata di molto, con una barra indirizzi più centrata che ricorda alla lontana lo stile di iTunes. Sparito il menu dei preferiti, accessibile ora premendo una volta sulla barra indirizzi (ma non disperate, chi vorrà ancora la barra dei preferiti classica potrà farlo accedendo alle opzioni Vista).

La barra indirizzi, oltre a contenere i preferiti, funge anche da Spotlight, riproponendo alcune ricerche rapide che si otterrebbero digitando in Spotlight nomi di persone, film, località e altro. Continua ad essere presente un ampio menu di condivisione, tramite messaggio, mail e social network vari. Ora Safari sarà anche in grado di ricordarsi le persone con cui comunichiamo più spesso, proponendole tra i risultati già nel menu di condivisione. Cambiata anche la vista d’insieme delle tabs, rigorosamente a sfondo trasparente e richiamabile sia con un pinch out del trackpad, sia attraverso un apposito tasto in alto a destra. Ultima novità, la possibilità di scrollare rapidamente tra tutte le tabs aperte, cosa che verrà molto utile a chi è solito navigare tra tantissime pagine contemporaneamente. Il nuovo Safari ottiene una marcia in più in termini di prestazioni, grazie alle migliorie ai motori di elaborazione: i caricamenti sono molto veloci e lo scrolling, come sempre, è fluidissimo.

iTunes

[img_destra][/img_destra]Contraddistinto da una icona che da blu passa ad un acceso rosso, iTunes 12 continua la sua strada verso il flat design: la finestra del software di gestione dei contenuti multimediali e degli iDevice mostra subito la nostra libreria musicale, con ampie icone squadrate, dandoci la possibilità di sfogliare le altre sezioni della nostra libreria (video, apps ecc.) tramite delle piccole icone nere in alto a sinistra. Nonostante i cambiamenti stilistici (che in un primo momento possono sembrare davvero “assurdi”), comunque, resta sempre il solito iTunes, che non dovrebbe affatto spaesare gli utenti abituati alle precedenti versioni.

Continuità

Come avevamo già spiegato nel nostro focus sulla WWDC 2014, Apple è intenzionata con questi ultimi aggiornamenti ad iOS e OS X nell’offrire una esperienza “continua”, che non sia differente in base all’utilizzo di un computer fisso, un portatile, un tablet o uno smartphone. Con OS X Yosemite e un dispositivo iOS 8 è possibile portare il lavoro che si è iniziato su iOS all’interno dello schermo del nostro Mac e viceversa, utilizzando un tasto apposito presente a schermo su iOS 8. Questo sarà possibile non solo in fase di navigazione o digitazione di una e-mail, ma anche con applicazioni di un certo peso, come Pages e Keynote.

[img_sinistra][/img_sinistra]La cosa più importante però riguarda la possibilità di utilizzare il proprio iPhone attraverso OS X, quando questi sono collegati attraverso Bluetooth LE. OS X Yosemite sarà in grado infatti di ricevere le chiamate in arrivo su iPhone e permettere la discussione senza muoversi dal Mac. Allo stesso modo sarà in grado di comporre numeri di telefono e far partire chiamate, ma anche di inviare messaggi di tipo SMS classico, quando prima era possibile inviare soltanto iMessage. Una grande sinergia, più forte rispetto a tutte le precedenti versioni di sistema di OS X e iOS, che sarà davvero in grado di togliere un minimo di stress quotidiano.

Funzionerà su ogni dispositivo? La risposta purtroppo è no: il supporto è limitato ad una certa cerchia di iDevice e Mac. Per gli iDevice, resta tagliato fuori solo l’iPad 2, privo della connettività Bluetooth LE necessaria per il tipo di dialogo Mac-iDevice a basso consumo. Per i Mac la compatibilità è meno ampia e prevede soltanto Mac dal 2011-2012 in poi (per essere precisi, l’unico Mac del 2011 a supportare tale connettività è il Macbook Air assieme al Mac Mini). Per verificare se la compatibilità col vostro Mac sussiste, basterà andare nelle informazioni hardware del Mac, alla voce “Bluetooth”, per ricevere informazioni dettagliate in merito a tali features. Va detto, comunque, che il Macbook Pro di costruzione 2011 (ed è l’unico esclusivo caso possibile) può ottenere la compatibilità a tale sistema attraverso il montaggio manuale di un chip Airport di un Macbook Pro 2012 al posto di quello originale.

Comunque non disperate, come per quanto riguardava alcune delle nuove funzionalità introdotte dai vecchi sistemi OS X si trovava sempre un rimedio software, anche questa volta è possibile attivare nuove funzionalità grazie a software di terzi. Nel caso di Continuity ne abbiamo parlato in questo articolo.

Conclusioni

Tutto questo, come per Mavericks, a costo zero. Il download ufficiale, previsto per l’autunno, avverrà come sempre attraverso Mac App Store. Quali sono i Mac compatibili?

  • iMac – metà 2007 o successivi
  • MacBook – 13″ alluminio fine 2008, 13″ inizio 2009 o successivi
  • MacBook Pro – 13″ metà 2009 o successivi, 15″ metà 2007 o successivi, 17″ fine 2007 o successivi
  • MacBook Air – fine 2008 o successivi
  • Mac Mini – inizio 2009 o successivi
  • Mac Pro – inizio 2008 o successivi
  • Xserve – inizio 2009

OS X Yosemite è attualmente disponibile gratuitamente sul Mac App Store per tutti i Mac sopra citati. L’articolo è stato aggiornato il [ultima_data_aggiornamento]29/10/2014[/ultima_data_aggiornamento].

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