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Mavericks: l'OS californiano sulla cresta dell'onda

di Jacopo Famularoaggiornato il 23 maggio 2018

Introduzione

Quando le prime immagini della WWDC hanno mostrato Sea Lion, il rumoreggiato animale che avrebbe dovuto rappresentare il nuovo OS di casa Apple, tutti abbiamo probabilmente spalancato le fauci in segno di stupore, ovviamente in negativo. Fortunatamente Craig Federighi ha sapientemente sfruttato questa figura per screditare i rumors, far fare qualche risata e contestualizzare la grande onda verde e blu che fin da qualche giorno prima del keynote si presentava nei banner presenti al Moscone Center.

Ebbene sì, l’onda c’entra qualcosa ed è stata scelta per rappresentare il cambiamento di rotta che Apple ha assunto (ovviamente in maniera figurata). L’abbandono dei felini distintivi della serie X di Apple Mac OS è stata necessaria, per evitare di cadere nel banale o di ridicolizzare il lavoro svolto in anni di dure fatiche. Da qualche realease di OS X a questa parte, comunque, le novità risultano sempre minori; eppure, questa volta, la limitazione a livello numerico non è stato affatto un elemento negativo, avendo portato con sè alcuni elementi davvero interessanti e attesi. Vediamoli.

Finder

Il Finder, uno degli elementi forse più sottovalutati dagli utenti, è sempre stato un fido compagno di tutti noi, con la sua barra sulla sinistra, che in velocità conduce all’interno di cartelle o dischi connessi; con la sua barra della ricerca e con tutte le sue piccole funzioni. Con OS X Mavericks, però, Apple ha deciso di dare un tocco di novità anche a questo elemento, fornendogli ancora maggior valore.

Sono essenzialmente due le novità che troviamo per quanto riguarda il Finder, ma sicuramente saranno ottimi elementi che agevoleranno la navigazione in mezzo ai file e nel display.

Finder Tabs

La prima riguarda l’implementazione dei tab all’interno delle finestre aperte. Se quindi fino ad OS X Mountain Lion la presenza di una finestra per ogni cartella aperta ha sempre accompagnato ogni utente Mac, tappezzando lo schermo di elementi ingombranti, questa novità risulta essere un vero e proprio toccasana dal punto di vista della produttività.

Così come avviene su Safari, infatti, ora è possibile aprire più pannelli (o tab) nella stessa finestra, limitando l’ingombro sul display. Per aprire i pannelli, basta semplicemente premere i tasti CMD + T. Ovviamente, il fatto che un pannello sia in primo piano e uno in secondo non implica che essi non possano interagire tra loro: lo spostamento dei file da uno all’altro è tanto facile quanto trascinare un elemento dalla targhetta di un pannello ad un’altra. Inoltre, se dovessimo in un certo momento preferire la visualizzazione in finestre distinte, basterà trascinare un pannello all’esterno della finestra di appartenenza.

Tags

Chi è un utente Mac da qualche anno, ben conoscerà la possibilità di poter evidenziare i nomi degli elementi nel Finder con dei colori. Solitamente questa funzione permetteva, appunto, più che di catalogare, di mettere in evidenza alcuni elementi. Personalmente, quando mi trovo all’interno di una cartella con molte sottocartelle al suo interno, evidenzio gli elementi più importanti con un colore, in modo che nella navigazione saltino all’occhio.

 

Con l’introduzione dei tags, Apple ha parzialmente stravolto questa filosofia. Ciò che infatti è accaduto non è stata la semplice introduzione di nuovi elementi, ma la reinvenzione di quelli esistenti. È una cosa completamente positiva? In realtà no: la funzione di evidenziazione va in questo modo persa, soprattutto perchè ora non tutta la scritta risulta avere un alone colorato attorno, ma un semplice pallino.

La comodità, se non altro, è che vari elementi in cartelle diverse possono essere velocemente richiamati “a rapporto” semplicemente selezionando l’etichetta di appartenenza dalla barra laterale sinistra delle finestre del Finder. Per applicare questi tag, infine, non ci sarà la necessità di entrare ogni volta in una specifica cartella e applicarlo manualmente; le applicazioni supportate (come per ora iWork), permetteranno di applicare un tag direttamente al momento del salvataggio di un file.

Multiple Display

Se dunque le introduzioni del Finder possono essere più o meno interessanti, sicuramente Multiple Display risulterà esserlo molto di più per chi, come ad esempio chi vi scrive, è solito utilizzare due display in contemporanea.

Questa funzione (da me personalmente tanto attesa), permette di scindere i display e connessi a di avere quindi non più due scrivanie connesse (una principale e una subordinata), bensì due elementi distinti, gestibili singolarmente ed ognuno con la propria barra dei menù, che andrà a diventare semitrasparente quando una scrivania risulta inutilizzata.

Questa nuova funzione era molto attesa perchè, nel caos lavorativo, permette di avere un Mission Control personale per ogni display. Quando si va ad inserire la modalità tutto schermo, inoltre, ora il secondo non sarà più inutilizzabile ma completamente operativo grazie alla scissione dal principale. La dock inoltre apparirà sul display in utilizzo, risultando facilmente raggiungibile e sempre presente dove serve.

Se infine avete una Apple TV, potete utilizzare questo dispositivo per estendere il vostro display: se prima infatti era possibile solamente duplicare il proprio schermo in mirroring, ora il televisore diventa un vero e proprio secondo monitor, con tutte le funzioni presenti su un monitor connesso via Thunderbolt. Così, se ad esempio state mostrando delle slide sul televisore o sul proiettore ad una conferenza, sul display del Mac nello stesso momento potrete tenere il filo del discorso con un altro file oppure ancora prendere note.

Advanced Technologies

Oltre alle novità visibili, esiste anche un’ottimizzazione di sistema alla base. Apple ha deciso di migliorare fortemente il proprio sistema, rendendolo più veloce e intelligente. Proprio per questo, stando a quanto detto dagli alti vertici dell’azienda di Infinite Loop 1, oltre ad avere grandi prestazioni sui nuovi Mac disponibili in commercio, anche quelli di precedenti generazioni miglioreranno in stabilità, performance e batteria (quest’ultima garantità fino a un’ora massima in più di autonomia).

Timer Coalescing

Tra le varie funzioni, la prima presentata è stata Timer Coalescing, che raggruppa le operazioni di basso livello. Questo permette al processore di passare più tempo in modalità a basso consumo. Il succo di questa novità è permettere migliori performance alla batteria, senza andare ad intaccare le prestazioni fornite dalla macchina.

L’operazione, oltre che sui laptop, prenderà piede anche sui desktop di Apple, magari limitando la richiesta di energia e quindi aiutando il controllo dei consumi.

App Nap

[img_sinistra][/img_sinistra]Anche App Nap è una di quelle funzioni dedite al risparmio delle prestazioni, in modo da fornire ad ogni elemento in uso il massimo. Il funzionamento di questa operazione è molto semplice: quando la finestra di un’applicazione è completamente nascosta dietro una seconda e non è in uso (ad esempio se la finestra di iTunes è nascosta completamente dietro quella di Safari e non sta riproducendo musica), OS X Mavericks andrà a metterla in una sorta di standby, potendo in questo modo migliorare le performance di altre applicazioni.

La stessa cosa avviene per quanto riguarda i tabs in Safari: quelli inutilizzati vengono automaticamente messi in una sorta di sleep mode, evitando sprechi di energia (per esempio se state visualizzando un video e poi decidete di nasconderlo per passare ad un’altra pagina). Ovviamente una volta riportati in rilievo, tab di Safari o applicazioni intere, questi risulteranno al 100% in un paio di attimi!

Compressed Memory

Uno degli elementi che più influisce sulle performance del nostro computer è sicuramente la RAM. Quando è presente in abbondanza, solitamente non ci sono problemi di esecuzione nelle applicazioni; chi ne ha poca, però, si trova spesso di fronte a problemi di velocità!

Ecco perchè in Mavericks, quando si sta giungendo alla soglia massima di RAM disponibile, il sistema automaticamente comprime e libera la memoria inattiva, in modo tale da crearne di disponibile per quelle applicazioni in corso che necessitano di ingenti performance. Questa funzione, pur essendo disponibile per tutti, sicuramente tornerà molto comoda a chi ha magari un MacBook Air di vecchia generazione, con poca RAM installata. Il bello? anche in questo caso tutto avviene in background e automaticamente, senza che all’utente sia richiesta la minima fatica, lasciandolo quindi libero di continuare il proprio lavoro.

Safari Power Saver

[img_destra][/img_destra]Funzione in realtà non propriamente innovativa è Safari Power Saver (poichè già disponibile su altri), un tool che migliora le prestazioni di questo browser riconoscendo automaticamente quali sono i contenuti video che avete scelto di visualizzare e quali invece sono presenti nella pagina ma che probabilmente non saranno di vostro interesse.

Quel che accade è molto semplice: se una pubblicità video o un filmato non desiderato dovessero avviarsi, Safari Power Saver metterà in pausa l’elemento affinchè non vengano sprecate risorse utili e l’utente non sia disturbato.

iTunes HD Playback Efficiency

Per concludere con le novità nascoste, Apple ha deciso di migliorare ancor più il proprio player, limitando grazie a motori interni il gravare di questo sulla CPU e quindi anche sulla batteria.

Ora visualizzare filmati in HD a schermo intero e ascoltare musica risulterà meno invasivo nei confronti del disco, migliorando (a detta di Apple) sensibilmente le performance del proprio dispositivo.

Safari

Anche il famosissimo browser stock di Apple ha subito dei miglioramenti nella sua release per OS X Mavericks. Si tratta di piccole novità che migliorano però l’esperienza utente. Come tutte le novità (o quasi), anche queste sono ben gradite.

Partiamo da Top Sites, ora completamente modificabile a piacimento grazie anche ad una maggiore interazione con i segnalibri. In questo modo avremo la possibilità di avere le nostre pagine preferite sempre a disposizione quando apriremo un nuovo tab o una nuova finestra del browser. Inoltre, tutte le anteprime sono modificabili a livello di posizione semplicemente tramite trascinamento da una parte all’altra all’interno della finestra.

Altra novità riguarda la Sidebar, ora ridisegnata e migliorata per integrare i segnalibri, la reading list e, nel caso in cui avessimo sincronizzato con OS X i nostri account Twitter e LinkedIn, anche la sezione link condivisi. Quest’ultima in particolare permette di seguire i link condivisi da chi seguiamo sui due social network, in modo tale da poter accedere a moltissimi contenuti in velocità.

Altre novità, come abbiamo visto anche nel capitolo precedente, sono presenti a livello di sistema, atte a migliorare la batteria e le performance del browser. Grazie alle nuove tecnologie Nitro Tiered JIT e Fast Start, infine, Safari risulterà ancora più veloce nell’apertura delle pagine.

iCloud Keychain

Ricordare le password è sempre stato un problema di molti: c’è chi le scrive su un’agenda, chi in passato creava numeri strani nella propria rubrica per tenerle a mente, e chi invece ha usato applicazioni come 1Password. Con il nuovo iCloud Keychain (che riprende le opportunità offerte dallo storage delle password da parte di Chrome) sarà possibile permettere a Safari di ricordare le chiavi di accesso a vari siti anche qualora formattassimo il nostro computer o utilizzassimo questo browser su altre piattaforme (vedi iPhone e iPad).

Oltre alle password, iCloud Keychain permette anche la sincronizzazione di dati come quelli delle carte di credito. Ovviamente la sicurezza sta nel fatto che, oltre a dover effettuare l’accesso con il proprio Apple ID, sarà necessario ricordare il codice a tre cifre presente sul retro della carta di credito.

Unica prerogativa quindi di iCloud Keychain è il possesso di un Apple ID (qui la nostra guida su come creare un Apple ID), del quale abbiamo parlato in maniera approfondita in questa guida alla sua creazione. Ovviamente la speranza è che iCloud Keychain possa arrivare anche su Safari per PC, in modo tale da permettere anche agli utenti Windows di poter godere appieno di questa nuova caratteristica.

Notifiche

Qualche miglioramento è stato inserito anche all’interno di Notifiche, che ora risultano più integrate nel sistema rispetto quanto accadeva in precedenza. [img_destra][/img_destra]La novità forse più importante da questo punto di vista sono le notifiche interattive. L’esempio più semplice che può venire in mente in questo caso è sicuramente quello dei messaggi: all’arrivo di una notifica di iMessage, infatti, sarà possibile rispondere direttamente al proprio interlocutore senza dover aprire l’applicazione e doversi dirigere nella conversazione desiderata. Oltre a Messaggi, si può rispondere ad una chiamata FaceTime, così come ad una email direttamente dalla notifica. Il vantaggio in quanto a tempo risparmiato è sicuramente notevole; ora rimane da capire se questa possibilità potrà essere aggiunta anche ad applicazioni di terzi (ad esempio io utilizzo Sparrow per gestire le mail e questa funzione non è al momento supportata).

[img_sinistra][/img_sinistra]Da notare anche un leggero cambiamento anche all’interno di Centro Notifiche, dove ora, oltre a Twitter e Facebook, è presente anche un tasto veloce per la spedizione di messaggi tramite iMessage per Mac. La funzione risulta davvero comoda, soprattutto se il Mac che utilizzate è munito di Trackpad o Magic Trackpad in quanto è molto più veloce accedere alla barra dei menù tramite l’apposita gesture. Aprire l’app Messaggi dunque risulta ora praticamente superfluo, vista la gestione completamente integrata nel nuovo Mavericks.

Seconda novità riguarda le notifiche dai siti: grazie all’interazione con i vari account di numerosi siti, è ora possibile ricevere notifiche di eventuali aggiornamenti riguardanti news, oppure compravendite su Ebay o risultati sportivi e altro ancora. Una funzione carina ma non essenziale, visto che comunque esistono già i feed RSS per le novità e visto che Ebay integra un ottimo servizio di mail che avvisa in caso di vincite o chiusure di aste.

Terza ed ultima novità, che riprende un po’ iOS è “Mentre eri via”, ovvero un sistema di apparizione delle notifiche direttamente nella schermata di login se il vostro computer è entrato in sleep. Grazie a questa funzione, ora le notifiche verranno mostrate in velocità ma non saranno comunque accessibili se non una volta eseguito appunto il login tramite password; questo ovviamente per preservare dati sensibili.

Calendario

[img_destra][/img_destra]Con l’avvento dell'”era di Jony Ive” in Apple, che ha preso il posto di Scott Forstall diventando Senior Vice President di tutto ciò che riguarda il design (quindi hardware e software), non potevamo che attenderci una perdita di tutti quegli elementi intrisi di skeumorfismo che facevano parte delle vecchie release di OS X. Se questo è avvenuto in iOS 7, con il completo ridisegno dell’interfaccia, anche OS X non è rimasto esente da mutamenti e Calendario è sicuramente un esempio di quest’ondata di novità.

Dal punto di vista dell’interfaccia, abbiamo dunque un totale cambiamento, che spazza via gli effetti grafici e rende molto più semplice e veloce l’utilizzo dell’applicazione in sè. Oltre all’interazione con i calendari degli eventi di Facebook (che tutto può essere meno che un vantaggio, vista la quantità di eventi inutili che vengono creati su tale social network), la novità più importante risiede nel rinnovamento di Inspector, che si è ora ampliato per permettere di avere molti più dettagli a disposizione.

A farla sicuramente da padroni sono l’aggiunta di una mappa del posto in cui bisogna recarsi e le condizioni meteo presenti in loco. A queste novità si aggiungono il tempo di viaggio previsto dalla posizione attuale a quella da raggiungere e l’autocompilazione di alcuni elementi come l’indirizzo.

Mappe

Uno degli elementi più attesi su OS X è sicuramente Mappe, l’applicazione nata su iPhone e iPad con iOS 6 che, in passato, ha creato non pochi grattacapi a Cupertino. I dati comunque sono in continuo aggiornamento e per certi versi (sebbene questo discorso sia già stato fatto quando abbiamo parlato di Apple Maps e Google Maps) le mappe dell’azienda della mela morsicata sono migliori di quelle della controparte di Mountain View.

Detto questo, l’applicazione si presenta come molto semplice e spoglia, per essere utilizzata in gran facilità. Ovviamente in questo caso chi possiede un Trackpad è molto più avvantaggiato rispetto ai possessori di Magic Mouse, in quanto l’esperienza creata dalle gestures risulta molto più gradevole ed immediata.

Ciò che risulta interessante, tralasciando la navigazione all’interno della mappa, in vista normale, ibrida o satellitare, è la possibilità di poter esplorare il 3D che Apple ha messo a disposizione da ormai un anno ai propri utenti iOS. Oltre a questo, però, è possibile anche calcolare percorsi condivisibili via social o via mail; ma se questo non dovesse bastare, beh, quando avrete finito la consultazione sulla mappa per OS X, potrete inviare i dati di navigazione ad iPhone o iPad, per poter effettivamente continuare la navigazione in mobilità.

[img_sinistra][/img_sinistra]La vista a pieno schermo è veramente spettacolare e se state visualizzando un luogo che supporta il 3D, vi sembrerà di esserci immersi all’interno. Altra chicca riguarda la visualizzazione dell’intero globo (quando lo zoom è al minimo) che mostra in tempo reale le zone di luce e dove invece è ancora notte. Per una migliore visualizzazione, comprensiva di terreno in rilievo, Apple permette di inclinare la mappa e per farlo al meglio basta avere premuto il tasto ALT sulla propria tastiera ed eseguire uno scroll su Magic Mouse o Trackpad/Magic Trackpad.

Altra scorciatoia per quanto riguarda i possessori di Magic Mouse, che non possono eseguire lo zoom con pinch, è tener premuto il tasto SHIFT prima di eseguire lo scroll. In questo modo è possibile ingrandire o rimpicciolire in velocità, senza doversi rifare ai tasti di zoom presenti in basso a sinistra.

La funzione di ricerca integrata è veramente ben fatta e mostra plurimi risultati in base all’elemento cercato. È in grado inoltre di trovare anche aziende, ristoranti e negozi e mostrarcene il numero di telefono e l’indirizzo, nonchè di permetterci di navigare verso tal direzione. I luoghi cercati, a loro volta, possono essere anche condivisi con gli amici.

iBooks

Ultima grande novità di Mavericks è sicuramente l’introduzione di iBooks. La nota applicazione nata su iPad nell’ormai lontano 2010 ha quindi chiuso il cerchio, passando su iPhone e giungendo infine anche su Mac.

Una cosa importante riguarda iBooks Store, che non fa più parte di iTunes come in precedenza, ma è integrato nell’applicazione per la lettura. In questo modo è molto semplice scaricare e leggere libri senza dover passare da un’app all’altra.

Come per quanto riguarda iBooks per iOS, inoltre, anche iBooks per Mac sarà connesso ad iCloud e avrà quindi la sincronizzazione dei segnalibri, permettendo all’utente di leggere comodamente e ininterrottamente su Mac e poi su iOS, o viceversa; inoltre, una volta effettuato un acquisto su un dispositivo, desktop o mobile che sia, l’acquisto sarà automaticamente scaricato anche sugli altri posseduti e connessi al servizio.

Apple ha inoltre permesso anche qui l’evidenziazione di parole o intere frasi, così come la scrittura di note da affiancare al testo, rendendo iBooks per Mac un ottimo compagno di studi. Ovviamente in questo caso bisogna vedere se effettivamente il digitale avrà la meglio sulla praticità del cartaceo. Sicuramente un grosso aiuto è dato dall’interattività degli elementi, quali immagini ad alta qualità che possono essere ingrandite, grafici consultabili nello specifico e video esplicativi.

E ovviamente, se state consultando più libri contemporaneamente, questo non è assolutamente un problema, potendone tenere aperti molti in differenti finestre.

OS X Mavericks: conclusioni

Il nuovo sistema operativo, rilasciato gratuitamente da Apple [ultima_data_aggiornamento]il 22 Ottobre 2013[/ultima_data_aggiornamento], è sicuramente un grande passo avanti, sia dal punto di vista del software, con le diverse aggiunte che abbiamo potuto descrivere su, sia per le novità tecniche che permetteranno una migliore gestione del nostro Mac, garantendo autonomia e prestazioni migliori. Ma la cosa assolutamente da sottolineare è che il nuovo sistema operativo Apple è scaricabile in maniera totalmente gratuita. Per farlo, basta cliccare qui. Compatibilità? Qualsiasi Mac in grado di far girare OS X Mountain Lion, dunque Mac dal 2007 in poi.