OnePlus 5: tra dubbi e controversie, ecco uno smartphone concreto

Dopo mesi di speculazioni, rumor, leak e render, è arrivato finalmente il nuovo OnePlus 5. Non tutti conoscono questo brand cinese, nato come progetto per “sbandare” il mercato dello smartphone proponendo un telefono dalle specifiche elevate a prezzi concorrenziali. Arrivato alla sua quinta iterazione, Oneplus 5 non è più economico ma mantiene intatte le caratteristiche tecniche da top di gamma, in un pacchetto completo e decisamente interessante.

Di OnePlus si è sentito di tutto in questo giorni: l’azienda è circondata da un’aurea di (giuste?) controversie, legate ad un comportamento spesso poco trasparente e promesse che non vengono mantenute. Per questo, prendendo in mano il loro nuovo prodotto, si è tentati di approcciarlo con dubbi e naso storto. Però, poi si scopre che OnePlus 5 è veramente valido, e tutte le affermazioni di queste ore iniziano a prendere un valore diverso. Vale la pena comprare OnePlus 5? Scopritelo in questa recensione.

OnePlus 5 video recensione

Scheda tecnica

Sistema operativo
Versione Android 7.1.1 Nougat
Display
Diagonale 5.5 pollici
Tecnologia AMOLED
Risoluzione 1920 x 1080 pixel
Densità 401 PPI
Processore
Nome Qualcomm Snapdragon 835
Frequenza di clock 2.45 GHz
Numero core 8 core
Architettura ARM a 64 bit
GPU Adreno 540
RAM
Quantità 6 o 8 GB
Fotocamere
Posteriore da 16 megapixel, video a 2160p - flash LED
Anteriore da 16 megapixel, video a 1080p
Memoria di archiviazione
Memoria interna 64 o 128 GB - non espandibile
Connettività
Modem 4G+
Wi-Fi Wi-Fi 802.11 a/b/c/n/ac dual-band
SIM nanoSIM
SIM secondaria nanoSIM
Geolocalizzazione A-GPS
Bluetooth Bluetooth 4.2
NFC
Porte
Connettività USB microUSB 3.0
Batteria
Capienza 3300 mAh - non removibile
Stylus
Stylus attivo No
Dimensioni
Millimetri 154.2 x 74.1 x 7.3
Peso
Grammi 153

Design: iPhone o non iPhone, questo è il dilemma

I render ufficiali e le foto che sono girate nelle prime ore erano esageratamente chiare: OnePlus 5 è un plagio di iPhone 7 Plus. La posizione della doppia fotocamera, il materiale matte, le antenne nascoste: tutto replica quello che Apple ha offerto con il suo ultimo top di gamma. E le foto proposte da OnePlus non aiutano a dissipare il dubbio, anzi, lo rafforzano: da “brava” azienda cinese, c’è orgoglio nel dire che si è presa ispirazione – o qualcosa più dell’ispirazione.

OnePlus 5

Poi lo si prende in mano, e qualcosa cambia: la smussatura sul retro è totalmente diversa, le fotocamere hanno un bump meno evidente, le dimensioni generali sono più contenute e davanti il lettore di impronte ha una forma comunque diversa. La somiglianza c’è ed è innegabile, ma l’effetto è diverso. OnePlus 5 è costruito bene, è un bel dispositivo, e in mano ha un feeling molto piacevole che invita ad usarlo. Ci sono due elementi che però non troverete su iPhone: il jack cuffie e la porta USB Type-C.

La parte frontale vede protagonista il display da 5,5 pollici: nessun aspect ratio particolare, nessuna curvatura dei bordi, niente cornici super sottili. È un display normale per un dispositivo che punta alla concretezza. Sotto di esso c’è il lettore di impronte digitali che funge anche da tasto home, accompagnato ai lati da due pulsanti capacitivi per back e home. I pulsanti sono sui lati, dove troviamo un comodissimo switch fisico per passare da modalità silenziosa a quella normale. OnePlus 5 non è un campione di originalità – e manca anche di coraggio, in vari aspetti – ma ci si acclimata subito e regala una esperienza d’uso piacevole.

Display: squadra che vince non si cambia?

Anche sullo schermo di OnePlus 5 sono state spese tante parole. “È lo stesso del modello precedente!”, “è montato al contrario e questo crea problemi!”, “è calibrato male!”. Di queste affermazioni, forse solo l’ultima ha un fondo di verità: i profili colore che potremo scegliere (troviamo sia sRGB che DCI-P3) secondo me non ricalcano la verità, spostando il punto di bianco verso sfumature di giallo che annacquano i colori dello schermo. Il pannello rimane praticamente identico allo scorso anno: un AMOLED da 5,5 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel), che certamente non brilla per densità pur continuando ad essere un valore molto valido.

OnePlus 5

Ci saremmo aspettati il salto al QHD, ma nella realtà dei fatti non si sente molto la mancanza di una risoluzione più elevata. La scelta del Full HD ha enormi vantaggi in termini prestazionali e di autonomia, e può aver avuto molto senso la sua implementazione. Il pannello si contraddistingue per neri assoluti e un ottimo livello di contrasto e luminosità, con un sensore automatico però un po’ pigro e che è spesso al centro dei vari bugfix che sono arrivati al telefono in questi giorni. La riproduzione dei colori con il profilo standard è buona, ma come ho detto prima lo è un po’ meno con gli altri, che risultano slavati.

Molto interessanti, nel software, le opzioni per il filtro luce blu programmabile o automatico, ma soprattutto della modalità lettura, una cosa inedita e che non mi è capitato di trovare altrove. Essa imposta il display in bianco e nero, ottenendo un effetto simil-Kindle che permette una lettura piacevole e senza affaticarsi. Può essere impostata per attivarsi automaticamente con certe app oppure abilitata manualmente con un tap, e risulta essere comoda per leggere ebook oppure contenuti testuali in genere.

Prestazioni: nulla di comparabile a lui

OnePlus 5 è una bestia, in tutti i sensi. La scheda tecnica rivela il perché: c’è un Qualcomm Snapdragon 835 come processore, accompagnato da 6 o 8 GB di memoria RAM LPDDR4X e 64 o 128 GB di storage UFS 2.1 – non espandibile. C’è il supporto a due SIM e tutte le bande del caso per usare il device senza problemi di compatibilità, troviamo il Bluetooth 5.0 tra le varie nuove tecnologie e il sistema operativo è Oxygen OS, un derivato di Android Nougat 7.1.1 stock con delle ottimizzazioni e implementazioni interessanti.

OnePlus 5

Non c’è telefono che regga in campo Android: OnePlus 5 demolisce Samsung Galaxy S8, LG G6, Huawei P10 e tutti gli altri top di gamma, non solo nei benchmark sintetici ma anche nell’esperienza quotidiana. Il software pulito e leggero non grava mai sulla CPU, permettendo di avere una esperienza fluida in ogni contesto. Le app si installano in un istante e si aprono al volo, il multitasking (con tutta quella RAM) è sempre pronto alle nostre esigenze e programmi o giochi pesanti non mettono mai in crisi l’hardware. Nei task quotidiani, queste prestazioni si sentono eccome: tutto risulta sempre veloce e immediato, senza mai un rallentamento.

OnePlus 5Oxygen OS è l’altra sorpresa: io non sono un fan sfegatato di Android stock, perché lo trovo troppo minimalista e privo di opzioni interessanti. OnePlus è però partita dal codice sorgente di Android, adattandolo alle sue necessità e inserendo quel poco che gli permette di essere più completo come esperienza d’uso. Ecco che quindi c’è un launcher più intelligente e personalizzabile, le impostazioni offrono settaggi in più davvero utili, si può scegliere il tema di sistema. Si può, insomma, rendere proprio il telefono senza strafare.

Non c’è bloatware né app preinstallate (fatta eccezione per quella della community OnePlus, un gestore file e la galleria foto), ma troviamo i servizi Google nella loro interezza. È come avere un Pixel, ma non è un Pixel. Appunto questa leggerezza di sistema si riflette molto nelle prestazioni: tutto fila liscio come l’olio, senza mai un crash o un blocco, e questo impatta tanto nel quotidiano. Il lettore di impronte è spaventosamente preciso e veloce, tutto segue il nostro workflow senza mai avere una interruzione o dover aspettare caricamenti – merito dello storage velocissimo, che demolisce tantissimi altri device.

C’è qualche nota negativa? Sì: ad esempio, ho notato prestazioni del Wi-Fi in 5 GHz meno entusiasmanti del solito, ma la cosa potrebbe essere sistemata tramite software. Nel periodo di prova sono arrivati ben due update che hanno corretto alcune piccole magagne, ma continuo a notare qualche imperfezione sparsa, ad esempio nella traduzione in italiano che talvolta è incompleta. Nulla di grave, ma da un hardware perfetto mi aspetto un software sempre più puntuale.

Batteria: un risultato che convince

Sebbene i 3300 mAh possano non sembrare nulla di che, sulla carta, qui in realtà il risultato è ben diverso, merito della scelta ben bilanciata di hardware e software. La CPU è l’ultima di Qualcomm, quindi la più ottimizzata, e consuma meno degli altri processori lanciati dalla casa negli scorsi anni. Lo schermo Full HD non grava troppo sull’autonomia, e l’uso dell’AMOLED permette di abbassare i consumi in presenza di schermate nere, che provocheranno lo spegnimento dei pixel in eccesso. La grande quantità di RAM permette al device di non ripetere cento volte le stesse operazioni, che rimarranno a disposizione in ogni momento.

OnePlus 5

Uniamoci un sistema operativo pulito, e il risultato finisce per convincere. Nelle mie giornate più stressanti (che hanno compreso viaggi e tanto 4G), mi sono state assicurate almeno 4 ore e mezzo di display attivo, che possono sembrare poche ma va tenuto conto anche dell’uso in stand-by. È qui che il telefono brilla: a schermo spento (ma continuando ad usare il telefono magari per musica e altro) i consumi sono davvero minimi, permettendoci di coprire ore e ore di device acceso senza gravare sulla batteria. Un uso misto, fatto di connessione sotto Wi-Fi e attività non particolarmente stressanti, ci permettono di arrivare a sera con una buona percentuale residua, ma anche portandolo fuori non vedremo mai la batteria scendere vertiginosamente come accade altrove.

Manca la ricarica wireless che fa sempre piacere trovare, ma ci consoliamo con il DASH Charge, sistema proprietario di OnePlus per la ricarica rapida che richiede sia il caricatore che il cavo che troverete in dotazione – l’uso di una delle due parti da fonti alternative non permetterà di sfruttare tale tecnologia. Con il DASH la ricarica è davvero rapida, permettendo in circa trenta minuti di raggiungere il 60% di batteria partendo da zero. È un salvavita per quando si ha poco tempo, anche se la sua adozione ha il costo di obbligarci ad usare il caricatore proprietario. Deludono soltanto le impostazioni di risparmio energetico: sono quelle di Android stock, che non permettono alcuna personalizzazione del comportamento.

Fotocamera: c’è tanta carne al fuoco

OnePlus 5OnePlus quest’anno ha puntato molto sul comparto fotografico, mettendolo al centro dell’esperienza utente e seguendo, ancora una volta, i passi fatti da Apple nel campo dell’implementazione di due moduli. Ci sono ben 54 Megapixel da sfruttare con questo telefono: 16 sono davanti, mentre 36 (16 + 20) dietro, in quello che è stato definito un altro aspetto controverso di questo device. OnePlus infatti ha inserito due moduli con l’idea di poter offrire uno zoom 2X senza perdita di qualità, come accade appunto su iPhone 7 Plus, grazie a lenti con focale diversa.

Si è letto tanto della fotocamera (“non è uno zoom 2X reale”, “la qualità è scadente”, “non è all’altezza degli altri top di gamma”), ma come sempre faccio parlare l’esperienza d’uso e gli scatti. OnePlus 5 è un ottimo cameraphone, almeno per le mie esigenze: l’implementazione della doppia fotocamera non è originale ma fa il suo dovere, e l’esperienza d’uso è estremamente piacevole grazie al software semplice ma completo. Troveremo comandi manuali, modalità ritratto, HDR automatico e qualche altra modalità – mentre sono banditi effetti bellezza e filtri.

I risultati parlano da sé, e li potete vedere nella galleria qui sotto. Gli scatti sono pieni di dettagli, con colori vividi e un bokeh valido anche senza modalità ritratto. Quest’ultima funziona molto bene, e potrà essere migliorata nel corso del tempo tramite aggiornamenti software. In low light ci sono delle situazioni che riescono a far emergere qualche dubbio e del rumore, ma spesso il risultato ha sorpreso anche me per la sua qualità. Di solito preferisco l’approccio “meno megapixel con pixel più grandi”, ma qui non si sente questa mancanza, e lo zoom regala una versatilità notevole per ottenere lo scatto perfetto.

La registrazione video è invece un po’ meno interessante: si tocca il 1080p60 o il 4K, ma manca ad esempio il super-slow motion a 240 fps offerto dai competitor. Anche qui, lo zoom ottico aiuta per raggiungere il dettaglio che si vuole, ma la mancanza della stabilizzazione ottica si sente. C’è quella elettronica (EIS), ma non sempre dà i risultati sperati, specialmente nelle situazioni più movimentate e quando si usa la lente telescopica. Sul modulo principale mi sarei aspettato di trovare l’OIS, mentre con i video il software delude un po’ dato che non ci sono comandi manuali. Ottime invece le prestazioni del modulo frontale: la qualità dei selfie è tranquillamente paragonabile alle foto ottenute con il sensore principale sul retro.

Multimedia: OnePlus continua a convincere

OnePlus 5 si difende anche dal punto di vista multimediale: lo schermo da 5,5 pollici ha la giusta diagonale, risoluzione e qualità per godere di film e serie TV (ma anche foto e video da YouTube), e l’hardware sta dietro a tutti i giochi, anche i più pesanti che possiamo trovare sul Play Store. Difficile mettere in crisi il device sotto questo aspetto, e la cosa vale non solo ora ma probabilmente anche per i prossimi mesi a venire, date le elevate prestazioni crude che OnePlus 5 riesce ad offrire.

OnePlus 5

Il comparto audio è costituito principalmente dall’unica cassa sul fondo del device, dal suono pulito e dal volume elevato, che ci permette di ascoltare video e musica senza troppa fatica. Come sempre mancano i bassi, ma è normale per uno speaker così piccolo, mentre soprende che non sia stata sfruttata la capsula auricolare per ottenere un effetto surround. Troviamo anche il jack delle cuffie (che ormai non è così scontato) che fa il suo dovere, e anche in presenza di cuffie Bluetooth non si segnala alcun problema. Promosso quindi il comparto multimediale di OnePlus 5.

OnePlus 5: le nostre conclusioni

Per fare questa recensione, è stato necessario mettere da parte le controversie delle ultime settimane legate a questo brand, concentrandoci solamente sul prodotto. Alla fine sarete voi a decidere anche in base all’etica e al comportamento di OnePlus, ma una cosa è certa: OnePlus 5 è un top di gamma che ha ben poco da invidiare alla concorrenza, punto. L’operazione fatta dalla casa cinese è simile a quella di Huawei con il suo P10: un device che punta alla concretezza, lasciando da parte l’innovazione (a volte giusta, a volte fine a sé stessa) e proponendo un telefono semplice, ma con carattere.

Huawei non ci è riuscita, perché P10 falliva anche nelle cose più semplici, e la mancanza di originalità diventava un macigno sulle spalle. OnePlus 5 invece ne esce a testa alta, e si può quindi perdonare l’assenza di impermeabilità, di uno schermo particolare con magari l’HDR, di un comparto fotografico ancora più estremo, perché il resto lo fa bene e forse meglio di chi offre tutte queste cose. Ancora una volta, è concretezza la parola chiave: i grandi nomi della tecnologia spesso si dimenticano di cosa vuol dire ragionare intorno alle necessità reali, un aspetto che invece non traspare da OnePlus 5.

Pro

  • Pura potenza
  • Oxygen OS molto bilanciato
  • Ottimo comparto fotografico
  • Autonomia convincente
Contro

  • Mancanza di originalità
  • Non è impermeabile
8

Andrea Ricci


E quindi, in questo mare di dubbi e controversie, troviamo un alleato reale in un dispositivo senza fronzoli, ma che si fa usare con gusto. Certo, sarebbe bastato poco per renderlo un po’ più diverso dal telefono della mela, e OnePlus può ancora lavorare (molto) sulla trasparenza aziendale, perché si era fregiata di questo nei primi periodi. Ma ciò che continua a sfornare, per me, è simbolo di una maturità già raggiunta ma ancora da perfezionare. Prezzi importanti ma in linea con la concorrenza: si parte da 499€ per il modello 6/64 per arrivare infine a 559€ per quello 8/128 – si acquista dal sito OnePlus. Il primo potrebbe essere già più che sufficiente ai più, permettendoci di portare a casa un device top di gamma con molta RAM e storage sotto i 500€.

 

Top