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Olympus OM-D E-M10 Mark II: la piccola mirrorless che vuole imporsi

Olympus OM-D E-M10 Mark II: la piccola mirrorless che vuole imporsi

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Olympus OM-D E-M10 Mark II è una mirrorless molto interessante che negli ultimi mesi ha potuto godere di un buon successo. Abbiamo deciso di provarla a fondo dopo le numerose richieste ricevute dai nostri utenti e, soprattutto, data la sua presenza nella nostra guida all’acquisto dedicata alle migliori mirrorless. Si tratta dell’evoluzione della già apprezzata OM-D E-M10 e porta con sé notevoli miglioramenti circa la raffica di scatto, la qualità d’immagine, il tipo di robustezza del corpo e molto altro. La nostra prova è stata fatta nell’ottica di un utilizzo non professionale in quanto non crediamo si tratti dell’ammiraglia di turno con cui farete i vostri lavori importanti. Tuttavia, si tratta di un buon prodotto da vacanza/escursione per il fotografo più esigente che desidera viaggiare leggero senza rinunciare al piacere della fotografia manuale, delle lunghe esposizioni e delle ottiche intercambiabili.

Design e materiali: il connubio tra vintage e moderno

In termini di design, più volte Olympus ha saputo dimostrare di avere una marcia in più rispetto a tanti altri, grazie alla cura per i materiali, per l’ergonomia e per i dettagli importanti. Olympus OM-D E-M10 Mark II, sebbene abbia un nome particolarmente lungo, vuole essere una sorta di reflex in miniatura e regalare all’utente un’esperienza unica ed importante in pochi cm di spessore e pochi grammi di preso. Troviamo un piacevole corpo interamente in metallo e disponibile in due colorazioni, argento o nero. Già guardando Olympus OM-D E-M10 Mark II da lontano, notiamo subito le grandi ghiere di controllo poste nella parte superiore, così come il mirino “simil-pentaprisma” da reflex nonostante si tratti di un EVF molto definito.

Date le sue piccole dimensioni, probabilmente non avrete il massimo dell’ergonomia se avete mani piuttosto grandi, come nel mio caso. La mia esperienza con questo modello è stata molto variabile soprattutto proprio per una questione di ergonomia: avendo le mani grandi, cerco di prediligere design diversi o maggiori dimensioni, soprattutto per una questione di affidabilità e, appunto, ergonomia. In questo caso non posso sentirmi troppo deluso dal tipo di controllo: le ghiere sono sufficientemente grandi e precise, i bottoni si possono premere facilmente e l’impugnatura è piuttosto comoda, anche se, come già scritto poco sopra, essa varia sempre dall’effettiva grandezza della vostra mano.

Abbiamo provato Olympus OM-D E-M10 Mark II con un’ottica pancake Olympus Zuiko 14-42mm f/3.5-5.6, sufficientemente performante, luminosa e con un buon bokeh ma, anche abbastanza piccola da far sembrare il prodotto una “toy camera” se visto da lontano. Avvicinandoci però notiamo subito come non si tratti di un giocattolo in quanto sono presenti diversi dettagli decisamente interessanti e ben ottimizzati.

Partendo dalla parte superiore, troviamo subito un comodo bottone di avvio registrazione per i video, il tasto Fn2 personalizzabile e ben tre ghiere di generose dimensioni: quella più frontale integra il pulsante di scatto e la possibilità di variare rapidamente il diaframma nelle modalità dedicate, subito sotto un’altra ghiera permette la variazione del tempo di esposizione e infine troviamo, più verso il centro, la ghiera dei programmi. All’interno di quest’ultima ghiera troviamo vari loghi molto classici e chiari per capire facilmente cosa stiamo facendo e in che modo. Possiamo sfruttare la modalità Auto per fare in modo che sia la fotocamera ad agire autonomamente, passare alle varie modalità di priorità (come diaframma e tempo) e sfruttare la modalità video. Oltre a questo troviamo anche ben tre modalità creative interessanti: la modalità “template” che ci permette di creare un collage in diretta unendo quindi più foto che ancora dobbiamo scattare, la modalità “scene” per adattare automaticamente le impostazioni della fotocamera in base al luogo in cui vi trovate o al tipo di foto che state per scattare e la modalità “art” che vi permette di aggiungere molti filtri in live. Siamo soddisfatti del tipo di “gioco” di ogni ghiera: i movimenti sono fluidi, il grip è ottimo e la dimensione sufficiente a soddisfare ogni tipo di mano.

Continuando sulla parte superiore troviamo l’evidente estrusione che include flash, slitta hotshoe e mirino elettronico, molto in stile reflex ma, come dicevamo poco sopra, in miniatura. Nella parte più laterale è presente infine il curioso switch d’accensione, molto vintage, seguito dall’ennesimo bottone Fn personalizzabile. Nella parte fontale di Olympus OM-D E-M10 Mark II troviamo un interessante rivestimento zigrinato che ricopre metà del corpo ed assicura una livrea d’epoca in un’era digitale così come l’innesto per ottiche micro 4/3 e il bottone di sgancio proprio di lato. Per il resto possiamo trovare esclusivamente la luce di messa a fuoco e la scritta “OM-D”. Una parte anteriore decisamente molto semplice e minimale che piace e non appesantisce la vista.

Nel lato destro c’è spazio per tutte le connessioni presenti in questo prodotto: microHDMI, USB 2.0 HighSpeed (con cavo proprietario in dotazione nella scatola) e uscita A/V (anch’essa con cavo proprietario. Proprio di questa parte non ci è sicuramente piaciuto il connettore proprietario per l’USB che rende la ricarica difficile quando si è a spasso e si necessita di una ricarica extra senza avere quel preciso tipo di cavo. È usanza comune tra i fotografi portare alcuni cavi di scorta nel proprio zaino o borsa (avete già visto le nostre guide dedicate al miglior zaino fotografico e alle migliori borse fotografiche?), anche se spesso questa operazione si fa cercando di aver più cavi universali possibili al fine di limitare l’ingombro, ecco perché avremmo preferito il classico cavo micro USB come su tante altre mirrorless. Il lato opposto invece rimane completamente “pulito” mostrando la livrea nera zigrinata.

Nella parte posteriore di Olympus OM-D E-M10 Mark II trova spazio il display LCD da 3.0″ che, seppur sia di misura standard per le fotocamere di questo segmento, con il piccolo corpo di questa fotocamera sembra davvero mastodontico. Sebbene sia un display touchscreen, la sensibilità al tocco è limitata soltanto ad alcune aree, come ad esempio la possibilità di mettere a fuoco oppure di scattare direttamente. Anche nei menù non è possibile sfruttare il tocco con il dito, a parte per alcuni sottomenù precisi, come ad esempio quello dedicato ai filtri nella modalità “ART”. Il display è definito “orientabile”, anche se può soltanto essere estratto dalla sua sede e orientato fino a 90° verso l’alto. Non troviamo grandissima utilità in un display orientabile in questo modo se non la possibilità di stare più in alto rispetto alla fotocamera e avere comunque una visione chiara dell’inquadratura. Di fianco al display troviamo un altro bottone Fn, il terzo, e i vari bottoni “menù”, “info” “delete” “play” con tanto di vari selettori per spostarsi all’interno delle varie pagine. Nella parte inferiore della fotocamera troviamo poi il classico attacco a vite per cavalletto e l’alloggiamento per batteria ed SD.

La batteria è una Olympus BLS-50 da 1210 mAh che riesce a garantire un’autonomia di circa 300 immagini oppure fino a 750 circa in modalità “Quick sleep“, funzione attivabile dal menù che manda in rapido standby la fotocamera dopo pochissimi secondi di inattività.

Prestazioni: piccola e leggera ma prestante

Olympus OM-D E-M10 Mark II è l’evoluzione di OM-D E-M10, introdotta nel lontano gennaio 2014 e che riuscì ad ottenere buoni consensi dal pubblico. All’epoca, per mantenere i costi bassi, il produttore decise di togliere alcune funzioni classiche a favore di un buon rapporto qualità-prezzo, così non incluse in E-M10 uno stabilizzatore a 5 assi, un corpo tropicalizzato e molte altre cose. Seppur non troviamo ancora un corpo tropicalizzato, Olympus OM-D E-M10 Mark II è un importante salto avanti grazie soprattutto allo stabilizzatore a 5 assi, l’otturatore elettronico, un mirino EVF OLED da 2.360k punti (contro un LED da 1.440k punti), un monitor sensibile al tocco, la modalità time lapse in 4K, l’acquisizione video in FullHD a 60p e un peso leggermente ridotto.

Insomma, Olympus OM-D E-M10 Mark II è il tipo di upgrade che il pubblico voleva, contando che il sensore e il processore sono rimasti praticamente invariati. Questo vuol dire che sarà possibile scattare foto di grande qualità, con una buona raffica (fino a circa 8.5 fps) ed ottenere buone soddisfazioni anche per quanto riguarda stabilizzazione, ISO e portabilità. Come scrivevamo poco sopra, a prima vista questa mirrorless sembra una reflex in miniatura, pertanto abbiamo apprezzato fin da subito la forma, il design e le modalità di utilizzo, anche se in alcuni casi può risultare scomoda se avete le mani grandi.

Il sensore CMOS integrato da 17.3 x 13 mm  riesce a scattare foto a 4608 x 3456 (16 megapixel) e garantire una qualità più che buona, soprattutto se sfruttate il fatto di poter cambiare lente scegliendo quella giusta. Abbiamo provato l’ottica pancake M. ZUIKO Digital 14-42mm f/3.5-5.6 ottenendo risultati più che buoni in varie occasioni. Data la raffica da 8.5 fps garantita dal processore d’immagine TruePic VII ci siamo anche dilettati in qualche foto sportiva durante una gara di jeep nel fango, quelle in cui tutti si presentano con ottiche giganti e sempre sopra ai 200mm e noi arriviamo con una fotocamera che all’apparenza sembra un giocattolo. Mai detto fu più vero: l’apparenza inganna, perché Olympus OM-D E-M10 Mark II ha un cuore da PRO e molte caratteristiche ereditate dalla sorella maggiore. Questa fotocamera infatti è particolarmente indicata ai possessori di Olympus EM5 Mark II, sorella superiore con corpo tropicalizzato e display ruotabile completamente. Se infatti siete in possesso di varie ottiche micro 4/3, la scelta di acquistare Olympus OM-D E-M10 Mark II si rivela particolarmente efficace per lasciare a casa un po’ di peso superfluo e viaggiare liberi. Certo, per come abbiamo provato questa fotocamera, essa è in grado di rispettare la maggior parte delle esigenze del pubblico.

Otturatore elettronico: gradite novità funzionali

La versione precedente di questa serie, E-M10, non aveva un vero e proprio otturatore elettronico, nonostante poi, una sorta di simulazione di esso, è stata aggiunta tramite firmware update (sfruttando la prima tendina). Olympus OM-D E-M10 Mark II integra invece un completo otturatore elettronico in grado di farvi scattare fino a tempi pari a 1/16000, decisamente nella media di questo tipo di sistemi e, ovviamente, nel più completo silenzio assoluto. Questo è sicuramente il cosìddetto “pugno nell’occhio” per gli amanti del rumore di scatto, ma tranquilli, è presente anche l’otturatore meccanico (ovviamente), quindi anche un rumore vero e proprio. I vantaggi dell’otturatore elettronico sono molti, come in ogni mirrorless che si rispetti, in questo caso abbiamo notato pregevoli aspetti per quanto riguarda un comune problema in fotografia, lo “shutter shock“, cioè vibrazioni che causano problematiche varie all’otturatore. Questo è un tipo di problema che si verifica in quasi tutte le fotocamere ad otturatore meccanico e che può essere presente in vari tempi di scatto. In questa fotocamera l’abbiamo notato, nonostante lo stabilizzatore a 5 assi, a tempi di scatto compresi tra 1/50 e 1/250. Grazie però alla funzione “anti-shock” è stato possibile sfruttare l’otturatore elettronico proprio per eliminare questa problematica. Di per sé la funzione non è presente in tutte le mirrorless o fotocamere con doppio otturatore, motivo per cui abbiamo apprezzato molto la cura di questo dettaglio. Certo, è chiaro che se sfruttate sempre l’otturatore elettronico non avrete nessun tipo di problema, ma capiamo anche che si tratta di un sistema che non sempre dà soddisfazioni. Quando un giorno esisteranno soltanto otturatori elettronici speriamo solo che i produttori si ingegnino ad aggiungere una cassa acustica che riproduca il rumore dello scatto.

Menù ed intuitività: il grande scivolone

Il menù è sicuramente un punto a sfavore di questo modello: abbiamo provato le varie funzioni e abbiamo avuto bisogno di testarle in rapidità in più situazioni di scatto, con il risultato in una lentezza di scorrimento ed apertura e la conseguente “perdita dell’attimo”. Il menù è fondamentale in una fotocamera: esso dev’essere rapido, chiaro, intuitivo e portarti subito dove vuoi, caratteristiche che purtroppo non abbiamo visto in Olympus OM-D E-M10 Mark II. Sebbene elementi come la ghiera dei programmi siano intuitivi, la rapidità di spostamento manca, le informazioni sono poco chiare e spesso ci si perde nelle varie voci. Certo, come per tutto, è sempre questione di abitudine: siamo sicuri che passando qualche settimana a stretto contatto con Olympus OM-D E-M10 Mark II possa migliorare le cose, come con ogni modello, ma in questo caso stiamo valutando l’immediatezza, caratteristica che, purtroppo, non tutte le fotocamere offrono. Abbiamo avuto anche grossi problemi d’intuitività con il WiFi, sistema che sembrava facilitato dal codice QR ma che poi, anche per via di un’app poco chiara ed intuitiva, si è rivelato difficile da sfruttare. Avevamo la necessità di condividere una foto tramite WiFi nel minor tempo possibile ma, varie voci, conferme e menù secondari, ci hanno fatto perdere più tempo del dovuto. Il lato positivo di tutto questo è che si tratta di difetti migliorabili con un banale aggiornamento firmware (e com’è già successo in altri casi), pertanto non è nulla di così grave. Nessun problema invece per la funzione di controllo remoto della fotocamera da smartphone: veloce, precisa ed intuitiva, ma a quel punto avrete già superato lo scoglio del WiFi.

Autofocus: piccoli problemi per grandi prestazioni

Se consideriamo l’ipotetico target di utilizzo di questa fotocamera, possiamo ritenerci piuttosto soddisfatti dal sistema AF con ben 81 punti di messa a fuoco. Essi si rivelano funzionali ed efficaci anche in condizioni di scarsa luminosità, un pregio molto importante per una “piccola” fotocamera come questa. I veri problemi iniziano ad arrivare con la messa a fuoco continua nelle situazioni di tracking del soggetto: abbiamo provato a fissare il punto di tracciamento su una Jeep in rapido movimento nel fango e abbiamo notato problemi di lentezza e precisione che non ci aspettavamo. È chiaro che gli utilizzatori di sistemi DSLR si aspettano sempre grandi cose dal tracking dell’autofocus, come da abitudine. Spezzando però una lancia a favore di Olympus OM-D E-M10 Mark II, non è sempre possibile ottenere un tracking AF performante in una mirrorless, soprattutto in questa fascia di prezzo. Per il resto invece c’è da dire che questo sistema di messa a fuoco rimane particolarmente performante nella rilevazione di visi, sorrisi e nella fotografia ritrattistica, dove riesce davvero a sorprendere. Durante l’utilizzo con singolo punto in giornate soleggiate o molto luminose, la fotocamera riesce a dare il meglio di sé con rapide messe a fuoco e identificazioni perfette del viso e degli occhi. Se quindi la vostra idea di utilizzo per questa fotocamera è inerente a ritratti o street photography, potreste rimanere piacevolmente sorpresi.

Video: per me è no

Se leggete questo sottocapitolo con particolare interesse è sicuramente perché per un attimo avete pensato di sfruttare Olympus OM-D E-M10 Mark II per fare video, ma la risposta è “no”. Sebbene ci sia un miglioramento della qualità di registrazione rispetto al modello precedente, l’utilizzo video di questo modello è limitato al principiante estremo che decide di girare un video solo per divertimento o ricordo, nulla di più. Non sono presenti infatti ingressi/uscite per microfono o cuffie, niente S-Log, niente controlli manuali completi sulla registrazione video e nemmeno un microfono così prestazionale. Questo perché Olympus OM-D E-M10 Mark II è orientata certamente alla fotografia, e la sua linea vintage ci dice che si tratta di qualcosa legato soprattutto ai ritratti e alla street photography (come scritto poco sopra), pertanto non aspettatevi nulla di stupefacente per il lato video. Sebbene sia possibile registrare time lapse in 4K, non è possibile sfruttare lo stesso formato di registrazione per i video. Questo perché, per quanto concerne i time lapse, si tratta di tante foto messe insieme al fine di creare un video che mostra attimi con intervalli diversi. Per fare questo è sufficiente scattare delle banali fotografie (cosa a cui pensa la fotocamera in automatico) e quindi sfruttare i 16 megapixel del sensore. Diverso è per quanto concerne il video, dove i megapixel del sensore possono agire fino ad un certo punto. Certamente la registrazione video in 4K sarebbe uno sforzo eccessivo per le specifiche tecniche di questo modello, ma pensiamo di poter trovare questa funzione nella prossima evoluzione, magari tra un paio d’anni.

Sensibilità ISO: adatti per l’utilizzo

Ci abbiamo messo qualche minuto per realizzare che la variazione di sensibilità ISO è resa possibile grazie alla pressione del bottone “Fn1” e alla rotazione della ghiera subito sopra, così com’è stato difficile abituarsi a questo metodo ma ci siamo abituati senza fare troppe rivoluzioni. Sebbene la fotocamera riesca a spingersi fino a 25600 ISO, non ci aspettavamo grandi potenzialità o prestazioni visto il target e la fascia di prezzo. Possiamo comunque affermare con certezza che le prestazioni sono soddisfacenti nei valori compresi tra ISO 3200 e ISO 6400. Ciò che vogliamo specificare è che molte fotocamere di fascia alta, magari reflex, ancora oggi non riescono sempre ad ottenere buoni risultati a questi valori ISO, pertanto, il processore d’immagine e il sensore svolgono un ottimo lavoro in questo caso. Insomma, anche scattando a valori ISO intermedi, non assisterete ad un fastidioso rumore digitale.

Come già scritto sopra, non aspettatevi grandi prestazioni ai valori più alti, ad ogni modo, apprezziamo quanto ci sia possibile fare contando che, nella fotografia di tutti i giorni perfetta per questo modello, 3200 e 6400 ISO sono più che sufficienti.

Olympus OM-D E-M10 Mark II recensione: le nostre conclusioni

Olympus OM-D E-M10 Mark II ci ha fatto una buona impressione fin da subito e, sebbene ci sia stato qualche "scivolone" durante il percorso, abbiamo comunque apprezzato il tipo di fotocamera, la compattezza, il lavoro ingegneristico per ridurre il peso e l'introduzione di nuove ed importanti funzioni rispetto al modello precedente. Questa fotocamera micro 4/3 offre un buon sensore da 16 megapixel, un processore in grado di garantire una buona raffica e una buona sensibilità ISO, un mirino EVF molto definito e un apprezzato stabilizzatore d'immagine a 5 assi. Per noi è senz'altro sufficiente per giustificare l'interesse di molti utenti per questo modello, oltre ovviamente ad evidenziare l'apprezzabile design vintage. [valutazione] Consigliamo Olympus OM-D E-M10 Mark II a tutti coloro i quali credono nelle Micro 4/3 e vogliono fotografare perlopiù volti, ritratti vari o scenari senza esagerare con le pretese. È assolutamente consigliata soprattutto a chi ha già una Olympus, magari di fascia maggiore, sopratutto per la possibilità di riutilizzare le lenti o avere già una confidenza importante con menù e funzioni. L a fotocamera non ha un prezzo esattamente abbordabile, pertanto è necessario capire bene ciò che si vuole fotografare prima dell'acquisto.

Pro
Buona qualità d’immagine
Stabilizzatore 5 assi efficiente
Autofocus rapido e funzionale
Otturatore elettronico prestante
Ottima raffica di scatto
Moltissime modalità d’utilizzo
Contro
Menù poco intuitivi
Mancanza dei video in 4K
Non adatta per i video
Connettore USB proprietario
Problemi nel di messa a fuoco durante il tracking di un soggetto
Prezzo elevato
valutazione finale7

Puoi acquistare Olympus OM-D E-M10 Mark II su ePrice. In alternativa Olympus OM-D E-M10 Mark II è disponibile nelle varianti Olympus E-M10 Mark II o nella variante Olympus E-M10 Mark II.