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Cosa sono e come funzionano le lenti

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 25 maggio 2018

Introduzione

Come abbiamo visto assieme in altri articoli presenti sul sito, in molti dispositivi l’obiettivo è intercambiabile, ossia può essere smontato dal corpo macchina principale e sostituito da un altro obiettivo che presenta caratteristiche diverse. Esistono diversi tipi di obiettivi: normali (con lunghezza focale compresa tra 45 e 55mm), grandangolari (tra 15 e 25mm), Fish-Eye (con focali molto basse, come ad esempio 4 o 10 mm), macro e tele, tra cui questi ultimi consentono di variare la lunghezza focale.

Ogni obiettivo è caratterizzato da diversi parametri, i più importanti sono i seguenti.

Lunghezza Focale: misura la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo e il piano focale (il sensore); questo valore determina il rapporto di riproduzione, in pratica l’ampiezza dell’immagine catturata dal sensore è direttamente proporzionale alla lunghezza focale.

In termini semplici: prendendo come esempio l’ottica 18-200mm, la lunghezza focale è indicata proprio da questo intervallo numerico. Tenendo la ghiera (parte circolare dell’ottica che può essere ruotata, utilizzata sia per variare la lunghezza focale che per mettere a fuoco manualmente) a 18mm sarà possibile scattare una foto con un ampio angolo di campo (che spiegherò qui sotto), diversamente, ruotando la ghiera verso 200mm, considerato il “fine corsa” dell’ottica che ho preso d’esempio, restringeremo l’angolo di campo.

Luminosità/Valore Diaframma (ƒ): misura la capacità massima dell’obiettivo di trasmettere la luce verso il sensore. Essa si ottiene dividendo la lunghezza focale per il diametro della lente frontale dell’obiettivo. Il risultato di questo rapporto è indicato con un numero preceduto dalla lettera ƒ. Per esempio, se il diametro dell’obiettivo è pari a 35mm e la distanza focale è uguale a 50mm, allora l’apertura relativa sarà pari a 50/35, ossia ƒ1.4. La luminosità dell’obiettivo è inversamente proporzionale al valore del diaframma.
In termini semplici: è importante imparare i valori di diaframma per capire anche quanto possiamo fisicamente aprire l’otturatore con una specifica lente montata sul corpo. Se ad esempio utilizzate un’ottica 18-55mm ƒ3.5-5.6 significa che a 18mm avrete un’apertura massima di ƒ3.5 (ergo, non potrete fisicamente scattare una foto a ƒ2.8) mentre a 55mm potrete aprire fino a ƒ5.6 (ergo non potrete scendere a ƒ3.5 o inferiori). Ogni ottica ha anche un valore massimo di chiusura, che cambia in base alla lente. In media, la chiusura massima è pari a ƒ22, ma, su alcune lenti, potrete chiudere anche fino a ƒ32.

Angolo di campo: è il valore espresso in gradi che ci permette di capire quale sarà l’area che l’obiettivo è in grado di catturare. Ad esempio, scattando con un grandangolare che, come dice il nome stesso permette di catturare angoli ampi, sarà possibile vedere un’area maggiore rispetto ad un teleobiettivo. Per farvi capire meglio, ecco un pratico schema che definisce in gradi l’esatta area di ogni obiettivo:

Crediti immagine: Fotografismo

In termini semplici: avvicinandoci a valori come 24mm avrete modo di fare fotografie grandangolari (e sempre più grandangolari scendendo di valore), aumentando invece ad un valore come 200mm potrete scattare dalla distanza coprendo però un’aria meno ampia in termini di angolo di campo.

Tra le varie caratteristiche tecniche di un obiettivo possiamo anche trovare la distanza di messa a fuoco (misurata in millimetri o centimetri), la quantità/qualità dei vetri contenuti all’interno (nel caso della foto del 18-200 con la dicitura “ED” che definisce un vetro a bassa dispersione), così come il tipo di attacco in base al produttore o la possibilità di utilizzo su corpi APS-C o Full Frame e alcune caratteristiche aggiuntive come il tipo di motore di messa a fuoco (nel caso delle foto d’esempio qui sopra vi basta guardare la dicitura “AF-S”), il tipo di controllo del diaframma (nel caso della foto del 50mm vi basta guardare la dicitura “G”, che definisce un controllo digitale direttamente dal corpo macchina e non una ghiera manuale come in molti obbiettivi) e così via.

Panoramica sugli obiettivi

Come detto in precedenza, gli obiettivi si dividono in varie tipologie, vediamole in ordine crescente di focale:

  • 4 mm – 8 mm Fisheye circolare;
  • 8 mm – 15 mm Fisheye diagonale;
  • 12 mm – 16 mm Ultragrandangolare;
  • 16 mm – 24 mm Grandangolare;
  • 35 mm – 50 mm Normale;
  • 70 mm – 120 mm Medio tele;
  • 150 mm – 200 mm Tele;
  • 300 mm – 800 mm e oltre Supertele

Con un corredo che copre all’incirca ogni focale è possibile cimentarsi in quasi tutti i generi fotografici, eccezion fatta per quelli specifici che richiedono particolari tipi di obiettivi.

Andiamo con ordine:

L’obiettivo fisheye circolare offre una copertura di 180 gradi della scena inquadrata, generando un’immagine rotonda. Questa ampiezza permette scatti impensabili con un altro tipo di ottica. Non ha un proprio genere di riferimento, ma grazie alla sua estrema distorsione corre a pari passo con la fantasia. L’unico ostacolo che potremmo incontrare è riuscire a liberare creativamente la nostra immaginazione.

L’obiettivo fisheye diagonale, come il suo fratello minore permette scatti molto fantasiosi, l’immagine risultante riempe l’intero fotogramma ma ha la particolarità di coprireun raggio di 180 gradi solo sulla sua diagonale. Trova il su u campo d’azione principalmente nella fotografia di  paesaggio, fotografia notturna, reportage e in alcune occasioni anche in quella sportiva.

Entrambe le ottiche fisheye presentano una vistosa distorsione delle linee rette. Carattere distintivo delle ottiche di questo genere.

L’obiettivo ultragrandangolare è il punto di riferimento per i paesaggi e per il reportage. Si tratta di una lente adatta a molteplici utilizzi. Inquadra un ampio angolo di campo ma senza risentire troppo della distorsione dei due precedenti. L’obiettivo grandangolare, come il precedente, è perfetto per paesaggi e reportage, ma in questo caso si spinge oltre iniziando a offrire opportunità nell’ambito del ritratto. È il meno estremo dei grandangolari ed è considerato una delle focali da avere per un fotografo polivalente.

L’obiettivo normale, considerato l’equivalente della visione umana, è l’obiettivo di base per apprendere le tecniche fotografiche. È utilizzabile in quasi tutti i generi fotografici ma trova il suo punto forte nella street photography e nel ritratto.

L’obiettivo medio tele, più vicino ad un obiettivo normale che ad un tele. Se accoppiato ad un obiettivo grandangolare e ad uno normale ci permette di coprire le focali utili nella maggior parte dei generi fotografici. Il suo campo d’azione va dal ritratto, al paesaggio, allo street, al reportage fino a gettare le basi per la fotografia sportiva e naturalistica.

L’obiettivo tele, come per il fratello minore questa lente trova il suo utilizzo negli stessi generi fotografici. Garantisce un distacco maggiore del soggetto dallo sfondo. Spesso il medio tele e il tele sono uniti in un unica lente, il 70-200, che è considerato un must have dalla maggior parte dei fotografi.L’obiettivo supertele, con queste focali la distanza dal soggetto non sarà più un problema. Tanto ingombranti quanto pesanti la maggior parte di queste lenti non sono facili da utilizzare a mano libera. Trovano utilizzo nella fotografia di sport e soprattutto in quella naturalistica dove l’avvicinamento del soggetto non è sempre facile.

Gli obiettivi speciali

Macro, permettono, grazie ad un particolare schema di lenti, di mettere a  fuoco a pochi centimetri dal soggetto. Sono considerati macro quegli obiettivi che hanno un rapporto di riproduzione 1:1, ovvero quando il soggetto inquadrato, alla minima distanza di fuoco, è riprodotto con le dimensioni che ha nella realtà. Si trovano diversi obiettivi macro che vanno dai 35 mm ai 200 mm, la scelta è influenzata dal tipo di utilizzo a cui sarà destinato.Tilt-Shift, il loro campo d’azione è principalmente la fotografia di architettura. Anche se la loro focale varia dai 17 mm ai 30 mm non soffrono della distorsione tipica dei grandangolari. Le linee rette, infatti, resteranno tali e la prospettiva non verrà in alcun modo alterata. La loro particolarità è quella di poter basculare il gruppo di lenti da destra e sinistra (tilt) e anche di decentrarlo in alto e in basso (shift) agendo rispettivamente sull’inclinazione del piano di messa a fuoco e sul controllo della prospettiva.

Focali fisse e zoom

Da qualche anno a questa parte il mercato offre molteplici scelte per tutti i tipi di fotografi e generi fotografici, tutte le focali elencate precedentemente si presentano sia come ottiche fisse che ottiche zoom.

Le differenze sono molteplici: i pro delle ottiche zoom riguardano appunto l’avere più focali in un unico oggetto offrendo al fotografo maggiori opportunità di scatto, sono relativamente compatte rispetto ad ottiche di pari focale, sono più economiche. I contro riguardano tutti la qualità di immagine che, a parte pochi obiettivi, è drasticamente minore rispetto a quello delle ottiche fisse per via delle lenti usate e offrono diaframmi meno aperti proprio per contenere costi e dimensioni che richiederebbero schemi ottici molto complessi.

Le ottiche fisse, avendo schemi ottici fissi e relativamente più semplici, riescono ad offrire qualità di immagine maggiore e diaframmi più aperti a discapito di un aumento di peso e dimensioni.

Ci sono zoom di alta qualità che uniscono la qualità delle focali fisse alla comodità degli zoom. Sono ottiche dal costo estremamente maggiore rispetto a zoom standard ma sono un punto di riferimento per i professionisti.

Da un punto di vista pratico la comodità degli zoom di poter comporre con diverse focali la stessa scena è un surplus che secondo me aiuta molto chi è alle prime armi permettendogli di muovere i primi passi in tutti i range di focali. Gli obiettivi a focale fissa richiedono, invece, già una conoscenza della composizione per poter sfruttare al meglio quel tipo di focale a seconda del tipo di fotografia che si sta per fare.

Conclusioni

Insomma, il mondo degli obiettivi è davvero vastissimo ed ognuno di essi ha una funzione ben specifica. Con il tempo e la pratica riuscirete a capire quali sono le lenti adatte a voi e come utilizzarle nella quotidianità. Nel frattempo, se avete domande, fatecele sapere nei commenti.