Nokia: dai telefoni alle reti, con un po’ di amaro in bocca

Ero fermo lì, ad aspettare di provare un Nokia N1 più di tutto me stesso, non tanto per l’USB Type-C, quanto per vedere cosa ne è rimasto di Nokia dopo l’acquisizione definitiva da parte di Microsoft; quest’ultima ora ne ha costituito una divisione denominata Microsoft Mobile. Qualcosa ieri mattina mi ha fatto strabuzzare gli occhi: Nokia, la stessa Nokia dei Lumia che ultimamente sembrava un po’ essersi persa in un mondo disperso fatto di speranze distrutte in Finlandia, ha concluso un’acquisizione davvero pesante.

Controsensi? Non proprio. L’azienda acquisita è Alcatel-Lucent, colei che ha dato vita, insieme a TCL Corporation (sì, l’azienda cinese che abbiamo visto durante lo svolgimento dell’IFA di Berlino), al marchio Alcatel OneTouch. L’operazione ha richiesto il pagamento, ancora non conclusosi, di 15,6 miliardi di dollari, numeri praticamente da capogiro. Oggi quindi mi fermo un attimo, e mi domando il perché di tutto ciò. Vorrei riflettere un po’ insieme a voi.

I Lumia li conosciamo tutti, e non è questo il posto in cui ho intenzione di parlarne, sebbene devo dire che l’azienda che ha dato vita ai telefoni che tuttora stanno dando del filo da torcere ad iPhone a tutti i vari smartphone Android un po’ mi mancherà. La nostalgia si sente già da quando la parte Nokia Devices è stata data in mano all’azienda di Redmond, che ne continua lo sviluppo con terminali che vediamo anche giornalmente sulle nostre pagine – vedi Lumia 640 XL, Lumia 435 e così via.

Basteranno “solo” 15,6 miliardi di dollari per ritornare a far bene come prima?Nokia, dopo l’acquisizione, è rimasta così: frastornata, in balia dalle voci di giudizio, con tentativi timidi di far capire a tutti che in Finlandia era rimasto ancora qualcuno a tenere in vita il flebile fuocherello che in passato è stato in grado di incendiare l’animo di molti. Seriamente, ce li ricordiamo i 3310 o gli Xpress Music? Il mio primo telefono a colori acquistato coi miei risparmi fu un Nokia 3250, a pensarci mi commuovo.

Oggi, con un lancio avvenuto ormai in Cina di un semplice tablet e la disponibilità di un launcher per Android libero per tutti, cosa abbiamo di concreto da Nokia? Niente, inutile che ci pensate; non c’è altro. Credete davvero che un’azienda di questo calibro, però, non abbia davvero previsto tale momento già da tempo? Non è così, e ne abbiamo le prove concrete. Tralasciando la forte attrazione dei più geek nei riguardi di questo tablet Android, visto anche in anteprima recentemente al MWC 2015 di Barcellona – non sarebbe sufficiente a riportare Nokia nel benessere e in buona luce – c’è dell’altro, e per questo l’acquisizione di Alcatel-Lucent è avvenuta così, all’improvviso, con una cifra così grossa.

Facile chiedersi, a questo punto però, chi sia Alcatel-Lucent. Oddio, Alcatel credo sia un nome noto a tutti, soprattutto per i primi telefoni in bianco e nero e con tastierino numerico. Ma “Alcatel-Lucent”? Semplicemente, il risultato di una fusione con Lucent, impresa nata da AT&T Technologies (sì, quella AT&T), integrante anche Western Electric e Bell Labs. Quest’ultima è una chiave importante per capire lo scopo di Alcatel-Lucent oggi, ovvero la ricerca e la realizzazione di soluzioni per le telecomunicazioni.

Il Bell Labs è attualmente uno dei centri di ricerca più importanti al mondo; vi basti sapere che venne fondato da Alexander Bell, persona che ancora oggi contende la paternità dell’invenzione del telefono, contesa con l’italiano Meucci che non venne, all’epoca (seconda metà del 1800) preso sul serio. In questi laboratori, situati nel New Jersey, Alcatel-Lucent ha la sua sede operativa all’interno della quale porta avanti le sue ricerche su quello che è lo sviluppo di nuovi elementi per migliorare l’ambito delle telecomunicazioni, ormai fondamentale. Alcatel OneTouch è invece, per intenderci, semplicemente un brand coniato insieme al produttore TCL per la proposta di dispositivi (tablet, smartphone e indossabili) per l’utente finale.

Cosa se ne farà mai Nokia, quindi, di un’azienda che sviluppa software e hardware e che ne è anzi uno dei leader mondiali? Semplice, vuole essere uno dei leader mondiali della telecomunicazione, andando a consolidare di molto la sua divisione Nokia Siemens Networks. Sì, per chi è abituato a concepire Nokia come “colei che fa i telefoni” è strano. I ragionamenti fatti ai piani alti, da qualche tempo, sono fatti di rassegnazione. L’azienda ha capito che ha dato tutto ad un competitor mastodontico come Microsoft, e ricominciare dall’inizio non sarebbe affatto facile. Per fare ciò ha deciso di reinventarsi e reinventare su un settore diverso, ovvero quello dello sviluppo per le telecomunicazioni.

Nokia Alcatel-Lucent

Non è un segreto: anche Ridble è stata invitata ad alcune conferenze Nokia orientate interamente sul 5G. Sì, 5G, quinta generazione di connessioni dati cellulare: 1 Gbps ideali contro i 100 Mbps del 4G. Nokia ci sta lavorando su da tempo per rendere il tutto possibile ed oggi, con Alcatel-Lucent dalla sua, rischia di velocizzare bruscamente il processo. Il risultato finale potrebbe essere guadagnare su brevetti o su singoli componenti hardware, oltre che varie partnership eventuali con gli operatori di tutto il mondo.

Sembra quasi che Nokia ci stia spingendo a dimenticarci di lei, del suo operatoInsomma: il destino di Nokia è decisamente differente rispetto al suo passato, viste soprattutto le parole dedicate alla divisione HERE dall’azienda stessa. A quanto pare in questo periodo si deciderà cosa fare del gruppo di lavoro che ha coniato le famose HERE Maps, giunte prima su Windows Phone e diventate multipiattaforma poi. Come una pugnalata virtuale, per me. Il prodotto è installato sul mio iPhone ormai da tempo e perderlo, dopo una eventuale conseguente vendita della divisione, magari ad un eventuale TomTom o simili, non mi farebbe gioire. Penso di poter parlare a nome di numerosi utenti, visto che sul web ho visto intere praterie di commenti sfavorire Google Maps e le Mappe di Apple in favore di Here Maps.

Mi chiedo se è davvero questa la giusta strada. Da produttore storico di smartphone a nome attivo nella ricerca per le telecomunicazioni, da brand di spicco e sotto ai riflettori ad azienda da retroscena. Sembra quasi che Nokia ci stia spingendo a dimenticarci di lei, del suo operato.

Sono davvero curioso di sapere come andrà a finire. Ormai il mio ipotetico sogno/scenario in cui un brand così noto come Nokia si unisca ad un team pieno di inventiva come quello di Jolla (ex-dipendenti Nokia oltretutto) è ormai irrealizzabile. Vero?

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