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Nintendo Switch

Nintendo Switch

di Federico Parraviciniaggiornato il 4 marzo 2019
La storia del prodotto
Questo articolo raccoglie tutte le news su Nintendo Switch presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla sui nuovi dispositivi. L’ultimo aggiornamento risale al 20 Maggio 2019.
Nintendo Switch, rumor su dock potenziato e nuove versioni

Mettiamo le mani avanti: i rumor sono voci di corridoio, e molte volte sono infondati. Prendete quello che segue con un pizzico di sale, ma potrebbero esserci interessanti novità per quanto riguarda il futuro (remoto) della console, incentrate sul dock e sulla possibilità di nuove versioni del Nintendo Switch.

Come tutti i possessori di Switch sanno, il dock che permette di connettere la console al televisore è solamente un misto di caricatore e uscita HDMI, senza nessuna capacità di calcolo propria – in pratica si tratta di un semplice “adattatore ibrido” in grado di fornire più energia alla console e trasmettere il segnale del gioco alla televisione. Da quando è uscita la console continuano a rincorrersi voci che dicono che Nintendo, per competere nel campo della potenza (e sulla falsariga di quello che hanno fatto Sony e Microsoft con PlayStation 4 Pro e Xbox One X), starebbe studiando un dock in grado di funzionare da “scheda grafica esterna” e potenziare la console, spingendola fino al 4K che vantano le rivali. Il progetto, che i leak chiamano SCD, ovvero Supplemental Computing Device (Apparecchio di Calcolo Supplementale), pare avere un fondamento di verità, visto che Nintendo aveva in effetti registrato un brevetto per qualcosa di simile tempo addietro.

Ricordiamo però che, comunque, è pratica comune nel mondo dell’elettronica registrare brevetti anche per cose che non si pensa verranno realizzate, per proteggere il proprio lavoro dal punto di vista legale (e ricordiamo anche che il discusso controller con touch screen registrato prima dell’uscita della console finora non si è realizzato)

Eppure, un leak che pare provenire da qualcuno legato alla Foxconn, l’azienda cinese che produce i modelli, è molto preciso e descrive un dev kit dalle capacità molto superiori rispetto al Nintendo Switch disponibile nei negozi, basato su un chip quasi identico al GP106, lo stesso utilizzato per le GTX 1060 di nVidia. Sebbene si speculi che sia solo un chip provvisorio utilizzato dagli sviluppatori mentre Nintendo finalizza il design del SCD, questo significa una potenza di gran lunga superiore a quella attuale, quasi sul livello di PlayStation 4 Pro: insostenibile per una console portatile (consumerebbe così tanta energia da dare una durata di gioco limitatissima), ma che ha molto senso se Nintendo sta effettivamente progettando un’accessorio in grado di potenziare la console in modalità fissa.

Ovviamente, si tratta solo di speculazioni e notizie impossibili da verificare finora. Vi terremo aggiornati nel caso ci siano conferme o smentite.

21 febbraio 2018
Nintendo Switch: tutte le caratteristiche della console

Abbiamo già discusso delle aspettative che si avevano di Nintendo Switch in un focus dedicato, esprimendo dubbi e pareri iniziali sulla console e ciò che sarebbe dovuto essere per “salvare” il futuro dell’azienda. Da allora sono state svelate molte informazioni sulla piattaforma, come data d’uscita e prezzo, scheda tecnica e line-up iniziale. Siamo anche stati in grado di provare la console pad (anzi, Joy-Con) alla mano in un evento tenutosi a Milano, testando le qualità del sistema e svariati giochi che saranno rilasciati nel corso del 2017. Ora che la console è disponibile, abbiamo creato questa pagina per raccogliere tutte le informazioni sul nuovo sistema di Nintendo; se siete interessati ai giochi vi rimandiamo alla nostra guida sui migliori giochi per la console.

Nintendo Switch caratteristiche

Nintendo Switch, come avrete sicuramente avuto modo di vedere, è una console ibrida della grande N che sposa l’utilizzo prettamente mobile, come console portatile, con quello più domestico, come console fissa. Per dare vita a ciò, Nintendo ha pensato di utilizzare il recente form factor “dispositivo + docking station“, già visto in realtà con altre applicazioni come gli smartphone Windows 10 con Continuum, in grado tramite una docking station (chiamata semplicemente dock) di diventare una sorta di sostituto al PC. Il concetto è tanto rivoluzionario quanto facile da fruire: per giocare in mobilità è sufficiente avere sottomano l’unità centrale ed i Joy-Con (i nuovi rivoluzionari controller proprietari). Nel caso volessimo continuare su grande schermo, invece, ci basterà infilare l’unità centrale nella base connessa al televisore con cavo HDMI e dopo pochissimi istanti (a seconda della bontà del nostro televisore) potremo continuare esattamente da dove avevamo interrotto, impiegando ancora una volta i Joy-Con o il controller Pro, di cui parleremo più avanti nel dettaglio assieme alle altre periferiche. Ma che hardware racchiude questo nuovo concetto di piattaforma di gioco?

Nell’unità centrale troviamo un 6.2″ multi-touch con tecnologia capacitiva, in grado di raggiungere una risoluzione non particolarmente elevata di 1280 x 720 pixel; l’output tramite porta HDMI dalla docking station (su cui si trovano anche tre porte USB 3.0 – solo 2.0 per ora, ma supporteranno lo standard 3.0 in un successivo update) arriva a 1920 x 1080 pixel con un output audio a 5.1 canali. Questo è assolutamente un first per Nintendo, fino ad oggi fermamente ancorata all’ormai obsoleto touch-screen resistivo. Il rapporto risoluzione/dimensioni sembra molto equilibrato e fornisce un’immagine sufficientemente grande pur mantenendo un peso tutto sommato accettabile della console, di 297 grammi (o 398 se consideriamo tablet + Joy-Con). Ad alimentare il tutto troviamo invece un Nvidia Tegra X1 SoC, lo stesso che si trova nell’Nvidia Shield Android TV. Fin dal momento dell’annuncio di questa soluzione hardware ci è parsa strana la scelta di un chipset di tecnologia Maxwell e non con architettura Pascal, ben più moderna ed efficiente. Chissà, forse lo vedremo in un’ipotetica Nintendo Switch Pro?

Nonostante il processore sia lo stesso che si trova nell’Nvidia Shield, su Switch il Tegra X1 è proposto in versione decisamente meno potente. Il clock massimo di 768 MHz, ben meno del già non proprio esaltante 1 GHZ dello Shield, non lascia che un pensiero: Nintendo Switch non brilla per potenza bruta. Per carità, questo valore non è un indicatore assoluto dell’effettiva potenza del sistema, però una cosa è certa: se pensate che 768 MHz non siano molti, sappiate che la CPU neppure viaggerà a quella velocità in ogni occasione perché la velocità di clock dipenderà da come state usando la console, in Tabletop mode o Handheld mode. Senza il supporto della docking station, infatti, il processore lavorerà solamente al 40% della potenza, riducendo il clock ad una cifra che suona molto anni ’90: 307.2 MHz. Scordatevi quindi di giocare a 60 fps on-the-go titoli che non siano indie. Nintendo, d’altro canto, non ha mai puntato sulla potenza delle proprie console.

La RAM è di appena 4 GB, opera fra i 1600 MHz ed i 1331 MHz e purtroppo ricopre in contemporanea anche il ruolo di VRAM, rendendola decisamente poco adatta a supportare titoli dagli engine di gioco particolarmente esigenti sul piano computazionale. A livello di spazio d’archiviazione, invece, troviamo una memoria interna – esattamente come su Wii U – che consiste di 32 GB di memoria con velocità massima di trasferimento pari a 400 MB/s (poco meno di un normale SSD da gaming per PC). Un po’ pochi, però più che sufficienti per il ruolo che deve compiere, ovvero fornire spazio per lo storage di salvataggi, DLC e screenshot; vi ricordiamo infatti che grazie alla presenza delle nuove cartucce (con dimensioni tra 1 e 32 GB), che sigla ufficialmente l’abbandono dei supporti ottici, non servirà installare i giochi. Non preoccupatevi però: è possibile espanderla con schede microSD esterne fino a 2TB nel caso vogliate ulteriore spazio per scaricare giochi dallo store. Vi basterà sollevare l’astina di sostegno posta nel retro della console per rivelare uno slot d’espansione in cui inserire le unità di memoria aggiuntive. Infine, sappiamo che sulla carta l’autonomia della batteria da 4310 mAh agli ioni di litio in modalità mobile è di 1,5-6 ore (a seconda dell’uso) e la connettività sarà wireless o cablata (quest’ultima solo in Tabletop mode).

Le specifiche hardware, quindi, non fanno gridare al miracolo dal punto di vista tecnico. Attenzione però: avere una scheda tecnica sottotono non significa che i titoli non potranno mai sperare di essere visivamente godibili. La capacità di calcolo non pregiudica la bontà dei giochi, sia chiaro, e le vendite molto solide sembrano rivendicare la scelta di Nintendo di mantenere i prezzi bassi piuttosto che aumentare la potenza. Se desiderate comunque approfondire questo discorso della potenza non proprio da urlo, fatto che per alcuni giocatori può essere una fonte di delusione, vi suggeriamo di leggere il nostro approfondimento su ciò che ci saremmo aspettati dalla console per soddisfare le aspettative. La cosa importante quindi ora è stabilire come sono sia le periferiche che i videogiochi che già abbiamo testato o che comunque arriveranno nei prossimi mesi su Nintendo Switch; per fortuna qualcuno di questi è già evidente che abbia il potenziale di essere una killer application coi contro fiocchi. Parliamo ora degli accessori.

Nintendo Switch accessori

Il controller “base” di Nintendo Switch, chiamato Joy-Con, è inusuale a dir poco. Ogni console viene venduta equipaggiata con uno di questi joypad, che all’occorrenza possono anche essere spostati e “riassemblati” a nostro piacimento. L’intera idea del nome “Switch” è stata presa dal design modulare di questa periferica sdoppiabile, talmente ben congegnata che ricopre addirittura il ruolo di due controller in uno: basta separarle dallo schermo (o da qualsiasi altra periferica a cui è connessa), impugnare una delle due “a mo’ di NES”, passare l’altra metà ad un amico et voilà: due controller in uno. Inoltre, grazie alla brillante tecnologia HD Rumble è possibile tenere fra le proprie mani il top in fatto di tecnologia rumble, talmente preciso e ben realizzato da avere il potenziale di essere sfruttato come strumento aggiuntivo per migliorare la nostra esperienza di gioco o addirittura aggiungere potenziali meccaniche di gameplay.

Oltre ai tasti direzionali ed i due analogici, vediamo l’aggiunta di un tasto dedicato alla condivisione via social media per mezzo del rinnovato online con abbonamento (gratis fino ad inizio 2018). Questo fatto comunica un segnale importante di avvicinamento dell’azienda ai trend moderni, e ciò favorirà di sicuro la popolarità della piattaforma. Il Joy-Con, in conclusione, ci sembra decisamente il fattore più geniale e meglio riuscito di Nintendo Switch. Nel caso perdeste, rovinaste o rompeste uno o entrambi i componenti del Joy-Con, non preoccupatevi: li potete recuperare separatamente da questo link Amazon. Se lo desiderate, sono anche acquistabili in colorazione blu/rossa da quest’altra pagina.

Essendo questo un sistema Nintendo non mancano gli accessori per la piattaforma. Gli amanti del classico pad, ad esempio, non devono farsi scoraggiare dall’inusuale natura del Joy-Con. Per giocare ad alcuni titoli potreste preferire avere qualcosa di più canonico fra le mani, quindi è consigliabile acquistare – a parte, chiaramente – il Nintendo Switch Pro Controller, un gamepad analogo alla versione Pro che abbiamo già visto su Wii e Wii U (quest’ultimo già tecnicamente molto buono) ma che monta ovviamente i nuovi tasti che sono presenti anche sul Joy-Con. Leggero, robusto e con una durata della batteria di 40+ ore, ben più delle controparti PlayStation 4 o Xbox One (seppur non dalla durata estrema come le 80+ ore del modello per Wii U), lo trovate direttamente su Amazon.

Se volete evitare problemi di batteria, invece, potete pensare di acquistare il Nintendo Switch Joy-Con Charging Grip. Come suggerisce il nome, questo power-bank svolgerà il ruolo di ricaricare il nostro Joy-Con anche mentre siamo on-the-go, aumentando la durata della batteria. Nel caso stessimo giocando da casa risulterebbe comunque utile; il sistema sarebbe agganciato nella dock station, però il nostro Joy-Con sarebbe comunque limitato dalla carica delle sue batterie. Quando il controller è scarico, quindi, basterà connetterlo al Charging Grip e continuare a giocare normalmente senza fili tra i piedi, rendendola una soluzione a mio avviso quasi indispensabile nel caso pianifichiate lunghe sessioni di gioco. Se desiderate acquistare questo accessorio molto utile, lo potete fare da questa pagina di Amazon.

Infine, se prediligete i giochi di guida potreste anche pensare di recuperare il Nintendo Switch Joy-Con Wheel. Esattamente come accadde per Mario Kart Wii, Nintendo ha pensato bene di proporre una soluzione per rendere più ergonomica la fruizione dei giochi di guida e sfruttare in maniera più soddisfacente i comandi motion. La soluzione, ancora una volta, è un volante di plastica in cui dovremo incastonare il nostro controller dotato di accelerometro, in questo caso uno dei due Joy-Con. Lo trovate sempre su Amazon.

Nintendo Switch data uscita e prezzo

Se siete interessati a Nintendo Switch, tanto intrigante quanto controversa già in partenza, vi ricordiamo che potete acquistarlo direttamente dai bottoni presenti su questa pagina, con un prezzo che (a seconda del modello e se intendete comprare una versione bundle o solo console) si aggira intorno ai 300€.

21 febbraio 2018
Nintendo Switch: i rumor e il Nintendo NX

Prima di ottobre 2016 si rincorrevano molte voci sulla nuova console del colosso di Kyoto, allora nota solo come Nintendo NX. Era chiaro fin dal principio che Nintendo intendeva creare una console ibrida, e che lavorava in collaborazione con nVidia per poter inserire i chip Tegra X1 nella console – notizia che confortava i fan, essendo un segno di come, nonostante la “piccolezza” del progetto, Nintendo non intendesse completamente lasciare da parte la potenza. Infondati invece i rumor che vedevano la collaborazione essere ancora più profonda di quanto si pensasse, e che avevano portato alcune pubblicazioni a speculare che Nintendo avrebbe inserito in anteprima i nuovissimi chip Tegra X2 – cosa che non si è rivelata vera. Come da filosofia della casa giapponese, la potenza resta comunque secondaria rispetto al valore dei giochi e a poter tenere il prezzo basso rispetto alla concorrenza.

Ovviamente, ogni mossa di Nintendo genera moltissima attenzione, e ci sono stati anche parecchi casi di falsi leak come il controller con schermo e controlli touch dall’aspetto molto più simile a un progetto della Apple che della grande N, già fortemente dubitato dai fan (che avevano dimostrato che le foto che lo ritraevano in azione erano completamente photoshoppate) e confermato come falso dal rilascio della console.

Sebbene spesso ci sia un fondo di verità dietro ai rumor, bisogna sempre ricordare che niente è confermato fino al rilascio, e che internet è pieno di troll.

21 febbraio 2018