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Come sarebbe potuto essere Nintendo Switch per soddisfare le aspettative

di Matteo Gobbiaggiornato il 25 gennaio 2017

Sì è fatto un gran parlare di Nintendo Switch in questi giorni, sia in maniera positiva e speranzosa che negativa, però la maggioranza degli utenti concorda su un particolare punto: questa console non sembra avere capacità hardware sufficienti per il mercato videoludico del 2017. Questo fatto non presagisce un futuro brillante del sistema in termini di vendite, supporto della piattaforma e non solo; andiamo quindi a vedere nello specifico ciò che non sembra aver funzionato nello sviluppo nella piattaforma e cosa si sarebbe potuto fare per evitare questa situazione, dove developer come Respawn Entertainment – responsabili della creazione di Titanfall 2ridono in faccia all’interlocutore quando viene posta la domanda “porterete il vostro gioco su Nintendo Switch?”.

Siamo tutti consapevoli che la grande N non punti sulla grafica da tempo, preferendo invece focalizzare la sua attenzione sul gameplay dei titoli proprietari. Questa filosofia, che anche un fan Nintendo come il sottoscritto ammette essere più una scusa che un’effettiva politica aziendale, è stata perpetrata per tanti anni ormai ma per quanto la perseveranza sia una buona virtù non rende giusto qualcosa di sbagliato. Se credete stia esagerando, pensate a Wii U e chiedetevi il perché del suo fallimento. La risposta, nel caso non conosciate bene la piattaforma, è unicamente da ricondurre alla mancanza di un hardware analogo quantomeno a quello delle controparti di Sony e Microsoft. Il problema dell’hardware non è solamente un discorso elitario, con l’unico fine di potersi vantare di avere una piattaforma potente, bensì è estremamente rilevante per consolidare l’immagine della piattaforma sul mercato.

La potenza di una console non ne garantisce la qualità ma ne favorisce il supporto di terze partiPlayStation 3 per esempio, grazie al suo Cell Processor, ha creato più di qualche grattacapo agli sviluppatori dei giochi, spesso e volentieri portandoli ad ottenere risultati migliori sulla meno potente ma più facile da programmare Xbox 360. Ciò che importa però è che quel Cell Processor è stato fondamentale per creare la percezione di bontà del sistema, convincendo il consumatore che acquistare un sistema piuttosto che un altro fosse un acquisto più saggio. Questo esempio rappresenta molto bene come l’apparenza, nonostante a livello pratico ed etico non dovrebbe avere peso, abbia in realtà un’importanza fondamentale per garantire la vendita di un prodotto. L’evidente corollario di questa teoria inoltre è che senza una buona presentazione iniziale di un sistema l’immagine del prodotto sarà intaccata per sempre e ne rovinerà fin dall’inizio il potenziale di vendita, proprio come accadde con Xbox One. Questa cosa succederà inevitabilmente anche con Nintendo Switch, perché già ora l’idea che si sta formando nel subconscio degli utenti è che questo sistema non sia in grado di reggere con la competizione. Credetemi, non gioisco per questa cosa ma a mio avviso la situazione in cui ci troviamo ora è questa.

Oltre al discorso del marketing, anche la fiducia delle aziende nei confronti di Nintendo Switch è già rovinata in partenza, proprio per colpa delle specifiche tecniche apparentemente insufficienti. Non lasciatevi ingannare dall’immagine accanto, impiegata da Nintendo per “rassicurare” i giocatori: chi è responsabile della creazione dei giochi più rilevanti è purtroppo ben consapevole del suicidio commerciale che comporterebbe sprecare risorse in una console come questa. Per quanto il discorso della potenza dell’hardware possa suonare scontato, ogni anno che passa sembra che debba essere sancito più e più volte, dato che un numero spaventoso di giocatori affermano con molta nonchalance “non è importante l’hardware, sono i giochi a fare la differenza”. Benissimo, siamo tutti d’accordo che il fine ultimo è giocare a bei titoli, però come si può giocare a titoli buoni senza titoli AAA di terze parti?

Per spiegarlo in maniera terra-terra, come si suol dire, se Nintendo Switch non può neanche far girare a 1080p/60 fps The Legend of Zelda: Breath of the Wild, titolo stilisticamente meraviglioso ma tecnicamente non proprio paragonabile ad un Battlefield 1, come potrebbe mai far girare titoli videogiochi sicuramente “pesanti” per l’hardware come l’attesissimo Red Dead Redemption 2? Avere più potenza equivale al poter avere un parco titoli potenzialmente più grande, e a quanto pare non sono solo io a pensarla in questo modo dato che i principali publisher faticano a contenere le risate quando viene anche solo proposta l’idea di creare un porting dei propri giochi su Nintendo Switch.

Le principali compagnie responsabili per la creazione di titoli multi-piattaforma, come Electronic Arts, Ubisoft e Activision, non sembrano interessate a spendere risorse per portare i loro titoli principali su Nintendo Switch; ciò la dice lunga sull’appetibilità della console, non trovate? Ancora una volta basta fare il paragone con Wii U per capire bene che questo è l’ennesimo caso di storia che si ripete. L’idea dell’amichevole “paddone” era simpatica, donando sicuramente un buon potenziale creativo da sfruttare alle aziende; inizialmente infatti qualche titolo era stato rilasciato per il sistema, come Mass Effect 3 o Assassin’s Creed Black Flag. Le limitazioni hardware però non hanno portato gli utenti a comprare in quantità rilevante i giochi su quella piattaforma, essendo palese anche ai più che non ne valesse la pena acquistare una console in aggiunta a quella già in loro possesso per vivere un’esperienza di gioco inferiore. Purtroppo anche Nintendo Switch sembra proprio che sarà vittima della stessa malattia: controlli inusuali e formato mobile non sono affatto un limite, per quanto qualcuno continui a credere che il problema sia quello. Il vero aspetto che frena le potenzialità della console è dunque la mancanza di un buon hardware per supportare i futuri titoli importanti che fanno vendere le console.

Secondo me la console venderà pochissimo, proprio come Wii U, e francamente è davvero un peccato perché con qualche piccolo accorgimento Nintendo Switch sarebbe potuto essere davvero un prodotto fantastico. A mio avviso il principale errore e limite del design di questo sistema è la dimensione troppo contenuta del pad. Queste dimensioni non sono chiaramente una scusa, avrebbero comunque potuto inserire qualcosa di più performante già sfruttando questa scocca, però è chiaro che in uno spazio così piccolo non riescano a starci componenti di un certo calibro. Inoltre, i giocatori di questa tipologia di console non hanno come priorità assoluta la mobilità del sistema, quindi non capisco cosa abbia portato Nintendo a concepire una console grande poco più del suo schermo da 6,2″ e sottile più di un pacchetto di sigarette! Forse, in maniera analoga al famoso cantante Bob Dylan, sono in cerca di una nuova fetta di pubblico a discapito di quello precedente?

Purtroppo la combinazione di console casalinga e portatile è sia il pregio che il problema principale di Nintendo SwitchNon si può sapere per certo il perché di questa scelta di Nintendo, però vi faccio una previsione, bastata unicamente sul mio intuito e la mia esperienza nel settore ma non per questo insensata: i giocatori di Nintendo Switch impiegheranno la console fuori casa per non più del 10-15% della loro esperienza col sistema. La batteria dura troppo poco, limitando molto il fattore mobilità, ed i giochi avranno performance ancora più basse di quelle che avranno in modalità Dock Station, quindi a che pro bisognerebbe usare Nintendo Switch in mobile? Avrei preferito un sistema dalle dimensioni un filo più massicce e dotato di buone performance (comparabili per intenderci a quelle di un PC da gaming con una scheda video di fascia medio-bassa), piuttosto che un tablet con dei controller simpatici ma con risoluzione, qualità visiva e framerate non al pari con gli standard moderni. Per non parlare poi del fatto che allo stato attuale delle cose non mi aspetto arrivino titoli third party rilevanti per questo sistema, fatto che ancora una volta rende una delle soluzioni di Nintendo impossibile da selezionare come “prima” o “unica” console.

Come avrete capito non solo sono scettico, ma anche piuttosto snervato da ciò che sappiamo di Nintendo Switch, una console che per l’ennesima volta non monta un hardware soddisfacente. Se questa console fosse stata proposta ad una cifra maggiore avrei avuto più speranze, ma una volta scoperto che al lancio sarebbe costata appena 329€ ho perso ogni speranza. Se vi chiedete perché dica qualcosa di apparentemente insensato, la risposta è molto semplice: se una console non viene venduta al lancio ad una cifra discretamente alta (500-600€) come si può aspettarsi che la casa che l’ha sviluppata abbia montato al suo interno componenti che possano andare incontro alle richieste degli sviluppatori, abituati sempre più a concepire videogiochi per una una clientela che spende 300€ giusto per comprare un componente del loro PC? Mi spiace Nintendo, lo dico per davvero; personalmente comprerò comunque Nintendo Switch perché son curioso e voglio provare Joy-Con alla mano che cosa abbia di buono da offrire, però questa mancanza di lungimiranza mi ha fatto perdere fiducia.

Condividete quello che ho scritto? Detestate ogni mia fibra perché ho espresso questi miei personalissimi pareri? Ditemelo sotto nei commenti! E se volete acquistare anche voi Nintendo Switch nonostante tutto come il sottoscritto vi ricordiamo che potete prenotarla da questo link ad Amazon o tramite il box sottostante. Se volete approfondire invece su tutto ciò che si sa in merito alla console, vi rimando al nostro focus dedicato a data, prezzo e caratteristiche di Nintendo Switch.