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Nikon D850 recensione: la regina è tornata

Nikon D850 recensione: la regina è tornata

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Tutti i lettori di Ridble Fotografia conoscono con certezza la mia vera essenza da nikonista e quanto io abbia davvero atteso per poter mettere le mani su un degno successore della mia Nikon D800, ma direi che ci siamo: ho provato la nuova Nikon D850 in concomitanza con l’uscita sul mercato e sono pronto a dirvi se può considerarsi una vera rivale di Canon EOS 5D Mark IV ed una degna sostituta della mia tanto amata Nikon D800.

Design e materiali: innovazioni necessarie

Sono ben cinque time lapseanni che utilizzo regolarmente la mia Nikon D800: insieme abbiamo passato tantissime avventure, scattato migliaia di foto e subito quasi ogni tipo di condizione atmosferica. Essendo un appassionato e “divulgatore” di time lapse, ho utilizzato davvero tantissimo la mia D800 per produzioni video, tra cui Moving Clouds e Moving States: Venture into the Wilds, in cui era appunto necessario scattare centinaia di foto per poi poterle unire e creare una sequenza video. Con il tempo e dopo un tot di scatti, come ben saprete, lo specchio inizia a dare qualche problemino, le prestazioni iniziano a calare e, oltre a questo, la tecnologia evolve e rende il tuo modello ormai inutilizzabile. È quello che è capitato a me e a tanti altri con Nikon D800. In tutto questo, sia io che tantissime altre persone non abbiamo visto in D810 la reale e giusta evoluzione con cui rimpiazzare D800, anche solo banalmente per la mancanza del WiFi che obbliga l’utente ad investire migliaia di euro per un modulo esterno. Abbiamo dovuto aspettare davvero tantissimo per poter avere una degna erede, e direi che ora, finalmente, ci siamo. Nikon D850 è un miglioramento sotto ogni punto di vista, questo era scontato (altrimenti che evoluzione sarebbe?) e ci sono cose in cui eccelle e cose in cui ancora un pochino pecca rispetto ad altri modelli. Ad ogni modo, come ogni fotocamera, bisogna valutare l’acquisto in base alle proprie esigenze, budget a disposizione e reale necessità, domande a cui cercherò di rispondere in questa recensione.

Dopo questa introduzione obbligatoria, che sicuramente capiranno molto bene utenti nikonisti nelle mie stesse condizioni, analizziamo le differenze principali dal precedente modello a quello nuovo. Vista l’effettiva somiglianza tra D800 e D810 in fattore di design (a parte un paio di tasti diversi) possiamo analizzare le differenze direttamente dalla più anziana e più venduta di questa serie: Nikon D800.

Partiamo col dire che Nikon D850, vista da lontano, assomiglia molto, giustamente, ai modelli precedenti. Ormai abbiamo compreso le caratteristiche della serie D8xx di Nikon e le apprezziamo proprio per questo motivo. Personalmente mi trovo molto comodo con la ghiera rapida superiore nella parte sinistra che permette il cambio rapido di alcune modalità tra cui bracketing, tipo di esposizione, bilanciamento del bianco e qualità d’immagine. Proprio questa è una delle variazioni di Nikon D850 in quanto sono presenti alcune novità, ma andiamo con ordine.

Nella parte frontale di Nikon D850 troviamo l’attacco Nikon F per lenti dedicate, il tasto per l’anteprima della profondità di messa a fuoco, un bottone funzione, lo switch rapido di selezione tra AF e M con il solito tasto centrale per lo switch rapido del tipo di AF (a scelta tra AF-C / AF-S / AF-F) e il tasto di sblocco per l’ottica. Proprio nella zona superiore sinistra (guardando la camera frontalmente) troviamo il tasto “BKT” per gestire il bracketing, seguito dal lato opposto, che rimane a vista, e vede la presenza nella parte superiore esterna il tasto di scatto, lo switch di accensione, la ghiera per gestire l’apertura del diaframma, il tasto di registrazione per i filmati, il bottone per regolare la compensazione dell’esposizione e il nuovo tasto dedicato alla regolazione della sensibilità ISO. Insomma, come nel modello precedente, alcuni bottoni posti nella zona superiore (quelli nella zona del tasto di scatto) sono visibili anche frontalmente, questo grazie ad una lieve curvatura a livello del design che consente una migliore ergonomia ed impugnatura soprattutto in fase di scatto (D800 insegna). Infine, nascoste da due tappi protettivi come su D800, sono presenti la porta SYNC per flash esterni (e non solo) e il connettore 10 pin per accessori esterni (gioite nikonisti, se avevate un intervallometro esterno per D800 o D810 potrete ancora riutilizzarlo).

Passando alla parte alta troviamo subito la ghiera di cui parlavamo prima: essa è appunto una ghiera tipica della serie D8xx che permette il controllo rapido di alcune funzioni. In Nikon D850 troviamo la gestione del bilanciamento del bianco, il tipo di qualità dell’immagine (a scelta tra RAW, JPEG o RAW+JPEG) e ben due nuovi tasti: rispetto alla D800, che aveva braketing e ISO, in D850 troviamo la scelta del tipo di esposizione e la modalità di scatto, che prima erano da tutt’altra parte nel modello precedente. Nella parte inferiore di questa ghiera multifunzione troviamo poi le varie modalità di scatto singolo, raffica, blocco specchio, autoscatto e simili. Ogni funzione superiore di questa ghiera si usa in combinazione con le ghiere di destra, esattamente come su D800. Al centro troviamo la classica slitta Hotshoe e la mancanza del flash integrato, tolto in favore di un’evoluzione “più professionale” e più simile alla Nikon D5 (scelta che non farà piacere a chi usava il flash pop-up per agire da trigger per altri flash, ad ogni modo, è comunque possibile usare comandi radio integrati). Proseguendo poi troviamo il monitor secondario retroilluminato che mostra le funzioni in utilizzo e l’eventuale attività di Bluetooth e WiFi, subito sotto al nuovo tasto “ISO”, spostato rispetto alla ghiera di sinistra, seguito poi dai vari tasti che si vedono anche dalla parte frontale, quindi registrazione video, accensione/spegnimento, scatto e compensazione esposizione.

All’inizio mi sono dovuto abituare parecchio al fatto che il tasto “mode” fosse al posto del tasto “ISO” e viceversa, ma effettivamente dopo un po’ di ore di utilizzo ho capito l’estrema comodità di questa piccola differenza: avendo il tasto ISO subito vicino al tasto di scatto mi sento molto più rapido nelle variazioni improvvise, soprattutto in caso di matrimoni o situazioni di scatto variabili in poco tempo.

Passando ai lati, se guardiamo il lato sinistro (con la fotocamera dal lato posteriore) notiamo subito una nuova disposizione per i tappi che proteggono le porte integrate decisamente ispirate agli ultimi modelli di fotocamere Nikon come D750 e D500. Tra le porte troviamo un connettore USB 3.0, un HDMI di tipo C, un ingresso per il microfono e un’uscita cuffie. Dal lato opposto troviamo invece il doppio slot per le schede di memoria: tra queste troviamo le nuove e veloci XQD, come in Nikon D5 e il classico slot SD.

Passando poi alla parte posteriore vediamo subito i vari tasti funzione dedicati alla riproduzione delle foto scattate, il cestino per eliminare le foto, il tasto per l’accesso al menù, il blocco/protezione foto, zoom in & out per le immagini, il tasto di conferma, un nuovo bottone “Fn2” configurabile (seppur non proprio a piacimento ma con solo alcune funzioni pre-impostate), il bottone di AF-ON, il classico D-Pad direzionale, il bottone live view e il classico tasto “info”. In questa parte posteriore però troviamo tre grandi novità: il monitor 3.2″ touch screen reclinabile (novità molto attesa dai nikonisti) ed ereditato direttamente da D750, il nuovo tasto “i” (molto simile al menù “quick” di fotocamere Fujifilm e Canon) e un nuovo joystick davvero comodo e funzionale che può essere utilizzato per la gestione della messa a fuoco, per la navigazione nel menù o per entrambi.

Non finisce qui però, perché la più grande novità, secondo me, per quanto concerne il design e i materiali di Nikon D850 si nasconde nella maggior parte dei casi. Ricordate che con D800 e D810 facendo uno scatto in più verso destra con lo switch di accensione si attivava la luce che retroilluminava il display secondario superiore? Un’operazione che si rivelava decisamente comoda al buio o in situazioni di scarsa luminosità. Bene, ora, facendo la stessa operazione, non solo si illuminerà il display secondario ma anche tutti i tasti funzione posteriore. Si, avete letto bene: Nikon D850 ha i tasti funzione retroilluminati, una vera manna dal cielo nonché comodità unica e, se vogliamo dirla tutta, grande differenza in termini di praticità al buio rispetto a Canon EOS 5D Mark IV (soprattutto nella fotografia notturna).

Si passa poi infine alla parte inferiore, dove troviamo il classico attacco a vite per cavalletto e lo slot batteria che contiene la nuova Nikon EN-EL15a da 1900mAh, batteria che deve gestire un carico molto più importante di lavoro rispetto al passato legato soprattutto alla connettività WiFi e Bluetooth. Il Bluetooth infatti può rimanere acceso anche a fotocamera spenta per completare alcuni trasferimenti in corso verso lo smartphone, motivo per cui l’attività continua e la batteria, giustamente, si scarica. Nella nostra prova, con Bluetooth sempre attivo e trasferimenti verso smartphone tramite SnapBridge, siamo riusciti a consumare solo due tacche di batteria su cinque dopo 600 foto circa in formato RAW (di cui molte con raffica 7fps). Insomma, l’autonomia di questa batteria, che Nikon dichiara attestarsi intorno ai 1900 scatti, è davvero molto promettente. Nel corso del nostro test abbiamo avuto modo di verificare effettivamente la grande autonomia di questa batteria che sancisce sicuramente una vera rivoluzione in questo ambito (non che prima Nikon D800 fosse deludente su questo aspetto, anzi).

Per farvi capire al meglio la mostruosa autonomia di questa batteria (che non è nuova in quanto la stessa di D810 che però è stata potenziata) vi basta pensare che per raggiungere tali prestazioni sono necessarie due LP-E6N di Canon, le stesse utilizzate in EOS 5D Mark IV oppure ben sette NP-FW50, cioè quelle che usa Sony a7R II.

Insomma, a livello estetico siamo decisamente soddisfatti nel trovare un prodotto molto simile alle versioni precedenti e migliorato in alcuni aspetti chiave molto importanti. Peccato vedere ancora un peso così importante, circa 900 grammi, che, effettivamente, se utilizzati con qualche lente importante possono cambiare lo stato delle proprie spalle a fine giornata.

Ci sembra giusto specificare, seppur possa sembrare superfluo, che Nikon D850 ha un corpo in magnesio ed è tropicalizzata; può quindi resistere senza problemi ad intemperie e polvere.

 

Prestazioni: fate largo alla qualità

Con Nikon D850 il produttore manda definitivamente in pensione il “vecchio” e tanto prestante CMOS Full Frame da 36.3 megapixel in favore di un nuovo arrivo tanto apprezzato: un sensore, sempre CMOS Full Frame, da ben 45.4 megapixel. Fortunatamente Nikon D850 ha ereditato da Nikon D810 la possibilità di scegliere la dimensione degli scatti (cosa non fattibile in Nikon D800), altrimenti sarebbe stato un vero problema. Certo, questo sensore non è quello con più megapixel in assoluto sul mercato in questa fascia, ma, come ben saprete, la giungla del mercato non sempre deve per forza dare ragione a chi ce l’ha più grosso (il sensore).

Oltre a questo, non dimentichiamoci che Nikon D850 integra un sensore BSI, che sta per “Back Side Illuminated“, un concetto decisamente molto tecnico spiegato meravigliosamente su Wikipedia e che permette, in poche parole, di avere una qualità decisamente più alta nella maggior parte delle situazioni fotografiche possibile. Spostando infatti gli strati durante la fase di produzione di un sensore BSI è possibile portare la zona fotositi in alto al fine di rendere più efficace la cattura dei fotoni in quanto meno lontani. Non vogliamo addentrarci in settori troppo tecnici, pertanto la nostra spiegazione estremamente scientifica si può, come già scritto, sintetizzare dicendo che la qualità delle foto è molto più alta, 45 megapixel a parte. Di queste belle parole ci fidavamo già prima, io soprattutto memore della mia compagna di tante avventure da 36 megapixel, ad ogni modo, una volta provata Nikon D850 mi sono accorto che ogni foto scattata rappresentava una bocca spalancata da parte mia. Ogni foto che ho scattato con Nikon D850 ha “meritato” una seconda visione strabuzzando gli occhi per l’incredulità.

Anche il suono di scatto di Nikon D850 è molto più bello per l’orecchio (parte senz’altro importante per i fotografi auditivi), e pensate, si può anche disattivare totalmente per uno scatto completamente silenzioso. Questo è possibile grazie ad una nuova funzione di scatto completamente elettronico che permette, nella modalità Live View, di catturare una o più foto senza emettere alcun tipo di suono e/o rumore dell’otturatore o della tendina. Tale funzione, sebbene disponibile soltanto in modalità Live View (e in alcuni casi forse potrebbe risultarvi scomoda) è una vera manna dal cielo per chi vuole fare foto ai matrimoni in totale silenzio, soprattutto in chiesa. Allo stesso modo, una funzione come questa può tornarvi utile in situazioni in cui non potete fare alcun tipo di rumore ed è necessario uno scatto silenzioso.

Oltre a questo, qualora 45 megapixel dovessero essere troppi da gestire per voi (e credetemi, può capitare), è possibile scegliere di ridurre la dimensione della foto in due diverse misure: 25.6 megapixel (già sufficienti per un time lapse in 4K) e 11.4 megapixel. In questo caso è comunque possibile scegliere di gestire gli scatti in RAW, in JPEG oppure in RAW+JPEG con la sola differenza che non sarà possibile scegliere di scattare in RAW a 14 Bit: sarete infatti “costretti” a scattare a 12 bit in quanto, secondo quanto affermato da Nikon stessa, la differenza reale non sarebbe poi così facile da notare a tali risoluzioni compresse.

Focus stacking: grandi novità all’orizzonte

Diciamolo, le fotocamere Canon hanno sempre impressionato per la qualità (detta anche “pasta”) video e le grandi potenzialità per quanto concerne le richieste dei videomaker professionisti mentre Nikon ha sempre impressionato per quanto concerne la grande gamma dinamica nelle fotografie, soprattutto per quanto concerne la paesaggistica (per ovvi motivi). Per aumentare la gamma dinamica finora siamo stati abituati ad utilizzare la tecnica della fotografia HDR per permetterci di avere una scena perfetta sotto ogni punto di vista oppure scattare sottoesposto e recuperare praticamente tutto in post. Il focus stacking è una funzione che sfrutta lo stesso concetto ma che non riguarda la qualità d’immagine bensì la messa a fuoco.

La nuova funzione denominata “focus stacking” permette infatti a tutti gli effetti di catturare una foto con una messa a fuoco estremamente perfetta ricavata da più scatti. Il funzionamento logico e tecnico, come già detto, è molto simile alla fotografia HDR o alla realizzazione di uno Star Trails, cioè più foto che vengono poi unite per un fine ben preciso. In questo caso però non si parla necessariamente di gamma dinamica (seppur, ripetiamo, il concetto logico sia simile) bensì di messa a fuoco perfetta. Il focus stacking (o più precisamente “focus shift“) è una nuova funzione di Nikon D850 che permette appunto di scattare automaticamente più foto (fino a 300) per poi unirle e creare la messa a fuoco perfetta.

Di solito, creare un focus stacking finora era una gran fatica, e non solo per quanto concerne la post produzione degli scatti e il conseguente merging (cioè l’unione); anche semplicemente la fase di scatto era un vero problema. Grazie a questa funzione di Nikon D850 potrete però catturare focus stacking in maniera molto più semplice. Certo, dovrete comunque utilizzare Photoshop per unire gli scatti, ma, globalmente, il lavoro sarà molto più veloce.

Autofocus: grazie per il prestito, Nikon D5

Quando abbiamo provato Nikon D5 in anteprima a Milano siamo rimasti molto colpiti dalle potenzialità del nuovo sistema di autofocus proposto dal produttore e abbiamo compreso quanto questo fosse necessario per fare in modo che un professionista, comprandosi tale ammiraglia, potesse avere la giusta velocità di messa a fuoco per esigenze di fotografia sportiva e simili. Quando poi abbiamo saputo che Nikon D850 avrebbe montato lo stesso Multi-CAM 20K di Nikon D5 abbiamo capito che, anche per questo, il produttore era davvero intenzionato a ritornare alla ribalta con un prodotto superlativo. Ed effettivamente è proprio così: Nikon D850, grazie a questo nuovo autofocus, può arrivare fino a 153 punti AF di cui 99 croce e permette di far scegliere all’utente varie impostazioni tra cui una con un’area di 55 punti dinamici. Oltre a questo, Nikon D850 è in grado di mettere a fuoco fino a -4EV per i punti AF centrali, caratteristica che senz’altro vi aiuterà nelle situazioni di scarsa luminosità.

Per quanto mi riguarda, arrivando da una Nikon D800 che integra lo stesso AF del successore D810, sono abituato ad un sistema a 51 punti abbastanza prestante e con qualche grossa lacuna soprattutto in zone con scarsa luminosità e, una volta provato il sistema AF di Nikon D850 sono subito rimasto colpito dalla reattività e dalla precisione, seppur io possa affermare con certezza che non è di certo il migliore in assoluto sul mercato. Nonostante tutto però, la rapidità, la precisione e la reattività sono caratteristiche molto importanti in prodotti come questi e, per quanto provato in questi giorni da noi, potete tranquillamente permettervi di gestire un evento sportivo o con movimenti rapidi senza preoccuparvi troppo.

Abbiamo notato qualche piccolo problema di velocità ed imprecisioni varie per quanto concerne la messa a fuoco Live View, più o meno come il precedente modello. Il concorrente principale, in questo caso, è proprio la tecnologia Dual Pixel CMOS, ambito in cui, per ora, Canon sembra ancora avere la meglio in fatto di precisione e velocità, come da noi provato su EOS 5D Mark IV, in grado di fare concorrenza a molte mirrorless. Ad ogni modo, a parte qualche problema appunto per quanto concerne l’AF in Live View, Nikon D850 ha un comportamento decisamente ottimo in ogni situazione, anche nelle più difficili.

Sensibilità ISO: evidenti miglioramenti tanto attesi

La sensibilità ISO era uno dei lati che più mi incuriosiva personalmente per quanto concerne la resa effettiva: Nikon D800 aveva già un’ottima resa agli alti ISO nonostante l’importante risoluzione proposta all’epoca, mi aspettavo quasi lo stesso (o meglio) per quanto concerne Nikon D850. Non sono rimasto deluso ma nemmeno estremamente colpito: Nikon D850 è la prima della serie D8xx in grado di estendere la sua sensibilità fino a 108,400 ISO (Hi2), sensibilità a cui una foto è fin troppo rumorosa per poter essere seriamente riutilizzata. Tuttavia, fino a 25.600 ISO non abbiamo notato fastidiosi problemi e vi dirò, per la maggior parte degli usi attuali e a livello lavorativo, è senz’altro un buon traguardo, considerata soprattutto l’importante risoluzione di scatto di questa fotocamera.

Oltre a questo, i fotografi di fotografia paesaggistica saranno felici di sapere che Nikon D850 è configurabile ad una sensibilità ISO pari a 32, ottimo per chi deve far uso di filtri fotografici non particolarmente oscuranti e necessita di scendere il più possibile con gli ISO.

Time lapse e video: piacevoli novità per tutti

Nikon D850 può registrare video in 4K UHD senza nessun tipo di crop da parte del sensore fino a 30 fps, caratteristica molto importante per videomaker in erba e professionisti al fine di poter avere il massimo dei vantaggi della lente montata per l’occasione. È ovviamente possibile scegliere risoluzioni più basse a maggiori framerate: si parla infatti di Full HD fino a 60fps, 720p fino a 60fps (niente 120fps) e varie funzioni di slow motion disponibili in modalità 1080p. Presente, oltre alla porta dedicata al microfono e a quella per le cuffie (già presenti nei modelli precedenti), anche un sistema elettronico in grado di ridurre le vibrazioni e, di conseguenza, il forte impatto dei movimenti involontari della camera durante la registrazione di un filmato. Tale caratteristica è sicuramente una novità interessante per questo modello che, seppur non riguardi un vero e proprio stabilizzatore, permette comunque di avere dei vantaggi e delle migliorie rispetto al passato per quanto concerne il lato video. Non dimentichiamoci l’altra grande novità per quanto riguarda i video (e anche le foto in realtà): attivando la funzione “focus peaking” in Live View potrete gestire la messa a fuoco manuale nel migliore dei modi vedendo delle trame colorate sui soggetti a fuoco. Tale feature è una novità assoluta ed un’altra grande manna dal cielo per quanto concerne i videomaker desiderosi di creare qualcosa di più professionale.

Oltre a questo, con Nikon D850 sono state aggiunte nuove funzioni per quanto concerne il time lapse, caratteristica che non può che rendermi assolutamente felice in quanto, finora, ho potuto girare due cortometraggi di time lapse proprio con la mia Nikon D800 ma ho utilizzato un intervallometro esterno in quanto quello integrato non mi dava la libertà creativa che cercavo. Gia con il mio cortometraggio Moving States: Venture into the Wilds ho potuto sperimentare un time lapse in 4K con Nikon D800, caratteristica di cui ho approfittato grazie alla risoluzione di 36 megapixel che mi ha permesso di estrarre dei frame sufficienti per realizzare un cortometraggio in UHD, sebbene comunque la fase di post-produzione, all’epoca, fu decisamente pesante.

Ad ogni modo, in un mondo in cui il 4K ha ormai preso piede e viene lentamente “digerito” ormai da tutti, siamo già (quasi) pronti allo step successivo: l’8K.

L’intervallometro interno di Nikon D850 può infatti registrare, in maniera quasi automatica, riprese intervallate (time lapse) in 4K e in altre risoluzioni minori a vostra scelta. La possibilità da valutare però è il fatto che la risoluzione 8K richieda 7680 × 4320 pixel (8K UHD, non fulldome, attenzione) che, calcolatrice alla mano, corrispondono a circa 33 megapixel; contando i 45 megapixel disponibili con Nikon D850, i più “temerari” o i possessori di pazienza e computer particolarmente potenti potranno cimentarsi nella cattura “rude” di un time lapse in 8K. Assicuratevi solo che il vostro computer sia poi in grado di reggere la post-produzione di tale video, in quanto sarà ovviamente necessario un montaggio frame by frame.

Una funzione molto interessante per i time lapse di Nikon D850 è la possibilità di creare cartelle che resettino automaticamente la numerazione dei file. Questo vi permetterà di gestire ogni sequenza di time lapse con una corretta numerazione al fine di creare poi una sequenza JPEG precisa e senza perdite di tempo nella rinominazione dei files.

Snapbridge: addio passato, non ci mancherai

Da possessore di Nikon D800 (l’avrete capito immagino in questa recensione) ho davvero tirato un gran sospiro di sollievo, come quelli che si vedono nei film di un prigioniero che esce dal carcere, quando ho letto nelle specifiche di Nikon D850 della presenza di WiFi e Bluetooth. Voi non potete (o potete) immaginare quanto questa notizia mi renda felice e soprattutto sia in grado di aumentare la mia produttività lavorativa all’interno del mio studio fotografico o nelle situazioni in cui scatto in esterna e ho bisogno di controllare subito il risultato. Con Nikon D800 non ho mai avuto questa disponibilità in quanto mi sembrava folle spendere circa 1000€ per un modulo WiFi esterno opzionale, pertanto certi tipi di fotografie li ho sperimentati solo a metà o con soluzioni diverse (tipo un cavo USB per situazioni di scatti Still Life in studio con controllo tramite computer). Avere una connettività senza fili su una fotocamera del genere mi permette di migliorare notevolmente il mio workflow in quanto, data la presenza di un parco ottiche importante che mi sono costruito negli anni, mi è possibile acquistare questo corpo macchina e svolgere alcuni servizi fotografici in maniera decisamente più evoluta.

Un esempio?

Spesso mi capita di fare degli scatti di backstage durante gli shooting fotografici, quel genere di foto perfette per un post su Facebook o Instagram, dove 2 megapixel sono più che sufficienti (risoluzione utilizzata dal trasferimento tramite Bluetooth con SnapBridge). Questo mi ha permesso di scattare, avere subito le foto sullo smartphone e passarle immediatamente al grafico tramite Cloud per poterlo mettere al lavoro e pubblicare il tutto sui social mentre ancora mi trovavo in esterna. Allo stesso modo, qualora avessi avuto bisogno di una risoluzione maggiore, avrei potuto affidarmi alla condivisione dello scatto tramite WiFi per avere la risoluzione piena e ricominciare, con molto piacere, a scrivere un altro capitolo della mia guida dedicata alla post-produzione mobile (senza mirrorless e senza Scozia stavolta, ahimè).

No, non sono juventino e non seguo il calcio. Passavo per caso

Sebbene qualche volta possa esserci uno sporadico problema di connessione tra SnapBridge e smartphone / tablet, l’ho trovata una tecnologia davvero ottima applicata a Nikon D850, ancora più della connettività di Canon EOS 5D Mark IV, che usa un sistema molto simile ma, a memoria, molto più lento e meno intuitivo (seppur comunque buono dal punto di vista funzionale).

Nikon D850 recensione: le nostre conclusioni

Sarò estremamente sincero, come sempre in realtà: capita spesso che io sia dispiaciuto nel vedere andar via una fotocamera dopo una prova, ma con Nikon D850 è stato completamente diverso. Mi sono talmente abituato ad utilizzarla, a gestirla velocemente e a scambiare le mie varie lenti a seconda dell'esigenza, che mi sentivo come se il corriere mi stesse rubando la mia fotocamera. In questi mesi, provando i vari modelli di Canon, Fujifilm, Panasonic, Sony e così via, ho sofferto molto della mancanza di un vero e proprio successore della mia D800, una fotocamera con cui fare paragoni con la EOS 5D Mark IV o con altri modelli analoghi. Sono molto felice di questo ritorno in gran stile, uno di quelli che non si dimenticano, uno di quelli che mi fanno dire "ok, la voglio". Cara Nikon, stavo per passare a Canon e fare un investimento molto importante (tra corpo macchina, battery pack e lenti), ma penso proprio di aver cambiato idea. Se siete nella mia stessa situazione, cioè con molte lenti Nikon e la voglia di un nuovo corpo FX dalle prestazioni straordinarie, allora con Nikon D850 farete certamente il passo giusto, soprattutto per quelle "chicche" importanti che segnano una netta differenza con la rivale principale, EOS 5D Mark IV. Con tali differenze parlo soprattutto di un sensore più prestante, un buffer più capiente, uno scatto completamente silenzioso, il monitor reclinabile, e, soprattutto, i tasti retroilluminati, manna dal cielo definitiva per chi come me ama la fotografia notturna.

Pro
Straordinaria qualità d’immagine
Tasti retroilluminati
Display inclinabile
Design pratico e funzionale
Time Lapse in 8K
Focus peaking e video in 4K senza crop
SnapBridge funziona molto bene ed è comodo
Mostruosa durata della batteria
Autofocus veloce, rapido ed affidabile
Contro
Prezzo piuttosto proibitivo
Alcuni tasti non sono personalizzabili al 100%
Qualche problemino con la messa a fuoco in Live View
Corpo pesante
Manca uno stabilizzatore d’immagine serio (no, non quello elettronica)
valutazione finale9.5

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Nikon D850
Prezzo: € 2199