NieR Automata: rompere le barriere del videogioco action, questa volta con successo

Remake, remaster, reboot…oggigiorno nell’universo dei videogiochi vengono sempre più spesso utilizzati termini simili per indicare la ripresa di un brand più o meno noto ai giocatori per per spingere un riposizionamento nel mercato. Gli esempi citabili sarebbero veramente troppi e in ogni caso non necessari a far comprendere una realtà ormai perfettamente assodata nelle menti degli utenti di tutto il mondo. L’annuncio di NieR Automata sembrava potesse avvicinarsi proprio a questo tipo di situazione, andando a dare nuova linfa all’opera del creatore Yoko Taro, concretizzatasi negli anni con i precedenti Drakengard e NieR. Opere, queste ultime, apprezzate ampiamente da un pubblico – non dalla critica – nemmeno troppo di nicchia, ma ancora incapaci di raggiungere la vera e propria massa nel cannibalistico mondo del gaming. Da una parte, infatti, NieR Automata avrebbe dovuto rappresentare un nuovo inizio per la serie e il tentativo definitivo di proporsi al grande pubblico e alle nuove generazioni di giocatori, eppure questo ambizioso titolo è riuscito ad andare oltre. Vediamo dunque cosa ci ha saputo riservare la nostra esperienza con NieR Automata.

Il labirinto degli specchi

Sebbene estremamente criticato per aver trasmesso una visione estremamente particolare al prezzo di una struttura alquanto sciapa, il primo NieR era già riuscito ad avvicinare i giocatori verso una dimensione differente del videogioco, estrapolandolo dal suo stesso concetto di base. La direzione narrativa dell’opera di Yoko Taro era stata in grado di utilizzare la base ludica offerta dal videogioco per tramettere una sua poetica molto particolare attraverso immagini, personaggi ed azioni. NieR Automata, in questo senso, è degno erede del suo discusso predecessore: con la rinascita della serie, il titolo riesce a far assumere molte forme a questa filosofia del videogioco, non solo attraverso la sua stessa narrazione, ma anche per mezzo di personaggi, ambientazioni e – perché no – di cliché, tutti strumenti atti ad elevare la storia di NieR Automata verso qualcosa di veramente nuovo; anche se non per tutti.

nier automata

Parlavamo, appunto, di cliché che potrebbero erroneamente condurre il giocatore verso una comprensione sin troppo limitata di questo progetto. Partiamo dal setting di NieR Automata: nel panorama post-apocalittico di una Terra desertica e ridotta in macerie, un’ultima resistenza di uomini è impegnata in una battaglia senza fine contro macchine provenienti da un altro mondo. Rifugiatasi sulla Luna per trovare riparo da un mondo non più suo, l’Umanità rimane impegnata nella missione di riconquista della Terra con l’aiuto della squadra YoRHa. Questo gruppo di androidi, che hanno sputo rinnegare il loro lato “emotivo” per impegnarsi unicamente nel compimento di questa importante missione, vengono inviati sulla Terra per contrastare l’invasione e permettere di riportare il pianeta sotto il controllo degli uomini.

nier automataCome dicevamo, una base narrativa così frettolosamente descritta potrebbe condurre immediatamente il giocatore verso la sfera del “già visto”, a fronte del classico universo distopico, del conflitto tra uomo e macchina per la riconquista della Terra e di tanti altri elementi che non rendono assolutamente giustizia a quello che rappresenta il vero e proprio cuore della narrativa di NieR Automata. Non la guerra, ma i sentimenti e le sensazioni sono i veri protagonisti, incarnati nei due androidi che potremo impersonare nel corso dell’avventura, 2B e 9S. Un plausibile controsenso, da un certo punto di vista, ma che immerge ancora di più il giocatore all’interno di una dimensione psicologica unica, con la scoperta di una genuina emotività da parte degli androidi protagonisti e, in maniera ancora più marcata, negli antagonisti Adam e Eve. Lo scenario di una Terra apparentemente desertica, dunque, abbraccia un ripopolamento più mentale che fisico, con un mondo sempre più vivo e visivamente forte, capace di trasformare interamente le basi iniziali su cui si poggia l’intera vicenda. Ogni elemento della storia di NieR Automata è solo uno specchio della realtà, un frammento tangibile che invece nasconde una verità molto più profonda nei protagonisti, nelle macchine che ci troveremo ad affrontare e nella struttura stessa del gioco.

nier automata

Una sorta di tana del bianconiglio, in cui niente è ciò che sembra. Non a caso, le stesse scelte adottate per la conduzione narrativa non lasciano spazio alcuno alla linearità: per portare definitivamente a conclusione le vicende narrate in NieR Automata, infatti, sarà necessario completare l’avventura principale per almeno tre volte. Apparentemente, tale struttura potrebbe lontanamente ricordare quanto già provato in passato con il JRPG – sempre prodotto da Square Enix – Bravely Default, eppure NieR Automata offre un approccio differente. Se la prima run che affronteremo nei panni di 2B ci farà gradualmente scoprire il mondo di gioco, ma lasciando l’aspetto puramente narrativo in maniera frammentaria, dalla seconda run in avanti – nei panni di 9S – i tasselli del puzzle cominceranno gradualmente a collegarsi tra loro, in un climax ascendente estremamente interessante.

Un omaggio al concetto stesso di videogioco

Se, come abbiamo detto, NieR Automata riesce ad esulare dal concetto canonico di videogioco dal punto di vista narrativo, questo stesso concetto viene invece elevato in maniera esponenziale dal punto di vista del gameplay. Definire il genere specifico a cui appartiene questo titolo rappresenta di per sé una sfida non indifferente: ad una prima profana occhiata, NieR Automata potrebbe essere abbinato al genere action, con una profonda influenza da parte dei JRPG, ma non per questo tale da poter essere definito un vero e proprio Action RPG.

nier automataLe meccaniche pure di combattimento rivelano effettivamente una vena action molto marcata – d’altronde stiamo pur sempre parlando di un titolo Platinum Games – e vicina alle estremità di questo genere, vale a dire i titoli hack n’ slash. Specialmente nella prima run di gioco, la frenesia delle combo tra spadate e schivate di 2B si lascia ampiamente apprezzare per ritmo e divertimento, con un sistema di schivate ben realizzato e il supporto del nostro pod personale con le armi da fuoco. Un’aggiunta, quest’ultima, che solo apparentemente potrebbe rappresentare un’eccessiva semplificazione in combattimento e che, al contrario, deve essere attentamente sfruttata in combinazione con le altre azioni a disposizione del nostro personaggio. Questo almeno andrebbe tenuto in considerazione alle difficoltà più alte, risultando invece leggermente sgravate ai livelli più blandi. Dall’altra parte, risulta importante per il gameplay anche la differenziazione dei due protagonisti per quanto riguarda le loro abilità in combattimento: 9S, infatti, è specificamente predisposto come androide sentinella e per questo dotato di maggiori possibilità per quanto riguarda esplorazione e manomissione delle macchine ostili. Ciò non significa che non potrà esibirsi in spettacolari combo a suon di pugni e spadate, tuttavia i risultati saranno inferiori per efficacia rispetto alla sua compagna di viaggio.

nier automata

Come detto, NieR Automata si arricchisce anche dell’influenza di diversi altri generi, alcuni da un punto di vista strettamente di meccaniche di gioco, altre addirittura a livello artistico. Prima di tutto, il titolo vanta diverse meccaniche appartenenti ai giochi di ruolo, a partire dall’equipaggiamento potenziabile e personalizzabile, fino alle abilità da sviluppare per i personaggi così come per i pod di supporto. Questi ultimi, in particolare, vantano degli attacchi speciali “salvavita” che potremo sostituire in maniera rapida grazie alle funzioni di cambio equipaggiamento tramite il d-pad. Tra queste sono presenti sia abilità offensive, come il lancio di missili o attacchi speciali, sia difensive, tra cui la creazione di scudi e barriere che ci permetteranno di contenere gli incessanti attacchi nemici. Le statistiche base dei due personaggi, inoltre, vengono costantemente aumentate grazie ad un canonico sistema a punti esperienza e livelli, che verranno mantenuti invariati anche dopo l’inizio della seconda run; in quest’ultimo caso, con un conseguente aumento del livello dei nemici anche all’inizio del gioco.

nier automataParlando della struttura e dell’interazione con l’ambiente di gioco, NieR Automata offre un approccio semi-aperto, con cui di base saremo spinti a proseguire in maniera abbastanza lineare con le missioni principali, inframezzandole di tanto in tanto con alcune sub-quest elementari e di spessore decisamente inferiore. La stessa limitazione avviene anche con l’esplorazione dell’ambientazione, che solo apparentemente si presenta come in una struttura open-world, rivelando invece una serie di barriere insormontabili e, sostanzialmente, una scarsa utilità nell’essere esplorato veramente a fondo; completisti a parte. Ciò che più ha saputo sorprenderci in NieR Automata, invece, è rappresentato da alcune scelte stilistiche – ma non solo – applicate al gameplay del gioco. In alcune fasi specifiche, infatti, il titolo perde la sua forma classica di action in terza persona per assumere forme differenti, dallo stile arcade nel momento in cui andremo a vestire gli esoscheletri per combattere in volo fino alle fasi in finto 2D ed arrivando alle meccaniche utilizzate per la manomissione delle macchine da parte di 9S. In questo caso ci si trova ad affrontare dei frenetici puzzle in cui dovremo evitare lo scontro con alcuni tasselli per arrivare a distruggere i nuclei interni delle macchine. Il tutto potrebbe sembrare un mix confusionario che mette insieme tutto senza esaltare nulla, eppure le scelte registiche con cui le diverse fasi vengono alternate di rivela saggio e assolutamente pregevole nel corso dell’avventura, andando ad omaggiare ed esaltare il concetto puro di videogioco.

Una direzione artistica pregevole che si scontra con evidenti limiti tecnici

Passando a trattare l’impatto grafico e sonoro, NieR Automata mette sul tavolo una direzione artistico di altissimo livello. Ogni singolo personaggio è studiato nei minimi particolari e ottimamente inserito all’interno del contesto. L’aspetto più affascinante dal puinto di vista asrtistico è il particolareggiato universo che emerge gradualmente dalle ceneri di una Terra devastata e che vede la sua esaltazione definitiva nel setting del Luna Park delle macchine, ambientazione che trasmette immediatamente la profondità e la tenebrosità della filosofia del suo creatore. Come già spiegato, il saggio taglio registico è perfettamente in grado di amalgamare il vuoto di alcune ambientazioni con lo spessore dei personaggi che troveremo al loro interno e, ovviamente, con le nostre azioni.

nier automata

Il tutto viene accompagnato dal supporto tutt’altro che ininfluente della splendida colonna sonora, che riesce anch’essa a dare linfa vitale al mondo di gioco, con musiche assolutamente splendide e perfettamente sposate con ambientazioni ed azioni. Allo stesso modo si rivela di alto livello il doppiaggio, anche se in questo caso si riesce a trovare il massimo risultato mantenendo il parlato originale giapponese con il supporto dei sottotitoli in italiano.

Viceversa, per quanto la direzione artistica riveli un lavoro certosino in fase di produzione da parte degli sviluppatori, un grosso limite che non riesce a far decollare del tutto questi aspetti è rappresentato dalla qualità del vero e proprio comparto tecnico. Oltre ad evidenti limiti dal punto di vista puramente estetico, con texture che non riescono a raggiungere risultati di livello sufficiente in diverse, forse troppe occasioni, un grosso scoglio da superare è quello della stabilità di gioco. Di base, NieR Automata dovrebbe proporre un’esperienza veloce e frenetica, garantendo una fluidità di 60 fps per godere pienamente delle possibilità concesse dal gameplay. Tuttavia, sia nella versione base di PS4 sia – in misura comunque inferiore – su PS4 Pro, il framerate soffre di diversi cali, in alcune circostanze veramente troppo vistosi e fastidiosi.

NieR Automata: le nostre conclusioni

Andando a tirare le conclusioni, NieR Automata non stupisce particolarmente per la sua semplice esperienza di gioco, comunque assolutamente solida e divertente, quanto per il sapersi proporre come un’esperienza del tutto singolare; quasi una matriosca, che continua a rivelare nuove identità sempre più particolari per ogni ora che passeremo a giocare, fino a svelarsi definitivamente come una storia profonda e magistralmente raccontata. NieR Automata rappresenta comunque un titolo che deve essere compreso per poter essere veramente apprezzato, anche al rischio di deludere l’utente alla ricerca di un semplice action game in salsa piacevolmente nipponica. Capire NieR Automata, così come capire la poetica di Yoko Taro, rimane una missione non per tutti, ma in grado di regalare una visione differente dei videogiochi e, a suo modo, molto interessante a chiunque voglia aprire completamente la propria mente a questo genere di esperienza; anche sorpassando quelli che sono gli evidenti limiti tecnici che in parte rompono l’incantesimo di questa bellissima avventura.

Pro
  • Struttura narrativa incredibile...
  • Gameplay frenetico, divertente e profondo
  • Direzione artistica di altissimo livello
Contro
  • ...ma non per tutti
  • Evidenti limiti dal punto di vista tecnico
9
Federico Parravicini


Vi ricordiamo, infine, che NieR Automata è disponibile in esclusiva console su PlayStation 4 e su PC. Entrambe le versioni sono acquistabili direttamente da Amazon.

NieR Automata: Video Gameplay 4K PS4 Pro

Top