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NFC: un nuovo modo di utilizzare il proprio smartphone

di Stefano Lovecchioaggiornato il 30 aprile 2015

Non è molto difficile, di questi tempi, andare nel pallone nell’orientarsi tra tutte le tecnologie che ogni giorno emergono. Sulle tecnologie di trasferimento dati, in particolare, c’è da impazzire: se su PC si parla con termini astronomici quali IDE, SATA, Thunderbolt, USB e HDMI, su smartphone e tablet non c’è una situazione differente: se una volta c’era l’infrarosso, oggi ci si ritrova a orientarsi con termini quali Bluetooth, Wi-Fi, Wi-Fi Direct, DLNA, infrarossi (di nuovo!), NFC. Ed è proprio quest’ultimo acronimo l’argomento di questo focus particolarmente incentrato all’utenza alle prime armi.

Cos’è NFC?

[quote_destro]”Il vantaggio innegabile è quello di non dover passare per noiose e scomode procedure di associazione senza fili”[/quote_destro]Per quanto non sia strettamente necessario saperlo, iniziamo con un po’ di curiosità: NFC è l’acronimo di Near Field Communication, una tecnologia di comunicazione radio che affonda le sue radici in studi risalenti già a vent’anni fa ma concretizzati nella prima volta soltanto nel 2006 con i primi timidi esperimenti di smartphone dotati di tale connettività, provenienti da Nokia. Si tratta di uno standard di comunicazione molto particolare: comunica senza fili con un altro dispositivo NFC a velocità piuttosto basse e a distanza ravvicinatissima, due caratteristiche che, più che qualità, potrebbero essere viste come limiti. Ma allora esattamente a cosa serve questo NFC?

Il punto forte per cui NFC vale la pena di essere adottato dalle case produttrici riguarda la particolarità con la quale i dispositivi NFC comunicano tra di loro: attraverso il semplice contatto dei moduli NFC di ciascun dispositivo. Questo si traduce, nella pratica, nel semplice atto di far toccare un dispositivo sulla scocca dell’altro. E via, è tutto pronto. Il vantaggio innegabile è quello di non dover passare per noiose e scomode procedure di associazione senza fili. Il Bluetooth, ad esempio, necessita di fare una scansione iniziale dei dispositivi Bluetooth in zona, per poi far scegliere all’utente quale dispositivo deve essere richiamato per la comunicazione. Soprattutto in luoghi molto affollati e in situazioni in cui non si ha molta voglia di capire questo processo, lo scambio dati Bluetooth può tediare l’utente, diversamente dal semplice e umano contatto tra due oggetti – smartphone e tag.

NFC: i servizi basati su di esso

I servizi basati su NFC sono molteplici e funzionano in maniera piuttosto diversa. Il più importante è Android Beam, disponibile su tutti i dispositivi Android “puri” (dotati dunque di poche o nessuna personalizzazione del costruttore): esso permette di scambiare piccole informazioni con altri dispositivi Android avvicinando due dispositivi con NFC attivato. I file possono essere svariati: da una scheda contatto ad un link, posizioni di Maps e altro ancora. Con Android 4.1, lo scambio NFC è diventato Bluetooth, rendendo possibile il trasferimento veloce di file di grandezza importante, come foto, video e musica.

[img_destra][/img_destra]L’ultima concezione di Android Beam (con l’NFC che funge da semplice sistema di “pairing” dei due dispositivi comunicanti) viene ripresa fin dal principio in S-Beam, servizio offerto in esclusiva da Samsung nei suoi dispositivi dotati di sistema operativo Android. S-Beam, diversamente dal precedente, trasferisce i file instaurando una connessione Wi-Fi Direct tra i due dispositivi, permettendo un più veloce trasferimento di file. Se qualcuno si sta chiedendo ora se Android Beam ed S-Beam siano compatibili tra loro, la risposta è semplice: non lo sono. Fortunatamente, però, i dispositivi Samsung hanno anche la possibilità di utilizzare Android Beam.

Ma non è tutto, perché NFC è in grado di interfacciarsi anche con tantissimi prodotti sul mercato: si pensi ad esempio alle tag NFC che molto spesso case come Sony rendono disponibili all’interno delle confezioni dei propri prodotti. Si tratta di piccoli oggetti che, una volta avvicinati al dispositivo, permetteranno ad esso di assumere un comportamento preimpostato. Ad esempio, potremmo piazzare un tag “silenzioso” sul comodino vicino al letto. Piazzando lo smartphone vicino ad esso, questo andrà automaticamente in modalità silenziosa. Gli usi sono già tantissimi, e vedono anche idee complesse come la fotocamera per smartphone Sony QX-10 (e il suo modello superiore QX-100), che utilizzano NFC per accedere più velocemente all’app fotocamera.

Prospettive future e dubbi

NFC è un sistema di comunicazione che, negli ultimi anni, è stato oggetto di molte idee. Avvicinare il proprio dispositivo all’obliteratrice dell’autobus per pagare il biglietto col proprio credito è soltanto una delle idee fantasiose proposte negli ultimi tempi. Molto si sta facendo dal lato dei pagamenti tramite cellulare: l’idea di utilizzare il proprio smartphone per pagare il conto in un negozio ha sempre affascinato, ma ancora pecca di un sistema che sia in grado di dare il giusto stimolo ai negozianti per poter essere adottato. Da cancellare la strada che vede NFC come sistema di comunicazione di grandi quantitativi di dati, a causa della bassa velocità di trasferimento: semplicemente, NFC verrà utilizzato da qui in avanti come banale sistema per legare due dispositivi in maniera veloce, impedendo di doverli collegare manualmente attraverso metodi meno intuitivi.

[img_sinistra][/img_sinistra]C’è anche un problema piuttosto concreto riguardante questa tecnologia, che non è affatto legato alla ridicola velocità con cui i dati sono trasferiti. Il problema più grande che impedisce a NFC di fiorire oggi è, a parere di chi vi scrive, un supporto inadeguato da parte dei produttori di smartphone. Sebbene si possano giustificare i dispositivi di fascia più bassa, che puntano tutto al minor costo di produzione, ci sono dispositivi chiacchieratissimi come il popolare iPhone di Apple che mancano del tutto di modulo NFC. Probabilmente, Apple non riesce a dare fiducia ad NFC, preferendo starne lontana. Ma anche se ci fosse una maggiore base di moduli NFC, resta il problema di creare un sistema in grado di farli dialogare tutti dispositivi con qualunque cosa secondo un linguaggio unico. Ed è molto difficile che tutti i produttori di dispositivi saranno in grado di mettersi d’accordo a riguardo, almeno in tempi brevi.