Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Moto Z2 Play: un sequel imperfetto, ma che migliora dove necessario

di Andrea Ricciaggiornato il 3 agosto 2017

C’era una volta Motorola, prima azienda indipendente, poi passata sotto le mani di Google e infine nel portafoglio di Lenovo. Dopo un inizio fatto di qualche passo falso, la gamma Moto nel 2017 ha messo il turbo con svariati device, fra cui compare questo recente Moto Z2 Play. Successore del Moto Z Play, si pone come reale sostituto di un Moto Z2 che forse non arriverà mai, permettendo di portare a casa una sorta di top di gamma dal prezzo vantaggioso e compatibile con i Moto Mods.

Ancora una volta infatti ritroviamo la compatibilità con questi curiosi moduli che ci permettono di lasciare a casa svariati accessori, a favore di questi che sono perfettamente integrabili con il design del telefono. Moto Z2 Play cerca di offrire una esperienza di fascia alta tentando un compromesso con il prezzo e con le specifiche tecniche, e il risultato fa ben sperare purché serva qualche ovvia correzione. Scopriamo quindi l’ultimo arrivato di casa Lenovo e Motorola in questa recensione.

Moto Z2 Play video recensione

Scheda tecnica

Design: non è bello ma funzionale

Moto Z2 Play riprende a grandi linee quella che è l’estetica Lenovo/Motorola degli ultimi 18 mesi. C’è un motivo chiaro: la compatibilità dei moduli, i Moto Mods, impone certe dimensioni, certe curve, certi elementi ricorrenti. Non vedremo, per ora, un radicale cambiamento proprio per questo motivo. Una cosa si può dire subito: ancora una volta non è il design o l’aspetto estetico il punto forte di questo device, che però è un netto salto in avanti rispetto ai primi Moto di nuova generazione.

Cosa cambia rispetto al primo Play? Innanzitutto lo spessore, che viene ridotto a livelli sottiletta, senza però sacrificare il jack audio che compare vicino alla porta USB Type-C sul fondo del device. La fotocamera però sporge in maniera apparente nel suo cerchio sul retro, rendendo il design un po’ sbilanciato. Buono l’uso dei materiali: c’è vetro davanti e alluminio sul resto del telefono, ma la parte posteriore finirete per coprirla con un Moto Mod per la maggior parte del tempo, compreso uno di quelli semplici stile cover che protegge il device e gli dà una identità diversa.

La parte frontale, dominata dal display da 5,5 pollici, include anche il lettore di impronte digitali, stavolta stondato e smussato e ben integrato nell’estetica generale. Rispetto al primo Play, il salto visivo è importante: c’è più cura in ogni dettaglio, anche se non è un telefono che comprerei per il suo aspetto. A soffrire come sempre è il retro, perché fra pin per i mods e le antenne, l’estetica se ne va a farsi benedire. Come detto poco male, perché probabilmente finirete a mettere una qualche cover a coprire la superficie.

Display: un buon pannello

Il pannello di Moto Z2 Play è un Super AMOLED da 5,5 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel) Siamo nella media per diagonale e risoluzione, dove il 1080p risulta ancora una scelta bilanciata senza per forza spingersi oltre, rischiando consumi anomali di batteria a favore di un aumento di qualità visiva spesso difficile da apprezzare. La qualità dello schermo è valida: ci siamo con contrasti e colori, i livelli di luminosità permettono l’uso anche all’aperto sotto il sole e gli angoli di visuale sono da IPS, quindi ampi senza sfumature che virano. Ottima anche la risposta del touch, meno ottima la presenza di una piccola cornice nera intorno all’effettivo schermo, brutta da vedere se il frontale del telefono è bianco.

Stavolta Motorola abbondona un po’ il minimalismo di Android stock inserendo qualche opzione in più: ritroviamo il Moto Display, per vedere le notifiche anche da schermo bloccato e consentendoci di gestirle, ma compare anche la modalità Schermo notturno che non è altro che un filtro luce blu integrato che si attiva al tramonto. Semplice ma efficace, ma prima mancava. Si possono anche scegliere fra due profili colori (bilanciato e vivido, quest’ultimo decisamente più gradevole) ma non è offerta una calibrazione più precisa. In generale l’esperienza visiva è sempre valida sullo schermo di Moto Z2 Play, ed è piacevole trovare evoluzioni rispetto al modello precedente.

Prestazioni: semplicemente veloce

All’interno di Moto Z2 Play ritroviamo una scheda tecnica ultimamente molto diffusa e ben bilanciata. C’è uno SnapDragon 626 accompagnato da 4 GB di memoria RAM e 64 GB di storage, con l’opportunità di espandere lo storage tramite micro SD pur mantenendo intatta la funzionalità dual SIM, che rimane disponibile grazie alla presenza di tre slot dedicati per le varie schede. Il sistema operativo è ovviamente Android Nougat nella sua versione 7.1.1, con interfaccia praticamente stock e pochissime personalizzazioni.

A livello prestazionale è difficile lamentarsi. Il processore non sarà quello di un top di gamma, ma ancora una volta questa fascia media ibrida (sotto i 500€ insomma) permette di avere grandi soddisfazioni. Parlando puramente di velocità, Moto Z2 Play si comporta benissimo: è spedito, non inceppa nel multitasking, le memorie danno il loro meglio e la presenza di Android pulito aiuta a rendere la situazione ancora migliore. App e giochi pesanti funzioneranno senza problemi, con minimi surriscaldamenti probabilmente che si possono anche associare alle temperature alte di questi giorni estivi.

Android Nougat si mostra nella sua versione originale, senza personalizzazioni importanti. Motorola però ha abbandonato un po’ di quel minimalismo estremo che contraddistingueva i precedenti Moto: qui troviamo qualche opzione in più e qualche settaggio extra che davvero male non fa, dato che non viene comunque snaturata l’esperienza stock di Android. Ci sono quindi delle gesture veloci per torcia e fotocamera, il filtro luce blu citato prima, un pannello per gestire le due SIM in maniera completa e qualcos’altro. Si può ancora fare un passo in più, ma la strada è segnata ed è positiva. Ovviamente, c’è anche ciò che serve a far funzionare i Moto Mods.

Questi moduli aggiuntivi si collegano magneticamente alla parte posteriore del telefono, dove si può notare una strana serie di pin messi in evidenza. L’implementazione dei Moto Mods è identica a quella dello scorso anno: si appoggiano al device e iniziano a funzionare, senza richiedere qualche particolare intervento. I Mods dello scorso anno sono compatibili ancora oggi (e viceversa: i nuovi moduli potete usarli anche sul precedente Moto Z Play) e ritroviamo lo speaker JBL, il powerbank integrato, il proiettore e pochi altri accessori. Questi moduli sono utili, ben studiati e oggettivamente interessanti, ma rimane sempre il problema del loro costo elevato e della mancanza di varietà.

Non ci si può comunque lamentare di Moto Z2 Play, ma segnalo soltanto qualche stranezza – leggasi: bug – nel software, legati al sensore di prossimità (non sembra fare sempre una lettura precisa) e a qualche app che crasha senza motivo (una su tutti, Chrome). Un comportamento strano ma non inedito per Android stock – ho notato problemi simili su Nokia 5 – ma che sembra comunque risolvibile con poco sforzo da parte dell’azienda.

Batteria: non più infinita, ma sempre durevole

Una delle grandi controversie legate a Moto Z2 Play è stato nel settore batteria, dove l’azienda ha deciso di tagliare ben 500 mAh a favore di uno spessore inferiore ai 6 millimetri (senza contare la fotocamera). Moto Z Play infatti contava su un modulo da ben 3500 mAh e una autonomia infinita, mentre Moto Z2 Play si ferma a 3000 mAh – ma fortunatamente, non c’è da lamentarsi per la durata. Non si riusciranno forse a fare più quei reali due giorni d’uso, ma la giornata è sempre pienamente coperta, con il display acceso anche per più di 6 ore e con il device effettivamente usato per qualsiasi tipo di operazione.

Ancora una volta, il merito è del processore ma anche di Android stock, che è perfettamente ottimizzato per consumare poco. Infatti è in stand-by che si noteranno cali ridicoli, nel senso che a display spento il telefono non consuma praticamente niente, non essendoci applicazioni in background o servizi aggiuntivi attivi. Aiuta anche la risoluzione del display – il Full HD è sempre la scelta più bilanciata. Ho sempre coperto tranquillamente la mia giornata, arrivando a sera con un buon 20-30% residuo. Pericolo scongiurato, quindi. Ma perché assottigliare il telefono riducendo quindi la capacità della batteria?

I motivi sono vari: primo, marketing. Un telefono sottile fa sempre colpo. Secondo, la compatibilità con i Moto Mods: aggiungono spessore, ma facendo così si riesce a ridurre il loro impatto, anche se di poco. Terzo, per la ricarica, che adesso può essere definita realmente rapida essendo più piccolo il modulo da riempire. I 3000 mAh li ripristinerete in poco più di un’ora usando il Turbo Charger in dotazione (o un altro caricatore ad alto voltaggio). La ricarica avviene tramite la porta Type-C ed è veloce a sufficienza di farci avere ore di autonomia nel canonico “tempo di una doccia”.

Fotocamera: la stessa di S7, ma non con gli stessi risultati

Motorola ha scelto lo stesso modulo fotografico di Samsung Galaxy S7 per il suo Moto Z2 Play, una mossa già vista su Moto G5 Plus. Si parla quindi di 12 MP con una importante apertura di f/1.7, valori importanti considerata l’eredità di cui stiamo parlando. I risultati sono gli stessi dell’ex top di gamma Samsung? Purtroppo no, ma non sono assolutamente da buttare – anche se ci sono delle cose che fanno storcere il naso, legate praticamente tutte al software e ai driver che gestiscono il modulo a livello di post processing e di interpretazione della scena.

L’app che gestisce la camera è infatti meno minimalista rispetto al passato (dove c’erano tre pulsanti in croce), permettendoci di gestire i comandi manuali ad esempio, più altre modalità come il panorama e il rallentatore. Ma dove sono gli scatti in RAW, ormai presenti su buona parte dei telefoni sopra i 250€? Saremo limitati al JPG, quando invece è adesso molto interessante scattare in formato non compresso per poi modificare le foto in app come Snapseed, che sono potenti e versatili. La modalità professionale perde quindi di valore.

L’ampia apertura permette di catturare una buona quantità di luce, ma il bokeh naturale talvolta sembra dare la sensazione di sfocatura e foto mossa, perché evidentemente il post processing non va a “pulire” i bordi degli oggetti rendendoli più nitidi. Sono cose che si notano nell’uso quotidiano, che non inficiano eccessivamente nell’esperienza d’uso ma sono lì. Gli scatti sono quindi validi ma imperfetti, con quelli al buio che talvolta soffrono per l’incapacità del software di comprendere a pieno la scena.

Buoni però i risultati del modulo frontale da 8 MP, perfetto per selfie e foto in generale, dato che è anche dotato di un flash LED a doppio tono di colore come quello posto dietro. Il flash frontale permette di scattarsi foto al buio e tirare fuori degli ottimi risultati, decisamente superiori rispetto a quelli di smartphone che tentano di simulare questo componente accendendo lo schermo. Validi infine anche i video, che arrivano al 4K30 oppure al 1080p60, ma si sente un po’ la mancanza della stabilizzazione ottica. Potremo attivare l’HDR anche per i video, migliorando i risultati in caso di controluce molto evidente.

Multimedia: un audio sbilanciato

Lo schermo di Moto Z2 Play si presta bene per la riproduzione di contenuti multimediali di ogni tipo, che spaziano dai video di YouTube alle puntate di una serie su Netflix, data la sua diagonale ampia e la risoluzione Full HD, ormai canone per i video distribuiti sul web. Anche nel gaming vincono i 5,5 pollici e le prestazioni convincenti, che permettono effettivamente di sfruttare il telefono come mezzo di riproduzione a tutto tondo. Nulla da dire quindi lato display, ma c’è invece qualche parola da spendere sul comparto sonoro.

Tutto l’audio di Moto Z2 Play viene gestito tramite lo speaker nascosto sotto la capsula auricolare, quindi l’audio esce dritto verso l’utente ma da una sola fonte sonora. Questo comporta avere un audio particolarmente sbilanciato, specialmente in landscape, dato che si nota subito l’assenza dell’altro canale. Il volume però è discreto e la qualità accettabile. Troviamo il jack audio pur essendo così sottile il device, e anche la compatibilità con il Moto Mod SoundBoost di JBL, uno speaker con batteria integrata che ci permette di trasformare il device in una cassa di tutto rispetto. Sicuramente è uno dei mods più intriganti, ma il costo è paragonabile a quello di uno speaker Bluetooth dedicato di buon livello.

Moto Z2 Play: le nostre conclusioni

Moto Z2 Play è un telefono imperfetto con delle scelte strane, ma non si può negare l’evoluzione che Lenovo sta facendo fare ai device a brand Motorola nel corso degli ultimi mesi. L’estetica sta venendo finalmente curata, e la cosa si nota. Tra prestazioni e autonomia è stato raggiunto un equilibrio, mettendo nel mix un software che piano piano si sta arricchendo senza snaturarsi. La fotocamera è paragonabile ad altri device nella stessa fascia e sempre più Moto Mods arriveranno nei prossimi mesi. Insomma, i passi avanti ci sono, e sono evidenti agli occhi di tutti.

Non si possono negare però delle cose: il prezzo del telefono è importante – di listino, 499€ – ma fortunatamente sta già rapidamente scendendo come si può vedere a questa pagina. I Moto Mods sono interessanti ma rimangono troppo costosi, e ne servirebbero altri per rendere più diversificata l’offerta. E poi, a Moto Z2 Play servirebbe una mano di rifinitura: un comparto fotografico più curato, un software con qualche settaggio in più ma sempre costruito sulla base di Android stock, una estetica più ricercata e qualche specifica killer. Per quanto sia un buon telefono, rischia di non essere mai un dispositivo memorabile.

Prezzo consigliato: € 499Prezzo: € 219