Misfit Ray: la smartband con stile che dimentichi di indossare

Mettendo da parte l’infinito universo di smartphone e tablet che da ormai quasi un decennio popolano e rubano l’attenzione del mercato “smart”, il settore wearable è quello che, come una piccola bolla, è in procinto di esplodere. Non ci vuole tanto per capirlo: da meri dispositivi visti con scetticismo dalla maggior parte delle persone, i dispositivi indossabili stanno diventando sempre di più uno strumento utile agli sportivi navigati oppure a chi è affascinato dalla possibilità di tenere sotto controllo i parametri di allenamento.

Come abbiamo avuto modo di vedere più volte sulle nostre pagine, tantissimi brand stanno investendo fior fior di quattrini per cercare di trovare la formula giusta per fare il boom. Alcuni ci riescono più di altri ed è innegabile che fra questi troviamo il colosso Fitbit; nonostante questo, altri brand, magari meno noti, è vero, riescono comunque ad elevarsi dalla massa grazie ad alcune particolari caratteristiche che fanno breccia nel cuore degli utenti e potenziali nuovi acquirenti.

Una di questa azienda è certamente Misfit, azienda che a fine 2015 è stata assorbita dal gruppo Fossil e che offre tutta la conoscenza nel settore dei fitness tracking per permettere a Fossil di sviluppare soluzioni “intelligenti”. Di questo processo ne abbiamo parlato poche settimane fa durante la passata IFA 2016 di Berlino – per i più curiosi è disponibile il nostro focus a riguardo.

Quest’oggi in questa recensione ci focalizziamo sul Misfit Ray una smartband con carattere, solida, leggera, che ci ha piacevolmente colpito sotto diversi punti di vista anche se, come sempre, sono presenti alcune zone d’ombra che hanno un po’ offuscato le ottime qualità del prodotto.

Ma bando alle ciance: scopriamo tutti i segreti del Misfit Ray nella nostra recensione.

Scheda tecnica

Display
Diagonale 0 pollici
Tecnologia No
Risoluzione pixel
Densità PPI
Processore
Nome No
RAM
Quantità No
Memoria di archiviazione
Memoria interna - non espandibile
Connettività
Modem No
Wi-Fi No
SIM No
Geolocalizzazione No
Bluetooth Bluetooth 4.0
NFC No
Sensori No
Porte
Connettività USB No
Batteria
Capienza mAh - non removibile
Certificazioni
Tipologia IP68
Dimensioni
Millimetri 12 x 38
Peso
Grammi 8

Design: un bellissimo cilindro di alluminio

Come sempre il packaging è un elemento fondamentale quando si tratta di un dispositivo di questo genere e il Misfit Ray non è da meno. La confezione mette immediatamente in risalto le line morbide e affusolate della smartband mettendo da parte tutto quello che è superfluo. Il soggetto principale è il Misfit Ray e pertanto è l’unico che ha il diritto di occupare il 100% della confezione.

Una volta tolto dal piccolo stand di plastica che lo assicura in una posa circolare, quasi fosse agganciato ad un polso invisibile, si nota l’estrema leggerezza del Misfit Ray. Non è la prima volta che ho a che fare con una smartband ma rimango sempre positivamente colpito quando un’azienda è in grado di garantire una leggerezza incredibile al suo prodotto, ancor di più quando vengono utilizzati materiali nobili.

Il cinturino del Misfit Ray (che talaltro è intercambiabile ed impermeabile) è in silicone duro, leggermente trasparente, e caratterizzato dalla completa assenza di classici fori per allacciarlo saldamente al polso. Al suo posto, invece, il Misfit Ray monta un cinturino in cui sono presenti tante piccole scavature che servono per far muovere (ed evidentemente incastrare) il piccolo gancetto che serve ad assicurare la chiusura della smartband.

Misfit Ray

Un lembo del cinturino è cavo, l’altro, munito di un piccolo foro alla sua estremità, viene inserito all’interno del foro e accompagnato lungo la normale curvatura del polso; una volta raggiunta la stretta desiderata, la sua posizione viene fissata da un piccolo perno in plastica dura che ha libertà di movimento lungo quelle scavature menzionate poco fa. La chiusura è estremamente solida, impossibile da sganciarsi involontariamente e quasi fastidiosa.

Una volta agganciato, infatti, il Misfit Ray resta saldo nella sua posizione finché non si apre la piccola chiusura. Diverse volte mi sono dovuto impegnare con forza a sollevare il lembo del cinturino per riuscire a sfilarmelo di dosso. È certamente un punto a favore, ma non nego che avrei apprezzato una chiusura meno ermetica – se così possiamo dire. Entrambi i lembi del cinturino terminano la loro corsa nel piccolo cuore della smartband, un cilindro in alluminio aeronautico poco più lungo di 5 cm.

Ad una estremità del Misfit Ray è inoltre presente un piccolo LED RGB che può essere in parte personalizzato tramite l’applicazione mobile per informare l’utente sull’arrivo di notifiche da diverse applicazioni – ne parleremo più a fondo nel capilo relativo al software. La porzione opposta al LED è invece quella che, tramite una torsione del cinturino in senso antiorario, permette di accedere al piccolo vano per le batterie.

Svitandolo si scopre quindi che il Misfit Ray è in realtà cavo al suo interno, per la quasi totalità della sua superficie a meno di un piccola area in cui sono evidentemente integrati i circuiti, l’accelerometro a tre assi, un piccolo motorino a vibrazione e il modulo Bluetooth. La corretta attivazione del Misfit Ray, una volta inserite le tre piccole batterie 393 a bottone (facilmente reperibili a pochi euro in qualsiasi negozio di elettronica), viene esplicitata da una piccola “animazione” del LED RGB.

Misfit RayQuando sempre più spesso siamo investiti dal dogma “less is more” è davvero difficile non pensare ad aziende che, come Misfit con il suo Ray, hanno “sacrificato” il superfluo per mettere in risalto tutto quello che realmente conta per l’utente. Il design del Misfit Ray si fonda sull’assioma che il prodotto serve l’utente e non il contrario: portarlo al polso – grazie al suo design – quasi lo si dimentica. Nonostante sia effettivamente spesso (la forma cilindrica evidentemente occupa più area rispetto ad una più schiacciata), il Misfit Ray può essere indossato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza dare un benché minimo fastidio al polso.

Da questo punto di vista il mio metro di paragone è la notte. Spesso mi sono trovato a dover mettere da parte un orologio o un’altra smartband perché scomoda in posizione supina; il Misfit Ray, forse a causa dell’assenza di sezioni sporgenti e spigolose, può essere indossato tranquillamente anche la notte senza alcun tipo di fastidio.

Il design premia inoltre la possibilità di abbinare la smartband in tutte le occasioni. Alcuni prodotti sono marcatamente sportivi e pertanto inadatti ad essere indossati in contesti più formali, magari sotto un completo o una camicia. L’aspetto minimal del Misfit Ray lo trasforma in un oggetto da poter essere indossato in qualsiasi contesto, dalla corsa al parco ad una cena di lavoro. Questo perché, tolto il piccolo LED RGB, può essere tranquillamente scambiato con un semplice gioiello da polso.

Da questo punto di vista bisogna sinceramente fare un plauso all’azienda per essere riuscita a partorire un prodotto duttile a 360°.

Uso quotidiano: il suo punto di forza è l’ergonomia

L’utilizzo quotidiano di un oggetto così personale inevitabilmente cambia da persona a persona. Alcuni, ad esempio, si trovano bene con dispositivi grandi, squadrati, importanti, altri, invece, preferiscono soluzioni più sobrie, eleganti, semplici, minimali. Misfit Ray punta esattamente verso quest’ultima categoria e lo fa – a mio avviso – in maniera egregia.

Come ho detto anche nel capitolo precedente, la qualità più impressionante del Misfit Ray è il suo non essere assolutamente ingombrante nonostante le dimensioni possano far pensare il contrario. Ancor prima di indossarlo ero lì a pensare: “Ecco, guarda com’è grosso, peserà un macigno”; oppure “Ma come si fa a dormire con un coso così grande al polso”. Inutile dire che da più o meno due settimane non l’ho mai slacciato dal mio polso.

Alcune volte, con altri brand, mi è capitato di avere una sorta di rapporto di amore ed odio nell’utilizzo quotidiano. Questo perché, inevitabilmente, quando si prova (o si acquista) una smartband lo si fa con l’intenzione di levarla solo quando è richiesto il cambio delle batterie. Nelle mie prove mi è capitato invece di dover slacciare il fitness tracker per andare in doccia.

Misfit Ray

Può sembrare una cosa da niente, una inezia, ma vi posso assicurare che è fastidioso dover perdere tempo a mettere e levare una smartband anche per una doccia. Questo perché il compito primario di una smartband, ancor prima di tenere correttamente il conto dei passi e delle distanze percorse, è quello di far dimenticare all’utente la sua stessa esistenza; direi quasi che una smartband dev’essere un “passeggero invisibile”.

Il Misfit Ray è tutto questo. Non solo non lo si sente se non quando arriva una notifica, ma può essere indossato sempre, 24 su 24, anche sotto la doccia grazie alla certificazione IP68 e alla sua resistenza fino a 5 ATM. Ecco, se dov’essi rispondere a bruciapelo circa la prima qualità del Misfit Ray, è proprio il suo essere invisibile ma allo stesso tempo sempre presente durante tutte le attività sportive e non. Non posso non spendere qualche parola anche sul piccolo LED integrato sulla facciata superiore del cilindro – se così la si può definire.

Ricordiamo che si tratta di un lingua sottile che spezza la struttura in alluminio e che reagisce anche al tocco. L’azienda specifica la presenza di un “sensore touch capacitivo” ma penso che sia una dicitura fuorviante. Non esiste una superficie touch dove realmente possiamo effettuare gesture con le nostre dita; in realtà il Misfit Ray reagisce ad alcuni colpi secchi, vigorosi, in rapida successione (due o tre).

Misfit RayDue tap sulla superficie – va bene qualsiasi punto – ed ecco che il piccolo LED si anima. Tre tap ed invece si attiva il piccolo motorino a vibrazione. Come dicevo, il LED è RGB, ovvero multicolore; questo permette, una volta presa dimestichezza con la gamma cromatica presente, di riconoscere rapidamente il proprio stato di avanzamento sull’obbiettivo giornaliero così come la presenza di un tipo particolare di notifica sul proprio smartphone.

Da questo punto di vista, un progresso pari al 25% del proprio obbiettivo giornaliero viene raffigurato dal LED colorato in rosso, 50% con rosso e arancione, 75% con rosso, arancione e verde, 99% con rosso, arancione, verde e ciano ed infine il 100% (o il raggiungimento dell’obbiettivo) da tutti i colori in rapida successione – ricordo che tutte queste funzioni di controllo dell’obbiettivo giornaliero sono attivabili tramite il doppio tap sulla superficie.

E per le notifiche? Anche in questo caso ci vengono in aiuto i colori. Una chiamata in arrivo viene notificata dalla luce verde, un SMS in azzurro e una vibrazione in viola. Tutte le notifiche, sia di raggiungimento dell’obbiettivo giornaliero che dell’arrivo di un SMS o altro, vengono accompagnate da una piccola vibrazione. Durante i miei test le notifiche sono state inviate al Misfit Ray senza alcuna esitazione – non vi nascondo che avere le notifiche attive per WhatsApp su un gruppo molto attivo vi farà odiare la possibilità di ricevere notifiche anche con la vibrazione.

La batteria integrata dovrebbe garantire un utilizzo continuativo di circa 6 mesi a sentire quello che l’azienda propone sulla pagina del prodotto. La durata dipende molto dal tipo di utilizzo che si fa della smartband. È quasi scontato sottolineare che l’arrivo di un gran numero di notifiche accompagnate da una vibrazione hanno un impatto decisamente superiore rispetto ad un uno in cui il piccolo motorino non viene sollecitato così spesso.

Software e funzioni: il vero tallone d’Achille del Misfit Ray

Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, il Misfit Ray è una smartband che permette un certo livello di duttilità per quel che riguarda la ricezione di notifiche. Tutto quello che ha a che fare con questo livello di interazione viene controllato con l’applicazione mobile multipiattaforma sviluppata dall’azienda stessa. Come abbiamo visto anche per smartband di altri brand, questo dualismo fra prodotto e app permette all’utente di andare a ottimizzare alcuni processi che evidentemente non è possibile controllare – ancora di più sul Misfit Ray che non ha un solo tasto che sia uno.

La comunicazione si basa ovviamente sul modulo Bluetooth integrato (pensiamo sia il 4.0 ma non ne siamo sicuri) e permette di scambiare informazioni circa la distanza percorsa, la qualità del sonno, oppure la ricezione di chiamate, SMS, notifiche da alcune applicazioni di instant messaging e poco altro. La schermata iniziale è strutturata in modo tale da dare subito un’idea di quello che è l’andamento generale e ci indica quanto cammino/corsa o nuoto dobbiamo fare per raggiungere l’obbiettivo giornaliero.

Misfit Ray

Il conteggio dei passi mi è sembrato estremamente accurato, forse anche più di quello che ho sempre sotto controllo tramite il mio Activité Pop; davvero un bel traguardo per una smartband che, lo ricordiamo, non integra un modulo GPS. Purtroppo la gestione della smartband attraverso l’applicazione è lacunosa e non permette di sfruttare al 100% le potenzialità del dispositivo. Prendiamo per esempio la questione delle notifiche, forse il vero punto di forza di una smartband come il Misfit Ray ma che l’azienda ha completamente sottovalutato. Diversamente da quanto avvenga con altri prodotti, la schermata che permette di aggiungere applicazioni di terze parti per la ricezione della notifica è strutturata per pochissimi applicazioni.

Oltre a WhatsApp e Viber, mancano nomi importanti come Twitter, Telegram, Instagram e tante altre. La funzione di una smartband è quella di informare l’utente dell’arrivo di una notifica lasciandogli la libertà di prendere o meno lo smartphone in mano. Se da un lato gli smartwatch permettono di avere un ulteriore livello informativo grazie alla presenza di un display, i fitness tracker si limitano essenzialmente a dire “Ehi, ti è arrivata una notifica di Telegram!”.

Misfit Ray Misfit Ray lo fa in parte e solo per pochissime applicazioni. Questo comporta che, se si utilizzano altre applicazioni (come penso facciano il 99% degli utenti), siamo costretti ad avere sempre lo smartphone a portata di mano per evitare di perdersi notifiche da parte di altre app. Lacunosa è anche la gestione delle informazioni relative alla propria attività fisica. Al contrario di altre applicazioni companion, quella sviluppata da Misfit non dà informazioni circa le calorie bruciate ma solo sulle Kcal assunte.

La mancanza ha un certo impatto in quanto uno dei motivi per cui una smartband viene scelta è proprio per la sua capacità di tracciare la distanza percorsa e il relativo consumo di calorie. È un modo rapido che permette all’utente di farsi un rapido calcolo del proprio fabbisogno energetico, ancor di più se sottoposto ad un regime di dieta in cui è certamente importante controllare le Kcal ingerite ma anche quelle consumate. Problematica è anche la gestione delle sveglie. Anche in questo caso Misfit ha previsto un allarme a vibrazione per il suo Misfit Ray che può essere impostato attraverso l’applicazione companion.

Il problema è che, a differenza di quello che avviene su dispositivi competitor, non è possibile impostare sveglie diverse. Mi spiego meglio: normalmente sono abituato ad avere due profili di sveglie; uno per i giorni feriali con sveglia alle 7:00 ed uno per i giorni festivi con sveglia alle 9:00. Questo comporta che, ad esempio, sul mio Withings Activité Pop abbia l’orologio impostato per svegliarmi rispettivamente alle 7:00 e alle 9:00, il tutto semplicemente prelevando le informazioni dall’applicazione “Orologio” di iOS.

Misfit non funzione allo stesso modo ma invece obbliga l’utente a impostare una sveglia direttamente all’interno dell’app companion. Il problema è che non è possibile impostare due sveglie diverse, ma solo una che vale per tutta la settimana. A questo punto le strade sono due: o non si utilizza affatto la funzione sveglia del Misfit Ray oppure bisogna ricordarsi di cambiare l’orario della sveglia il venerdì sera – a dir poco scomodo.

Dal mio punto di vista si tratta di un passo indietro che non mi permette di utilizzare la smartband a 360°, senza pensieri. Forse l’impossibilità di aggiungere quante più applicazioni desideriamo è una scelta di design per non andare ad intaccare pesantemente la durata della batteria. È possibile che queste lacune vengano colmate tramite un aggiornamento dell’applicazione companion? Probabile, ma fino ad oggi restiamo in queste condizioni.

Misfit Ray: le nostre conclusioni

Misfit Ray mi ha convito sotto tanti punti di vista. Se non disponessi di un orologio come l’Activité Pop capace di tenere traccia delle statistiche di cui ho bisogno, sarei passato di corsa ad utilizzare la smartband per un tempo indefinito. L’azienda ha fatto un ottimo lavoro nel creare un dispositivo bello, leggero, resistente, adatto a tutti i contesti, unisex e con un nutrito numero di accessori che permettono di cambiare il cinturino o di utilizzare il corpo centrale come un piccolo gioiello da collo.

I piccoli nei, come una controparte software un po’ troppo statica e per nulla duttile – o almeno non per come la vorrei io – non sono di una importanza tale da sconsigliarne l’acquisto. Ovviamente mi si potrebbe contestare il prezzo finale: 100€. Come sappiamo bene dalla nostra guida sulle migliori smartband, sappiamo che a quel prezzo sono disponibili un nutrito numero di fitness tracker con addirittura feature che mancano nel Misfit Ray.

Pro

  • Leggero
  • Ottimi materiali
  • Design ricercato
  • Batteria di lunga durata
  • Impermeabile fino a 5 ATM
Contro

  • Chiusura del cinturino un po' ostica
  • Applicazione companion limitante
  • Poche applicazioni supportate
8

Giovanni Mattei


Tutto ciò è assolutamente vero e per nulla di secondaria importanza. Però bisogna considerare il Misfit Ray per quello che è e non per quello che potrebbe essere considerando cos’altro ha da proporci il mercato. Il Misfit Ray è un prodotto minimale sotto tanti punti di vista e sviluppato per un particolare target di utenti: ovvero chi è alla ricerca di una smartband discreta, con carattere e con il minimo indispensabile per tenere traccia dei propri allenamenti.

Non è quindi un prodotto pensato per chi è sportivo a livello agonistico oppure per chi è alla ricerca di un qualcosa che possa anche tenere traccia del battito cardiaco. Misfit Ray è indirizzato a chi ama fare dello sport senza badare a tutte le informazioni aggiuntive che invece potremo trovare in un Fitbit Charge 2 qualunque; Misfit Ray è fatto per chi vuole dimenticarsi di avere una smartband al polso ed in questo, credetemi, ha centrato il bersaglio.

Misfit Ray è disponibile a questo link di Amazon al prezzo di 99

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