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Misfit Phase recensione: smartwatch ibrido, bello e funzionale

Misfit Phase recensione: smartwatch ibrido, bello e funzionale

Misfit Phase è il nuovo smartwatch ibrido. Scopriamo in questa recensione cosa offre l'orologio e come se l'è cavata durante i nostri test / Ultima modifica il

Durante la scorsa IFA 2016 di Berlino abbiamo avuto modo di scoprire la nuova strategia commerciale di Fossil. Se ricordate bene, il colosso ha acquistato Misfit – brand molto noto nel settore wearable – giusto qualche anno prima. Questa strategia che oggi vediamo incarnata nel nuovo Misfit Phase si basa fondamentalmente nell’unione di due aspetti: da un lato abbiamo la rinomata esperienza del colosso nel settore del lusso, dall’altro la possibilità di carpire tutti quegli aspetti che Misfit ha potuto fare suoi durante gli anni di attività nel campo delle smartband.

Questa duplice natura permette a Fossil di aggredire il mercato con proposte ben distinte e indirizzate a due categorie ben separate di utenti: da una parte abbiamo gli “orologi ibridi”, come il Misfit Phase di oggi, che mischiano lo stile classico di un orologio alle prerogative “smart” dei dispositivi di tracking a cui ormai ci siamo abituati; dall’altro la produzione di smartwatch veri e propri. Il Misfit Phase fa riferimento alla prima fascia di orologi e, nonostante il suo aspetto marcatamente classico, ci ha piacevolmente colpiti.

Scopriamo tutti gli aspetti del Misfit Phase in questa recensione.

Design: il tocco di Fossil si sente ed è di alto livello

Per gusti personali sono da sempre attratto dagli orologi classici. Dall’arrivo sul mercato del primo smartwatch, non ho mai avuto grande interesse nel provarne o comprarne uno. Per me un orologio dev’essere fatto di parti meccaniche e per quanto riconosco l’ottimo lavoro fatto da importanti aziende in questo settore – Apple, Samsung, ASUS, giusto per citarne alcune -, non sono mai stato del tutto attratto ad una delle loro soluzioni.

Questo mi ha inevitabilmente portato a volgere il mio sguardo verso prodotti che riuscissero a mischiare i due aspetti pur mantenendo salda la mia visione classica dell’orologio. Tale scelta mi ha portato nella scia di aziende del calibro di Withings – avete letto la nostra recensione di Withings Steel HR? -, ovvero quelle realtà che appunto uniscono i due mondi dando però più spazio a quello classico. Misfit Phase fa parte della stessa categoria di orologi.

È il frutto dell’unione di Misfit con Fossil e della nuova strategia commerciale del gruppo. Tramite la nuova gamma di orologi ibridi (di cui il Misfit Phase fa parte), Fossil cerca di intercettare tutta quella massa di utenti che ancora non ha del tutto abbracciato il settore del fitness tracking. La proposta di Fossil è quindi quella di “offrire una scusa” a questi utenti ancora indecisi, di provare un orologio fondamentalmente classico ma con qualche piccola ma benvenuta funzione smart.

Sia chiaro che il Misfit Phase non è assolutamente da intendere come un orologio per il fitness vero e proprio. Il suo aspetto curato mischiato alla possibilità di affiancare cinturini di pelle – come quello da me in prova e protagonista di questa recensione -, rendono il Misfit Phase un dispositivo tutt’al più indicato a chi ama possedere un bel orologio tramite cui tenere sotto controllo qualche aspetto legato al movimento. Se il Withings Steel HR è un orologio sì classico ma leggermente più inclinato al tracking del fitness vero e proprio (sopratutto grazie alla presenza del sensore HR per il battito cardiaco ed il piccolo LCD), il Misfit Phase è completamente l’opposto.

Paradossalmente a prima vista sembra non essere assolutamente un orologio con funzioni smart. La confezione mostra una estrema cura dei dettagli ed è tutto l’opposto rispetto a quella creata per il Misfit Ray. Quella del Misfit Phase ha una bella struttura a cassetto con tanto di laccio magnetico. Tramite una leggera pressione, essa si apre a libro mostrando il suo contenuto. Da una parte sono disposti il cinturino con un piccolo tool di plastica utile per aprire la cassa dell’orologio e cambiare la batteria, dall’altra troviamo invece l’orologio vero e proprio.

Inutile sottolineare quanto sia premium questa disposizione degli elementi. L’orologio ha uno spazio tutto suo, quasi a sottolineare che è lui il vero protagonista di tutto. La cassa è robusta, in alluminio con due piccole fessure per agganciare il cinturino. Quest’ultimo presenta agli apici due piccoli perni in metallo che servono da lacci per permettere l’aggancio del cinturino stesso alla cassa dell’orologio. Vi consiglio di munirvi di pazienza perché rimuovere il piccolo lembo di cinturino dai perni, per poi riagganciarlo, è davvero una fatica immane.

La soluzione sottintende ad una robusta chiusura del cinturino ed infatti non è mai capitato di ritornare sui miei passi per agganciarlo meglio. Per la prova del Misfit Phase ho scelto il cinturino in pelle da 20 mm, proprio perché si tratta fondamentalmente di un orologio classico. La fattura dello stesso è buona anche se sembra un po’ economica; preciso che non è la finta pelle ma non è nemmeno di qualità premium. Inizialmente è rigida, offre molta resistenza alla torsione ed è quasi difficile allacciare il cinturino al polso.

Dopo qualche giorno inizia però a diventare più malleabile a mostra anche le classiche venature tipiche della pelle. Sostanzialmente dal punto di vista del design l’accoppiata cassa in alluminio/cinturino in pelle fa la sua bella figura. È ideale per essere indossato con una camicia o un completo, ma non stona nemmeno vicino ad una classica felpa. La cassa da 1,61″ è circolare è presenta i classici indici per le ore; il logo Misfit prende il posto delle “12” mentre un piccolo foro quelle “6”. Entrambi hanno una funzione specifica: il logo Misfit serve durante la prima fase di accensione per calibrare l’ora.

Come per qualsiasi orologio smart, anche per il Misfit Phase è necessario passare dall’applicazione mobile per centrare la lancetta delle ore e dei minuti proprio a livello del logo dell’azienda. Il foro è invece l’unico vero indicatore che suggerisce l’anima smart dell’orologio. Quest’ultimo mostra un piccolo carosello di colori che, tramite le impostazioni tramite l’app mobile, indica il tipo di notifica arrivata sul telefono. Verde per WhatsApp, blu per gli SMS e via discorrendo. Questo elemento è fondamentalmente la vostra finestra per scorgere quello che avviene sullo smartphone.

Non è possibile controllare in alcun modo ciò che avviene sul telefono, ma piuttosto serve da promemoria che qualcuno chiede la vostra attenzione. Il tutto funziona in sincro con il motore a vibrazione il quale si è sempre rivelato robusto ma poco invasivo. La cassa presenta inoltre altri due elementi: sul lato destro (o sinistro nel caso in cui portiate l’orologio al polso destro) troviamo due “corone” – forse è più il caso di chiamarli tasti – tramite cui controllare alcune funzioni del Misfit Phase.

Il tasto superiore serve a mostrare il grado di completamento del target di movimento e l’orario in cui è impostata la sveglia. I bracci si muovono quindi all’unisono per indicare a che punto del vostro obbiettivo siete arrivati (entrambi i bracci si muovono nella stessa direzione). Il tasto inferiore offre invece uno spazio di manovra ben più ampio; esso fa riferimento alla funzionalità Link del Misfit Phase, ovvero quella che permette di controllare tanti diversi aspetti dello smartphone e tanto altro.

Anche qui il tutto passa attraverso l’applicazione mobile di cui ne parleremo nel capitolo apposito. I tasti offrono una buona resistenza alla pressione e non è necessario centrarli perfettamente per attivare le funzioni desiderate. Qualche piccola perplessità rimane invece per la cassa. Durante le mie settimane di prova ho notato un po’ troppa facilità nel raccogliere piccoli graffi, soprattutto a livello dei tasti sopracitati. Basta sbattere con l’unghia sulla cassa per assistere alla formazione di piccole rigature visibili solo se colpite con la giusta angolazione di luce.

Ritengo che la copertura in alluminio della cassa del Misfit Phase sia fin troppo sottile lasciando troppo allo scoperto la vera anima della lega. Il quadrante circolare è abbracciato da un bel frame in alluminio e il vetro pare essere in grado di sopportare senza problemi i piccoli imprevisti come botte o graffi. Sono notoriamente una persona sbadata e devo dire che il Phase ha superato con estrema facilità le piccole botte che sono solito dare alla scrivania o ai mobili di casa.

Tracking e app mobile: tutto nella norma

Il tracking del Misfit Phase è piuttosto basilare. Il tutto si basa sull’accelerometro a tre assi integrato nella cassa in acciaio inossidabile. Tramite esso vengono captate tutte le informazioni che poi vengono automaticamente riversate sull’applicazione mobile. Abbiamo a disposizione alcune informazioni basilari come la distanza percorsa, le calorie bruciate, i passi effettuati ed il tracciamento del sonno. Partendo da quest’ultimo, il Misfit Phase fa tutto in automatico; non è necessario andare ad impostare alcun parametro dall’applicazione.

La misurazione sembra essere in linea con tutti gli altri dispositivi che mi è capitato di testare in questi ultimi mesi. Il tracciamento parte in automatico non appena “riconosce” la fase di sonno che vengono suddivise in “pesante”, “leggere” e “rilassante”. Fondamentalmente sono queste le tre diverse categorie che ci permettono di avere uno spaccato di quello che è stato il nostro periodo di riposo. Nel caso in cui volessimo impostare manualmente l’orario di riposo, sempre tramite l’app mobile è possibile premere il tasto virtuale “modifica” per aggiungere l’orario e la data di inizio tracciamento.

Il mio consiglio è quello di lasciare fare tutto al Misfit Phase permettendogli di ottimizzare il tracciamento nel corso dei giorni a venire. L’app mobile permette di sincronizzare il Phase con estrema rapidità e anche se non la si avvia quotidianamente per permettere il riversamento dei dati, l’orologio è in grado di immagazzinare senza problemi diversi giorni di informazioni che si preoccuperà di sincronizzare alla successiva apertura dell’applicazione.

La visualizzazione dei dati è molto chiara, lineare e si apprezza tantissimo la possibilità di visualizzare e confrontare l’andamento del punteggio della settimana (o mese) rispetto al target di allenamento che abbiamo impostato. Il tab “dispositivi” è quello che fa riferimento a tutto ciò che riguarda le impostazioni dell’orologio. È possibile “forzare” una sincronizzazione manuale, controllare il livello di batteria, impostare il tempo minimo di inattività a seguito del quale inviare il feedback di esercizio, le notifiche e la sveglia.

Devo ammettere che non ho apprezzato la possibilità di impostare una sola sveglia. Molte altre applicazioni companion di dispositivi competitor permettono di settare diverse sveglie o quantomeno quelle relative ai giorni della settimane e per il weekend. Purtroppo il Misfit Phase può immagazzinare informazioni per una sola sveglia e pertanto sarà vostra premura ricordarvi di spostare la lancetta in avanti al venerdì sera per garantirvi qualche ore di sonno in più al sabato mattina.

Stessa cosa avviene per le notifiche di terze parti. Sono presenti le applicazioni più comuni (SMS, telefonate, WhatsApp, Line, WeChat, Gmail, Facebook Messenger, Skype e Viber), ma purtroppo manca Telegram così come la possibilità di aggiungerne altre tramite un apposito pannello. Se, come il sottoscritto, utilizzate Slack per lavoro, scordatevi la possibilità di sfruttare il supporto alle notifiche per essere avvisati di un messaggio privato o di un tag non letto. Il tracking vero e proprio della distanza percorsa ha qualche lieve deficit nel tracciamento; facendo qualche test con il Withings Steel HR e il Huawei Fit, ho notato che il Misfit Phase tende sempre a contare qualche centinaio di passi in meno.

Non è un gran problema vista la mancanza di un sensore GPS e la piccola discrepanza può essere facilmente raggirata aggiungendo qualcosa in più sul piano di allenamento personale; mal che vada avrete fatto qualche centinaio di metri in più, che non fa per niente male. Trattandosi di un orologio ibrido pensato per l'”utente normale”, non mi sento di punire più di tanto il tracking. Probabilmente un futuro aggiornamento firmware riuscirà ad aggiustare il tiro, ma tutto sommato va bene anche così.

 

Utilizzo: un mix perfetto fra classico e moderno

Da quasi un anno sono abituato a cambiare molto spesso orologio. Il mio lavoro su Ridble mi permette di avere accesso a diversi prodotti di prima fascia come smartwatch e smartband ma, nonostante questo, torno sempre al mio caro Withings Acitivè Pop. Per definizione sono legato all’orologio classico con le lancette meccaniche.

Per me il Misfit Phase è stato amore a prima vista. Nonostante la cassa di grandi dimensioni, si lascia portare al polso senza alcun tipo di ingombro. Naturalmente lo spessore è di gran lunga più pronunciato del mio orologio personale, ma Fossil è stata in grado di offrimi un’esperienza di prim’ordine. I materiali e l’assemblaggio sono di tutto rispetto e l’esperienza utente generale è funzionale e senza sbavature. Malgrado sia praticamente obbligatorio avere sempre a portata di mano uno smartphone per avere cura di tutte le notifiche che vengono mostrate dall’orologio, ho tutto sommato apprezzato la strategia generale.

Il Misfit Phase va inteso come un compagno discreto capace di notificare l’arrivo di una chiamata, un SMS, una email su Gmail, un messaggio su Facebook Messenger oppure su WhatsApp. Bisogna certamente fare un po’ di allenamento per prendere dimestichezza con i vari colori della piccola “finestra”, ma in qualche giorno diventa tutto molto naturale. Per quanto riguarda la funzione “Link”, ovvero il tasto secondario tramite cui comandare funzioni aggiuntive, devo ammettere di non averne fatto molto uso.

È certamente un qualcosa che fa comodo avere al polso, ma mi sono sempre trovato molto più a mio agio nel fare le stesse cose direttamente sui dispositivi principali. Che sia mandare avanti una traccia audio, scattare un selfie e via discorrendo, non mi è quasi mai capitato di farlo automaticamente con il Phase una volta dopo aver impostato la funzione. Forse mi sarei potuto sforzare di più, è vero, ma penso che siano pochi gli utenti che possano davvero utilizzarlo in modo continuativo. Per quanto riguarda i consumi, questa volta eviterò di fare un capitolo a parte per quanto riguarda la batteria.

Non si tratta di poca voglia di sviscerare a pieno le potenzialità del Misfit Phase, ma più che altro perché è praticamente infinita – definizione, la mia, volutamente forzata per sottolineare la grandissima durata. Durante le mie due settimane abbondanti di utilizzo, il Misfit Phase ha perso appena l’1% di carica. Questo considerando la funzione sveglia, le notifiche attive per tutte le applicazioni supportate (vi posso assicurare che mi arrivano tante notifiche WhatsApp perché sì, purtroppo sono anche io in castrato in quei gruppi di famiglia) e la funzione che mi stimola a fare di più quando si “accorge” della mia prolungata inattività.

La batteria viene dichiarata in grado di garantire tutte le funzioni per 6 mesi e mi sento in grado di confermare la stima, soprattutto visti i suoi consumi praticamente irrisori. In ogni caso, grazie alla presenza del piccolo tool in confezione, è facilissimo aprire la cassa e rimuovere la piccola batteria in formato CR2430. Il suo costo è di circa 1,50/2€ nelle grandi catene di elettronica. Per quanto riguarda la certificazione “showerproof” e “swmiproof”, non c’è nulla da sottolineare: funziona tutto a meraviglia anche se bisogna fare qualche precisazione: il cinturino in pelle necessita di una cura particolare rispetto a quello in silicone.

Il mio consiglio è quello di asciugarlo con cura dopo una doccia e di evitare di utilizzarlo spesso in piscina. È probabile che il cloro, alla lunga, possa intaccare la qualità stessa del cinturino. In questo caso ha più senso acquistare un normale cinturino in silicone disponibile direttamente sullo store Misfit. L’unico grande neo che mi sento di portare all’attenzione è la grossa difficoltà che si incontra utilizzando l’orologio di sera. Quando si è in una zona illuminata non si hanno poi grosse difficoltà a leggere l’ora oppure a controllare a quale servizio fa riferimento la notifica appena arrivata; tutt’altra storia in ambienti al buglio.

Banalmente non è possibile controllare l’orario in piena notte a meno di non accendere una luce e magari svegliare chi vi dorme accanto. Passi per la piccola finestra per le notifiche – alla fine non si tratta di un vero LCD e pertanto non mi aspetto di riuscire a scorgere il colore del cerchietto -, ma almeno qualche soluzione per le lancette sarebbe stata utile pensarla.

Le nostre conclusioni sul Misfit Phase

Misfit Phase è un ottimo orologio classico con funzioni smart. Non bisogna dimenticare questo importante aspetto del prodotto. Chi cerca un fitness tracker a 360° deve per forza di cose guardare da un'altra parte. Lo stesso per chi cerca un dispositivo sì classico ma tendente al tracking un po' più spinto - proprio come il Withings Steel HR, ricordate? Il Misfit Phase è fondamentalmente uno smartwatch pensato per chi necessita di un compagno discreto ma molto bello alla vista. Se per motivi di lavoro o di gusto ritenete "troppo ingombrante" uno smartwatch in tutto e per tutto, il Phase potrebbe essere il giusto compromesso. A primo impatto somiglia ad un orologio classico e le poche ma utili funzioni smart sono un plus da non sottovalutare. Come abbiamo visto, l'applicazione mobile di Misfit è ben fatta, comoda da utilizzare e informativa. Sono inevitabilmente preseti delle piccole lacune, ma l'ago della bilancia pende verso una promozione a pieni voti. Devo dire di aver fatto una buona scelta nel richiedere un sample con il cinturino in pelle. Trattandosi di un orologio curato e di bell'aspetto, il cinturino in pelle è un interessante plus che ne incrementa le qualità di design. Durante le mie prove di quasi tre settimane, il cinturino in pelle si è sempre dimostrato molto comodo da indossare e abbastanza resistete ai minimi stress meccanici dovuti all'utilizzo quotidiano. Il modello di Misfit Phase da me testato è disponibile sullo store ufficiale al prezzo di 196€.

Pro
Design elegante
Batteria di lunga durata
Applicazione mobile robusta
Contro
Notifiche di terze parti da migliorare
Difficile leggere l’orario al buio
valutazione finale8

Misfit Phase
Prezzo consigliato: € 155.73Prezzo: € 99