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Mirrorless per video: la selezione dei migliori modelli di questo mese

Mirrorless per video: la selezione dei migliori modelli di questo mese

di Marco Rotunno
Specialist Fotocamere Mirrorless
aggiornato il 14 giugno 2019
2 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida Mirrorless per video è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Agosto 2019.

La scelta di utilizzare una mirrorless come macchina fotografica per fare video è sempre più diffusa sia tra appassionati che professionisti. Questo perché insieme alle ottiche abbinate formano dei kit performanti ma allo stesso tempo leggeri e pratici da portare in giro. I vari produttori si stanno concentrando sempre più su questo settore visto il grande interesse. Abbiamo deciso di creare questa guida per analizzare i migliori modelli di mirrorless per video attualmente disponibili sul mercato, e quindi aiutarvi nella vostra scelta.

Mirrorless per video: quale comprare

Fino a poco tempo fa chi voleva dedicarsi seriamente alla registrazione video doveva puntare su dei prodotti specifici, spesso abbastanza ingombranti e costosi. Trovare infatti una fotocamera che facesse anche degli ottimi video poteva essere complicato. Adesso la situazione è cambiata, e i modelli che integrano delle straordinarie capacità di registrazione sono sempre di più. Grazie ad un peso e delle dimensioni contenute, le mirrorless sono diventate lo strumento preferito da molti videomaker per i loro lavori. Alcune fotocamere mirrorless per video offrono un’ottima qualità ed il supporto a diversi formati di registrazione professionale. I criteri da prendere in considerazione per la scelta della migliore mirrorless per video per le proprie esigenze possono essere vari. Andiamo a scoprirli insieme in questa guida.

 

Video

Partiamo chiaramente dalle performance video. Gli elementi principali da valutare in questo ambito sono tre, la risoluzione, il frame rate e la presenza di stabilizzazione. Le risoluzioni più diffuse attualmente sono il Full HD e il 4K. Le immagini Full HD misurano 1920 x 1080 pixel, mentre quelle in 4K sono esattamente il doppio, ovvero 3840 x 2060 pixel. Visto il continuo sviluppo degli schermi televisivi, dei computer, o anche dei nostri smartphone, i video in 4K sono sempre più diffusi, e quindi si tratta della risoluzione da scegliere se volete guardare al futuro. Ma in questa guida abbiamo inserito anche dei modelli che supportano come risoluzione massima il Full HD: infatti, in molti casi i risultati sono comunque soddisfacenti, e i file prodotti hanno un peso in termini di megabyte decisamente inferiore, cosa che può risultare comoda soprattutto per la post-produzione se non avete a disposizione un computer potentissimo.

Il frame rate ci fornisce invece un’indicazione sulla fluidità dei video registrati. Rappresenta infatti il numero di fotogrammi per secondo che la mirrorless è in grado di catturare. 24/30 fps rappresentano lo standard attuale usato in ambito cinematografico, ma se desiderate avere dei video fluidi e piacevoli da visualizzare principalmente su internet, dovreste puntare su fotocamere che supportano la registrazione a 60 fps. Invece, chi vuole ottenere dei video in slow motion, deve considerare modelli capaci di almeno 120 fps.

Alcuni modelli sono dotati di un sistema di stabilizzazione a più assi del sensore, che aiuta la fotocamera a gestire i movimenti e generare una minore sensazione di mosso nelle immagini riprese. Se vi trovate spesso a girare a mano libera, in situazioni in cui tenere la fotocamera perfettamente ferma è impossibile, fareste bene a valutare le fotocamere dotate di questa caratteristica.

Sensore

Il secondo criterio di scelta riguarda la qualità del sensore, che determina il livello di dettaglio e chiarezza delle immagini. Esistono diversi formati di sensori, ognuno con le proprie caratteristiche particolari. Solitamente nelle fotocamere mirrorless sono di tre tipi. Si parte con i sensori Full Frame (FF), che hanno le stesse dimensioni della pellicola analogica classica 35 mm (24 x 36 mm). Poi vengono gli APS-C, con un fattore di crop dell’1.5x, e i micro 4/3, che sono grandi la metà di un Full Frame. Essendo più grandi, i sensori Full Frame riescono a catturare una maggiore quantità di dettagli. Sono infatti particolarmente adatti per la fotografia di ritratto o di paesaggi, ma sono montati esclusivamente nelle mirrorless di fascia più alta.

Anche il numero di megapixel può aiutarci a valutare la qualità delle immagini: chi ha bisogno di ottenere immagini per la stampa o per progetti grafici di grandi dimensioni, dovrebbe scegliere fotocamere mirrorless con almeno 20 megapixel, se non di più. Al contrario, se vi trovate spesso a scattare in condizioni di scarsa luminosità, potreste valutare dei sensori con un numero inferiore di megapixel. Infatti, a parità di tipo di sensore, per avere dei risultati migliori con poca luce ambientale, ed ottenere foto e video di qualità anche ad alti livelli di sensibilità ISO, è opportuno avere un numero minore di megapixel. In questa modo, ogni pixel sarà più grande e potrà così catturare una maggiore quantità di luce.

La sensibilità ISO rappresenta la quantità di luce che il sensore fotografico deve assorbire: se ci si trova in condizioni di scarsa luminosità, è possibile aumentare i valori di sensibilità ISO per far raccogliere più luce alla fotocamera. Quindi, se avete bisogno di uno strumento che si comporti bene anche con poca luce, dovete valutare dei modelli che supportano degli alti valori di ISO, da 6400 in su. Ma attenzione: quanto più alto sarà il valore ISO scelto, più probabile sarà la formazione di un rumore digitale, una grana, che può rovinare i vostri scatti. In questa guida abbiamo sono stati inseriti prodotti che si comportano bene anche a livelli ISO elevati, riuscendo a fornire degli ottimi risultati nella maggior parte delle situazioni.

Sistema di autofocus

Il terzo elemento di differenziazione tra fotocamere mirrorless per video è il sistema di autofocus. Con un sistema di messa a fuoco automatica performante, sarà possibile individuare in maniera rapida e precisa il soggetto inquadrato, ed ottenere quindi un risultato nitido. Gli AF solitamente sono di due tipologie, a rilevamento di contrasto o a rilevamento di fase. Se vi capita spesso di fotografare o riprendere soggetti in movimento, dovreste puntare su fotocamere mirrorless dotate di un autofocus a rilevamento di fase, in quanto questa tecnologia assicura una maggiore rapidità e precisione. È importante anche prendere in considerazione il numero di punti AF supportati: maggiore è il numero, più precise saranno le operazioni di messa a fuoco.

Velocità di scatto

Il quarto criterio di scelta riguarda la velocità di scatto delle mirroless per video in esame. Per fotografare dei soggetti in rapido movimento senza rischiare di perdere il momento decisivo, avrete bisogno di una fotocamera capace di buone raffiche di foto. Se per voi questa caratteristica è fondamentale, e vi dedicate alla fotografia sportiva o naturalistica, dovreste valutare i prodotti capaci di raffiche da almeno 10 fps. Bisogna anche che il processore sia in grado di gestire un pesante carico di foto senza causare problemi di buffering, ovvero di rallentamento nel registrare i file sui supporti di memoria. Si tratta in un problema rilevante soprattutto per chi è abituato a scattare in formato RAW. Se volete evitare questo problema, vi consigliamo di scegliere modelli capaci di registrare almeno 20 file in maniera continuata.

Mirino

Infine, il quinto elemento di scelta per una buon mirrorless è il mirino elettronico. A differenza delle fotocamere reflex, le mirrorless non possono contare su un mirino ottico, ma sfruttano un mini display ad alta risoluzione che riproduce la scena inquadrata dall’obiettivo. Se usate molto il mirino elettronico per l’inquadratura delle vostre foto, e volete un’ottima esperienza di scatto, è meglio se scegliete una fotocamera dotata di un mirino da almeno 2 milioni di punti.

Abbiamo categorizzato le migliori mirrorless per video in quattro fasce di prezzo: fascia bassa, media, alta e pro. Nella fascia bassa troviamo i modelli adatti ai principianti, che si affacciano al mondo della fotografia o del videomaking per la prima volta. I modelli della fascia media invece sono più avanzati, e offrono delle buone performance ad un costo ancora contenuto. Poi passiamo alla fascia alta, che contiene delle mirrorless per video principalmente per appassionati o professionisti, che garantiscono delle ottime soddisfazioni per chi sa sfruttarle al meglio. Infine, nella fascia pro, abbiamo le top di gamma dei vari produttori, con tutte le ultime tecnologie e feature utili per lavori professionali. Partiamo quindi alla scoperta del modello più adatto alle vostre esigenze in questa guida alle migliori mirrorless per video attualmente disponibili sul mercato.

Migliore mirrorless per video: modelli base

I modelli base di mirrorless per video sono caratterizzati dalla possibilità di effettuare riprese i video di qualità ma non sempre in 4K e da un corpo molto compatto e in alcuni casi non molto ergonomico. Sono ideali sia per i videomaker che si trovano spesso in viaggio e non vogliono sempre portare la loro attrezzatura più costosa, sia per chi vuole iniziare ad utilizzare una mirrorless per video.

Sony A5100

Sony A5100 è la mirrorless per video che al prezzo più basso riesce comunque ad offrire delle prestazioni più che valide. Guardando tra le mirrorless del produttore, questo modello è il primo che viene proposto, per questo motivo potremmo definire Sony A5100 come una mirrorless entry-level. La fotocamera è l’unica di questa guida che è sprovvista di un mirino, un fattore limitante in molti casi, tuttavia viste le sue ottime prestazioni ed il suo prezzo abbiamo comunque deciso di inserirla in questa guida.

Sony A5100 integra un sensore CMOS Exmor APS-C da 24,3 MP, il processore di immagini avanzato BIONZ X e una gamma ISO elevata che arriva a 25600. La sua capacità di messa a fuoco automatica è in grado di effettuare il tracking dei soggetti grazie ai suoi 179 punti, un numero davvero alto che non si trova nemmeno su alcune delle più costose reflex. In più troviamo un pannello LCD touch, che offre la possibilità di mettere a fuoco semplicemente toccando lo schermo, il quale è inclinabile di 180°, ideale per i selfie. Per quanto riguarda il livello di connettività troviamo sia il chip WiFi che la tecnologia NFC. Passando alla batteria, che è sempre un tasto dolente per quanto riguarda le mirrorless, Sony A5100 risponde abbastanza bene, con un’autonomia che arriva a 400 scatti, non male per una mirrorless per video entry level. Concludendo consigliamo questa fotocamera a chi non ha grosse pretese, vuole approcciarsi per la prima volta al mondo delle mirrorless e vuole ottenere comunque validi video unendo portabilità e qualità delle immagini, rinunciando totalmente ad avere un mirino montato. Passando al lato video, Sony A5100 è in grado di effettuare riprese in Full HD a 50p, un risultato non eccellente dal momento che non supporta il 4K ma c’è da dire che non sempre il 4K è necessario, inoltre considerando le funzioni video integrate come la funzione Dual Rec, durata tracking AF, velocità motore AF, otturatore lento automatico e HDMI Info. Display, si tratta di un’ottima mirrorless per video per chi vuole iniziare.

Sony A5100 è una mirrorless per video facile da portare, magari in vacanza o nelle gite con gli amici, per postare sui social video d’impatto.

Puoi acquistare Sony A5100 su Amazon su eBay o su ePrice

Panasonic Lumix DMC-GX80

Panasonic GX80 integra in un corpo compatto e leggero delle prestazioni ottimali, con anche la presenza di un ottimo mirino elettronico integrato. Per le sue caratteristiche è ideale per la street photography e per i travel blogger, ma anche e sopratutto per chi si vuole approcciare ai video con una mirrorless.

Panasonic GX80 integra un sensore Live MOS micro quattro terzi da 16 megapixel. All’interno di questa fotocamera è presente un sistema Dual I.S. a 5 assi per la stabilizzazione delle immagini che, abbinandolo al sistema OIS di Panasonic dedicato alle lenti renderà possibile ottenere una riduzione del movimento fino a 4.5 stop. Non poteva certo mancare il chip WiFi e le funzioni esclusive di Panasonic come la funzione Post Focus e 4K Photo. In questo caso la fotocamera registra video in 4K/UHD @ 30fps e troviamo la tecnologia light speed DFD per mettere a fuoco in tempi rapidissimi. Il mirino integrato è davvero notevole: si tratta di un LCD Live View Finder da 2.764.800 pixel con copertura di circa il 100%, probabilmente il miglior mirino elettronico presente su una mirrorless per video base. Anche lo schermo posteriore è molto buono, si tratta di un Display LCD TFT con controllo touch statico che può essere orientato fino a 80°. Come se non bastasse è presente anche la possibilità di ricarica tramite USB. Per tutte queste caratteristiche Panasonic GX80 è la miglior mirrorless per video di fascia economica per rapporto qualità prezzo.

Panasonic GX80 è la mirrorless per video entry-level con il miglior rapporto qualità prezzo, in grado di offrire prestazioni di tutto rispetto in un corpo compatto dotato anche di un mirino LVF.

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Mirrorless per video: modelli avanzati

I modelli di mirrorless per video avanzati sono caratterizzati da prestazioni molto elevate, un sistema di autofocus prestante e in molti casi di un’ergonomia ad hoc per effettuare riprese. In genere il costo + più elevato ma viene ricompensato con una qualità ottimale della registrazione video, spesso questi modelli sono molto prestanti anche nella parte fotografica. Sono indicati a chi cerca alte prestazioni in una mirrorless per video, e registra luce naturale o luci esterne professionali.

Sony a6500

Sony a6500 è probabilmente una delle migliori mirrorless per video con sensore APS-C, grazie alla stabilizzazione a cinque assi integrata ed un sistema di messa a fuoco davvero impressionante.

Integra un sensore CMOS Exmor da 24,2 MP ed il potente processore d’immagine BIONZ X, che la rende capace di raffiche di foto da ben 11 fps. La velocità di scatto è quindi ottima, tanto da poterla considerare come una delle migliori opzioni per la fotografia sportiva in questa fascia di prezzo. Come da tradizione Sony, le prestazioni del sistema di messa a fuoco da 425 punti sono straordinarie, garantendo sempre velocità e precisione nell’individuare il soggetto inquadrato.

Il mirino è un ottimo EVF XGA OLED da 2,36 MP, molto buono anche se migliorabile. Ma è proprio nella parte video che questa mirrorless mostra tutto il suo potenziale, al suo interno troviamo infatti una stabilizzazione ottica dell’immagine a 5 assi integrata, ripresa video in 4K con una quantità di dati equivalente al 6K (20 MP quando si registra in formato Super 35mm a 24 o 25fps) e la modalità di ripresa S-Gamut/S-Log. Tutte queste caratteristiche fanno di Sony a6500 la migliore mirrorless per video con sensore APS-C, adatta sia per amatori che per professionisti alla ricerca di un corpo macchina leggero e maneggevole, ma prestante.

Sony a6500: la nostra prova

La Sony a6500 è la top di gamma del catalogo del produttore giapponese per quanto riguarda le mirrorless con sensore APS-C. Offre delle prestazioni di livello altissimo, nonostante non monti un sensore full frame. Infatti, la qualità delle immagini prodotte da questa fotocamera è ottima, con tanti dettagli ed ottime prestazioni in termini di range dinamico performante.  

Il sistema di autofocus ha dell’incredibile. È veramente preciso, ma soprattutto istantaneo nel mettere a fuoco il punto desiderato, sia quando si scattano foto sia durante la registrazione video. Comoda la possibilità di selezionare l’AF con il touch screen.  

Anche dei video non si può che parlare bene. Il sistema di stabilizzazione non è il migliore in assoluto visto su una fotocamera mirrorless, ma i risultati sono comunque decisamente soddisfacenti, sia in 4K che a 1080p. Con registrazioni di lunga durata la macchina si surriscalda leggermente, ma questo non crea nessun problema di prestazioni.  

Ma come si comporta per la fotografia di soggetti in movimento? Benissimo. I frame per secondo sono 11, una buona cifra, ma il vero punto di forza è che è praticamente impossibile far rallentare il buffer di questa fotocamera, e quindi potrete scattare raffiche di foto lunghissime per seguire qualsiasi tipo di azione.  

Peccato per il mirino, sicuramente inferiore a quello integrato nelle mirrorless di fascia alta di alcuni competitor. Quello della a6500 non è molto luminoso, e ha un refresh rate basso. Anche il display soffre sotto la luce diretta del sole, mentre la durata dell’autonomia non è per niente eccezionale. Fortunatamente è possibile utilizzare la porta micro-USB per la ricarica, anche con un powerbank 

La Sony a6500 è un’ottima fotocamera mirrorless di fascia alta, dotata di uno dei migliori sensori APS-C presenti sul mercato, ed un processore potentissimo che mostra i muscoli in molte occasioni.  

Puoi acquistare Sony a6500 su Amazon o se preferisci su eBay

Sony a6500
Prezzo consigliato: € 1700Prezzo: € 1042.69

Fujifilm X-T3

La X-T3 di Fujifilm non è una mirrorless pensata principalmente per i videomaker. Si tratta infatti della top di gamma del produttore giapponese per quanto riguarda il reparto fotografico. Nonostante ciò, Fuji ha integrato in questa macchina anche diverse caratteristiche che la rendono una buona opzione anche come mirrorless per video, in questa fascia di prezzo. La qualità del sensore X Trans 4 da 26.1 megapixel di tipo APS-C è assoluta, e produce sia foto che filmati dettagliati, con un buon range dinamico. Le raffiche di foto sono rapidissime: può raggiungere i 30 fps utilizzando l’otturatore elettronico, senza problemi di buffer anche scattando in formato RAW. Lato video, supporta la registrazione in 4K a 60 fps, e può registrare nel formato avanzato F-Log. Manca purtroppo la stabilizzazione meccanica del sensore, che rimane un’esclusiva della X-H1.

Ottimo il mirino elettronico OLED da ben 0.5″ da 3.690.000 pixel: è grande e luminoso, molto piacevole da utilizzare. Infine, anche le prestazioni del sistema di messa a fuoco automatico sono buone. Si tratta di un AF a rilevamento di fase, con 425 punti disposti in tutta l’area dell’immagine, per risultati rapidi e precisi. Se state cercando una fotocamera mirrorless per video con sensore APS-C di fascia alta, dovrete sicuramente prendere in considerazione la Fujifilm X-T3.

Fujifilm X-T3: la nostra prova

Nei nostri test, la Fujifilm X-T3 si è rilevata una top di gamma prestante e versatile. Merito della sua qualità costruttiva e delle immagini bellissime che produce. Le foto sono dettagliate, con un fantastico range dinamico. Si comporta molto bene anche ad alte sensibilità ISO: infatti, quando si scatta con poca luce il sensore maschera il rumore digitale con una piacevole grana che ricorda gli effetti della pellicola analogica. 

Il sistema di autofocus è semplicemente ottimo: i 425 punti AF sono ben distribuiti su tutta l’area dell’immagine, per una selezione sempre più precisa. Ed il riconoscimento del volto e degli occhi funziona molto bene nella maggior parte dei casi, a meno che il soggetto inquadrato non sia troppo distante dalla fotocamera.  

Con questa versione della sua top di gamma Fuji non si è dimenticata dei videomaker. Infatti, la X-T3 è capace di ottime prestazioni video, grazie ad un 4K/60 fps molto affidabile. I file soffrono leggermente quando si alza la sensibilità ISO, ma per il resto i risultati sono ottimi, e supporta il formato di registrazione F-Log. Peccato per l’assenza della stabilizzazione meccanica del sensore, che rimane una xunzione esclusiva della più cara X-H1. 

Accensione praticamente istantanea, fantastico per le condizioni soprattutto lavorative in cui non è possibile perdere il momento giusto per scattare una foto. Grazie poi alle raffiche di foto da 11fps, aumentabili fino a 30 utilizzando l’otturatore elettronico, questa X-T3 diventa una grande opzione per la fotografia naturalistica o sportiva. 

Il mirino è assolutamente un piacere da utilizzare. Grande, luminoso, definito, non fa rimpiangere i mirini ottici delle reflex.  

Considerate le sue capacità fotografiche e video, possiamo considerare il suo prezzo attuale come davvero contenuto. Certo, non ha un sensore Full Frame, ma la qualità dell’APS-C X-Trans integrato è tale da non renderlo un problema. 

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Fujifilm X-T3
Prezzo consigliato: € 1529.99Prezzo: € 1350

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Panasonic Lumix DMC-GH5

Panasonic GH5 è una fotocamera che ha saputo imporsi molto bene nel mercato delle mirrorless per video. Infatti, il produttore giapponese ha scelto di dedicare la serie GH delle sue top di gamma ai videomaker, inserendo una serie di caratteristiche adatte proprio alla registrazione di filmati professionali. Ha un corpo robusto e tropicalizzato, quindi resistente a polvere e umidità. Monta un sensore Live MOS da 20,30 megapixel di tipo micro 4/3, ed è quindi compatibile con i tantissimi obiettivi prodotti per questo formato. Supporta la registrazione in alta risoluzione, fino a 4K/60 fps. I filmati sono di una qualità estrema, ed è possibile filmare utilizzando diversi formati professionali, adatti alla post produzione. A contribuire alla qualità dei video è anche il sistema di stabilizzazione a cinque assi integrato nel sensore, con tecnologia Dual IS. È inoltre capace di raffiche di foto da 9 fps con messa a fuoco continua, e 11 fps con messa a fuoco fissa.

Il sistema di messa a fuoco può contare su 225 aree di selezione, ma la tecnologia a rilevamento di contrasto è ormai abbastanza superata, e non offre la stessa rapidità e precisione di alcuni competitor. Comode alcune funzioni come 4K, e 6K Photo, che permettono di estrarre delle foto da video a 60 o 30 fps. Ottimo il mirino elettronico con tecnologia OLED e 3.680.000 pixel.

Panasonic GH5 si difende bene in quanto a qualità fotografica, ma va considerata sicuramente tra le migliori mirrorless per video di fascia alta attualmente sul mercato.

Panasonic Lumix DMC-GH5: la nostra prova

Panasonic negli ultimi anni è riuscita a farsi un nome all’interno del campo del videomaking, grazie a degli ottimi prodotti sempre incentrati sulle prestazioni video. E questa GH5 non è da meno.  

Ma partiamo dalla qualità delle foto prodotte da questa macchina. Non è una mirrorless per fotografi, e questo si nota. Infatti il sensore micro 4/3 da 20.3 megapixel con cui è equipaggiata riesce a catturare delle immagini discrete a piena luce del sole, ma fa decisamente fatica quando l’illuminazione è scarsa. 

Sulle capacità video di questa mirrorless Panasonic si potrebbero scrivere dei libri, ma qui mi limito a dire che sono straordinarie. Riesce a registrare dei file utilizzabili perfettamente a livello professionistico, ed il sistema di stabilizzazione a cinque assi Dual IS ha pochi rivali al momento. Per gli utenti più avanzati, la possibilità di filmare in formato V-Log (una sorta di RAW per i video) crea tantissime possibilità creative. Purtroppo il sistema di messa a fuoco a rilevamento di contrasto, nonostante i 225 punti AF disponibili, soffre di qualche problema sia di precisione che di rapidità, diventando poco affidabile in molte occasioni.  

Le raffiche di foto sono solide, grazie soprattutto ad un buffer di 100 scatti in RAW. Ma ancora più comoda da questo punto di vista le funzioni 4K, e 6K Photo. Queste permettono di estrarre delle immagini ad alta risoluzione da dei filmati a 60 o 30 fps, una vera benedizione per non rischiare di perdere il momento giusto. 

Ottimo il mirino elettronico, che può contare su una definizione ed una luminosità eccezionali. Nei test è sempre stato un piacere da utilizzare, così come l’ampio display LCD da 3,2”.  

La Panasonic GH5 è una buona fotocamera, ma una straordinaria videocamera per appassionati e videomaker professionisti che vogliono mantenere un corpo macchina abbastanza leggero e maneggevole.  

Puoi acquistare Panasonic Lumix DMC-GH5 su Amazon su eBay o su ePrice

Migliore mirrorless per video: modelli S

I modelli S delle mirrorless per video sono dei modelli che hanno iniziato a comparire con Sony, che ha deciso si inserire la sigla s per indicare una fotocamera con un’elevatissima resistenza ad alti valori ISO. Questo tipo di mirrorless è una novità ed al momento è presente solo la versione Sony a7s II, anche se proprio ad inizio 2018 è stata annunciata la nuova Panasonic GH5s che sarà presente in questa guida non appena sarà disponibile all’acquisto. I modelli S hanno un sensore con pochi megapixel ma che risultano più grandi, spesso il doppio di quelli inseriti sulle fotocamere normali, in questo modo è possibile alzare gli ISO a valori inimmaginabili ed ottenere una resa qualitativa comunque molto elevata. Sono indicati a chi preferisce utilizzare la luce naturale o ambientale anche in situazioni di luminosità “estrema”.

Panasonic Lumix GH5s

Panasonic Lumix GH5s è una delle ultime novità dell’azienda giapponese. Questo prodotto è molto interessante perché integra una qualità video straordinaria e una resistenza agli ISO eccellente grazie al sistema dual native ISO preso direttamente dalle videocamere di fascia professionale della stessa azienda. Questa fotocamera si pone come valida alternativa a Sony, anche se rimane molto discutibile la scelta di non aver inserito gli assi di stabilizzazione integrata, l’azienda ha giustificato questa scelta con un utilizzo estremamente professionale di questa fotocamera dilagando quindi la funzione di stabilizzazione ad accessori esterni. Molti non si sono trovati d’accordo con questa scelta, sta di fatto che guardando la scheda tecnica ci si rende conto delle potenzialità molto elevate di questa mirrorless.

Panasonic GH5s è dotata del nuovo sensore da 10,2 megapixel, che come abbiamo visto integra il sistema dual native ISO. Questo sistema è composto da 2 configurazioni ISO differenti, una a 400 e l’altra a 2.500 ISO. Grazie a questa integrazione è possible effettuare video con luce naturale anche in condizioni in cui la luce stessa scarseggia e ottenere video dalla qualità eccezionale. Il processore è Venus Engine è ormai ben conosciuto e consolidato. Tra le funzioni esclusive del produttore non manca la funzione 4K photo, inoltre il corpo macchina è in magnesio pressofuso e tropicalizzato. Lo schermo posteriore è touchscreen, il mirino elettronico integrato è di altissima qualità e troviamo ovviamente il chip WiFi affiancato dal Bluetooth 4.2 a basso dispendio energetico. Come dicevamo all’inizio però, questa mirrorless è pensata soprattutto per girare filmati ad alta qualità professionale, infatti guardando il lato video la scheda tecnica inizia a farsi davvero interessante: Panasonic GH5s arriva a registrare video in 4K a 50 e 60p nel formato DCI Cinema, e in Full HD a 240p. Presente anche la funzione V-Log per ottenere il massimo nella color correction, manca però come abbiamo visto uno stabilizzatore integrato, presente invece sulla GH5.

In sostanza possiamo dire che la GH5s è un’ottima fotocamera indicata principalmente a chi vuole ottenere la massima qualità professionale per video con una mirrorless, se invece la necessità è quella di fare video comunque buoni ma meno professionali e a mano libera allora è meglio orientarsi sulla GH5.

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Sony a7S II

La serie S delle fotocamere full frame di Sony è dedicata principalmente alle esigenze dei videomaker. Questa Sony a7S II può essere considerata come una delle migliori mirrorless per video in condizioni di luminosità difficili, grazie a delle capacità in termini di sensibilità ISO straordinarie. Il sensore Full Frame CMOS di cui è dotata conta solamente 12.2 megapixel. Questa caratteristica tecnica permette a ogni pixel di catturare più luce, così la a7S II può arrivare a scattare immagini o video fino ad un valore ISO massimo di 409.600, con risultati senza rumore digitale anche a oltre 10.000 ISO. A contribuire a questo risultato è anche il potente processore d’immagine Bionz X.

Ottimi i video in 4K/30 fps, registrabili anche a 100 mbps. Questa mirrorless per video può contare anche su un fantastico sistema di stabilizzazione del sensore a cinque assi, che permette di ottenere dei grandi risultati anche senza l’utilizzo di supporti esterni tipo gimbal. Meno eccezionali le raffiche di foto, possibili fino a 2,5 fps con l’autofocus continuo, o 5 fps senza.

Grazie alle sue capacità straordinarie, la Sony a7S II è tra le migliori mirrorless per video di fascia alta: può offrire delle prestazioni professionali in molte condizioni, e da una grossa mano quando ci si trova a registrare quasi al buio.

Sony a7S II: La nostra prova

Nonostante la serie S della line-up di mirrorless Full Frame Sony sia principalmente dedicata ai videomaker, questa a7S II riesce comunque a produrre degli ottimi scatti, in particolare in condizioni di luminosità bassissima. Infatti il sensore da “soli” 12 megapixel, in accoppiata al potentissimo processore di cui è dotata, le permettono di ottenere immagini utilizzabili anche a valori di sensibilità ISO estremi.  

L’autofocus è esclusivamente a rilevamento di contrasto. È comunque ottimo, ma perde un po’ di rapidità e precisione rispetto ai sistemi ibridi di altre mirrorless Sony.  

Ma passiamo al reparto più importante di questa macchina, ovvero i video. I file 4K di cui è capace sono eccezionali, in particolare ad alti valori ISO. È una mirrorless che può essere utilizzata tranquillamente per girare video con pochissima luce ambientale, in quanto il sensore riesce a mantenere sempre bassi i livelli di rumore digitale. Merito anche del prestante sistema di stabilizzazione a cinque assi del sensore. Peccato per la posizione del tasto di avvio registrazione, troppo scomodo in quanto obbliga a cambiare l’impugnatura della mano destra.  

Disponibile lo scatto silenzioso per le raffiche di foto, che però non superano i 5fps. Anche da questo si nota come Sony voglia differenziare la serie S dagli altri modelli del suo catalogo maggiormente adatti alla fotografia sportiva.   

Il mirino EVF è un OLED di ottima qualità. Il livello di dettaglio e i colori riprodotti sono fantastici, e rendono questa macchina davvero piacevole da utilizzare.  

Possiamo dire che anche dopo i nostri test la Sony a7S II si è dimostrata una eccellente mirrorless per videomaker. È infatti difficile trovare altri prodotti così affidabili quando si tratta di registrare filmati praticamente al buio. Per quanto riguarda il reparto fotografico, sicuramente ci sono opzioni migliori, ma si comporta comunque bene nella maggior parte delle situazioni. 

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Io mi chiamo Antonino e su Ridble sono lo Specialist delle fotocamere mirrorless. Sono sempre stato appassionato alla fotografia, e da quando ho scoperto le mirrorless non posso più tornare indietro. Grazie al mio lavoro ho provato tantissimi modelli di fotocamere mirrorless, dai modelli più conosciuti a quelli maggiormente di nicchia. Grazie a queste esperienze, e al fatto che mi informo quotidianamente sulle ultime novità in questo campo, posso tenere sempre aggiornate le guide all’acquisto riguardanti questa categoria di prodotto con i modelli più adatti. Potete quindi essere certi che ogni volta che consulterete una nostra guida troverete i migliori prodotti da comprare in quello specifico momento.

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Come selezioniamo i prodotti

Per la selezione di tutti i modelli presenti nelle guide all’acquisto di fotocamere, compresa la guida alla migliore mirrorless per video, noi specialist ci basiamo sul metodo Ridble, un modus operandi basato sulla nostra esperienza, sviluppato e perfezionato nel corso degli anni. Il nostro metodo si compone di 4 fasi: ufficialità, eleggibilità, prova e selezione.

Ufficialità significa che non ci occupiamo di rumors, indiscrezioni o “voci di corridorio” relative ad un prodotto non ancora presentato. Infatti, prendiamo in considerazione un modello solamente dal momento della sua presentazione ufficiale da parte del produttore. Per venire a conoscenza dell’ufficialità di una determinata fotocamera i metodi sono vari, e vanno dai comunicati stampa alla partecipazione diretta ad eventi di presentazione, e molto altro.

Oltre alla sua ufficialità, per essere inserito in una guida un prodotto deve anche essere eleggibile. Questo significa che ci concentriamo solamente sui modelli che possano essere effettivamente acquistati in Italia, online o negli store fisici. Fotocamere introvabili nel nostro paese, o difficili da acquistare perché superate da nuove versioni, non trovano spazio nelle nostre guide.

La terza fase è quella di prova. Se un prodotto è stato presentato ufficialmente, ed è eleggibile all’acquisto, viene sottoposto ad alcuni test tecnici, in modo da valutarne direttamente i vantaggi e i punti di debolezza. Grazie all’esperienza diretta con la fotocamera possiamo farci un’idea del tipo di utente per il quale quel determinato prodotto può essere più indicato.

Infine, arriviamo alla fase della selezione. Se la fotocamera mirrorless per video supera le prime tre fasi, e quindi viene valutata positivamente dopo i test tecnici, si guadagna un posto nelle varie guide all’acquisto. Ogni mese poi ogni specialist verifica che le guide siano aggiornate, e valuta ogni prodotto per decidere se tenerlo nella guida o sostituirlo con un altra fotocamera mirrorless provata nel frattempo.

Se vuoi saperne di più del metodo Ridble visita la nostra pagina come lavoriamo.

Test tecnici

Solo attraverso una dettagliata prova sul campo è possibile capire realmente se una determinata mirrorless per video è un buon prodotto, oppure è meglio dirigersi verso un altro modello.

Inizio i miei test tecnici con un esame delle capacità video della fotocamera mirrorless in esame. La prova si compone di due fasi distinte. Inizio registrando dei video di breve durata, 1-2 minuti, sia all’esterno che all’aperto. Se la fotocamera supporta più risoluzioni e frame rate, provo tutte le varie impostazioni. Quindi controllo che nei video sia presente un buon livello di dettaglio e di fluidità, mentre se la fotocamera è dotata di stabilizzazione integrata del sensore mi aspetto di trovare poco movimento nell’inquadratura. Nella seconda fase realizzo una prova di registrazione di lunga durata, per verificare eventuali problemi di surriscaldamento. In questo caso sistemo la fotocamera su un cavalletto, e faccio partire la registrazione di un video per almeno 15 minuti.

Il secondo test è relativo alla qualità dell’immagine. Tengo la fotocamera a mano libera, e realizzo tre diversi tipi di scatti, che comprendono dei paesaggi, delle scene urbane e dei ritratti. In queste foto analizzo il livello di dettaglio e la resa dei colori, anche dopo aver fatto uno zoom digitale all’interno dell’immagine. Ripeto il test a diverse ore del giorno, in modo da verificare il comportamento anche con condizioni di luminosità differenti. Faccio anche un test della sensibilità ISO: all’interno di una stanza, monto la mirrorless su un treppiedi e inizio a scattare delle foto ad un soggetto immobile senza cambiare inquadratura. Per ogni scatto, imposto un valore di ISO differente, partendo dal più basso al più alto. Raccolte tutte le immagini, le controllo per vedere a che livello inizia a comparire un rumore digitale eccessivo.

Il terzo test riguarda invece le performance del sistema di autofocus. Sempre tenendo la fotocamera in mano, sposto rapidamente l’inquadratura da un soggetto che si trova sullo sfondo ad uno in primo piano, e viceversa. In questo modo mi accorgo della reattività e precisione dell’AF nell’interpretare correttamente la scena che voglio inquadrare. Faccio anche un test della messa a fuoco continua, scattando una raffica di foto e controllando che il soggetto sia correttamente a fuoco in ogni frame.

Il quarto test è relativo alla velocità di scatto. Esco all’aperto, e dopo aver individuato un soggetto in movimento imposto la messa a fuoco continua su di esso e faccio partire una raffica di immagini. Qui controllo che la fotocamera non soffra troppo di problemi nel buffering, ovvero nel salvataggio dei file sul supporto di memoria. Infine, controllo che i frame registrati siano sufficienti per seguire al meglio l’azione, e che non ci siano grosse differenze di qualità tra un’immagine e l’altra.

Nel quinto e ultimo test mi occupo del mirino elettronico. Porto la fotocamera all’occhio, e controllo che il display integrato nel mirino sia definito, luminoso, e soprattutto che non soffra di lag o scatti in maniera eccessiva quando provo a muovere l’inquadratura velocemente da un punto all’altro.

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