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Miracast: cos'è e come funziona

di Giovanni Matteiaggiornato il 26 maggio 2018

Il mondo informatico, e più in generale quello tecnologico, è caratterizzato da una slavina infinita di acronimi e/o sigle che vengono coniate da case produttrici per indicare una nuova tecnologia o un nuovo modo per sfruttare alcune peculiarità di un prodotto. Se ormai da qualche decennio ci siamo abituati ad acronimi e sigle come Bluetooth, NFC, AirPlay, Wi-Fi (avete letto il nostro focus sul nuovo Wi-Fi HaLow, vero?) e compagnia cantante, esistono tuttora alcune particolari tecnologie non così note ma altrettanto valide. Questo è proprio il caso del Miracast, ovvero della tecnologia di cui parleremo quest’oggi e referente alla Wi-Fi Alliance, che seppure non così recente trova interessanti spunti di utilizzo in contesti variegati.

Vi siete mai posti il problema di come effettuare ilcastdi un’immagine o di un video da una periferica esterna verso il proprio televisore di casa? Presumo di sì, ed immagino anche che la soluzione più semplice sia stata quella di usufruire di un cavetto HDMI per collegare il proprio notebook, tablet, mini PC, eccetera, alla TV del salotto – abbiamo anche realizzato a tal proposito le nostre guide su come collegare smartphone e tablet a TV via mirroring e come collegare PC a TV, ormai lo saprete.

Come si sa la soluzione via cavo, per quanto sia assolutamente efficace, comporta il fatto di dover “posteggiare” il dispositivo di fianco la propria TV rendendolo di fatto inutilizzabile oltre che scomodo da portare in giro – la lunghezza media di un cavo HDMI è tale da non permettere una grande portabilità del dispositivo collegato alla televisione. Questo genere di limitazioni fanno sì che i produttori di dispositivi tecnologici spremano le loro meningi al fine di partorire un’idea e conseguentemente una soluzione wireless a questo genere di problematiche. Il Miracast è proprio questo: uno standard che permette di effettuare il cast senza fili di ciò che si sta guardando su un dispositivo abilitato sulla TV di casa – dev’essere anch’essa abilitata.

Bello vero? Assolutamente sì. Scopriamo in particolare com’è fatto e come funziona.

Cos’è il Miracast

Abbiamo detto quindi che il Miracast nasce come soluzione per mettere nel cassetto i cavi HDMI e passare allo streaming di contenuti multimediali direttamente dal proprio dispositivo portatile e non. Essendo uno standard open può essere implementato a piacimento e garantirne l’utilizzo su una vasta gamma di prodotti eterogenei.

Chi offre supporto a tale tecnologia permette di effettuare il mirroring di quello che avviene sul dispositivo sorgente compreso flussi video fino a risoluzione 1080p e audio fino a 5.1 Dolby Surround. Nonostante tutto ciò esistono però alcuni prodotti che non sono “Miracast-ready”: pensiamo infatti a tutti i dispositivi Apple che usufruiscono del protocollo closed AirPlay. Di contro, fortunatamente, Android e dispositivi Microsoft (sia con Windows 10 che con Windows 10 Mobile) escono di fabrica con il supporto al Miracast.

Naturalmente c’è da considerare la questione sistema operativo, dove per Android è necessario disporre di Android 4.2 in su e, lato Windows, di Windows 8.1 e superiori. Questo perché, come dicevamo, la tecnologia non è che di qualche anno fa e pertanto non è possibile utilizzarla su dispositivi più datati.

Ma come fa il Miracast a “castare” video e immagini da dispositivo a dispositivo?

Come funziona il Miracast

Se dall’equazione leviamo i cavi HDMI dobbiamo per forza di cosa affidarci a qualche altra tecnologia wireless capace di supportare una trasmissione dati altrettando veloce e dalla latenza minima.

Per fare tutto ciò il Miracast usa il Wi-Fi Direct, ovvero un tipo particolare di connessione wireless che permette di trasmettere dati direttamente da dispositivo a dispositivo. Questo significa sopratutto che i due dispositivi per comunicare fra di loro non dipendono dalla presenza vera e propria della connessione wireless in casa.

Dimenticatevi del cavo HDMI, con il Miracast è un gioco da ragazzi castare sulla TV ciò che state guardando sul tabletSe per esempio ci trovassimo in assenza di connessione ADSL o il router di casa dovesse per qualche strano motivo smettere di funzionare, i dispositivi connessi in Miracast non se ne accorgerebbero nemmeno e continurebbero a scambiare informazioni attraverso una connessione punto a punto.

Per collegare due dispositivi basta infatti seguire gli stessi passaggi che normalmente si eseguono per collegarsi ad una periferica wireless; nel classico pannello delle periferiche disponibili (pensiamo a stampanti Wi-Fi, router e quant’altro) basta semplicemente individuare e selezionare il nome della TV a cui trasmettere il feed multimediale.

Ma è così difficile trovare dispositivi Miracast-ready? Assolutamente no. Nei grandi megastore così come nei più famosi eCommerce online, è sempre più facile trovare televisioni e smart TV con ricevitore Miracast incorporato e questo perché, come dicevamo, si tratta di uno standard completamente aperto e fruibile da chiunque. E se la mia TV dovesse essere di qualche anno fa e sprovvista di tecnolgia Miracast? Nessun problema.

Nel corso di questi anni sono state rilasciate numerose “dongle”, ovvero piccoli dispositivi a forma di pennetta USB, che se collegati al proprio dispositivo tramite interfaccia HDMI lo trasformano in un perfetto ricevitore Miracast. Usufruire di questo escamotage può essere in alcuni casi anche più funzionale rispetto a chi è invece in grado di utilizzare il Miracast out-of-the-box.

Questo perché le dongle offrono alcune caratteristiche aggiuntive che invece mancano usufruendo dello standard nudo e crudo. Quello più importante è il supporto al DLNA, che fra le altre cose permette al dispositivo sorgente di “castare” il feed multimediale anche con il display spento. In aggiunta, sempre usufruendo di questi dongle Miracast-ready, è possibile usufruire delle funzionalità multitasking tipiche per esempio della Chromecast di Google che permette di trasmettere un film di Netflix dal proprio smartphone e continuare ad utilizzare lo stesso senza interrompere la riproduzione.

D’altro canto, quindi, in una soluzione Miracast “pura” quando si trasmette un filmato o delle immagini alla TV di casa, il dispositivo deve necessariamente restare acceso e sopratutto non è possibile usufruire del multitasking del sistema operativo. Questo comporta che mentre da una parte si elide l’ingobro di un cavo HDMI dall’altra si evidenziano le stesse limitazioni che in realtà il Miracast vorrebbe risolvere.

Certo è ad esempio possibile giocare utilizzando l’ampio display della TV di casa per godere meglio dell’ambiente di gioco, ma bisogna pur sempre tenere in considerazione che in fase di visione di filmanti e/o film, si è costretti a lasciare attivo il display del proprio dispositivo cosa che comporta inevitabilmente ad un carico di stress non indifferente per la batteria del proprio dispositivo.

Il Miracast crea una connessione punto a punto tra i dispositivi indipendente dal segnale Wi-Fi presente in casa propriaSe siete curiosi di scoprire se la vostra TV sia Miracast-ready, la Wi-Fi Alliance ha allestito una pagina web in continua evoluzione in cui sono attualmente presente più di tremila cinquecento modelli di TV certificate Miracast. Se invece il vostro dispositivo non dovesse comparire nella lista dei modelli elencati, su Amazon è possibile comprare due semplici ed economiche dongle da collegare direttamente alla porta HDMI del televisore.

La prima è la ASUS Miracast Dongle in vendita a questo link a 50€, la seconda è invece la Microsoft CG4-00003 in vendita a questa pagina a 55€. Entrambi i dispositivi sono ovviamente certificati Miracast e sono facilmente installabili sul vostro televisore. Essendo infatti periferiche plug and play non è assolutamente necessario installare driver o cose simili; una volta collegata all’HDMI e alimentata tramite un semplice cavo USB o micro USB, essa comparirà nella lista di dispositivi Wi-Fi nell’apposito pannello impostazioni del vostro dispositivo sorgente.

Speriamo che lo standard diventi, col tempo, sempre più supportato e che possa contare, grazie al lavoro della Wi-Fi Alliance, di specifiche ancora più avanzate, magari verso il 4K.