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Servizi di cloud storage: quale nome scegliere e perché

di Claudio Carelliaggiornato il 18 novembre 2015

Sempre più servizi che svolgono la loro piena attività sul web si basano ormai su sistemi di cloud server, soluzione “nella nuvola” consistente nell’esecuzione di determinate operazioni mediante uno spazio dedicato ad ogni utente. Questo è comunque allocato sui computer messi a disposizione dall’azienda, e rimane strettamente legato ad un utilizzo personale.

Vi sono tante tipologie di servizi che utilizzano ormai il clouding per migliorare i propri meccanismi: ne è un esempio Skype, che è riuscita a colmare la grossa lacuna della cronologia delle chat troppo lenta spostando le conversazioni proprio in the cloud. Lo stesso possiamo dire di Whatsapp, applicazione di messaging che ormai supporta il backup di conversazioni e allegati su uno spazio dedicato.

L’evoluzione repentina del clouding si basa assolutamente sullo storage, ovvero sull’allocazione di file in uno spazio ben definito e circoscritto a macchine dotate della tecnologia più avanzata. Fino a qualche anno fa la conservazione e lo scambio dei file avveniva prettamente su CD/DVD o su chiavetta USB; entrambi i supporti dispongono di molte debolezze, praticamente inesistenti invece nel clouding.

Perdere foto, lavorare a turni su documenti, scambio di penne USB tra amici: oggi è già il futuro, mai più difficoltà sulla memorizzazione di file. Proprio su questo si focalizza il nostro focus. Cosa offre oggi il settore del cloud storage? Qual è la migliore soluzione per soddisfare le proprie esigenze? Cerchiamo di rispondere e a queste e ad altre domande analizzando i servizi più interessanti.

Le tre piattaforme principali: sicurezza, servizi e versatilità

A rappresentare la maggior parte degli account esistenti sul settore del cloud storage troviamo tre principali nomi: Google Drive, Dropbox e OneDrive (ex- Skydrive). Il perché siano stati in grado di conquistare i computer e i dispositivi di molti è ricercabile nell’originalità di ciò che offrono, senza contare che appartengono rispettivamente ad aziende importanti quali Google e Microsoft. Caso a parte per Dropbox, piattaforma che ha davvero aperto il mercato dello storage sulla nuvola e che oggi è sicuramente il prodotto più utilizzato. Vediamone le caratteristiche.

Google Drive

Google è ormai ovunque, e Drive rappresenta la sua concezione di cloud storage in grado di integrarsi al meglio con tutti i suoi altri servizi già noti. Nasce nel 2012, in seguito a vari esperimenti portati avanti dall’azienda di Mountain View che aveva pensato di buttarsi nel cloud storage già anni fa, e si concretizza con il rilascio di client per desktop e di app per il mobile.

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[/img_destra]Grazie alla registrazione a Drive è possibile sfruttare uno spazio di archiviazione in clouding di ben 15 GB. Al suo interno potranno essere contenuti file di qualsiasi tipologia, visualizzabili anche in anteprima all’interno del browser. Drive infatti circola su client ma è disponibile anche tramite la pagina dedicata sul web (drive.google.com). Questo significa che, praticamente su qualsiasi elaboratore con accesso ad internet, potrete usufruire dei vostri file sia in visualizzazione che in download, senza esporvi al rischio di eventuale contagio da virus o perdita dei dati. Fondamentale il supporto integrato a Google Documents che consente di lavorare sui documenti direttamente in browser.

Google Drive dispone anche di un piano premium davvero molto interessante. Nella prima metà di marzo infatti sono state messe a disposizione le nuove tariffe, le quali prevedono il pagamento di una tariffa mensile di circa 1,50€ (2 dollari) per avere 100 GB di archiviazione, circa 7,20€ (10 dollari) per 1 TB, 70€ circa (100 dollari) per 10 TB e così via. Il prezzo è più che interessante, e le performance sono garantite.

Dropbox

L’indipendente che è riuscito ad emergere. Dropbox è davvero il primo servizio di cloud storage che, come detto, ha saputo concretizzare un settore ai tempi praticamente inesistente. Mette anch’esso a disposizione svariati client per dispositivi mobili e per desktop, ma ha una controparte online consultabile direttamente sul sito principale dropbox.com.

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[/img_destra]La sua semplicità è la sua forza: sfondo bianco, caricamento rapido, gestione molto immediata. Dispone nelle versioni mobile di una interessante funzione per il caricamento automatico delle foto scattate. Questo nasce fondamentalmente per soddisfare l’esigenza di quegli utenti che spesso “pasticciano” col proprio dispositivo e sono costretti ad effettuare un ripristino periodico di tanto in tanto. Tramite l’upload automatico Dropbox è in grado di riconoscere le nuove foto scattate e di caricarle direttamente nel proprio spazio personale, in connessione Wi-Fi.

Potete sottoscrivere un account gratuito a Dropbox attraverso la seguente pagina. Questo vi sarà purtroppo soltanto 2 GB di spazio, che possono comunque estendersi se siete studenti o se fate conoscere il servizio ad un vostro amico. Il prezzo della versione premium è interessante, al pari di Google Drive: 9,90€ per 1 TB personale al mese, il doppio per il doppio dei giga, e così via dicendo.

OneDrive

Vecchio SkyDrive, nuovo OneDrive. Il servizio di cloud storage di Microsoft ha cambiato nome dopo alcune vicende legali che la hanno vista collidere con il nome di un altro prodotto, ma nulla è cambiato: mette a disposizione 15 GB di spazio gratuito per gli utenti direttamente su server dedicati e fa da appoggio per numerosi prodotti di Microsoft, come Office e OneNote.

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[/img_destra]Anche OneDrive dispone di una funzione per il caricamento delle foto tramite smartphone Windows Phone, e consente inoltre di ricevere 3 GB di storage extra all’attivazione della stessa. Su Windows 8.1 il client è integrato, mentre per tutti gli altri OS è necessario scaricare un’applicazione dedicata; anche in questo caso è presente una versione web tranquillamente fruibile anche da browser.

Le tariffe per acquistare spazio di archiviazione aggiuntivo sono molto interessanti: 1,99€ al mese per avere 100 GB in più, 3,99 per 200 GB e via discorrendo. Interessante oltretutto come Microsoft associ il servizio ad altri prodotti: Office 365 ad esempio, suite di editing dei documenti in abbonamento, integra 25 GB di archiviazione extra. Indispensabile per chi usa Windows Phone 8.

Le soluzioni alternative: tanti giga, funzioni originali

In associazione ai già citati e noti servizi di cloud storage troviamo davvero un innumerevole quantità di nomi. Riportiamo quali possono essere le valide alternative a Google Drive, Dropbox e OneDrive, cercando di individuare principalmente i particolari punti di forza sui quali potreste puntare per soddisfare particolari esigenze.

Mega

La creatura di Kim Dotcom, il celebre fondatore di MegaUpload e MegaVideo, servizi chiusi tempo addietro per problemi legali (ve lo ricorderete). Bene, sebbene la sua fama sia decisamente decaduta, Mega rappresenta oggi uno dei migliori servizi per l’archiviazione online, soprattutto per lo spazio gratuito che offre.

La piattaforma è collegata ad un sistema di cloud service davvero incredibile in quanto a prestazioni, e mette a disposizione ben 50 GB di spazio personale mediante la semplice registrazione su mega.co.nz. Dispone di app ufficiali per il caricamento delle foto scattate sugli smartphone e per la consultazione dei file, ma è disponibile anche in versione web. Interessanti sicuramente anche i prezzi delle versioni premium: per avere 500 GB bastano circa 70€ all’anno, per 2 TB circa 142€ e solo 214€ circa per 4 TB di storage. Purtroppo il sito è stato oscurato in Italia per problemi inerenti, indovinate un po’, alla pirateria.

MediaFire

Da puro servizio di hosting ad una natura interamente basata sul cloud: è MediaFire, celebre sistema utilizzato fino a qualche anno fa come semplice destinazione presso la quale allocare file pesanti da condividere con altri utenti. Oggi l’intero meccanismo fornito dall’azienda è basato su cloud server, ed è oltretutto associato ad appositi client che consentono, come per tutti i servizi concorrenti, di consultare i propri file sia su desktop che su mobile (nonostante vi sia una versione web anche in questo caso).

Cosa offre? Beh, davvero tanto spazio: alla registrazione gratuita di un account infatti, MediaFire offre subito ben 50 GB di storage personale, estendibile a 1 TB per circa 3,60€ al mese (5$) o a tagli superiori per il settore business. Le prestazioni sono oltretutto davvero molto interessanti, forse le migliori in quanto a download e upload e in diretta concorrenza con Mega. Provatelo e non ve ne pentirete.

Copy

Tra tutte le alternative, quella che sicuramente ci ha saputo colpire maggiormente è Copy. Il servizio di cloud storage dell’origami ha voluto proporsi sul mercato con l’offerta di storage più interessante del momento (almeno all’epoca): 15 GB di spazio gratuito, più altri 5 GB se entrate in Copy grazie un link affiliato. Nei primi periodi i client sviluppati per desktop e mobile hanno peccato di qualche bug importante, ora invece le cose si sono stabilizzate. Se volete leggere di più a riguardo potete fare riferimento alla nostra recensione dedicata.

Box

Un altro servizio nato da un’azienda più di nicchia è Box, “scatolone” sul web che offre fin da subito, con un account gratuito, ben 10 GB da utilizzare fin da subito. Dispone ovviamente di client e di versione web, ma il suo aspetto interessante è circoscritto nella versione a pagamento denominata “Starter”. Con 4€ al mese è possibile avere a disposizione ben 100 GB da utilizzare, in piena sicurezza, con altri colleghi (fino a 10); la spesa è senz’altro minima, e utile soprattutto per coloro che spesso necessitano di salvare in un luogo sicuro i propri file di lavoro, ma anche di poterci lavorare frequentemente. Curiosi? Visitate box.com.

iCloud

Sì, è una concezione di cloud storage sicuramente molto particolare, ma è il cloud storage secondo Apple. File multimediali, quali foto o video immortalati, documenti, contatti, mail, preferenze, calendari, preferiti, note, password e altro ancora su un solo spazio personale, di 5 GB nella versione gratuita. Stiamo ovviamente parlando di iCloud, servizio Apple che consente di sincronizzare un quantitativo di dati tra i propri dispositivi iOS e OS X, senza perderne alcuno nell’ipotetico verificarsi di malfunzionamenti. Ottima la gestione dei documenti online – in browser – o il salvataggio delle impostazioni dei propri dispositivi (come le app installate e disposte sulle varie schermate), meno lo spazio dedicato.

Per estendere infatti il proprio archivio personale sono necessari 16€ all’anno per 10 GB, 32€ all’anno per 20 GB e 80€ all’anno per 50 GB. Passando alla versione “premium” potreste preservare più a lungo la possibilità di salvare le foto scattate dai vostri device in streaming.

Altri servizi cloud

Vi sono inoltre altri piccoli servizi che sono in grado di svolgere funzioni per il cloud storage. Tra queste citiamo, anche se non propriamente sconosciuta, Amazon Cloud Drive, interessante per chi dovesse disporre di un Kindle Fire, meno per chi necessita di molto spazio. Curiosi anche Wuala, servizio per il backup sicuro dei dati proposto da LaCie, e Puush, piattaforma indispensabile per chi vuole condividere rapidamente screenshot catturati sul display o immagini qualsiasi. Marginale ma interessanti le risorse di streaming come Spotify o Google Play Music – che possono accogliere in clouding anche un numero elevato di file, ovviamente solo audio.