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Batteria esterna portatile per dispositivi mobili: come e quale scegliere

Batteria esterna portatile per dispositivi mobili: come e quale scegliere

di Claudio Carelli
Specialist Caricabatterie portatile
aggiornato il 19 luglio 2019
4075 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida batteria esterna è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Luglio 2019.

Uno dei difetti che affligge maggiormente i dispositivi di ultima generazione, così potenti e ricchi di funzioni, è sicuramente la scarsa autonomia. Capita infatti di non riuscire ad arrivare a fine giornata col proprio dispositivo e ad essere costretti a doverlo ricaricare più volte. Non sempre però si ha il caricabatterie o una presa elettrica a disposizione, soprattutto durante lunghi viaggi o passeggiate all’aperto. È allora necessario avere sempre a portata di mano una batteria esterna portatile in grado di garantire la ricarica di uno o più dispositivi, in base alle proprie esigenze. Grazie infatti a soluzioni di ogni genere, catalogabili per grandezza, funzionalità e amperaggio, è possibile scegliere la migliore, sia in quanto a qualità che a prezzo –  trovando magari un giusto compromesso tra le due cose. Andiamo allora a vedere in questa nostra guida quali secondo noi sono le migliori e come sceglierle.

Migliore batteria esterna: quale comprare

Acquistare una batteria esterna è una cosa che, secondo molti consumatori, è estremamente semplice. Questa semplicità si basa sulla concezione di ciò che fa, in poche parole, una batteria esterna: ricaricare, tramite dei cavetti, i dispositivi stando lontani da una presa di corrente. C’è da dire però che questo approccio semplicistico finisce sempre praticamente sempre col lasciare i consumatori scontenti dopo solo pochi giorni dall’acquisto, destando confusione e non poco malcontento – visto anche che, solitamente, i powerbank presenti nei grandi negozi di elettronica dispongono anche di un prezzo tutt’altro che vantaggioso. Prendere la scelta alla leggera è alla base dell’errore: in una batteria esterna, contrariamente a quanto si possa pensare, sono svariate le variabili di scelta e i requisiti minimi da considerare prima dell’acquisto. Abbiamo raccolto quattro criteri di scelta fondamentali, e li illustriamo di seguito.

Capacità

Il primo su tutti è, senza dubbio la capacità. Con la capacità non si indica altro che la dimensione complessiva che le celle interne di una batteria esterna mettono a disposizione: più la capacità è elevata, più la batteria esterna accumula energia utile da trasportare con sé. La capacità si misura in mAh (milliampereora), ed è presente sia sulle powerbank che in qualsiasi altro dispositivo mobile che disponga di una batteria. Non considerare questo elemento è assolutamente errato, perché genera i classici casi in cui o una batteria viene classificata come “troppo ingombrante” senza valutare una capacità magari elevatissima, oppure non in grado di ricaricare più volte il proprio smartphone.

Ci sono però da precisare un paio di criteri aggiuntivi proprio in termini di capacità. Il primo è che, più una batteria ha una capacità elevata, più tenderà ad essere voluminosa: questo implica infatti che più celle interne vengano sovrapposte, in modo da creare inevitabilmente uno spessore più elevato. C’è inoltre da precisare che la capacità indicata sempre sulla scheda tecnica del prodotto e spesso e volentieri anche all’interno del nome del modello stesso non è mai la capacità effettiva che la batteria esterna ha. Questo è dovuto a due motivi essenziali: il primo, è che avviene il fenomeno della dispersione elettrica, e quindi l’energia passando dal powerbank fino al telefono tramite il cavo non è all’atto pratico tutta; il secondo, ancora più impattante, è che i dispositivi che vengono collegati in mobilità spesso e volentieri (come è ovvio che sia) rimangono accesi, e hanno quindi un consumo. Certamente, potreste spegnere il vostro smartphone quando lo ricaricate tramite powerbank risparmiando così energia utile, ma se acquistate una batteria esterna non è proprio perché volete rimanere connessi e col telefono in funzione? La capacità effettiva della batteria esterna rappresenta comunque una percentuale pari al 70% o più rispetto alla capacità ideale: tutte le batterie che stanno al di sotto di questa soglia non saranno presenti all’interno della nostra guida.

Velocità di carica

Passiamo ad un’altra caratteristica essenziale, ovvero la velocità di carica. Questa sostanzialmente consiste nella capacità di ricaricare i dispositivi ad una certa intensità, riducendo quindi i tempi di attesa affinché questi siano completamente o parzialmente (e sufficientemente) carichi. La velocità di ricarica è strettamente legata alla corrente in uscita che una batteria esterna è in grado di offrire su una singola porta. Tale corrente si misura in ampere (A), sebbene vada messa necessariamente in rapporto anche alla differenza di potenziale che viene espressa in volt (V). Il prodotto di questi due valori (moltiplicati fra di loro) non è altro che la potenza, espressa in Watt (W). Ma come ci sono utili tutte queste sigle per capire la velocità di carica? La domanda è più che lecita. Avere una porta USB in grado di erogare ad esempio 2.4 Ampere è ormai una cosa abbastanza classica, ma non è detto che si arrivi ai 3 Ampere. Come fare dunque a capire quale batteria esterna acquistare per i propri dispositivi?

Semplifichiamo il tutto. Sulla scheda tecnica dei vostri prodotti dovreste fare caso a quello che è l’input, espresso appunto sia in Volt che in Ampere. Scegliendo una batteria esterna dotata di un voltaggio e un amperaggio sufficiente, allora dovreste sostanzialmente avere una ricarica il più rapida possibile, al massimo delle potenzialità offerte dal dispositivo. Che succede però se la batteria è “troppo potente”? Niente, il dispositivo assorbirà solo l’amperaggio e il voltaggio che necessita. E che succede, al contrario, se la batteria non arriva agli ampere e ai volt indicati? Il risultato finale sarà avere un dispositivo che si ricarica molto ma molto lentamente. Come dite? Vi è sempre capitato con un powerbank? Appunto.

Il “trucco” è guardare alle tecnologia di ricarica rapida. Ormai quasi tutti i dispositivi ne hanno una: si parte dalla più classica Qualcomm Quick Charge 3.0, passando per tecnologie proprietarie come quella di Huawei o OnePlus. In questi casi esistono svariate batterie esterne che dichiarano espressamente la compatibilità con lo standard di Qualcomm – usata da tutti i produttori che sfruttano un processore Qualcomm e non hanno scelto di creare delle tecnologie proprietarie inutili -, mentre per gli altri è davvero come brancolare nel buio. Fortunatamente una soluzione c’è, abbastanza recente e offerta dal consorzio USB: si chiama Power Delivery. Questa non è altro che una tecnologia di ricarica rapida sfruttabile da tutti i produttori a livello universale, e consente di sprigionare una energia davvero spaventosa, di base almeno a 5 Volt / 3 Ampere (ma in grado di arrivare anche ben oltre). Scegliendo una batteria esterna con Power Delivery opterete per una periferica che sfrutta il nuovo connettore USB Type-C per ricaricare al massimo i vostri dispositivi che, compatibili con tale tecnologia, avrà a loro volta un connettore USB Type-C. Se volete stare tranquilli dunque, basta optare per un prodotto che dispone dello standard Power Delivery, nonché anche di quello Quick Charge 3.0 se avete smartphone e tablet compatibili. Per tutte le periferiche minute, come le cuffie, le sigarette elettroniche, smartwatch e simili, non vi preoccupate perché una classica porta USB da 2.4 Ampere basterà tranquillamente.

Portata

Altro aspetto decisamente collegato a quello appena citato è la portata: quanti dispositivi posso ricaricare simultaneamente con la batteria esterna che acquisterò? La domanda è più che lecita, e la risposta è sempre da trovare nei numeri relativi ad amperaggio e a voltaggio. Ogni batteria esterna dispone di un amperaggio e un voltaggio massimo, e di un amperaggio e voltaggio per singola porta. Una volta la combinazione sulle batterie esterna era classica: una porta più lenta da 1 Ampere, e una da 2.4 più rapida. Ormai però i tempi sono diventati più maturi: anche gli smartphone da 100€ dispongono di un ingresso da 2.4 Ampere, e dunque le batterie esterne tendono ad avere di base tutte porte da 2.4 Ampere – l’alternativa è, come abbiamo detto, la Power Delivery da 3 Ampere (mentre la Quick Charge 3.0 di Qualcomm sfrutta sempre la 2.4 Ampere, ma con una certificazione specifica).

Oltre a questo però, ci sono da considerare dei valori totali: una batteria esterna con quattro porte USB non avrà senza dubbio la possibilità di ricaricare al massimo della velocità quattro smartphone. Questo avviene perché l’amperaggio totale è comunque un collo di bottiglia da considerare, ed è una specifica tecnica da dover leggere quando si acquista un dispositivo. Qualora un amperaggio massimo dovesse essere inferiore a quello realmente richiesto dai dispositivi connessi alle porte USB (ad esempio, tre tablet), allora i dispositivi si ricaricheranno più lentamente. Ricaricare uno o due dispositivi simultaneamente è alla base della ricarica rapida, ma ciò non toglie che potreste aver bisogno di più porte e più cavetti da usare contemporaneamente: se è così, fate caso all’amperaggio massimo della batteria esterna, poiché dovrà necessariamente essere alto per reggere la carica in velocità del tutto.

Velocità di ricarica

Ultimo criterio per valutare le batterie esterne non può che essere la velocità di ricarica, ovvero il tempo che ogni batteria esterna impiega per essere ricaricata, da 0 al 100%. Anche in questo caso i numeri sono dalla nostra parte: sfruttando un caricabatterie USB in grado di raggiungere l’amperaggio richiesto in ingresso dalla batteria esterna mediante micro USB o USB Type-C, è possibile ottenere dei tempi ridotti al massimo. Attenzione a non sottovalutare però quest’aspetto: è assolutamente necessario capire in quante ore una batteria esterna si ricarica, al fine di non uscire di casa a secco di energia. Se ricaricare la batteria esterna durante le ore notturne inoltre vi suggeriamo di optare per un caricabatterie da presa con almeno doppia porta USB, così da poter rifocillare il powerbank senza rinunciare alla ricarica del proprio telefono (e/o altri device).

Sebbene possa risultare ovvio, c’è da precisare che la velocità con cui la batteria esterna si ricarica è strettamente proporzionale alla capacità: a parità di amperaggio, più una batteria esterna ha una capacità elevata, più impiegherà delle ore per ricaricarsi.

Capiti i criteri selettivi, passiamo a vedere le migliori batterie esterne sul mercato categorizzate per capacità: andiamo da quelle di capacità alta, sopra i 20.000mAh, passando verso quelle di capacità media, fra i 15.000 e i 18.000mAh, fino ad arrivare a quelle di capacità bassa, di circa 10.000mAh o inferiori.

Grandi capacità: dai 15000 mAh in poi

RAVPower 20000mah

Il primo dispositivo che vogliamo suggerirvi è la nuova RAVpower 20000mah, l’ultima edizione RP-PB006 giunta sul mercato nella fine del 2017. Questa è una 20000mah molto semplice e leggera, che non ha particolari funzionalità, se non quella di offrire in output un amperaggio molto ridotto, pari a 2.4 A per porta, per un complessivo di 3.4 A. Ciò significa in pillole che, ricaricando un tablet, l’altra porta USB – sono due in totale – eroga solo 1 A, utile magari per rifocillare smartphone datati, iPhone precedenti all’8/X, piuttosto che periferiche di piccola portata.

Puoi acquistare RAVPower 20000mah su Amazon o se preferisci su eBay

RAVPower 20100mah con Quick Charge 3.0

Se invece volete la migliore batteria esterna di RAVPower sul taglio classico dei 20000mah, allora date un’occhiata a quest’ultimo modello. Il suo nome è RAVPower 20100mah con Quick Charge 3.0 e non è altro che il prodotto più completo ed efficiente in termini energetici.

Dal punto di vista energetico questa 20000 mah può essere sfruttata al meglio tramite tre porte, tutte distinte fra di loro: la prima è una USB iSmart da 2.4 Ampere massimi, la seconda è una USB compatibile con la Quick Charge 3.0 (2.4 Ampere massimi) e la terza è una USB Type-C di nuova generazione, la quale consente di ricaricare in mobilità tutti i nuovi Ultrabook dotati di tale porta senza il minimo problema, garantendo un’uscita a 5 Volt / 3 Ampere.

Oltre a ciò, questo powerbank dispone anche del supporto Quick Charge 3.0 in ingresso sulla micro USB presente vicino alle classiche USB, consentendo una ricarica completa, dallo 0 al 100%, in sole 5 ore scarse, un vero e proprio record per la categoria.Se siete quindi utenti che non hanno tanto tempo a disposizione e vogliono portarsi anche due ore circa 10000 mah, allora è questo il prodotto che dovete scegliere. Inutile sottolineare che se vi serve una batteria esterna 20000mah per Ultrabook, allora è il prodotto adatto. In dotazione esso arriva con una custodia per il trasporto e due cavi micro USB.

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Vinsic 20000mah QC 3.0

Se i prodotti RAVPower non vi hanno saputo convincere, allora date un’occhiata alla nuovissima batteria Vinsic da 20000mah. Il suo corpo simil-metallico e la sua forma piatta e larga la rendono decisamente molto affascinante, con un look ancora più accentuato dal display laterale che mostra la percentuale di carica residua all’interno. Ovviamente parliamo di una batteria esterna singolare, con una capacità da 20000mAh pieni, con tecnologie di ricarica rapida.

Dentro a questo gioiellino spesso solo 1,5 cm troviamo infatti una porta USB Type-C da 3 Ampere, idonea anche alla ricarica di Ultrabook, Nintendo Switch e dispositivi simili, e due porte USB classiche con output smart fino a 2.4 Ampere. Ci ricaricate tranquillamente un notebook e uno smartphone simultaneamente, oppure tre cellulari senza troppi intoppi (non tutti al massimo della velocità, ma li caricate). La porta di ricarica della Vinsic è invece micro USB, da 2.4 Ampere e in grado di ricaricarla in circa 8 ore. In dotazione questa arriva con un cavetto micro USB e niente di più: niente sacchetto per il  trasporto purtroppo.

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Vinsic 20000mah QC 3.0
Prezzo consigliato: € 29.99Prezzo: € 29.99

RAVPower 26800mah USB Type-C

Volendo esagerare in termini di capacità, troviamo RAVPower 26800mah USB Type-C. Il design scuro ed elegante è caratterizzato da curve arrotondate sui bordi lunghi, che la rende ergonomica nonostante le dimensioni generose. Le porte a disposizione sono quattro: due USB Type-A classiche, una USB Type-C e una micro USB. Queste ultime due svolgono un ruolo davvero essenziale, in quanto svolgono il ruolo di input anche in simultanea, abbattendo i tempi di ricarica per il powerbank. Grazie ad entrambi infatti, la batteria si ricarica in sole 7-8 ore, che è assolutamente da record se si considera la capacità spaventosa da quasi 27000mah. I tempi si dilatano se si usa solo una delle due porte simultaneamente, fino a 11 ore solo via Type-C e fino a 16 ore solo micro USB.

Tramite la porta USB Type-C è possibile raggiungere inoltre il profilo energetico 5 Volt / 3 Ampere, utile per la ricarica dei device di nuova generazione, fra cui gli Ultrabook di nuova generazione. Questa svolge, come avviene quasi sempre, il ruolo sia di input che di output. Sulle porte tradizionali invece l’output massimo è da 2.4 Ampere, comunque idoneo per la ricarica di qualsiasi smartphone e tablet in tempi brevi. In dotazione giunge, oltre che dotato di sacca da viaggio, con due cavi micro USB e un adattatore micro USB / Type-C, per sfruttare la porta in questione magari senza l’acquisto di cavetti ulteriori (che continuiamo a consigliarvi però).

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Anker PowerCore 26800 mah PD

Alzando l’asticella sulla capacità elevata troviamo la migliore batteria esterna per i notebook di taglio minuto: Anker PowerCore 26800 mah PD. Non parliamo altro che di una periferica che consente, tramite i recenti standard, di alimentare addirittura un notebook mediante USB-C. Sì, perché la PowerCore, oltre ad avere un look splendido seppur non compattissimo, offre un profilo energetico davvero molto interessante, reso possibile grazie alla compatibilità con lo standard Power Delivery. Questo sfonda la frontiera del classico profilo 5 Volt / 3 Ampere, raggiungendo una potenza in uscita di ben 30 Watt. Questa è la medesima di quella offerta da notebook ad esempio come il MacBook 12 di casa Apple.

Senza dubbio si tratta del powerbank dal prezzo umanamente accessibile più performante: con una USB-C a 30 Watt e due USB classiche a 5 Volt / 3 Ampere ciascuna, la PowerCore 26800mah può essere una compagna di viaggi assolutamente ideale per ricaricare un po’ tutto quello che vi pare. Questa si ricarica inoltre, sfruttando ad esempio un caricatore da presa sempre da 30 Watt, in sole 4 ore e mezzo, un record per una batteria esterna così grande. Questa ricarica infatti svariate volte uno smartphone: diciamo che, mediamente, ricarica sette smartphone del momento con una unica carica. In dotazione troviamo un cavetto da 60 cm micro USB, uno cortissimo USB-C doppio e un sacchetto per il trasporto. Se avete uno dei recenti piccoli notebook o tablet ibridi, oltre che smartphone e altri device più canonici, fateci un pensierino. L’investimento non è da poco, chiaramente.

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Anker PowerCore 26800 mah PD
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RAVPower 20100mah AC

Arriviamo ai prodotti che fanno “sul serio”, adatti anche al caricamento di notebook siano essi dotati di USB Type-C – potreste accontentarvi dei modelli precedenti oggettivamente -, siano essi dotati di un connettore proprietario o uno su standard DC classico. Ecco che troviamo infatti RAVPower 20100mah AC, un prodotto unico nel suo genere a partire dal design. Questo ricorda, in tutto e per tutto, quello utilizzato da Apple sui suoi Time Capsule, dispositivi completamente differenti in termini di utilizzo: si tratta di un parallelepipedo esteso particolarmente in altezza, con faccia superiore tendente al quadrato, ma con i bordi estremamente arrotondati.

Facile da impugnare e da trasportare, grazie anche al pratico sacchettino protettivo, questa batteria esterna mette a disposizione sul lato superiore, oltre ad una USB classica da 2.4 Ampere e una USB Type-C fino a 3 Ampere per 5 Volt, anche una vera e propria presa di corrente, nascosta da un apposito portellino. Qui è possibile collegare tutti i dispositivi che vogliamo e, nel nostro caso specifico, l’alimentatore di un notebook. La presa è a tre pin, ma è in grado di accogliere sia le prese tedesche, sia quelle italiane che quelle inglesi. In dotazione è presente inoltre un economico adattatore tramite la quale è possibile inserire davvero tutte le prese del mondo.

Ma quanta autonomia è possibile portare con sé? Difficile rispondere a questa domanda, visto che i consumi dei notebook sono decisamente variabili in base ai modelli. Vi basti però sapere che l’output energetico è da 65 Watt, quindi decisamente consono per mettere in ricarica tutti i tipi di PC o tablet ibridi portatili, mentre le celle hanno una capacità massima di 20100mah nominale che, se dati tutti singolarmente ad un notebook, potrebbero essere un ottimo numero per arrivare sempre a fine giornata lontani da una presa con un ovvia attenzione ai consumi del dispositivo tramite le varie modalità di risparmio energetico. Ovviamente per ricaricarla è presente anche un ingresso DC, nel quale è necessario inserire l’alimentatore fornito in dotazione – il tempo di ricarica ammonta, sulla carta, a 4 ore. Sempre in dotazione troviamo inoltre un grande astuccio per conservare il tutto magari in valigia, e due cavetti a trama piatta purtroppo solo micro USB. Tale astuccio è decisamente ben strutturato e organizzato, molto pratico per chi vuole riporre al suo interno anche altri prodotti.

RAVPower 20100mah AC è venduta ad un prezzo sicuramente importante, sebbene sia da considerare che con un prodotto del genere è anche evitabile acquistare altri powerbank, qualora foste sempre in grado di portare con voi uno zainetto o un borsello col quale trasportare il dispositivo, sicuramente più grande e impegnativo rispetto alle batterie esterne classiche – 20,1 x 18,3 x 8,9 cm, per 1,2 Kg di peso con tutti gli accessori e la custodia esterna. Se volete approfondire vi rimandiamo alla nostra recensione di RAVPower 20100mah AC. Se volete una buona batteria esterna notebook dal prezzo non alle stelle, sceglietela!

Medie capacità: dagli 8000 ai 14000 mAh

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RAVPower 10000mah RP-PB005

Iniziamo a parlare di powerbank di taglia media e troviamo RAVPower con un prodotto decisamente curioso. Giunta da poco sul mercato, la nuova RAVPower 10000mah RP-PB005 rappresenta quasi una scelta anacronistica da parte del produttore, che vuole però continuare a spingere sui powerbank economici. Se non avete troppe pretese, volete conservare spazio, portare con voi due porte USB e non spendere troppo, RAVPower 10000mah può essere una delle scelte migliori.

Con un formato tendente al quadrato, questa batteria esterna si ispira molto a quella che trovate di seguito prodotta da Anker. Cambia un po’ il design del LED di stato, integrato in un unico blocchettino, e il tasto di interazione. Per il resto, le porte sono due, in grado di spingere fino a 2.4 Ampere ma solo fino a 3.4 Ampere in toto. Ciò significa che è in grado di caricare a buona velocità anche gli smartphone recenti, sebbene manchi il supporto alla Quick Charge 3.0. In dotazione arriva anche con un sacchetto per il trasporto e due cavetti micro USB, semmai ve ne dovesse servire uno per altri scopi.

Se volete approfondire, vi rimandiamo alla nostra recensione di RAVPower 10000mah RP-PB005.

Puoi acquistare RAVPower 10000mah RP-PB005 su Amazon o se preferisci su eBay

Vinsic 12000mah Wireless

Ma che cos’è? Un hard disk esterno? No, Vinsic 12000mah Wireless è un prodotto sicuramente singolare pensato come soluzione energetica portatile per chi, in mobilità, non vuole stare vincolato ai cavi. Il corpo del prodotto è abbastanza insolito: è bianco, squadrato, e ricorda molto una memoria esterna portatile. Eppure all’interno troviamo delle celle che, in combo, ottengono la capacità da 12000mAh. Ma non è tutto, perché come avete capito, la faccia superiore della Vinsic 12000mAh è dotato di una piastra che, a contatto, riesce a ricaricare senza fili i dispositivi poggiati su di essa.

Per fare ciò Visnic si è appoggiata allo standard classico Qi, quello utilizzato praticamente da tutti gli smartphone che hanno integrato la ricarica wireless. Ciò significa che, magari in momenti in cui siete vicini ad un piano di appoggio o semplicemente volete sovrapporre i prodotti durante l’impugnatura, potete ricaricare il vostro dispositivo senza il collegamento di alcun cavo. Ciò significa niente porte? Assolutamente no, perché per tutto il resto ci sono le porte laterali classiche: due USB full size con output fino a 2.4 Ampere ciascuna, e una micro USB da 2 Ampere per la ricarica della batteria stessa (7-8 ore). Da tenere in considerazione che, benché sia molto pratica, la ricarica wireless è abbastanza lenta: raggiunge 1 Ampere di output, che aumenta di molto i tempi di ricarica degli smartphone – ma questo vale per tutti i dispositivi Qi.

Piccole capacità: dai 3000 ai 7000 mAh

Anker PowerCore 5000mah

Giungiamo alla categoria dal taglio basso con Anker PowerCore 5000mah, un modello cilindrico molto recente che consente di portare con sé ben 5000mah di carica all’interno di un corpo piccolo, dinamico e sì, anche simpatico. Dalla forma cilindrica e arrotondata, questa può essere trasportata facilmente all’interno di qualsiasi tasca o qualsiasi borsa, offrendo praticamente sempre una carica certa secondaria da sfruttare nelle emergenze.

È alta solo 10 centimetri e larga appena 3, eppure al suo interno presenta una porta micro USB e una USB classica, che consente di erogare corrente fino a 2 Ampere, ovvero un quantitativo più che adatto a rifocillare in rapidità gli smartphone più o meno recenti, magari senza puntare troppo su Quick Charge o simili – nessuna tecnologia di ricarica rapida è supportata ai 2 A, se non quelle di qualche anno fa, ma comunque un amperaggio buono per poter tenere in vita qualsiasi smartphone. Con 5000 mah, sicuramente ricaricherete una o due volte il vostro smartphone, in base alla batteria che monta al suo interno.

Puoi acquistare Anker PowerCore 5000mah su Amazon.

Anker PowerCore 5000mah
Prezzo consigliato: € 14.99Prezzo: € 14.99

Accessori batteria esterna

Le batterie esterne, per funzionare al meglio, hanno bisogno di accessori. Spesso si sottovaluta questo punto, ma non c’è alcun motivo al mondo per farlo. Non usare tutta la componentistica adatta implica non sfruttare al meglio dalla propria batteria. Vediamo quindi brevemente cosa di certo non può mancare utilizzando una batteria esterna.

Le batterie esterne mettono a disposizione almeno un cavetto micro USB di media fattura per ricaricare i vostri dispositivi. C’è però da notare due cose: la prima, è che sicuramente ne avete già uno fornito col vostro dispositivo che volete ricaricare, ma che è nettamente più comodo averne un altro da tenere sempre con la batteria esterna da portare in giro; la seconda è che se avete un dispositivo Apple o moderno, sicuramente in dotazione non avrete un cavo Lightning secondario.o USB Type-C.

Per far fronte a ciò quindi, se non disponete di cavetti addizionali e ne volete più di uno rispetto a quello fornito con la vostra batteria esterna, vi consigliamo l’acquisto di alcuni pacchetti dedicati. Il primo è per i dispositivi USB Type-C, con dei cavetti cordati in nylon USB Type-C di Choetech nell’opzione tripla (pacchetto convenienza) ad un prezzo davvero molto interessante. Seguono un pacco convenienza RAVpower micro USB sempre da tre cavetti, oppure il classico singolo cavo Lightning certificato (MFI Apple) di Syncwire davvero molto robusto. Tutte e tre le opzioni sono l’eccellenza selezionata per voi con rapporto qualità/prezzo elevatissimo.

Puoi acquistare Cavetti di ricarica su Amazon. In alternativa Cavetti di ricarica è disponibile nella variante Lightning.

Superato lo scoglio dei cavi, passiamo al secondo più importante, ovvero il caricabatterie da presa. Se volete ricaricare in tempi umani la vostra batteria esterna, dovete averne uno che dispone almeno di un output da 2 Ampere. Potrebbe andare benissimo il caricabatterie fornito in dotazione col vostro tablet o col vostro smartphone ovviamente, ma è chiaro che se di sera volete ricaricare sia il dispositivo in questione e sia la batteria esterna, con una sola porta USB alla presa non potete farlo. Per questo motivo vi invitiamo caldamente ad acquistarne uno secondario o uno doppio in grado di ripristinare la carica di entrambi in contemporanea. A tal proposito vi rimandiamo alla nostra guida dedicata al miglior caricatore USB, sempre aggiornata con i migliori prodotti.

La nostra analisi

Perché fidarti di noi

Ridble è il primo sito in Italia dedicato alle guide all’acquisto per tre motivi: è, innanzitutto, il sito dedicato alle guide all’acquisto più longevo, avendo compiuto 6 anni il 18 febbraio 2019. Inoltre è il primo sito di guide all’acquisto per numero di guide a disposizione: ne offriamo oltre 2000, sempre accessibili per gli utenti. Ridble è, infine, il primo sito in Italia di guide all’acquisto per numero di ordini online generati: sono stati oltre 100.000 quelli effettuati nel 2018.

Sono infatti migliaia i lettori che si sono già fidati di noi per trovare il miglior prodotto per le loro esigenze, ed il perché è semplice: il nostro compito è quello di monitorare e seguire costantemente i prodotti al fine di testarli, analizzarli e confrontarli fra loro per suggerire solo i più degni di nota. La qualità del nostro lavoro è testimoniata dal fatto che il 98% degli utenti che hanno fatto un acquisto attraverso le nostre guide hanno dichiarato di essere rimasti pienamente soddisfatti del prodotto consigliato. Infatti solo il 2% degli utenti ha richiesto il reso del prodotto acquistato tramite una nostra guida. Nel corso di questi anni abbiamo risolto i più disparati dubbi sugli acquisti non solo in Italia, ma affermandoci anche in mercati più complessi e sensibilmente diversi, come quello spagnolo. Possiamo quindi dire che in questi anni abbiamo creato un vero e proprio “metodo Ridble” per consigliare i prodotti da acquistare.

Uno dei cardini di questo modello è rappresentato dalle competenze e conoscenze che i nostri Specialist devono necessariamente arrivare ad avere anche solo per realizzare una guida all’acquisto. Difatti, per diventare Specialist di Ridble è necessario studiare e testare circa 100 prodotti, al fine di dimostrare di essere realmente degni di aiutarvi nelle scelte più difficili. Inoltre ogni Specialist si dedica interamente ad una specifica categoria merceologica, perché non crediamo nei “tuttologhi”: ognuno ha delle aree di competenza, e non scrive di tutto solo per generare traffico.

Ad esempio, come specialist delle powerbank su Ridble, mi occupo di testare in prima persona tutti i modelli con cui entro in contatto. Solitamente ho così tante batterie esterne in prova a disposizione che, in ogni stanza e persino all’interno della mia autovettura, ne trovo una a disposizione pronta a salvarmi nei momenti di carica residua scarsa; come al solito, proprio in questi momenti ne approfitto per tenere sempre traccia di quanto velocemente il mio dispositivo di turno ci ha messo a ricaricarsi, anche nel corso dei mesi.

Un altro importante fattore del nostro modello è che le nostre guide all’acquisto sono sempre aggiornate. Infatti ogni mese aggiorno personalmente tutte le guide di mia competenza. Potete quindi essere certi che ogni volta che consulterete una nostra guida troverete i migliori prodotti da comprare in quello specifico momento.

A conferma del nostro impegno, vi basti pensare che la nostra competenza in materia di guide all’acquisto è riconosciuta dai brand più importanti al mondo. Siamo, ad esempio, tra i pochi siti al mondo ad aver realizzato una guida all’acquisto direttamente su Amazon Italia.

Come selezioniamo i prodotti

Il metodo selettivo per quanto riguarda i prodotti all’interno delle guide è qualcosa che abbiamo sviluppato durante il corso di questi anni. Questo, è diventato un vero e proprio modus operandi, composto fondamentalmente da quattro fasi.

La prima è quella dell’intercettazione del prodotto: quando questo diventa ufficiale, allora viene individuato dai nostri radar. Tutte le voci di corridoio e i rumors non fanno parte del metodo Ridble, poiché la cronaca non ci interessa. Sono solo gli eventi ufficiali e i comunicati stampa ad innescare questa fase, immediatamente collegata con la seconda per quanto riguarda l’eleggibilità. Questa preclude che il prodotto sia alla base disponibile all’acquisto presso qualche negozio, sia esso online oppure fisico: nessun prodotto per l’utente finale deve rappresentare una chimera impossibile da raggiungere.

Se le due fasi precedenti volgono al termine in modo positivo, allora si procedere alla terza fase, ovvero quella della prova. Durante questa fase testiamo i prodotti ormai disponibili alla vendita per toccare con mano tutte le caratteristiche relative. Il fine è quello di individuare potenziali dispositivi da inserire all’interno di questa guida dedicata alla batteria esterna. L’ultima fase è appunto quella dell’inserimento dei prodotti: durante questa individuiamo una specifica fascia in cui il prodotto può essere collocato, eventualmente sostituendo qualche altro prodotto meno performante per un prezzo analogo. Ogni mese infatti, aggiorniamo tutte le guide all’acquisto dando l’opportunità a nuovi prodotti ad essere inseriti nelle guide seguendo tutte e quattro le fasi sopracitate, mettendo magari in discussione quelli che erano già presenti.

Se vuoi saperne di più del metodo Ridble visita la nostra pagina come lavoriamo.

Test tecnici

Per selezionare le batterie esterne dobbiamo necessariamente eseguire dei test tecnici: troppo semplice per i produttori realizzare schede tecniche particolarmente esuberanti se poi, sul campo, i powerbank non rendono quanto promettono.

Per farlo, in primo luogo, quello che testo è la capacità effettiva. La batteria esterna dispone di una capacità totale che è sempre ben esplicitata: questa però non sempre, sulla carta, corrisponde all’effettivo quantitativo di energia che si riceve in output nella ricarica dei dispositivi. Il fenomeno è assolutamente di base normale, ma per essere ritenuta idonea, una batteria esterna deve presentare tale fenomeno in forma contenuta. Ma che significa?

La capacità di una batteria si misura in mAh (milliampereora), ed è proprio con questa unità di misura che anche i dispositivi come smartphone, tablet, PC, sigarette elettroniche vengono indicati anche sulle relative schede tecniche. Va da sé dunque che, il classico approccio di associare la batteria del proprio dispositivo a quella complessiva della powerbank è in parte sbagliato, perché come abbiamo detto esiste il fenomeno della dispersione energetica, ma va inoltre considerato che i dispositivi che vengono ricaricati solitamente rimangono anche accesi, eseguendo processi, e dunque hanno un consumo.

 

Il test che eseguo in questo caso è fondamentalmente quello di ripetere dei cicli di carica completi. Ciò significa che, con powerbank al 100% di carica appena staccato dalla presa di corrente, eseguo uno scarico totale collegando quanti più dispositivi possibili alla batteria esterna, fino a che questa non lampeggia e non riesce a fornire più energia. A questo punto, ricarico la batteria esterna e rieseguo il tutto per almeno 4 o 5 volte, necessarie per far sì che le celle interne possano raggiungere il massimo del loro potenziale. Per ogni ciclo di carica, segno quanti mAh effettivi ho avuto modo di ricaricare. Al termine di tutti i cicli stilo una media dei milliampereora ricaricati, e li metto in relazione a quella che è la capacità della batteria: se questa non dispone di un’efficienza energetica almeno del 70%, la batteria non verrà inclusa all’interno di qualcuna guida, in quanto eccessivamente bassa.

Successivamente è necessario valutare le performance di carica, ovvero quanto effettivamente le varie porte o i vari cavi integrati presenti sulla powerbank riescono a ricaricare velocemente i dispositivi vari. Per svolgere tale test utilizzo dei cavetti di ottima fattura, sfruttando anche in un secondo momento anche quelli presenti in dotazione. Il benchmark che voglio ottenere è molto semplice: che differenza c’è, in termini di tempo, a ricaricare un dispositivo con la batteria esterna rispetto che al suo caricabatterie USB da presa? Se in termini di minuti si rasenta quasi lo stesso tempo, allora la batteria esterna è idonea, in quanto sicuramente sfrutta al meglio lo standard di ricarica rapida supportato dal dispositivo – sia esso uno smartphone, un tablet, una sigaretta elettronica, delle cuffiette o quant’altro. N.B.: c’è da precisare che non tutti i dispositivi mettono a disposizione un caricatore USB da presa con ricarica rapida: per questi, sfrutto un caricatore multiplo esterno con PowerDelivery e Quick Charge 3.0, in modo tale da non falsare in nessun caso i numeri di partenza. In tutto ciò, valuto anche se la batteria esterna dovesse riscaldarsi eccessivamente, cosa che potrebbe essere non poco fastidiosa e pericolosa soprattutto per l’utilizzo nei periodi estivi.

 

Un altro test tecnico va inoltre effettuato inevitabilmente sulla portata. Ogni batteria esterna, come abbiamo detto, dispone di un amperaggio e voltaggio massimo per porta, nonché di uno complessivo. In questo caso dunque, la nostra prova verte proprio su questa tipologia di test: per ogni porta viene collegato, uno alla volta, un dispositivo Android adatto a sostenere il carico energetico in uscita a pieno. Tale dispositivo Android esegue l’applicazione Ampere, la quale mostra a schermo tutti i valori di intensità di corrente e tensione elettrica in tempo reale. In tal modo, oltre a verificare che effettivamente il dispositivo si ricarica e con i tempi previsti dal produttore, abbiamo la possibilità di confermare che la porta eroga i volt e gli ampere dichiarati dal produttore della batteria esterna. Eseguito il test su tutte le porte singolarmente, se i dati dichiarati sono al pari con quanto registrato a schermo dall’app Ampere, allora procediamo con eseguire un test simultaneo, collegando tanti smartphone quanto la batteria esterna consente di collegare (per intenderci, uno per porta). A questo punto, in base al voltaggio e all’amperaggio massimi in uscita della batteria, verifichiamo con i dispositivi sempre tramite l’app Ampere se l’erogazione avviene senza problemi: il risultato finale sarà quello di confermare se, dato un numero di volt e di ampere totali, la batteria è in grado di raggiungerli sommando quelli erogati su ogni singola porta. Se così è, allora il test tecnico va a buon fine; diversamente, con dati di erogazione nettamente inferiori a quanto dichiarato, il prodotto viene escluso dalla nostra guida.

Ultimo test tecnico non meno importante è quello che riguarda i tempi di ricarica della batteria stessa. Questa, infatti, necessita solitamente di un quantitativo di ore notevole per essere rifocillata dallo 0 al 100%, solitamente indicato con 4 LED di stato. Per questo è fondamentale testare anche quanto il produttore è stato in grado di fare per spingere a ricaricare la powerbank in tempi brevi, mediante tecnologie di ricarica rapida o eventuali soluzioni particolari (solitamente troviamo anche il doppio ingresso micro USB e Type-C con PowerDelivery). Per testare il tutto utilizzo un caricatore da presa da ben 60 Watt e dotato di standard Power Delivery, così da essere sicuro che nessun collo di bottiglia può interferire sul risultato finale. A ciclo completo, quindi con l’ultimo LED che smette di lampeggiare, conto le ore necessarie per eseguire l’intero ciclo. Non finisce qui, perché ovviamente rieseguo l’operazione più volte, facendo scaricare completamente il powerbank (per ricaricare i dispositivi, test precedente). Eseguita l’operazione 4 o 5 volte, stilo una media di tempi fra tutti i dati ottenuti e metto a confronto il risultato con quanto dichiarato dal produttore: se le ore necessarie per ricaricare la batteria esterna sono più elevate rispetto a quanto dichiarato dal produttore, allora il prodotto è papabile all’inserimento nella guida all’acquisto: se si parla di 50-60 minuti circa in più per le batterie di taglio piccolo in più, oppure di 110-120 minuti circa in più per quelle più grandi, allora scartiamo il powerbank in questione.

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