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Miglior smartwatch: ecco cosa offre il mercato

Miglior smartwatch: ecco cosa offre il mercato

di Giovanni Mattei
Specialist Smartwatch
aggiornato il 24 maggio 2019
3928 utenti hanno trovato utile questa guida

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N.B. La guida Miglior smartwatch è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Maggio 2019.

In questo articolo parliamo del miglior smartwatch. L’obiettivo è offrivi una panoramica completa delle diverse famiglie di smartwatch in modo da aiutarvi nella scelta del dispositivo che meglio soddisfa le vostre esigenze.

Miglior smartwatch: quale comprare

Il mondo dei dispositivi elettronici di consumo continua ad espandersi, inesorabilmente. Quest’anno sembra toccare alla tecnologia indossabile, rappresentata da smartwatch, smartband e altri dispositivi più particolari pronti a cambiare un po’ le carte in tavola nell’utilizzo classico che facciamo di smartphone e tablet. Dopo aver visto le miglior smartband, pensate prettamente per il fitness, andiamo ad aiutare tutti coloro che scelgono di ampliare le funzionalità del proprio dispositivo principale acquistando uno di questi orologi di nuova generazione, capendo se è davvero necessario comprare un dispositivo del genere, quale criteri utilizzare per sceglierlo e analizzando poi i singoli modelli.

Il settore degli smartwatch è stato aperto in un primo momento da alcuni nomi indipendenti, giunti sul mercato generando un grosso clamore tra pochissimi utenti. Il primo forse, a dirla tutta, fu iPod nano del 2011, proposto con un cinturino da polso. Il mercato si è poi esteso grazie all’impiego di Android in alcune soluzioni; come non ricordare ad esempio i primi Gear proposti da Samsung. Col tempo però le cose sono cambiate, perché le aziende hanno iniziato a capire che il concetto di dispositivo stand-alone, slegato dai propri smartphone, non funzionava. Nascono infatti numerosi prodotti che svolgono il ruolo di “companion device”, ovvero di accessori da accoppiare ai dispositivi che già ben conosciamo.

Al momento sono davvero tante le soluzioni che possono arrivare tra le mani, anzi, ai polsi degli utenti. Se siete utilizzatori molto attivi del vostro smartphone, se magari lo impiegate per attività lavorative, se andate frequentemente a gestire applicazioni, servizi o operazioni sul Web, forse uno smartwatch è uno strumento che può effettivamente esservi utile nel quotidiano. Esso consente nell’atto pratico di evitare di estrarre costantemente il telefono dal taschino, cosa che magari lavorando o stando spesso in giro è abbastanza interessante. Il binomio smartphone/indossabile estende le possibilità di utilizzo di molte app, che ormai si adattano anche in versione “in miniatura” offrendo interazione tramite swipe e comandi vocali.

Un altro impiego abbastanza interessante degli smartwatch è sicuramente quello di periferiche attive sul lato sportivo. Sono infatti davvero moltissimi gli orologi che sfruttano la possibilità di stare sempre al polso dell’utente per raccogliere una serie di dati utili per il fitness e la salute. Le aziende sembrano voler consolidare molto questo aspetto: lo dimostra la nascita di Health – Salute – di Apple, piattaforma apposita basata sul cloud, del tutto simile a Google Fit o di Microsoft Health, controparti della concorrenza. In questo caso abbiamo però anche le semplici smartband, molto più economiche (quelle senza display per intenderci), quindi valutate la cosa.

Ma quale sistema operativo scegliere per il proprio smartwatch? quali sono le compatibilità con i vari sistemi operativi? scopriamo insieme tutti i migliori smartwatch disponibili sul mercato!

Miglior smartwatch: dai 100€ ai 200€

Partiamo la nostra collezione di migliori smartwatch con le soluzioni più economiche, che possono essere acquistate bene o male da quasi tutti gli utenti che vogliono puntare sull’avere qualche notifica e qualche controllo in remoto del proprio smartphone. Piccola premessa: tenete presente che per garantire il funzionamento corretto di smartwatch e indossabili in genere è richiesta una versione recente del sistema operativo su smartphone.

Garmin Vívomove HR

Chi conosce Garmin e apprezza i prodotti rilasciati dall’azienda americana, sa bene che nel portfolio non sono presenti unicamente dispositivi marcatamente sportivi. Ne è la riprova il Garmin Vívomove HR, ovvero uno smartwatch presentato ad IFA 2017 e che si manifesta come successore del modello precedente e ancora una volta pensato per manifestarsi come interessante intersezione fra un orologio classico e uno più “contemporaneo”.

Questo perché guardando con più attenzione il Vívomove HR, si scopre che il quadrante circolare è animato da lancette a movimento accompagnate lateralmente da un piccolo display touch da 64 x 128 pixel. Ovviamente presente l’impermeabilità fino a 5 ATM e l’autonomia di 1 anno garantita da una economica batteria CR2025 sostituibile. Tutte le informazioni relative all’attività fisica e non solo verranno poi sincronizzate con gli smartphone tramite l’applicazione Garmin Connect. Per il Vívomove HR, l’azienda ha previsto funzioni che accompagnano l’utente attraverso pattern di respirazione per scaricare lo stress, la stima della VO2 Max, ovvero il valore che indica il volume massimo di ossigeno consumato dai muscoli, e la tecnologia Move IQ 2.0per il tracking automatico dell’attività fisica.

È uno fra i miglior smartwatch per chi è ancora oggi ancorato all’idea di orologio classico.

Garmin Vivomove HR: la nostra prova

Il Garmin Vivomove HR è l’ultimo smartwatch ibrido in linea di successione rilasciato dal colosso statunitense. Il precedente modello, il Vivomove, mi aveva conquistato per il suo design e la semplicità con cui univa due mondi apparentemente distanti: quello degli orologi classici con quello degli smartwatch veri e propri. L’unione di questi due concetti ha dato vita ad un dispositivo capace di fare più o meno le stesse cose di un comune smartwatch, ma senza violare il desiderio di chi vuole un orologio vero e proprio al proprio polso.

Il Vivomove HR prende quanto fatto di buono dal suo predecessore e lo porta ad un altro livello. Innanzitutto è finalmente in grado di tracciare il battito cardiaco grazie al sensore HR. Questo si rifà alla tecnologie Garmin Elevate, il che dona allo smartwatch una precisione invidiabile nel tracciare i bpm del cuore. Durante la mia prova, ho apprezzato tantissimo notare quanto il sensore fosse in grado di misurare cambi repentini del battito cardiaco.

Il display è un altro aspetto del dispositivo che cambia in meglio. Si passa dalle piccole lunette del Vivomove ad un vero e proprio pannello OLED da 64 x 128 pixel. È piccino ma in grado di dare il giusto significato alle informazioni mostrate, senza incastrare l’utente in eccessivi tap e swipe. L’applicazione mobile resta una delle più complete sul mercato – apprezzo il livello di dettaglio delle informazioni carpite dallo smartwatch – ma ho notato qualche complicazione di troppo girando nei vari menu; potrebbe essere un po’ troppo complessa per un neofita.

Infine, l’autonomia è quella che ci si aspetta da uno smartwatch ibrido. Essendo orfano del modulo GPS, la batteria è chiamata a rispondere solo del sensore HR e del piccolo display. Riesce a garantire più di una settimana di carica anche con un uso intenso.

Puoi acquistare Garmin Vivomove HR su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Garmin Vivomove HR è disponibile nella variante Garmin Vivomove HR Premium.

Fitbit Charge 3

Come abbiamo sottolineato all’interno della recensione Fitbit Charge 3, si tratta dell’ultimo smartwatch prodotto dal colosso statunitense e pensato per aggredire il mercato di questo fine 2018 ed inizio 2019. Si tratta di un prodotto estremamente interessante, adatto sia a chi vuole tracciare i propri allenamenti che per chi vuole qualche informazione in più ma anche per gli sportivi un po’ più esigenti.

Il punto di forza del Charge 2 è certamente la presenza del sensore HR capace di tracciare l’andamento del battito cardiaco 24/7. Nonostante possa far salire qualche dubbio sull’autonomia generale, in realtà il Charge 2 offre interessanti spunti per quanto concerne la durata della batteria. Merito è certamente dell’ottimizzazione hardware ma anche dell’assenza del modulo GPS, forse l’unica vera pecca per un dispositivo smart da polso.

Il Charge 3 lo consigliamo a chi è affezionato alla serie Charge ma al contempo cerca una soluzione maggiormente ottimizzata rispetto alla passata generazione. L’applicazione companion è una delle migliori attualmente presenti in circolazione e l’azienda rilascia spesso piccoli aggiornamenti firmware pensati per migliorare alcuni aspetti dello smartwatch o per risolvere qualche bug. Il tutto rende il Charge 3 uno fra i miglior smartwatch, nonostante il design che lo rende più vicino ad una smartband che ad altro.

Puoi acquistare Fitbit Charge 3 su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Fitbit Charge 3 è disponibile nella variante Fitbit Charge 3 Special Edition.

TomTom Spark 3

Il TomTom Spark 3 è il nuovo smartwatch di TomTom pensato per aggredire il mercato di questo fine 2016. Come annuncia il nome stesso, si tratta della nuova generazione di orologio intelligente che fa parte della gamma “Spark”. Come abbiamo detto all’interno della nostra recensione che trovate linkata qui in alto, potremmo quasi definirlo come uno “sportwatch” in quanto è profondamente indirizzato a chi intende lo sport a livello amatoriale (magari però con qualche dettaglio in più per quanto riguarda il tracciamento dell’attività fisica) oppure per chi svolge lo sport a livello semi-professionale.

Il retro del TomTom Spark 3 vede la presenza di un sensore per il battito cardiaco estremamente preciso ed in grado di iniziare a carpire le informazioni dopo qualche secondo dalla sua attivazione. Per mantenere i consumi della batteria entro determinati livelli, TomTom ha pensato di attivare il sensore HR ad intervalli regolari. Questo permette sicuramente di tenere traccia del proprio battito cardiaco (magari per avere uno storico del suo andamento) ma anche di non lasciare lo Spark 3 a secco dopo poche ore. Potremo dire la stessa cosa per quanto riguarda il sensore GPS: quest’ultimo si comporta bene, anche in situazioni in cui non è facile agganciare il segnale. A stretto contatto con il sensore GPS troviamo la nuova funzione sentieri che vi permette di tornare al punto di partenza (magari la vostra abitazione) ma andando ad esplorare nuove vie che diversamente non avreste potuto sperimentare – tutte le specifiche sono presenti all’interno della nostra recensione TomTom Spark 3.

La batteria con un uso del sensore GPS e HR per un’ora al giorno, permette di fare tranquillamente una settimana completa. Lo consigliamo per la sua robustezza, per la possibilità di caricare mappe in formato .gpx oltre che il tracking di diversi tipi di allenamento, anche al chiuso. È uno fra i miglior smartwatch per chi è alla ricerca di un compagno affidabile, anche all’aperto.

Puoi acquistare TomTom Spark 3 su Amazon su eBay o su ePrice In alternativa TomTom Spark 3 è disponibile nelle varianti TomTom Spark 3 Cardio o nella variante TomTom Spark 3 Cardio + Music.

Fitbit Ionic

Tutti, sportivi e non, conoscono Fitbit e i suoi prodotti. Se alcuni sono prettamente votati al tracking dell’attività fisica, l’azienda californiana ha presentato anche dispositivi leggermente più duttili. Fra questi il migliore è il Fitbit Ionic, ovvero lo smartwatch presentato qualche mese fa e pensato per traghettare l’azienda nel settore degli smartwatch di fascia alta. Lo Ionic integra ovviamente accelerometro, altimetro, cardiofrequenzimetro e GPS: tutto ciò che ci aspettiamo in uno smartwatch e in un fitness tracker. Vi è ovviamente la possibilità di ricevere le notifiche dal nostro smartphone, seppur in maniera leggermente più limitata rispetto alle principali piattaforme smartwatch nel caso di utilizzaste iOS.

Il display 1.42 pollici a colori fa però il suo lavoro piuttosto bene. Fitbit Ionic è compatibile con iOS, Android e Windows, diventando di fatto una delle proposte con la migliore integrazione cross-platform. Lo Ionic presenta anche la funzione Fitbit Coach, ovvero un programma di allenamento fatto di video ed esercizi che guidano lo sportivo nell’attività fisica di tutti i giorni – la funzione sarà disponibile ufficialmente a partire dal 2018. Per quanto riguarda l’autonomia, la compagnia dichiara fino a 4 giorni di autonomia e 10 ore con GPS sempre attivo.

Fitbit Ionic: la nostra prova

Il Fitbit Ionic è lo smartwatch di punta del colosso hi-tech statunitense. L’aspetto è quello che ci si aspetta da un dispositivo di fascia alta, pensato per chi vuole il massimo da questo tipo di dispositivi e non è impaurito dallo spendere una bella cifra per averlo. Quali sono le caratteristiche principali di questo smartwatch? Beh sicuramente il parco sensori, uno dei migliori attualmente presenti sui wearable Fitbit.

L’azienda è famosa per essere una delle più impegnate in questo ambito, e si vede. Oltre ai classici sensori per il tracking dei passi, della distanza percorsa, delle calorie bruciate e della qualità del sonno, il Fitbit Ionic integra il sensore HR per il battito cardiaco e il modulo GPS. Il primo è estremamente preciso, attivo 24/7 ed in grado di registrare perfettamente la variazione del battito cardiaco a riposo e durante le fasi di allenamento più concitate.

Il secondo, invece, si attiva di volta in volta quando si fa partire il tracking dell’attività fisica. Secondo i miei test durante il suo utilizzo, lo Ionic impiega circa una decina di secondi per stabilire una connessione solida. Nonostante la presenza di questi sensori, lo Ionic dispone di una batteria molto buona. L’azienda indica un’autonomia di 4 giorni, ma durante le mie prove sono andato anche un po’ oltre.

Come si può intuire, il vero tallone d’Achille dello smartwatch è il GPS. Una volta attivato si assiste ad una perdita di carica di una certa portata, arrivando a garantire circa 10 ore di utilizzo con il modulo sempre attivo. L’applicazione mobile è un altro aspetto valido dello Ionic e di qualsiasi dispositivo Fitbit. È curata, aggiornata molto frequentemente, dettagliata ed estremamente informativa.

Puoi acquistare Fitbit Ionic su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Fitbit Ionic è disponibile nella variante Fitbit Ionic Adidas edition.

Mobvoi TicWatch S2

La fascia di prezzo che si aggira fra i 100 e 200€ per quanto riguarda il miglior smartwatch, non poteva non includere il TicWatch S2, uno smartwatch davvero interessante che con la seconda generazione tenta di replicare l’enorme successo del modello precedente.

Mobvoi, l’azienda che si occupa dello sviluppo del  TicWatch, è stata una delle migliori scommesse di raccolta fondi su Kickstarter e Indiegogo, riuscendo a incettare un cospicuo gruzzolo di danaro in pochissimo tempo, segno che il pubblico era davvero interessato al progetto dell’azienda. Qual è la strategia di Mobvoi per quanto riguarda questo smartwatch con Wear OS?

Il TicWatch S2 offre una interessante selezione di sensori (GPS, Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth 4.1 LR, sensore HR) in un prodotto che stenta a superare i 200€ di listino. È davvero difficile non consigliare di acquistare questo device che, nonostante sia poco conosciuto rispetto a mostri sacri come LG, ASUS o Samsung, dà del filo da torcere a prodotti decisamente più costosi.

Frontalmente troviamo un quadrante circolare 1.39 pollici con tecnologia AMOLED e una risoluzione da 400 x 400 pixel. Il display si comporta bene in qualsiasi condizione di luce ed inoltre, grazie alla tecnologia AMOLED, è possibile sfruttare un gran numero di watchface con display always-on senza avere particolare impatto sulla batteria. Il processore Snapdragon 2100 da 1.2 GHz è abbinato a 4 GB di memoria RAM e 512 MB di storage non espandibile.

L’OS non si impunta, viaggia senza lag o indecisioni, cosa che risulta particolarmente interessante per uno smartwatch “economico”.

Mobvoi TicWatch S2: la nostra prova

Mobvoi era un’azienda più o meno sconosciuta fino al suo arrivo sulle pagine di Kickstarter. Era il lontano 2017 quando si presentava come quella che sarebbe stata in grado di creare lo smartwatch adatto a tutti. L’arrivo della prima generazione di TicWatch mi ha convinto che è realmente possibile creare un prodotto valido e di successo senza chiedere agli utenti una cifra spropositata.

Il TicWatch S2 lo posso definire come la normale prosecuzione dell’ottimo lavoro portato avanti dall’azienda cinese, operando alcune piccole differenze che rendono questo prodotto ancora più allettante. Le novità reali sono poche ma di quelle che si fanno sentire. Il parco sensori è ancora una volta estremamente completo se si considera il prezzo di listino del TicWatch S2. Oltre ai classici giroscopio, accelerometro, sensore di prossimità e quant’altro, lo smartwatch presenta il sensore HR per il battito cardiaco e il modulo GPS.

Devo dire che durante le mie prove non ho rilevato grossi problemi nel loro utilizzo (il modulo GPS si aggancia in pochissimo tempo ed è piuttosto preciso), anche se il sensore HR mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca per quanto riguarda il tracking durante allenamenti piuttosto pesanti. Nello specifico, una fase di sprint sul tapis roulant ad alta velocità non ha registrato correttamente i bpm del mio cuore.

L’applicazione mobile per visionare i dati di allenamento si basa su Google Fit oppure su TicSalute. Devo ammettere che quest’ultima l’ho trovata più informativa e completa rispetto a quella proposta da Google. Un po’ deludente l’autonomia dove invece mi sarei aspettato qualcosa di più. La batteria da 415 mAh (più capiente di quasi il 40% rispetto la generazione passata) mi ha sempre abbandonato dopo un giorno e mezzo di utilizzo, anche blando.

Puoi acquistare Mobvoi TicWatch S2 su Amazon o se preferisci su eBay

Mobvoi TicWatch S2
Prezzo consigliato: € 179.99Prezzo: € 179.99

Miglior smartwatch: dai 200€ in su

Spostiamoci verso una sezione lievemente differente rispetto a quella precedente. Per tutti gli appassionati di tecnologia che vogliono acquistare uno smartwatch senza badare a spese dedichiamo infatti la proposta di modelli differenti. Vediamo quali sono i migliori smartwatch premium, con funzioni e design unici.

ASUS ZenWatch 3

ASUS non sta certamente a guardare il mercato dei wearable senza proporre la sua personale visione di quello che dovrebbe essere uno smartwatch completo a 360°. ASUS ZenWatch 3 è l’ultima fatica del colosso in tal senso: abbiamo avuto modo di vederlo per la prima volta all’interno della grande fiera di IFA 2016.

Quello che ci è apparso subito lampante è l’estrema cura che ASUS ha instillato nella creazione del suo ZenWatch 3. Per funzioni e qualità costruttiva l’abbiamo etichettato come uno dei miglior smartwatch attualmente presenti sul mercato. Il discorso è ancora valido nonostante siano passati diversi mesi dalla sua messa in commercio.

Sebbene all’interno della nostra recensione abbiamo sollevato i nostri dubbi per quanto riguarda Android Wear, l’azienda ha ricevuto la nuova versione di Android Wear 2.0 (ad oggi ribattezzato come Wear OS) nel Q2 del 2017. Bisogna aspettare ancora qualche mese, è vero, ma anche così non può non far parte della nostra selezione dei miglior smartwatch per questo 2017. Frontalmente troviamo una cassa circolare in acciaio 316L con tre piccole corone incastonate lateralmente.

L’azienda mette a disposizione due cinturini (acciaio e vera pelle) e tre colorazioni: grigio, nero e oro/rosa. Come abbiamo più volte sottolineato nella recensione, il display AMOLED da 1.39″ è assolutamente sbalorditivo e il comparto hardware animato da uno Snapdragon Wear 2100 e 512 MB di RAM permettono di scorrere lungo Android Wear senza problemi. L’unica pecca è però l’assenza di funzioni fitness, quasi come se ASUS ci volesse indicare che si tratta di uno smartwatch pensato per gli utenti di tutti i giorni escluso gli sportivi. Design, caratteristiche tecniche e materiali premium lo rendono uno dei miglior smartwatch in circolazione.

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Garmin fenix 5

Chi conosce la serie fenix di Garmin, sa benissimo che si tratta dei miglior smartwatch che la compagnia produce, almeno per quanto riguarda il grande corredo di sensori e design premium. Il Garmin Fenix 5 è al momento il wearable intelligente più completo proposto dalla compagnia, e lo si denota anche dal prezzo di listino. Il design è come sempre di prim’ordine, come si può facilmente intuire dall’immagine del prodotto. La cassa è in acciaio inossidabile, di una certa dimensione (forse più adatto ad un polso maschile), affiancato da un cinturino solido e robusto. Frontalmente è presente un ottimo pannello a colori da 240 x 240 pixel, mentre la UI viene comandata facilmente grazie alla presenza di cinque tasti che ornano la corona. La parte posteriore svela il classico sensore HR per il battito cardiaco ed il PIN per la ricarica con cavetto proprietario.

Per quanto riguarda il tracking dell’attività fisica, il Garmin Fenix 5 prevede il tracciamento di una nutrita selezione di allenamenti. Si parte dalla corsa (all’aperto, al chiuso o in pista), alla bicicletta (al chiuso, in strada e in montagna), al nuoto (piscina o in mare), al golf, allo scii, al triathlon e tanto altro. L’autonomia della batteria è uno dei punti di forza dello smartwatch che riesce a resistere ben 2 settimane. Il valore subisce un drastico calo nel caso di utilizzo continuativo del modulo GPS: in quel caso il Fenix 5 è in grado di offrire 15 ore di autonomia, comunque più che sufficienti per il tracking dell’attività fisica.

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Samsung Galaxy Watch Active

Samsung è stata tra le pioniere dell’industria smartwatch con la linea Gear, e continua imperterrita con l’arrivo del nuovo Galaxy Watch Active, evoluzione naturale dell’ottimo Galaxy Watch presentato all’Unpacked 2018. Con ormai quindi un po’ di anni di esperienza alle spalle, il nuovo smartwatch è senza dubbio il modello più convincente dell’azienda che offre una valida alternativa a Wear OS o Apple Watch. Visto da vicino durante la passata edizione del Mobile World Congress di Barcellona, il Galaxy Watch Active è dotato di un display Super AMOLED da 1,1 pollici con 360 x 360 pixel di risoluzione.

Lo smartwatch ha un design semplice e pulito, ma allo stesso tempo molto efficace e moderno. Rispetto al fratello “Watch”, questa edizione perde la tanto amata ghiera rotante, utilissima per scorrere rapidamente da una notifica all’altra, in favore di un design più liscio, lineare. Come accennato qualche riga più su, anche quest’anno lo smartwatch non si affida alla piattaforma Google (Wear OS) ma monta TizenOS 4.0, il sistema operativo di Samsung; le app sono senza dubbio in numero minore rispetto a quelle presenti negli smartwatch con l’OS di Google, ma avere un ecosistema proprietario consente a Samsung di operare una maggiore libertà di scelte.

C’è da dire però che la stragrande maggioranza delle app più importanti trovano spazio anche su TizenOS, compreso quelle tanto amate dagli sportivi incalliti. Al suo interno troviamo una CPU Exynos 9110 dual-core da 1.15 GHz con 4 GB di memoria interna e 768 MB di RAM. Troviamo quindi lo stesso identico SoC presente nel Galaxy Watch, e non è un male. Sono ovviamente integrati il Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth 4.2 LE, modulo GPS + GALILEO + BDS, ed anche il supporto NFC utilizzabile per i pagamenti tramite Samsung Pay, la soluzione dell’azienda coreana per i pagamenti via NFC.

Poi, dal punto di vista dei sensori, troviamo i classici accelerometro, giroscopio, cardiofrequenzimetro, barometro e sensore di luminosità. Il Galaxy Watch Active è inoltre certificato IP68 e dunque in grado di resistere al contatto della polvere e ad immersioni in acqua. Se non vi convincono le offerte di Wear OS o Apple Watch, forse il Watch Active con il suo TizenOS fa al caso vostro. Senza ombra di dubbio si tratta di uno fra i miglior smartwatch presenti in circolazione.

Samsung Galaxy Watch Active: la nostra prova

Il Samsung Galaxy Watch Active è l’ultimissimo smartwatch rilasciato dalla compagnia nord coreana al MWC ’19 di Barcellona. Si presenta come il miglior smartwatch munito di TizenOS. Sebbene possa sembrare una versione depotenziata del tanto apprezzato Galaxy Watch, l’Active mi ha stupito sotto tanti punti di vista, a partire dall’ottimo parco sensori.

Infatti, in un corpo che risulta più piccolo e leggero rispetto al Galaxy Watch, l’Active integra giroscopio, accelerometro, barometro, sensore HR per il battito cardiaco e modulo GPS. I primi permettono di captare movimenti che vengono poi tramutati in informazioni che servono per calcolare la distanza percorsa, i passi e le calorie bruciate.

Devo però fare i complimenti a Samsung per l’integrazione di un sensore HR con i fiocchi. Durante le mie prove al polso, ho valutato l’accuratezza dei dati raccolti confrontandoli con un Fitbit Ionic, uno degli smartwatch più accurati presenti sul mercato. Ho svolto varie sessioni di allenamento sia al chiuso che all’aperto – tra parentesi: l’Active è in grado di tracciare un numero incredibile di attività fisiche! -, e i dati raccolti sul battito cardiaco erano pressoché identici a quelli registrati dallo Ionic.

Il modulo GPS si comporta bene e durante le mie prove non ho notato grandi problemi a registrare correttamente la posizione. L’autonomia è affidata ad un modulo da 230 mAh, che mi ha permesso di arrivare a coprire senza troppi problemi quasi due giorni di utilizzo con una singola carica. Unica nota dolente è il modulo GPS: in fase di tracking ha una incidenza di circa il 20% di carica all’ora.

Infine, l’applicazione mobile. Samsung Health è migliorata parecchio negli ultimi mesi. Non siamo ai livelli di Fitbit, ma è ben fatta, ricca di dettagli utili sulla qualità del sonno o sul tipo di attività fisica svolta durante la giornata.

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Samsung Galaxy Watch Active
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Apple Watch Series 4

Dopo diversi mesi dal lancio del tanto apprezzato Apple Watch Series 3, l’azienda guidata da Tim Cook ha finalmente svelato la nuova versione del wearable Apple. Le novità di questo nuovo modello seguono più o meno tutte le richieste da parte dei tanti utenti che, nonostante tutto, hanno dato fiducia ad Apple acquistando il primo smartwatch mai rilasciato dalla compagnia.

Apple Watch Series 4 vede l’arrivo di un nuovo design per quanto riguarda il display, che permette adesso di utilizzare lo smartwatch con maggiore facilità a partire dalle watchfaces. Contrariamente dal Series 3 LTE che non ha fatto l’ingresso nel nostro Paese a causa di mancati accordi commerciali con i nostri operatori, la variante LTE del Series 4 è disponibile da noi tramite Vodafone. Il nuovo Watch Series 4 monta watchOS 5 compresa la piena libertà di personalizzare il quadrante dell’orologio.

Il nuovo pannello ha obbligato Apple ha operare alcuni importanti cambiamenti a partire dalle dimensioni delle casse: si passa infatti dai 38/42 mm ai 40/44 mm. Questo cambio di dimensioni ha permesso agli ingegneri di modificare la disposizione dei microfoni e degli speaker, rendendo più semplice l’ascolto e l’invio di messaggi vocali.

Apple Watch Series 4: la nostra prova

L’Apple Watch Series 4 è l’ultimo smartwatch prodotto dal colosso hi-tech ed è uno dei punti di riferimento per quanto riguarda il settore dei wearable. Le differenze con le passate generazioni sono tante e si iniziano a sentire non appena si allaccia lo smartwatch al proprio polso. Evidentemente si parte dal display, più grande, sempre di ottima qualità e finalmente con un bel lavoro di ottimizzazione per quanto riguarda le cornici, adesso quasi a filo con il frame in alluminio.

Il vero punto di forza è però quello che si trova al suo interno, a partire dai sensori. Apple, infatti, per questa generazione ha voluto puntare ancora una volta sull’aspetto più importante per uno smartwatch: il tracking dell’attività fisica e non solo. Oltre ai classici elementi che permettono di tenere traccia dei passi, della distanza e delle calorie bruciate, l’Apple Watch Series 4 presenta un nuovo sensore HR con tanto di ECG.

Durante la mia recensione mi sono focalizzato proprio su quest’aspetto per cercare di capire quanto sia effettivamente utile. L’ECG (elettrocardiogramma) permette di ricavare un tracciato del battito cardiaco ancora più dettagliato che, alla fine, può essere salvato come PDF e inviato al proprio medico curante. È un qualcosa in più che indica perfettamente dove vuole arrivare Apple: creare un dispositivo in grado di monitorare elementi essenziali per il benessere di una persona.

L’autonomia e l’applicazione mobile sono poi altri due aspetti che mi hanno convinto a pieno durante la mia prova. La prima mi ha permesso di coprire un giorno e mezzo con un utilizzo senza limitazioni (18 ore con GPS sempre attivo, mica male), mentre la seconda è ancora oggi una delle migliori sul mercato assieme a quella sviluppata da Fitbit. È dettagliata, facile da utilizzare e completa.

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