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Miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro: diamo un’occhiata ai migliori del mercato

Miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro: diamo un’occhiata ai migliori del mercato

di Giovanni Mattei
Specialist Smartwatch
aggiornato il 24 maggio 2019
2928 utenti hanno trovato utile questa guida

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N.B. La guida Smartwatch con cardiofrequenzimetro è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Maggio 2019.

In questo articolo parliamo del miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro. L’obiettivo è offrivi una panoramica completa dei diversi smartwatch con cardiofrequenzimetro presenti sul mercato in modo da aiutarvi nella scelta del dispositivo che meglio soddisfa le vostre esigenze.

Miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro: quale comprare

All’interno di questa nostra guida sul miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro, andremo a scoprire quali sono i prodotti che meglio soddisfano le esigenze di chi vuole tracciare l’andamento del proprio battito cardiaco durante l’allenamento. Il sensore HR – da noi conosciuto maggiormente come “sensore per il battito cardiaco” – è quell’elemento posto nel lato posteriore di ogni smartwatch adibito proprio a tracciare l’andamento dei nostri battiti cardiaci. Il funzionamento è molto semplice, anche per noi comuni mortali: il sangue (rosso) assorbe la luce verde che, se ci fate caso, è proprio quella che viene emanata dal sensore HR mentre è in funzione.

Tramite questo principio fisico, il sensore è in grado di misurare la quantità di sangue che passa attraverso il nostro polso. Più il battito è accelerato, più il sangue passa attraverso il polso e, conseguentemente, maggiore sarà il numero di battiti al minuto registrati dal proprio smartwatch con cardiofrequenzimetro. Il grado di fedeltà di questi valori dipende molto spesso dal classico connubio hardware & software. Alcune aziende riescono ad offrire dei dati più veritieri, altri posso andare in contro a qualche lieve differenza. Nella nostra guida, abbiamo scelto i prodotti migliori da questo punto di vista, considerando anche il prezzo di listino.

Se è vero che smartwatch costosi sono molto spesso accompagnati da sensori molto validi e precisi, lo è in parte anche per alcuni “smartwatch economici”; infatti, non tutti i prodotti a basso prezzo sono da considerare inaffidabili. Ultima piccola precisazione: i prodotti qui elencati non sono da considerare come prodotti sanitari, indicati per il monitoraggio ospedaliero di pazienti che hanno patologie cardiache. Gli smartwatch con cardiofrequenzimetro sono da considerare un alleato di sportivi (alle prime armi o di livello superiore) e persone che vogliono mantenersi in forma.

Xiaomi Amazfit Bip Lite

Riprendendo quanto detto poco più su per quanto riguarda gli smartwatch a basso costo, lo Xiaomi Amazfit Bip Lite è sicuramente uno fra i miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro presenti in circolazione per la sua fascia di prezzo. Vedendo a quanto viene commercializzato, viene naturale chiedersi come sia possibile, ma le recensioni parlano chiaro: a questo prezzo, l’Amazfit Bip Lite è il miglior compromesso a cui una persona può scendere avendo comunque la certezza di acquistare un prodotto valido. Il design ricorda in qualche modo l’Apple Watch, ma in questo caso con una cassa in cui è presente solo un piccolo tasto. Frontalmente trova posto un display da 1.28 pollici con tecnologia 2.5D. Questo significa che, mano mano che ci si avvicina ai bordi del pannello, quest’ultimo tende leggermente a curvare in modo da dare una impressione di continuità fra il display e il telaio stesso.

Il piccolo Xiaomi Amazfit Bip Lite integra la stragrande maggioranza dei sensori presenti in prodotti decisamente più costosi. Oltre al classico Bluetooth 4.0 LE, lo smartwatch integra il sensore HR per il battito cardiaco ed il modulo GPS, elemento fondamentale per tracciare con estrema precisione i propri spostamenti mentre si fa un po’ di sport all’aperto. Al prezzo di circa 60€, lo Xiaomi Amazfit Bip Lite offre anche la certificazione IP68 che lo rende adatto anche a chi vuole indossare lo smartwatch in presenza di acqua.

I dati raccolti dal sensore HR vengono immagazzinati e mostrati nell’applicazione proprietaria di Xiaomi (disponibile sia per iOS che per Android). Consigliamo di acquistare questo smartwatch a tutti gli sportivi – ovviamente amatoriali – interessati al tracking della propria attività cardiaca avendo anche cura di spendere una cifra accettabile.

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Fitbit Charge 3

Dallo smartwatch di Xiaomi a questo di Fitbit c’è una differenza davvero abissale. Non è tanto una questione di prezzo – alla fine i due prodotti possono essere considerati entrambi come “economici” -, ma di ottimizzazione dei sensori presenti sul Fitbit Charge 3. Come abbiamo sottolineato all’interno della recensione Fitbit Charge 3, si tratta dell’ultimo smartwatch (se non consideriamo lo Ionic) prodotto dal colosso statunitense e pensato per aggredire il mercato degli ultimi mesi.

Il punto di forza del Charge 3 è ovviamente la presenza del sensore HR capace di tracciare l’andamento del battito cardiaco 24/7. Nonostante possa far salire qualche dubbio sull’autonomia generale, in realtà il Charge 3 offre interessanti spunti per quanto concerne la durata della batteria. Merito è certamente dell’ottimizzazione hardware ma anche dell’assenza del modulo GPS, forse l’unica vera pecca per un dispositivo smart da polso.

Il Charge 3 di Fitbit è indirizzato allo sportivo che vuole affidare il tracking della propria attività fisica ad un prodotto valido. Fitbit è impegnata in questo settore da diversi anni ed ha raggiunto un livello di perfezione tale da non sfigurare di fronte a mostri sacri del calibro di Apple e Samsung. Inoltre, l’applicazione companion è una delle migliori attualmente presenti in circolazione e l’azienda rilascia spesso piccoli aggiornamenti firmware pensati per migliorare alcuni aspetti dello smartwatch o per risolvere qualche bug.

Puoi acquistare Fitbit Charge 3 su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Fitbit Charge 3 è disponibile nella variante Fitbit Charge 3 Special Edition.

TomTom Spark 3

Il TomTom Spark 3 fa parte della nuova generazione di orologi intelligenti inerenti alla gamma “Spark”. Come abbiamo detto all’interno della nostra recensione TomTom Spark 3, potremmo quasi definirlo come uno “sportwatch” in quanto è profondamente indirizzato a chi intende lo sport a livello amatoriale, oppure per chi svolge lo sport a livello semi-professionale.

Il retro del TomTom Spark 3 vede la presenza di un sensore per il battito cardiaco estremamente preciso ed in grado di iniziare a carpire le informazioni dopo qualche secondo dalla sua attivazione. Per mantenere i consumi della batteria entro determinati livelli, TomTom ha pensato di attivare il sensore HR ad intervalli regolari. Questo permette di tenere traccia del proprio battito cardiaco (magari per avere uno storico del suo andamento) ma anche di non lasciare lo Spark 3 a secco dopo poche ore. Potremo dire la stessa cosa per quanto riguarda il sensore GPS: quest’ultimo si comporta bene, anche in situazioni in cui non è facile agganciare il segnale.

A stretto contatto con il sensore GPS troviamo la nuova funzione sentieri che vi permette di tornare al punto di partenza (magari la vostra abitazione) ma andando ad esplorare nuove vie che diversamente non avreste potuto sperimentare. La batteria con un uso del sensore GPS e HR per un’ora al giorno, permette di fare tranquillamente una settimana completa. Lo consigliamo per la sua robustezza, per la possibilità di caricare mappe in formato .gpx oltre che il tracking di diversi tipi di allenamento, anche al chiuso.

Puoi acquistare TomTom Spark 3 su Amazon su eBay o su ePrice In alternativa TomTom Spark 3 è disponibile nelle varianti TomTom Spark 3 Cardio o nella variante TomTom Spark 3 Cardio + Music.

Samsung Gear Sport

Il Samsung Gear Sport l’avevamo visto da vicino durante l’IFA 2017 di Berlino. Dopo qualche mese dalla sua uscita ufficiale sul mercato, si è già meritato il premio come uno dei miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro disponibili sul mercato. Dal punto di vista del design, siamo di fronte ad un prodotto che potremmo definire come una sorta di evoluzione del Samsung Gear S2. Come tutti gli smartwatch di Samsung, anche il Gear Sport si rifà a Tizen OS, sistema operativo proprietario che ha preso il posto di Android Wear da ormai qualche tempo.

Come anticipa il nome stesso, il Gear Sport è uno smartwatch pensato per chi ama fare lo sport, anche in piscina. Infatti, questo prodotto è finalmente in grado di tenere traccia della propria attività fisica anche mentre si nuota. La strategia di Samsung è quindi quella di offrire il prodotto migliore per chi è alla ricerca di uno smartwatch pensato per lo sport. I dati relativi al tracking dell’attività fisica vengono immagazzinati all’interno dell’ecosistema Samsung, un po’ come fa Apple con la l’app “Salute”.

Come miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro , il Samsung Gear Sport è in grado di tracciare l’andamento del battito cardiaco 24/7, costantemente, e di tirarne fuori un piccolo grafico da controllare rapidamente tramite il display dello smartwatch – una visione più chiara è dettagliata è disponibile all’interno dell’applicazione companion. L’accuratezza dei dati raccolti dal sensore HR è tale da mimare in toto quelli che possono essere carpiti da una fascia di rilevamento toracica, da sempre considerata come soluzione migliore per un tracciamento rigoroso. Questo rende il Samsung Gear Sport come una fra le migliori scelte da prendere in considerazione quando si vuole acquistare uno smartwatch con cardiofrequenzimetro.

Samsung Gear Sport: la nostra prova

Il cuore della proposta “fitness” di Samsung per quanto riguarda il suo grande universo di dispositivi wearable, è tutto racchiuso all’interno del Samsung Gear Sport. A differenza del Watch Active che rappresenta la giusta scelta per chi è alla ricerca di uno smartwatch “classico”, il Gear Sport ruota tutto attorno al concetto di “sportwatch”. È un qualcosa che ho percepito da subito, non appena l’ho allacciato al polso.

Come sempre ho puntato la prima parte della mia prova sui sensori e su come si comportano. Devo dire che durante i miei test ho praticato diversi tipi di allenamenti al chiuso (tapis roulant e squat) e altri all’aperto (camminata e corsa al parco), senza avere alcun tipo di problema. Oltre a tracciare la distanza percorsa, i passi e le calorie bruciate, il Gear Sport monitora h24 il battito cardiaco tramite il sensore HR.

In aggiunta, cosa che non mi aspettavo, questo funziona bene anche in piscina – alcuni smartwatch tendono a disabilitare il sensore HR in acqua in quanto può creare qualche problema nel tracciare correttamente il battito cardiaco. Il modulo GPS è preciso e puntale e funziona bene. Durante la mia prova ho testato la stabilità di connessione in montagna, dove spesso ho qualche problema, e devo dire che mi ha positivamente stupito.

L’autonomia del Gear Sport è alimentata da un modulo da 300 mAh che si comporta piuttosto bene. In fase di utilizzo “standard”, senza tracking dell’attività fisica, riesco a raggiungere i due giorni e mezzo di utilizzo, che scendono a circa 15 ore con il GPS sempre attivo. Infine, l’applicazione mobile è uno degli aspetti su cui Samsung sta investendo molto. Samsung Health sta diventando il nuovo punto di riferimento per le app di fitness, con un ottimo livello di presentazione delle informazioni relative al sonno e all’attività fisica in generale.

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Garmin Vivoactive 3

Proprio come abbiamo visto per il Samsung Gear Sport poco più su, anche il Garmin Vivoactive 3 è l’ultimo smartwatch che la casa ha presentato durante la passata IFA 2017 di Berlino. L’azienda è impegnata da diversi anni all’interno di questa categoria di prodotti, e la sua grande sapienza le ha permesso di mettere sul mercato un prodotto assolutamente valido.

A differenza del Samsung Gear Sport, forse colpevole di avere un aspetto troppo sportivo, il Garmin Vivoactive 3 offre un design che potremmo definire adatto a tutti i giorni. Questo permette a chi lo indossa di avere un tracciamento della propria attività fisica 24/7, compreso l’andamento del proprio battito cardiaco. Il sensore HR offre una precisione tale da essere adatto anche ai corridori, spesso impegnati in sessioni con battiti elevati per diverso tempo. Questo particolare “mix di dati” possono mettere in difficoltà i sensori HR di alcuni smartwatch, spesso piuttosto imprecisi in condizioni di stress cardiaco prolungato.

Il Garmin Vivoactive 3 è un validissimo smartwatch per gli sportivi più incalliti o per chi ama fare un po’ di allenamento per mantenersi in forma. Inoltre, grazie ad un sensore HR di altissimo livello, permette di tracciare con grande precisione l’andamento del proprio cuore durante l’allenamento e non.

Garmin Vivoactive 3: la nostra prova

Il Garmin Vivoactive 3 è l’evoluzione del Vivoactive HR, uno smartwatch estremamente importante per Garmin, tale da permettere al colosso statunitense di posizionarsi come una delle più prestigiose realtà nel panorama dei dispositivi wearable. Per il Vivoactive 3, Garmin ha deciso di puntare su un design più moderno, rinnovato, con cassa circolare in acciaio inossidabile interrotta da un singolo tasto fisico sul lato destro.

Il cambio di passo è di una certa valenza, tale da permettere al Vivoactive 3 di essere visto come uno smartwatch da indossare tutti i giorni, e non solo quando si allacciano gli scarpini per andare a fare una corsa al parco. Si tratta di una cosa che ho apprezzato tantissimo durante le mie giornate di test. Come da tradizione, lo smartwatch presenta sensori di altissimo livello, in grado di tracciare un numero davvero importante di attività fisiche, sia all’aperto che al chiuso.

Il sensore HR mi ha positivamente colpito durante le mie giornate di test. La tecnologia Garmin Elevate non mi delude mai e permette allo smartwatch di tracciare sessioni di allenamento piuttosto intense. Infatti, ho apprezzato la capacità del dispositivo di monitorare i battiti del mio cuore anche sopra i 150 bpm, senza mai perdere un colpo. Posso dire la stessa cosa del modulo GPS che non mi ha mai deluso, nemmeno durante test di ricezione in aperta campagna o nelle stradine di montagna.

L’applicazione mobile resta una delle migliori e complete sul mercato, ma secondo me continua ad essere un po’ ostica per i neofiti. I menu sono chiari e dettagliati, ma un po’ troppo complessi da navigare. Infine, l’autonomia dichiarata di 7 giorni si è rivelata veritiera; durante i miei test ho facilmente raggiunto una settimana di utilizzo, anche se bisogna fare attenzione a non abusare della connessione GPS.

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Apple Watch Series 4

Chiudiamo la nostra guida al miglior smartwatch con cardiofrequenzimetro con l’ultimo smartwatch presentato da Cupertino qualche mese fa. Stiamo ovviamente parlando dell’Apple Watch Series 4. Rispetto alla passata generazione registriamo importanti cambiamenti dal punto di vista del design – il pannello più ampio, la digital crown con un feedback molto migliorato, riposizionamento del microfono e degli speaker – e della componentistica interna.

Da quanto viene comunicato da Apple, l’Apple Watch Series 4 monta una CPU ancora più performante in grado di gestire in maniera più intelligente sia le prestazioni che i consumi. Mettendo da parte i classici sensori che troviamo all’interno dell’Apple Watch Series 4, il sensore HR è ovviamente quello che ci interessa maggiormente. Apple fa parte di quelle aziende che impiegano importanti risorse per lo sviluppo di sensori per il battito cardiaco in grado di garantire un tracciamento molto rigoroso.

Difatti, come si era pensato nei mesi scorsi, Apple ha integrato anche il sensore per praticare l’ECG (elettrocardiogramma). Nonostante la funzione sia ancora nella sua fase iniziale e ancora non attiva (potrà essere sfruttata solo sul suolo americano, con il suo arrivo negli altri paesi a partire dai prossimi mesi), è un importante passo in avanti per quanto riguarda il tracciamento del battito cardiaco.

Apple Watch Series 4: la nostra prova

L’autunno 2018 è stato piuttosto caldo per Apple, non solo per l’uscita dei nuovi iPhone, ma soprattutto per il rilascio del nuovissimo Apple Watch Series 4, ovvero il punto di riferimento del settore per quanto riguarda i dispositivi wearable. Anno dopo anno, infatti, il colosso hi-tech ha puntato sul migliorare il livello di tracking del proprio dispositivo indossabile, cercando così di distanziarsi dai competitor offrendo un prodotto completo sotto tutti i punti di vista.

La differenza con i modelli precedenti l’ho percepita non appena ho rimosso lo smartwatch dalla confezione. Il display così grande e con le cornici finalmente ottimizzate, permette di sfruttare al massimo le potenzialità del pannello touch, soprattutto grazie alle nuove watchfaces integrate all’interno dell’ultima release di watchOS.

C’è però da dire che le più grandi novità le troviamo a livello dei sensori, soprattutto a seguito dell’arrivo del rinnovato sensore HR per il tracking del battito cardiaco. Infatti, per la prima volta in assoluto, l’Apple Watch Series 4 monta un ECG (elettrocardiogramma) che può essere attivato a piacimento tramite la digital crown. Devo dire che durante le mie prove ho apprezzato tantissimo la sua facilità di utilizzo e la possibilità di inviare rapidamente al mio dottore il tracciato del battito cardiaco.

Il tutto è possibile grazie all’ottima applicazione mobile Salute che ancora una volta mi ha stupito per la sua semplicità di utilizzo e la “profondità” delle informazioni registrate dallo smartwatch. Infine, l’autonomia migliora leggermente rispetto alle passate generazioni ma obbliga comunque l’utente a dover ricaricare lo smartwatch dopo più o meno un giorno e mezzo di utilizzo. Qui c’è da dire che gli ingegneri Apple devono fare qualcosa in più; ad esempio il Samsung Watch Active è in grado di garantire 2 giorni pieni di utilizzo senza problemi.

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