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Microsoft un anno dopo: i cambiamenti, da Ballmer a Nadella

di Giulio Tedescoaggiornato il 28 maggio 2015

4 Febbraio 2014: è questa la data in cui per Microsoft le cose inizieranno a girare in modo diverso. È la data in cui la sedia di Ballmer resterà vuota per un attimo, per accogliere il nuovo CEO Satya Nadella. Il cambiamento era quanto mai necessario, dati gli scarsi risultati che l’ex CEO aveva portato all’azienda di Redmond: scelte infelici e investimenti sbagliati portarono ingenti perdite al colosso, ma il tutto si poteva snasare già dal successo del funzionale Windows Vista che tutti abbiamo amato e adorato. Sì, stiamo facendo sarcasmo. Il mondo non si è strappato i capelli quando il nostro Steve annunciò di abdicare dal ruolo che aveva.

Ed è bastato un solo anno per vedere moltissimi cambiamenti nella linea direttiva dell’azienda americana riguardo il proprio mercato. Nadella stesso aveva inviato una lettera a tutti i suoi dipendenti, dichiarando come Microsoft avesse bisogno di darsi una svegliata, cambiare alcune cose e migliorare altre, andando a semplificare dov’era richiesto; in una concreta modifica radicale di come mandare avanti tutto il carrozzone, con focus rivolti al mondo del cloud e del mobile.

Oggi

[img_sinistra][/img_sinistra]E miseria se le cose sono cambiate. Basti guardare le ultime politiche aggressive di Microsoft nei confronti delle concorrenti, delle decisioni quantomai subdole, ma efficaci! Non vuoi il prodotto Microsoft? Allora è il prodotto Microsoft a venire da te. Outlook su mobile e la suite Office come app gratis da scaricare dagli store Google e Apple. Follia completa, è come se su una Ferrari fosse disponibile un accessorio gratuito della Maserati.

Per non farsi mancare nulla neanche nell’ambito gaming ha pensato bene di acquistare per la cifra sonante di 2.5 miliardi di dollari Mojang, casa famosa per aver dato i natali a Minecraft grazie a Notch. Quest’ultimo però ha lasciato la società dopo l’acquisto per ritirarsi in una probabile faticosa vita da nababbo. Mica scemo.

Finito qui? No di certo, in un anno di cose ne succedono un sacco e pensate che sotto il suo comando è arrivata anche Cortana sui Windows Phone, così che tra Apple, Google e Microsoft ognuno avesse il proprio assistente digitale e che nel caso di Cortana, darle il nome di uno dei principali personaggi che figurano nella saga di Halo, sempre di proprietà Microsoft.

Sempre grazie a Nadella il prodotto Surface ha visto nuova e vitale luce in confronto ai primi due esperimenti che sulla carta potevano avere delle potenzialità, ma il costo proibitivo e una versione castrata di Windows 8 non hanno portato ad alcun risvolto positivo in un mercato dove iPad si divertiva a mangiare ogni dispositivo che provava a sfidarlo nella sua categoria, quella dei tablet.

Questi sono solo alcuni stralci di quello che fino ad oggi è stato portato da questo cambio di rotta, che vede le sue strade cambiare dal passato passando proprio dal loro prodotto più iconico e conosciuto, il loro sistema operativo Windows.

Non possiamo negare che dopo 7, 8 non era partito proprio benissimo: va bene il cambio radicale di interfaccia, ma era tutto un po’ troppo votato ai comandi touch e coloro ancora in possesso dell’accoppiata evergreen mouse e tastiera si sono sentiti lasciati da parte dopo decadi di onorevole utilizzo di quel sistema operativo rilasciato la prima volta nel novembre del 1985. Anche io personalmente mi ero ritrovato a dover rinunciare all’utilizzo dell’ultima versione di Windows per il fatto che il controllo era decisamente più scomodo se non accompagnato dall’uso delle dita su schermo.

I primi segni di un cambiamento radicale, Microsoft li ha iniziati ad avere proprio da Windows 8 e dai suoi aggiornamenti, che si sono fatti via via sempre più vicini al parere dell’utenza che col passare del tempo si è dimostrata una voce sempre più importante per lo sviluppo di qualcosa, in fondo è pur sempre l’utenza che ti compra il prodotto. Una serie di accorgimenti mirati al soddisfacimento dei feedback riportati dall’utenza che richiedevano ora questo, ora quello. È stato l’ascoltare la voce dei consumatori che ha portato al ritorno del tasto Start su 8.1 Update, per quanto sia una funzione più estetica che altro (dato che il pulsante riporta comunque al menù con le app installate).

Una pratica – quello dell’ascolto – che molte aziende hanno iniziato a considerare in questi ultimi anni, dato appunto il peso che i consumatori hanno su un prodotto, rendendo lo sviluppo di software e hardware quasi una collaborazione tra sviluppatori veri e propri e utenza che, prodotto da testare alla mano, è ormai in grado di dire cosa funziona e cosa no, riportando i propri pareri in modo da poter limare l’esperienza attorno ai bisogni di ognuno di noi. E ritengo sia il modo più adatto per creare qualcosa che funzioni.

Anche il passaggio da Windows 8 a 8.1 è stato un chiaro segno del cambiamento dell’azienda americana: un aggiornamento gratuito in totale stile Apple e che rappresenta di più di un classico Service Pack, ma che non è abbastanza per essere definito un nuovo sistema operativo; è quello che al giorno d’oggi è chiamato un major update: gratis e con un sacco di funzioni in più.

Domani

[img_destra][/img_destra]Il futuro prossimo di Microsoft cosa ci riserva? Windows 9? Non esiste, si salta direttamente al 10 per un’esperienza unificata su qualsiasi piattaforma targata Microsoft si utilizzi come tablet, smartphone o PC, offrendolo addirittura gratuitamente come aggiornamento entro un anno dalla sua uscita – quest’estate – per coloro che già sono in possesso di una licenza di Windows 7 e 8. Anche il settore Xbox vanterà di un rapporto coeso e collegato con Windows 10 e viceversa, dando il via anche a possibilità di gioco in multigiocatore PC – console: scelta rischiosa ma oltremodo interessante per dare la possibilità a tutti di vivere la stessa esperienza a seconda del device su cui la vogliono affrontare.

Microsoft sta mantenendo lo stesso impegno anche per cercare di portare l’ultima versione del suo sistema operativo su tutti i terminali Windows Phone, per quanto qualcuno avrà più funzioni dell’altro in base alle componenti hardware dello smartphone su cui andrà ad installarsi. È stata chiarificata però la volontà e l’impegno del team di sviluppo di voler portare la possibilità anche ai terminali con soli 512 MB di RAM, l’utilizzo – seppur parzialmente castrato – di poter effettuare l’aggiornamento.

Cortana inoltre non resterà ancorata ai terminali mobili, ma sarà parte integrante di quel Windows 10, offrendoci il suo aiuto direttamente dal desktop per qualsiasi cosa abbiamo bisogno, proprio come sui nostri cellulari, ma inserita in un contesto più fisso e complesso.

E quasi mi dimenticavo di Hololens, soluzione tecnologica che prende una strada totalmente differente da quella dei visori per la realtà virtuale che mano a mano stanno iniziando a spuntare come funghi, ognuno di una casa diversa. Microsoft ha scelto la strada della realtà, ma non quella virtuale, bensì quella aumentata. L’opposto del portare l’utente dentro il mondo virtuale, ovvero trascinare il virtuale e porlo nel mondo reale.

I rumori dal sottobosco

Tra oggi e domani ci sono in mezzo una serie di dichiarazioni e voci che si rincorrono. Frasi, pensieri, progetti: il magico mondo dei rumor in cui niente è reale, tutto è lecito. C’è da stare attenti a quello che si legge e a quello che si andrà a credere leggendo le voci di corridoio, e quelle riguardanti Microsoft e i suoi prossimi piani rasentano la follia, per quanto sensata se inserita in un contesto di politica aggressiva – se non invasiva – verso la concorrenza. La follia più pura è il poter permettere anche a chi non ha copie legali del loro sistema operativo di poter passare al nuovo.

Quando uscì la notizia la dovetti leggere tre o quattro volte perché non riuscivo a crederci: “anche i possessori di copie illegali potranno aggiornare a Windows 10 gratuitamente“. La cosa non è assolutamente ufficiale al 100%, ma le voci sembrano essere abbastanza chiare e hanno invaso l’Internet per un giorno intero, tra chi gridava alla camicia di forza e chi non aveva forze per formare anche solo una parola per commentare. Poi si è chiarito il fatto che comunque le copie di Windows 10 per i piratozzi dovrebbero rimanere copie “speciali” senza alcun supporto ufficiale da parte di Microsoft: una sorta di demo di un sistema operativo. L’idea sicuramente colpisce per dare in modo così libertino la possibilità a più o meno tutti i possessori di computer con sistema operativo Windows di passare alla prossima versione, in un modo o nell’altro. Specifichiamo però che la cosa deriva da alcuni portavoce ignoti della società, a quanto pare, ma prendete la cosa con le pinze per il momento.

Le voci di corridoio non si fermano solo a questo, ma come ho riportato all’inizio della possibilità di usare Outlook e suite Office anche su Android e iOS, brusii indistinti parlano della possibilità che anche Cortana si aggiunga al carrozzone di potenziali infiltrati Microsoft all’interno dei sistemi operativi mobili della concorrenza. Non ti piace Siri? Installi Cortana e magari ti ritrovi in mezzo ad un attacco di gelosia dell’assistente Apple rispetto all’IA di Microsoft.

Rimanendo nell’ambito degli smartphone, si parla anche di un progetto a cui l’azienda di Redmond pare stia lavorando, un qualcosa di cui non si conosce lo stato dei lavori, ma che sembra esistere davvero. Si parla di una libertà che su computer esiste da più o meno sempre, ma che su smartphone si è sempre visto quasi limitatamente e comunque sempre partendo dalla stessa base. Confusi? Chiaro, non ho scritto nulla, ma sto parlando della possibilità che Microsoft sta valutando di poter installare il sistema operativo Windows – versione smartphone ovviamente – su terminali Android. Come già su quest’ultimo succede di poter installare una versione differente della ROM predefinita, ma la possibilità di passare da Google a Microsoft è una cosa ben diversa che pensare di installare una versione modificata di Android rispetto a quella che è già modificata – a meno che il device non sia un Nexus – presente di default. Si tratta della libertà di poter cambiare sistema operativo al proprio telefono proprio come se fosse un computer: non mi piace Windows? Installo Linux! E qui uguale. Mi fa strano pensare come un’idea così già esistente non sia stato possibile vederla attuata già in precedenza.

Tirare le somme

[quote_destro]Microsoft a 40 anni è più giovane che mai[/quote_destro]Ora fermatevi a rileggere tutta questa vagonata di cambiamenti e decisioni intraprese da quella Microsoft che ha sempre portato avanti il motto “products and services” – prodotti e servizi. Riflettete sul fatto che questa scarica di novità è accaduta solo ed esclusivamente nell’ultimo anno di vita dell’azienda di Redmond fontata il 4 Aprile del 1975. Io direi che ai quaranta anni che si festeggeranno sabato prossimo, Microsoft è più giovane che mai, ora assurdamente decisa nel migliorare ogni aspetto di sé e dei propri prodotti. Una Microsoft innovativa e attenta ai desideri dell’utenza, una Microsoft che ascolta e che ascoltando è tornata a mettere il menù Start nel proprio sistema operativo.

Sarebbe divertente rivederci l’anno prossimo in un altro articolo così, per vedere cosa combinerà l’azienda con Nadella a capo in questo secondo anno del suo mandato. Io sono fiducioso e sono tornato a guardare all’azienda con vivo interesse rispetto al passato in cui scelte errate non facevano che dipingerla negativamente rispetto l’utenza, con prodotti costosi e macchinosi così come i propri sistemi operativi.

Sono gli anni in cui le aziende devono cambiare per continuare a mantenere la propria posizione di leadership o perire mangiate dalle giovani idee figlie dell’innovazione e non della tradizione. Questo primo anno è partito decisamente bene e voi che attese riservate per il futuro di Microsoft?