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Microsoft BUILD 2015: tutte le novità dell'evento annuale

di Claudio Carelliaggiornato il 28 maggio 2015

L’evento annuale Microsoft è sempre molto atteso, e oggi finalmente ci ritroviamo a potervi prendere parte grazie ad uno streaming globale libero a tutti. Il Microsoft BUILD 2015 ha ufficialmente inizio, dedicando la prima giornata alla presentazione ufficiale di nuovi prodotti – hardware e software – destinati ad imporsi sul mercato nei prossimi mesi. Vediamoli più da vicino.

Strumenti di sviluppo sempre più estesi e cloud based

L’evento ha avuto inizio alle 17:30 italiane. Sale sul palco il CEO di Microsoft, Sayta Nadella, per ripercorrere rapidamente i passi da gigante fatti da due giovani programmatori – Gates e Allen – che hanno permesso a Microsoft di essere quello che è oggi: un’azienda plasmata dalla creatività dei programmatori che quotidianamente utilizzano gli strumenti messi a disposizione da Microsoft per creare le applicazioni che usiamo tutti i giorni.

[img_sinistra][/img_sinistra]Nadella passa brevemente la parola a Hearn, un musicista, che offre il suo punto di vista fra scrivere musica (per estensione è anche quello una sorta di livello di programmazione) e scrivere codice in C#. Hearn mostra un’applicazione creata per Surface che permette, tramite uno stylus, di controllare il pentagramma consentendo al musicista di inserire in tempo reale una nota – quasi come se fosse un pentagramma in carne e ossa. La capacità del sistema di riconoscere la scrittura e convertirla in note posizionandole nel rigo giusto è strabiliante. Ovviamente poi, tramite il tasto play, è possibile riprodurre la musica composta senza mai lasciare l’applicazione. Questo è, secondo Nadella, la corretta idea di quanto chiunque sia in grado di creare applicazioni per la piattaforma Windows.

Ma tornando a cos’è adesso Microsoft dopo quaranta anni dalla sua fondazione, enfasi particolare viene spesa su quanta energia l’azienda sta investo nel motto mobile first, cloud first, offrendo i tool necessari per creare soluzioni per datacenter e molto altro.

Scott prende il posto di Nadella a parlare di cloud. Office 365 è sicuramente uno dei protagonisti dell’offerta cloud di Microsoft assieme alla piattaforma Azure. È una battaglia che quotidianamente viene condotta contro un altro grande del cloud, Google. I servizi offerti da Microsoft surclassano completamente quelli offerti da Big G, regalando a Microsoft il primato di strutture cloud per aziende.

Azure negli ultimi dodici mesi ha aggiunto più di 500 nuove feature, incrementando mese dopo mese il numero di clienti che vedono in Microsoft l’azienda giusta a cui delegare i propri servizi cloud. Azure permette di utilizzare sistemi operativi diversi contemporaneamente, quindi Windows e Linux, permettendo quindi ad ogni sistemista di plasmare il proprio ecosistema secondo le proprie preferenze.

Il runtime .NET è stata reso open source e ciò permette di aumentare drasticamente la flessibilità offerta agli sviluppatori che sono così in grado di lavorare su codice open. Ma c’è anche di più, l’ambiente di sviluppo Visual Studio Code è stato completamente scritto anche per Mac, permettendo così agli sviluppatori di utilizzare il tool che utilizzerebbero su macchine Windows, anche su Yosemite ed in forma completamente gratuita.

Nadella, dopo praticamente un’ora dedicata semplicemente agli sviluppatori, riprende il palco per parlare di Office. Le cose cambiano poco: siamo di fronte ad un keynote interamente dedicato al settore dei developer, almeno nella sua prima parte. Dopo una breve carrellata dei classici programmi contenuti in Office 365, dai classici titoli per i documenti digitali a Sway e ad Outlook, si passa alla presentazione di nuove API per Office Graph, praticamente un anno dopo dall’introduzione della piattaforma in parallelo a Microsoft Delve.

Windows 10: l’assalto di Microsoft agli sviluppatori

Si passa a Windows, finalmente. La nuova piattaforma Windows 10 è stata ormai mostrata a tutti gli utenti – ve la abbiamo anche fatta vedere nelle nostre anteprime su Desktop e in edizione Phone – che hanno, grazie al programma Insider, dato i loro feedback sulle varie build rilasciate con una frequenza spaventosa durante il corso di queste settimane. Nadella parla del prodotto come se fosse un servizio, più che un sistema operativo. Microsoft è effettivamente, come dice il CEO, una vera e propria nuova generazione di concezione di software primario per tutte le macchine supportate – ricordiamo che Windows 10 è la prima release responsive e multipiattaforma della società di Redmond.

Con 10 abbiamo visto l’arrivo dello Store unificato, novità non da poco per tutti gli sviluppatori, o di Cortana sul desktop e nelle app di terzi. L’obiettivo per il futuro di Microsoft è di portare, nel giro di tre anni, la nuova versione su un miliardo di dispositivi, cifra spaventosamente lontana dal quantitativo di quelli che montano Android o Chrome OS, OS X o iOS.

[img_destra][/img_destra]I vantaggi li conosciamo già, ma Microsoft vuole ribadirli: tutto si basa sul crossplatform, che consente di avere la stessa esperienza di utilizzo sia su PC che su smartphone, ma anche su Xbox e tablet. Stesse app, stesso codice binario eseguito su ognuna di essere; stesso risultato. Interessante è la possibilità, annunciata proprio in occasione del Microsoft BUILD 2015, di integrare le web app sul Microsoft Store direttamente sfruttando il proprio sito web. Tutti coloro che vorranno portare un prodotto web based sulla piattaforma Windows potranno infatti sottoporre il sito come una normale app, poiché questa verrà eseguita regolarmente su Windows 10, dotata anche di eventuali notifiche dedicate.

Gli annunci più grossi Microsoft ha scelto di piazzarli però alla fine. Il Windows Store, col rilascio di 10, metterà a disposizione la propria vetrina per accogliere app .NET e Win32, e non solo quindi dalle semplice app che in questo momento definiamo “Metro”. Le app Win32 sono praticamente le più utilizzate al mondo – esempio Photoshop, giusto per dirne una -, e non si poteva lasciare molti dei professionisti a bocca asciutta. Non finisce qui: gli sviluppatori potranno portare sulla piattaforma Windows anche i prodotti Android ed iOS, compilati in Java, C++ e Objective C. Ciò significa che, tutti coloro che hanno realizzato un app o un gioco su Xcode per device Apple, ad esempio, potranno portare immediatamente il tutto anche sul Windows Store, con sforzo praticamente azzerato. Probabilmente Microsoft ha trovato una strategia valida per popolare, in modo definitivo, il proprio Store a tutti e per tutti i dispositivi.

Joe Belfiore prende il palco del BUILD per mostrare qualche novità sulle nuove release di Windows 10, alcune delle quali ancora non rilasciate al pubblico. La figura ci mostra i suggerimenti nella lockscreen, denominati Windows Spotlight e non attivi ancora per l’Italia, le funzionalità di Cortana e Project Spartan, browser giunto nelle ultime build che va a sostituire Internet Explorer. Scopriamo finalmente il suo nome finale: è Microsoft Edge, simile al noto Explorer, scelta abbastanza condivisibile. Il browser, con i punti di forza già visti nella nostra anteprima come Cortana built-in o le note immediate sui siti web, si propone in maniera ufficiale scoprendo oggi una delle sue caratteristiche più importanti: il supporto alle estensioni, anche quelle scritte per Chrome e per Firefox. Queste, con alcuni piccoli cambiamenti, saranno pronte per essere eseguite anche su Edge. Strategia analoga a quella usata per le app su Windows Store, in pratica; ovazioni.

Le novità non sono affatto finite. È sempre Belfiore a mostrare, tramite uno smartphone connesso ad un monitor, l’esperienza Continuum estesa anche ai telefoni. Questa consente, concretamente, di avere un vero e proprio desktop sul proprio cellulare, con il quale eseguire app vere e proprie e lavorare a progetti di lavoro (e non solo) direttamente sui pannelli dallo scarso polliciaggio. Ovviamente immaginiamo che ciò sia facilmente possibile tramite la connessione del dispositivo ad un monitor o ad un proiettore esterno, ma aspettiamo di vedere come Continuum si concretizzerà quando diverrà disponibile fra le varie build Technical Preview. Wow..

Microsoft Hololens: reale e virtuale convivono

L’idea di usare i muri della vostra stanza per fissare le varie finestre con le applicazioni aperte. Questo è stato il primo esempio come prova pratica di Hololens dopo quella di Gennaio.

[img_sinistra][/img_sinistra]L’utilizzo è fantastico e vederlo all’opera, in occasione del BUILD 2015, è qualcosa sull’orlo del fantascientifico. Aprire un’app è questione di un paio di gesti nell’aria e, al semplice “Follow me” (seguimi), la finestra appena aperta ci seguirà passo dopo passo per poi essere presa e fissata al muro come le altre aperte in precedenza che già attendevano sulle pareti. Ed è solo un utilizzo così, for fun. Perché non posizionare il lettore video sul muro come se fosse un gigantesco proiettore? E magari di fianco tenere i risultati della partita o Skype oppure ancora le previsioni del meteo.

Non solo divertimento in casa, ma si pensa sempre anche – e specialmente – alla produttività. Tramite un video dimostrativo prendiamo visione degli utilizzi tipo del visore in un contesto professionale quale l’architettura e la progettazione di edifici. Il passaggio da un foglio 2D su PC all’ologramma avviene senza soluzione di continuità, con il mouse che letteralmente esce fuori dallo schermo per andare a posizionarsi sull’ologramma del lavoro in costruzione, potendo interagirci direttamente.

L’utilizzo si spostava tra chi era fisicamente nel cantiere – usando anch’esso Hololens – a chi era nello studio a progettare, potendo lavorare praticamente insieme sullo stesso posto, anche se fisicamente lontani. Il tutto in tempo reale: l’architetto inseriva una porta e il capo mastro la visionava nella parete del cantiere. Si cambia materia e dall’architettura e costruzioni si passa all’anatomia, con una visione olografica di un corpo umano da sezionare nelle sue componenti come struttura ossea, apparato circolatorio, muscoli. Un tap nell’aria e si seleziona l’area di interesse: ora un femore, ora il cuore da vedere nel dettaglio del suo funzionamento. Il rapporto studente-professore si estende attraverso l’uso degli ologrammi per un qualcosa di più profondo, connesso e interattivo.

I nomi delle varie partnership che compaiono sono le più note e blasonate come Nasa, Disney, Unity, Autodesk e tante altre. Il suo utilizzo non richiede cavi, non richiede collegamenti al PC o ad altri device. È stato creato e disegnato per essere il più autonomo possibile. E poteva mancare un supporto all’Internet delle Cose? Assolutamente no!

Ecco quindi che sullo stage compare un robottino semovente abbastanza elementare, ma che attraverso Hololens guadagna in aspetto e funzioni, potendolo controllare direttamente sul posto in tempo reale tramite i comandi virtuali che compaiono sul robot. A vederlo davvero non riuscirete a credere con i vostri occhi a quanto quello che fino a poco tempo fa vedevamo nei film di fantascienza, ora sta diventando reale, attuale, possibile.

Durante il resto del BUILD 2015 sarà possibile per gli sviluppatori provare con mano questa nuova tecnologia attraverso le centinaia di periferiche destinate per offrire una prova con mano e tangibile delle potenzialità che Hololens riserva e non vediamo l’ora di scoprire fino a dove questo visore così unico nel suo genere possa arrivare a spingersi.

Conclusioni

Se all’inizio l’evento sembrava decisamente giù di tono, dobbiamo dire che quando si è iniziato a parlare di Windows la cosa si è ripresa notevolmente. Windows 10 ha tutta l’aria di essere abbastanza maturo per consentire una svolta a Microsoft per recuperare terreno su Google ed Apple, e l’interessante sviluppo di Hololens e delle varie possibilità per gli OS ci dimostra di quanto sia cambiata, con Nadella, la società.

Si parla di una Microsoft sempre più aperta, disponibile anche a proporsi anche verso piattaforme concorrenti per poterne corteggiare e attrarre a sé gli sviluppatori. Riuscirà con questa mossa Windows (ormai non si può parlare di versione desktop e versione smartphone) a risalire la china sui concorrenti del settore? Ci auguriamo di sì.