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micro USB: cos'è e cosa racchiude il piccolo connettore

di Claudio Carelliaggiornato il 3 de mayo de 2015

Nel corso degli anni i connettori presenti all’interno dei dispositivi mobili sono cambiati parecchio. Fino a qualche tempo fa era il miniUSB la tipologia di dock al quale tutti i produttori facevano riferimento, ma poi i vari smartphone e tablet, così come le altre periferiche esterne, si sono evoluti proponendo il nuovo standard micro USB, più sottile e più potente. Oggi ci focalizziamo appunto sul micro USB, cercando di capire come è arrivato, quali sono le sue caratteristiche e quali le evoluzioni che ne hanno esteso le funzionalità, dandovi anche qualche consiglio su qualche accessorio utile per collegare le vostre periferiche.

micro USB: più piccolo e più versatile

[img_destra][/img_destra]Le periferiche e i dispositivi nel corso degli anni si sono evoluti, portando moltissime funzionalità e caratteristiche fisiche agli utenti di tutto il mondo. Con loro anche la struttura: il tanto usato connettore miniUSB, candidato per l’aggancio delle periferiche al PC mediante i classici cavi miniUSB – USB, è diventato arretrato. A partire dal 2010 iniziano ad arrivare infatti i primi dispositivi micro USB, dotati di questo nuovo connettore più facile da inserire, molto più sottile e incredibilmente più resistente, in grado di resistere a 10.000 cicli di rimozione. I miniUSB erano invece limitati sia nelle funzionalità, sia per la resistenza all’usura pessima. Dal 2011 arriva quindi il boom del nuovo dock, oggi ormai presente sulla stragrande maggioranza dei dispositivi e delle periferiche da ricaricare o che vogliamo connettere al computer.

Inizia una nuova era, dove smartphone, tablet, hard disk esterni, periferiche per la riproduzione audio e tanto tanto altro montano il nuovo connettore, associato ovviamente ad un classico cavo USB dall’altra estremità. L’unica che si distingue, salvo altri casi ma molto più di nicchia, è Apple, la quale è passata dai connettori a 30 pin all’utilizzo del Lightning, dock che alla fine si è rivelato praticamente complementare del protagonista del nostro focus; il micro USB appunto.

La ricerca è andata avanti, e proprio grazie allo sviluppo di nuove tecnologie è stato possibile ampliare le potenzialità del connettore micro USB. Queste sono USB-on-the-go, formalmente USB OTG, e MHL.

USB-on-the-go e MHL

USB OTG: un nome che dice tutto e niente, al contempo. Il ruolo che svolge questa tecnologia in realtà è molto semplice da capire: permette la connessione di memorie esterne e di periferiche generiche mediante la connessione delle suddette direttamente a smartphone e tablet. Esempio? Su un device compatibile USB OTG è possibile connettere una chiavetta esterna dotata di connettore micro USB – ne troviamo su Amazon a prezzo molto interessante alcune di Sony, da 16 GB o 32 GB o di SanDisk, da 16 GB. Tramite una dongle del genere è possibile trasferire dati da PC a smartphone e tablet semplicemente collegando la periferica ai dispositivi, niente di più.

E chi ha una marea di chiavette di vecchia generazione, non predisposte all’USB-on-the-go? Beh, in quel caso è possibile acquistare un apposito adattatore OTG che predispone il proprio device mobile ad accogliere una vera e propria porta USB. Ne trovate uno molto economico su Amazon, vicino ai 3€. La cosa, benché non sia attinente allo standard micro USB, è possibile anche su dispositivi Apple mediante un Camera Connection Kit che mette a disposizione una porta USB.

Cos’è invece l’MHL? Acronimo di Mobile High-Definition Link, è una tecnologia che permette di sfruttare il connettore micro USB per il trasferimento di dati video su HDMI. La sua versione 3.0 supporta video fino a 2160p (Super HD) e passaggio audio multicanale 7.1. Oltre a darvi ad ottime sessione di streaming dei video su schermo più grande direttamente dal vostro smartphone, consente anche di effettuare il mirroring del suddetto, anche se sono necessari degli appositi accessori. Come e cosa serve è spiegato ampiamente all’interno della nostra guida dedicata al mirroring. Se avete invece la semplice necessità di acquistare un buon cavo micro USB per connettere il vostro device a PC, agli adattatori da presa o effettuare collegamenti particolari, vi consigliamo le soluzioni AmazonBasics a cavo singolo o in confezione da due cavi (disponibili in varie lunghezze).

Lo standard micro USB è destinato a durare ancora molto e verrà probabilmente associato ad USB 3.1 Type-C nel 2013. Ovviamente lo speriamo perché ormai abbiamo fatto l’abitudine ad un connettore che, al momento, rimane sottile, facile da usare e abbastanza versatile. Potremmo vedere un giorno una sua edizione double-face? Non è da escludere.