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Metro Exodus

Metro Exodus

di Matteo Gobbiaggiornato il 12 ottobre 2018
attesamedia
La storia del prodotto
Questo articolo raccoglie tutte le news su Metro Exodus presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla sui nuovi dispositivi. L’ultimo aggiornamento risale al 19 Ottobre 2018.
Metro Exodus: la nostra prova direttamente dalla Gamescom 2018

Annunciato originariamente lo scorso E3 2017, Metro Exodus funge è il terzo intrigante capitolo di questa saga basata sulla trilogia di Dmitry Glukhovsky, acclamato autore russo di saghe sci-fi. Ebbene, in occasione di questo E3 2018 Deep Silver ha deciso di svelare un nuovo corposo trailer del gioco, mostrando in tutta la sua sbalorditiva bellezza il comparto tecnico del gioco ed un po’ di gameplay; andiamo insieme a vedere ciò che è stato svelato finora.

Metro Exodus news: tutto quello che c’è da sapere

L’ultimo capitolo della serie (Metro Last Light) aveva espanso in maniera abbastanza importante il mondo di gioco, portando Artyom (il protagonista della serie) in nuove location ed espandendo al tempo stesso le fazioni e più in generale la lore della serie. Ciò che è stato mostrato e confermato finora di Metro Exodus lascia intendere qualcosa di ancor più espansivo, con ambientazioni immense da esplorare ed un gameplay più improntato al survival che al semplice sparatutto.

In occasione dell’E3 2018 è stato mostrato finalmente il gameplay del gioco, evidenziando alcune nuove meccaniche fino ad ora solamente citate ed una grafica a dir poco sorprendente, ma a conti fatti non è stato rivelato molto che già non si sapesse. Nonostante questo evento non abbia dunque svelato nulla di veramente nuovo del gioco, è andato a confermare alcuni importanti punti, primo fra tutti l’immensità degli scenari inclusi in questo nuovo episodio.

Metro Exodus campagna: nuova struttura, nuove ambientazioni e non solo

In Metro Exodus – come vi abbiam già spiegato – il giocatore prenderà di nuovo i panni di Artyom e la trama sarà ambientata due anni dopo gli eventi visti nel finale “buono” di Metro Last Light. Dopo aver salvato i misteriosi Dark Ones, Artyom ed un gruppo di sopravvissuti sono intenti ad attraversare la Russia post-apocalittica impiegando l’Aurora, un treno che funge da base mobile per la loro spedizione. Lungo il percorso incontreranno diversi gruppi di sopravvissuti, ed uno che è stato evidenziato nel trailer dell’E3 di quest’anno è un gruppo di fanatici religiosi che odiano tutto ciò che è tecnologicamente avanzato e (a quanto pare) agiranno attivamente per ostacolare il nostro cammino.

L’Aurora sarà essenziale per l’avanzamento della trama e sarà la maniera con cui viaggeremo per le lande desolate e ricche di pericoli di Metro Exodus, che a quanto è stato detto non avrà una natura open world ma conterrà semplicemente scenari immensi da esplorare con molta libertà d’azione. L’avanzamento della storia non consentirà di tornare sui propri passi, e se questo non bastasse a cambiare i toni della produzione rispetto agli scorsi episodi sappiate che il gioco avrà anche una presenza ben maggiore di ambientazioni aperte. Un altro importante cambiamento in termini di evoluzione della storia è l’introduzione di alcune fazioni di sopravvissuti, che a seconda della maniera con cui faremo evolvere la storia potrebbero cambiare attitudine nei nostri confronti (sia in maniera positiva che negativa).

Metro Exodus gameplay: un approccio più “alla S.T.A.L.K.E.R.” rispetto al passato

Metro Exodus è un FPS – esattamente come visto negli scorsi capitoli –  e proporrà diverse nuove meccaniche di gioco piuttosto intriganti. Il livello di interazione con gli NPC ed i nemici viene espanso, offrendo diverse possibilità a livello di gameplay per risolvere gli scontri in maniera Il ciclo giorno/notte ed il maggiore spostamento dell’azione in superficie donerà un taglio molto più improntato alla sopravvivenza ed all’esplorazione, dato che dovremo non solo tenere a bada nemici e bestie abominevoli ma anche radiazioni e simili pericoli ambientali. L’HUD è ridotto al minimo indispensabile, vista l’assenza di elementi come mini-mappa o barra della vita, quindi ancora una volta la strumentazione presente sul braccio (come il contatore Geiger) sarà la maniera con cui teniamo d’occhio il nostro benestare.

Diversamente rispetto al passato, però, il gioco inoltre incentiverà molto l’esplorazione fuori dal terreno battuto, offrendo tante occasioni per scoprire segreti interessanti e bottini che aiuteranno molto il benestare della nostra spedizione a chi è disposto ad affrontare ulteriori sfide lungo il cammino. Alcuni di questi oggetti saranno importanti per la sopravvivenza, come i filtri per la maschera antigas, mentre altri saranno anche impiegabili nei combattimenti vista l’introduzione di un nuovo sistema di gestione dell’inventario e (soprattutto) delle nostre bocche da fuoco. Artyom potrà rapidamente togliersi lo zaino dalle spalle e “montare” accessori come mirini, otturatori e quant’altro alle proprie armi, donando un ulteriore motivazione per esplorare il mondo, se non altro per trovare moneta di scambio per acquistare provviste nei vari accampamenti che troveremo lungo il percorso. Contrariamente a quanto visto nei capitoli precedenti, i proiettili non fungono più da valuta, quindi questa meccanica – per fortuna o purtroppo – non fa più parte dell’equazione.

Una novità importante, però, consiste nel fatto che dovremo mantenere le nostre armi per evitarne inceppamenti o addirittura costruirle grazie ad un sistema di crafting, che ci permetterà anche di modificare le nostre armi in maniera radicale; ad esempio, il nostro Helsing (fucile ad aria compressa) potrà diventare una balestra in grado di sparare numerose tipologie di dardi. Stando al nuovo trailer di Metro Exodus, inoltre, saranno presenti alcune occasioni per impiegare veicoli, dato che viene Artyom mentre naviga su una barca lungo un fiume contaminato ed infestato da granchi mutanti.

Metro Exodus anteprima: le nostre impressioni direttamente dalla Gamescom 2018

In occasione di questa Gamescom 2018 abbiamo avuto modo di provare Metro Exodus in due diverse occasioni, prima dalla conferenza Nvidia ed in seguito dal booth di Deep Silver. La demo era la medesima, con l’unica differenza che nella prima prova abbiamo avuto meno tempo a disposizione ma la possibilità di vedere in azione il neo-annunciato RTX (ray tracing) associato alla release delle nuove GPU serie 20. Vediamo insieme cosa abbiamo potuto constatare giocando a Metro Exodus.

Il primo punto che ci tengo a precisare è che Metro Exodus offre un vibe decisamente diverso a livello di ambientazione e gameplay rispetto ai precedenti titoli, ed il motivo è chiaramente legato al radicale cambio di approccio al level design. Apparentemente questo nuovo capitolo non sembra strutturalmente troppo distaccato dalle precedenti iterazioni, mantenendo infatti una natura lineare (ben più di quanto lascerebbe intendere la campagna di marketing di Deep Silver) ed un feeling molto impacciato dei movimenti del personaggio, ma il fatto che la sensazione di claustrofobia sia quasi completamente assente comporta uno cambio chiaro del tono della produzione. Il gioco è ambientato principalmente in superficie, e questa non risulta così pericolosa e nociva come in passato; vi basti pensare che ho giocato l’intera demo senza mai dover indossare la maschera anti-gas. Di conseguenza, almeno per il sottoscritto, gran parte dello charme dato dal senso di non appartenenza a questo ambiente ostile è completamente scomparso dal gioco.

Durante la prova ho avuto modo di giocare in un’area fluviale, dove prendendo i controlli del nostro alter ego Artyom ho potuto testare di prima mano il nuovo sistema di fazioni e reputazione. Dopo appena un paio di minuti dall’inizio della prova, infatti, Artyom si imbatte in un gruppo di locali, che lo intimoriscono di non disturbare il loro covo. Purtroppo il level design di quest’area ci obbliga a dover infiltrarci nel loro accampamento per usare una zip-line ed attraversare il fiume, dato che Artyom non è in grado di nuotare, quindi siamo in un certo senso “obbligati” a scegliere con che approccio procedere: interamente stealth o letale. Non sono offerte linee di dialogo dalla vena RPG-esca per riuscire carismaticamente a convincere i locali a farci entrare, e questa in un certo senso è un’occasione davvero sprecata a mio avviso, e dopo aver provato sia l’approccio stealth che quello letale posso dire che – ancora una volta – quello silenzioso è facilmente raccomandabile. La carenza di colpi, la quantità a dir poco ingente di nemici nella maggioranza dei casi e la necessità di non sprecare quelle poche risorse a nostra disposizione è infatti ancora una volta ben sviluppata, donando una vena marcatamente da gioco survival all’esperienza senza risultare però eccessivamente invasiva. Inoltre l’IA ed il cono visivo degli NPC è talmente facile da aggirare che non dovrebbe risultare problematico per nessuno giocare in maniera stealth.

Parlando ora di gameplay, le due più grandi novità proposte che ho avuto modo di provare sono la balestra e lo zaino. La prima altro non è se non un’arma silenziosa ed estremamente letale, forse anche un po’ troppo in tutta sincerità, mentre lo zaino è uno strumenti dinamico con cui possiamo gestire sia i nostri equipaggiamenti che il sistema di crafting. Una volta rimosso lo zaino – azione che non mette in pausa il gameplay, ndr – potremo infatti selezionare uno di due menù, dove il primo ci consentirà di montare/smontare i vari attachment delle nostre armi, mentre l’utilissima e facilissima interfaccia di crafting servirà a creare dardi per la nostra balestra, medikit e (da quel che abbiamo visto) non molto altro. Nulla di rivoluzionario, quindi, ma un’aggiunta pur sempre gradita e per nulla invasiva.

Parlando della grafica, infine, devo dire che il gioco – che abbiamo avuto modo di testare in entrambe le occasioni su PC, prima con e poi senza RTX abilitato – è ancora in uno stadio troppo grezzo per poter veramente tirare le somme sul comparto tecnico. La quantità e la lampante presenza di bug, artefatti e glitch grafici, infatti, mi impedisce di affermare che il gioco sia stupendo o impressionante, però è al tempo stesso innegabile che l’engine del gioco abbia un grande potenziale che sicuramente verrà ben rappresentato al momento della release. Gli effetti di luce del ray tracing sono davvero eccellenti, specialmente dato che la fase di prova offre un ciclo giorno/notte che mostra come si comporta il comparto d’illuminazione in vari contesti, ed in generale gli scenari sono davvero molto belli. Le texture sono ben definite, e l’unico punto debole a mio avviso di quanto mostrato è la cura poligonale dei vestiti e delle facce degli NPC che incontreremo; in tutta sincerità quello è l’unico aspetto del gioco su cui vedo ancora ampio margine di miglioramento. Detto questo, però, la demo è risultata esaustiva e mi ha ulteriormente motivato ad attendere impazientemente il lancio del gioco il prossimo 22 febbraio.

Metro Exodus PC

Oltre a vantare un comparto tecnico davvero sorprendente, Metro Exodus sarà anche il primo gioco a sfruttare la tecnologia Nvidia RTX. Questa novità – ovviamente compatibile solamente con GPU targate Nvidia – consentirà al motore grafico di generare in tempo reale i raggi di luce, donando al comparto d’illuminazione un livello di qualità mai visto prima e ben sposandosi con il nuovo sistema giorno/notte introdotto nel gioco. Metro Exodus sarà il nuovo benchmark per l’ambiente PC, divenendo dunque il nuovo gioco di riferimento per valutare la bontà delle future produzioni videoludiche analogamente a quanto fecero all’epoca il primo Crysis o The Witcher 2.

Metro Exodus PS4 e PS4 Pro

Anche su PlayStation 4 il gioco vanterà una grafica davvero ottima, spingendo al massimo la potenza del dispositivo. Durante la demo hands-on offerta all’E3 2018 era evidente che la build fosse ancora da ottimizzare a dovere, ma pare evidente che una PS4 Pro sarà la piattaforma ideale per godere di una resa grafica ancor più di qualità e stabile a livello di framerate; staremo a vedere all’uscita della build definitiva di Metro Exodus se il framerate sarà più stabile rispetto a quello offerto attualmente dalla build di prova.

Metro Exodus Xbox One e Xbox One X

Lo stesso discorso che vi abbiamo fatto per PS4 vale anche per Xbox One: il gioco spingerà davvero al massimo le potenzialità del dispositivo, offrendo una delle migliori offerte grafiche del parco titoli della console. Su Xbox One S sarà possibile anche sfruttare l’HDR, e con Xbox One X il gioco chiaramente sarà giocabile in risoluzione 4K, offrendo un livello di dettaglio ancor più alto.

Metro Exodus trailer

Metro Exodus beta: quando si potrà provare il gioco?

Nulla è stato detto sinora riguardo una eventuale beta di Metro Exodus, quindi non ci resta altro se non aspettare eventuali informazioni a riguardo.

Metro Exodus uscita e prezzo in Italia

Metro Exodus ha finalmente una data di lancio confermata in via ufficiale da Deep Silver e 4A Games. Inizialmente si pensava che il gioco sarebbe arrivato su PC, PlayStation 4 e Xbox One durante il Q4 2018, ma poco prima dell’E3 è stato annunciato che purtroppo bisognerà attendere fino al 22 febbraio 2019 per mettere mano su questo nuovo intrigante capitolo della serie.

22 agosto 2018
Tutto quello che bisogna sapere su Metro Exodus prima dell'E3 2018

Metro Exodus rumor: tutto ciò che sappiamo finora del gioco

Ambientato come gli scorsi capitoli in un futuro post-apocalittico devastato da una guerra nucleare, questa volta il giocatore si troverà ad esplorare il mondo al di fuori della sicurezza delle mura delle metropolitane. Nel trailer d’annuncio di Metro Exodus infatti, oltre ad essere stata rivelata la bellezza grafica sorprendente che avrà il gioco in risoluzione 4K su Xbox One X, è stato anche esposto un maggiore focus dell’esperienza sull’esplorazione delle aree esterne. Recentemente, inoltre, è anche stato svelato che Metro Exodus sarà il primo gioco in assoluto a sfoggiare la nuovissima tecnologia Nvidia RTX, che consente di renderizzare in tempo reale i raggi di luce per creare un realismo sorprendente del comparto d’illuminazione.

Come al solito incapperemo in numerosi mostri, dato che il mondo di Metro è pieno zeppo di bestie mutate dalle radiazioni, ed il livello di tensione raggiunto nelle fasi di navigazione all’interno degli scurissimi tunnel sotterranei è a dir poco palpabile. Anche camminare nella natura selvaggia non sarà esattamente un’esperienza tranquilla, ma se non altro il personaggio di Metro Exodus sarà molto meno impacciato nei suoi movimenti. Anche l’armamentario è evoluto rispetto al passato, dato che avremo a nostra disposizione diverse nuove armi – come una balestra multifunzione – che ci aiuteranno a portare a casa la pelle. È stato cambiato significativamente anche l’approccio che avrà il giocatore verso le bocche da fuoco, dato che il crafting rivestirà un ruolo più importante, sarà possibile smontare accessori e montarli anche su altre armi e verrà introdotta la necessità di pulire e mantenere in uno stato ottimale i nostri strumenti di morte per evitare inceppamenti vari. È stato confermato, inoltre, che nel bene o nel male i proiettili non fungeranno più da valuta.

Un aspetto che veste chiara importanza all’interno del gioco è un treno chiamato Aurora. Sembra evidente che in un titolo chiamato Metro Exodus (esodo) questo mezzo avrà una certa importanza a livello di trama, fungendo anche da hub e mezzo principale per spostarsi da un livello al successivo. Grazie al treno ed altri veicoli pilotabili sarà possibile infatti esplorare numerose ed immense regioni di questo suggestivo mondo post-apocalittico, però il gioco non avrà un taglio open world; questo significa che una volta completato un livello non sarà possibile tornare indietro. Il cambiamento più netto nel mondo di gioco rispetto agli scorsi capitoli, però, è dato dal fatto che la maggioranza della storia di Metro Exodus è ambientata all’aperto. In queste i giocatori troveranno numerose attività da svolgere ed incontreranno persino delle nuove fazioni, che a seconda del nostro approccio si potranno comportare in maniera ostile o amichevole.

Non è stato mostrato moltissimo al momento, però già traspare che il team di sviluppo abbia fatto un lavoro apprezzabile per rinnovare l’IP, mantenendo fresco il franchise e donando al mondo di gioco un feel molto simile a quello presente negli S.T.A.L.K.E.R.. Egualmente encomiabile è anche la colonna sonora decisamente suggestiva e pienamente in linea con lo spirito della produzione.

10 maggio 2018