macOS Sierra: finalmente Siri, ma senza troppo entusiasmo

Come ogni anno, a seguito della WWDC 2016, ci apprestiamo a mettere nero su bianco tutte le novità che Tim Cook & co. hanno presentato lo scorso 13 giugno. Al contrario dell’anno passato dove abbiamo visto l’arrivo di Mac OS X El Capitan con succose novità, quest’anno Apple ha voluto mantenere un profilo più basso per la presentazione del nuovo sistema operativo. macOS Sierra, è questo il nome del nuovo OS che andrà a prendere posto all’interno dei Mac a partire da questo settembre (sì, probabilmente preferirete nominarlo per vecchia abitudine anche “Mac OS Sierra”), si manifesta come una versione migliorata di El Capitan ma senza quel corollario di novità che gli utenti Mac aspettavano. Del resto è questo lo scotto da pagare quando anno dopo anno si è impegnati al rilascio di aggiornamenti di sistema corposi.

Nonostante questo, la novità più grande è sicuramente l’arrivo di Siri anche su Mac, una feature richiesta da diversi anni e che, diciamocelo senza peli sulla lingua, arriva con un corposo ritardo rispetto alla concorrenza. Il cambio di nome, poi, va a raccogliere l’invito portato dinnanzi Apple di unificare la nomenclatura dei suoi sistemi operativi che adesso vengono presentati in una forma più pulita: iOS, tvOS, watchOS e, adesso, macOS.

Ma bando alle ciance: ecco tutte le novità di macOS Sierra.

macOS Sierra 10.12.2: tutte le novità

  • Nuovo set di emoji
  • Nuovi wallpaper
  • Rimozione tempo stimato di autonomia per i notebook
  • Correzione bugfix
  • Migliorie varie

Setup: le novità fanno capolino ancor prima di avviare macOS Sierra

Come sempre il primo assaggio al nuovo sistema operativo lo si dà installandolo. La procedura è sempre la stessa e prevede il download del file di installazione dal Mac App Store per poi essere scaricato su una chiavetta USB (soluzione che continuo a preferire) oppure avviato direttamente con doppio click come se fosse una comunissima applicazione.

La scelta di affidarsi ad una periferica esterna prelude alla presenza di un hard disk esterno oppure di una partizione – qui spieghiamo come come creare partizione mac. Nel caso di un hard disk esterno, è fondamentale ricucire un piccolo spazio (vanno benissimo 20/30 GB) formattandolo con file system HFS+ (Journaled); la stessa cosa vale anche per una partizione interna. In questo caso però bisogna fare attenzione a non offrire troppo spazio a macOS Sierra rispetto al sistema operativo principale.

Indipendentemente dalla scelta di destinazione, l’installazione vera e propria impiega circa mezz’ora – sensibilmente di meno se installate mac OS Sierra in una partizione dell’hard disk interno. Una piccola novità (in realtà due) del nuovo sistema operativo Apple le incontriamo nelle ultime battute del processo di installazione.

mac OS Sierra

Questo perché solo con macOS Sierra, l’azienda di Cupertino ha integrato la possibilità di attivare automaticamente il caricamento automatico di file provenienti da “Documenti e “Scrivania“, due nuove voci della sezione “iCloud”. La funzionalità ha un obbiettivo ben chiaro e preciso: Apple vuole spingere gli utenti ad usufruire ancora di più di iCloud Drive rendendo possibile l’upload automatico di tutti quei file che risultano vecchi o non aperti da molto tempo.

La stessa cosa avviene anche per la libreria Foto i cui elementi possono essere automaticamente caricati nella libreria foto di iCloud in modo da essere poi aggiornati su tutti i dispositivi autenticati con lo stesso Apple ID. L’ultima e sicuramente più importante novità è la possibilità di abilitare Siri ancora prima di aver mosso un singolo pixel del desktop. La schermata presente nella procedura di setup permette semplicemente di scegliere se attivarla o meno, mentre tutte le altre impostazioni le troveremo all’interno di un apposito pannello delle impostazioni di sistema.

Design & UI: piccole rifiniture

Il primo arrivo sul desktop non desta quasi alcun sentore di novità. Non è infatti una cosa nuova per Apple proseguire – a passi lenti, è il caso di dirlo – verso un piano di ammodernamento del suo sistema operativo caratterizzato però da tante piccole iterazioni che non sconvolgono per la loro qualità. È esattamente quello che avviene per macOS Sierra che, tranne la nuova icona di Siri presente nella Dock e nella menù bar, non mostra passi in avanti per quel che riguarda l’interfaccia grafica e il suo design in generale.

MacOS Sierra presenta alcune piccole migliorie, più che altro visive, per quanto riguarda il pannello delle notifiche. Quest’ultimo, al contrario di quanto avviene su El Capitan, perde completamente la tinta scura che invece è libera di esprimersi nella versione 10.11 del sistema operativo per Mac. Su mac OS Sierra 11.12 il suddetto pannello viene modificato per mostrare quel bianco opaco (con effetto sfocato) che ritroviamo per esempio sul nuovo iOS 10.

mac OS Sierra

Attivabile tramite uno swipe con tre dita da destra verso sinistra oppure premendo il tasto della menù bar che anticipa quello di Spotlight, il pannello delle notifiche mostra quindi un piccolo cambiamento che, almeno per quanto mi riguarda, reputo sensato. Non tanto per una personale preferenza verso questo o quell’altro stile, ma più che altro perché in questo modo i widget risaltano meglio agli occhi rendendo le informazioni più chiare e leggibili.

Desktop & Finder: arriva una nuova barra laterale

Su macOS Sierra il desktop così come il Finder non hanno subito dei ritocchi così importanti – almeno per quanto riguarda la prima beta riservata agli sviluppatori. L’ambiente di lavoro è pressoché identico a quello che abbiamo imparato ad apprezzare su El Capitan con la classica possibilità di andare a modificarne lievemente l’aspetto tramite la possibilità di scurire la menù bar e la Dock.

mac OS SierraNon nascondo che, per questa versione del sistema operativo, avrei davvero tanto preferito la possibilità di scegliere una interfaccia completamente scura così come l’arrivo della funzionalità Night Shift. Ricordiamo che si tratta di quella feature che troviamo integrata all’interno di iOS 9.3 e che permette al display di virare verso colori più caldi al fine di mitigare l’emissione di luce blu.

In un gioco di convergenze, come pare essere in movimento da diversi anni fra iOS e macOS, avrebbe sicuramente fatto piacere vedere arrivare anche la sopraccitata feature. Allontanandoci un attimo dal desktop, il Finder vede gli effetti della nuova possibilità di archiviazione che abbiamo descritto durante le prime fasi di setup.

La classica barra laterale vede infatti la presenza di un nuovo pannelloiCloud” al cui interno troviamo tre nuovi elementi: iCloud Drive – su El Capitan era semplicemente indicato all’interno della categoria “Preferiti” -, “Scrivania” e “Documenti”. La suddivisione pare essere una interessante aggiunta da parte di Apple che permette in questo modo di non confondere l’utente soprattutto a causa della presenza di voci “doppioni”.

mac OS SierraSe vi starete chiedendo del perché Apple abbia deciso di inserire “Scrivania” all’interno del pannello iCloud, la risposta deriva dal nuovo processo di unificazione su base Continuity che interseca iOS con macOS. Questo perché con mac OS Sierra l’azienda di Cupertino ha abilitato la possibilità di utilizzare la condivisione della scrivania in modo da portarsi dietro le cartelle e i file presenti sul proprio desktop anche su macchine diverse – o iPhone. Parlando proprio dello smartphone, la funzione “Clipboard universale” permette invece di poter utilizzare la clipboard di iOS direttamente dentro macOS Sierra.

Poniamo il caso di stare leggendo un articolo su iOS e di avere la necessità di condividere una porzione di testo (o una immagine) direttamente sul computer di casa. Da adesso basta semplicemente selezionare l’elemento interessato, copiarlo e da lì incollarlo direttamente all’interno di una nota, un documento e altro. Nonostante avessimo sottolineato come la “clipboard universale” funzionasse male e a singhiozzo durante le versioni beta del sistema operativo, l’arrivo della stable lo scorso 20 settembre non ha purtroppo risoluto il problema. In sostanza copiare un testo o un testo da iOS verso macOS (e viceversa), nove volte su dieci fallisce.

Siri finalmente sbarca sul desktop

Siri è sicuramente la star più attesa di macOS Sierra. Come avevamo detto ad inizio articolo, l’arrivo dell’assistente digitale anche su macchine desktop è atteso da tanto tempo e arriva sinceramente in ritardo rispetto alla concorrenza. Cortana, l’assistente di Microsoft, è presente su Windows 10 da ormai due anni e permette ad utenti desktop di avere sempre a portata di mano uno spazio della task bar per inoltrare domande che possono anche essere ricercate sul web.

Siri, nella sua controparte desktop, trova posto nella Dock subito di fianco al Finder e nella menù bar subito di fianco all’icona di Spotlight. Il funzionamento dell’assistente digitale Apple ricalca fedelmente ciò che siamo abituati a sperimentare dall’arrivo dell’iPhone 4S. L’utente su mac OS Sierra può attivare Siri o cliccando sull’icona della Dock oppure sull’icona della menù bar; per chi – come il sottoscritto – ama le scorciatoie da tastiera, Siri è anche attivabile tramite la combinazione tasto funzione + barra spaziatrice.

mac OS Sierra

Ma cos’è in grado di fare Siri su mac OS Sierra? Principalmente le stesse cose che siamo abituati a chiedere su iOS. Cercare informazioni sul web, controllare le previsioni del tempo, creare promemoria, creare una playlist e tanto altro. Interessante notare che, per quanto riguarda la ricerca di informazioni sul web come fotografie, Siri supporta il drag & drop. Questo significa che, se attivate l’assistente digitale per cercare la foto di un fiore (o di qualsiasi altra cosa) da inserire all’interno di un documento, si avrà la possibilità di vederla integrata all’interno dell’applicazione finale semplicemente trascinandola.

Siri su macOS Sierra ha anche richiesto agli ingegneri Apple una piccola modifica del sistema che controlla l’attivazione delle ventole. Dipendendo dalla nostra voce e anche dal rumore di sottofondo, Siri su desktop necessita della stessa qualità audio che riscontra su iOS grazie ai microfoni aggiuntivi per la soppressione dei rumori esterni. E come fare quando invece il rumore viene generato dall’interno? Nel caso in cui le ventole del vostro Mac siano in funzione – ovviamente non fanno testo i nuovi MacBook 2016 -, l’attivazione dell’assistente digitale comporta automaticamente il blocco delle stesse al fine di rendere perfettamente comprensibile la query inoltrata.

mac OS SierraQuesto è un piccolo esempio di quanto Apple sia in grado di controllare a piacimento i componenti hardware delle proprie macchine, grazie ad apposite istruzioni software. Sfortunatamente Siri non è però in grado di operare azioni complesse oppure operazioni che implicano il controllo di componenti hardware o software come ad esempio chiedere il riavvio del computer oppure creare una cartella.

È palpabile la necessità per Apple di ampliare enormemente i campi di utilizzo di Siri su Mac, evitando il passo falso di renderla una copia monca dell’assistente che conosciamo su iOS. Sul computer l’utente è normalmente introdotto in ambiente più indicato al lavoro e pertanto Siri dev’essere in grado di guidare l’utente verso schemi di utilizzo che esulino dal semplice «Siri, che tempo fa a Milano?» oppure «Siri, guardi Il Trono di Spade?». Degna di nota è comunque la nuova voce data all’assistente rispetto alle precedenti release di iOS, ora più giovanile e più umana.

Impostazioni: solo piccoli cambiamenti

mac OS SierraPreferenze di Sistema così come gli altri elementi del sistema, sono stati leggermente toccati da questo aggiornamento a mac OS Sierra. Aprendolo non può non balzare subito agli occhi la presenza della nuova icona di Siri che, se cliccata, permette di accedere alle impostazioni dell’assiste digitale. Come abbiamo già detto, Siri è inizialmente attivata direttamente a livello del setup iniziale per poi muoversi in sordina finché non si accede al suo pannello “personale”.

Le funzionalità che possono essere modificate all’interno del pannello delle preferenze sono le stesse che troviamo nella controparte iOS. Oltre ad attivare/disattivare l’assistente digitale, ogni utente è in grado di scegliere la lingua con cui interfacciarsi con Siri, la voce di Siri (maschile o femminile), se riceve o meno il feedback vocale, la periferica di input (di default è presente l’ingresso microfono integrato nel Mac), l’abbreviazione da tastiera e se mostrare o meno l’icona di Siri nella menù bar di macOS Sierra.

macOS SierraQualche piccola modifica la troviamo anche nel pannello “Account Internet” dove adesso è possibile trovare il Game Center. La versione finale permette finalmente di sbloccare il proprio computer tramite il proprio Apple Watch. La funzionalità, se ricordate bene, era stata mostrata da Craig Federighi, Vice Presidente senior del reparto software in Apple, ed è effettivamente molto interessante.

La feature è abbastanza semplice e intuitiva: avendo il proprio Mac ed Apple Watch loggati sullo stesso account Apple ID, lo smartwatch “comunica” con il computer che è in grado di conoscere in maniera quasi istantanea la posizione geografica del dispositivo. Se esso si trova alla giusta distanza e offre le dovute chiavi di accesso (Apple ID), allora il computer salta la fase di immissione password e mostra automaticamente il desktop.

Per accedere alla funzione bisogna andare nelle Preferenze di Sistema > Sicurezza e Privacy e flaggare il checkbox “Permetti al tuo Apple Watch di sbloccare il tuo Mac“.

Novità minori su macOS Sierra

Le piccole migliorie la fanno da padrona su macOS Sierra. Mettendo da parte la più grossa novità – l’arrivo di Siri -, tante piccolezze sono sparse in può qua e la all’interno del nuovo sistema operativo. Innanzitutto troviamo della migliorie a livello dell’applicazione Note che adesso permette di creare note collaborative.

mac OS SierraA partire da El Capitan l’applicazione ha visto arrivare sempre nuove feature che, piano piano, l’hanno elevata a vera e propria “contender” di Evernote, forse la più famosa applicazione multipiattaforma per prendere note. Con mac OS Sierra l’azienda ha voluto alzare il tiro ancora quel tanto per renderla davvero un’applicazione di tutto rispetto.

Proprio come avviene per gli altri sistemi e/o applicazioni, creando una nota sarà possibile aggiungere più persone e da lì vedere arrivare in tempo reale le modifiche apportate da chi è stato accreditato. I campi di utilizzo sono tanti e variegati; può essere utile come lista della spesa comune in cui ogni persona aggiunge e rimuove oggetti da comprare, una lista to-do dei posti da guardare in vacanza oppure un documento di lavoro che dev’essere stilato da più persone.

Il nuovo sistema operativo integra inoltre una nuova schermata per la gestione dello storage. Andando sull’icona a forma di mela e da lì Informazioni su questo Mac > Archivio > Gestisci…, è possibile trovare una nuova schermata in cui mac OS Sierra analizza il contenuto del proprio Mac andando ad offrire anche delle “buone azioni” al fine di avere sempre un po’ di spazio a disposizione. Oltre a dare rapidamente un’occhiata ai file più grandi (la funzione ricorda tanto quella integrata in CleanMyMac 3), macOS Sierra è anche in grado di eliminare automaticamente i file dal cestino dopo 30 giorni – in questo caso consiglio di non attivare la funzione.

mac OS Sierra

Se come me anche voi siete soliti ritrovare file importanti nel cestino perché erroneamente eliminati, la funzione di pulizia automatica del cestino potrebbe farvi pentire di avere attivato la funzione. Il fulcro di questa nuova schermata è ovviamente quella di gestire al meglio lo spazio del proprio Mac e lo fa andando a rimuovere quei file che per macOS Sierra sono vecchi o comunque non più utili. Un esempio? È possibile dare i poteri al sistema per rimuovere automaticamente film e serie TV (acquistati su iTunes) già visti – un errore madornale per me che sono capace di guardare un film anche due volte di fila durante la stessa settimana.

I file che verranno “mandati sulla nuvola” per salvare importante spazio dal proprio hard disk interessano anche file ePub già letti, libri già letti in iBook, vecchi screenshot, applicazioni del Mac App Store che non si utilizzano più, vecchie presentazioni, vecchi PNG, vecchi file RAW, vecchi file di testo, documenti Word non più utilizzati, vecchi allegati di Mail, e tanto altro.

mac OS SierraPiccole novità interessano anche Messaggi; l’applicazione ha visto arrivare un importante cambiamento su iOS 10 che però nella sua versione desktop non rispecchia in pieno tutte le feature presenti su iOS. Purtroppo mancano tutte le altre feature che abbiamo visto su iOS 10 e che ci saremo aspettati di trovare nella versione finale del sistema operativo. Importante cambiamento è stato introdotto anche per quanto riguarda la gestione della finestra delle applicazioni.

Nello specifico mac OS Sierra permette a tutte le applicazioni una nuova organizzazione in schede. Mi spiego meglio: prendiamo per esempio l’eventualità di dover controllare un indirizzo su Apple Mappe ma di doverne cercare rapidamente un altro ma senza chiudere la finestra della vecchia ricerca. Su El Capitan l’unica soluzione è quella di aprire Apple Mappe e magari Google Maps su browser; da adesso non più. Su macOS Sierra arriva la possibilità di aprire una nuova scheda sulla stessa applicazione, il tutto senza alcuna modifica da parte degli sviluppatori.

Durante la WWDC 2016 si è infatti specificato che la nuova feature sarà disponibile per tutte le applicazioni e verrà supportata direttamente a livello del sistema operativo. A questa si aggiunge anche il supporto al Picture in Picture all’interno di Safari o iTunes che permette di continuare a guardare un video direttamente in un piccolo box slegato dalle altre app permettendo quindi all’utente di saltare da un’app all’altra senza però interrompere la riproduzione video.

mac OS Sierra

Il browser di sistema nella sua versione finale sarà anche in grado di supportare Apple Pay. Il “pagamento intelligente” vedrà quindi la possibilità per gli utenti di completare acquisti sui siti eCommerce che integreranno il pulsante. Il pagamento vero e proprio si manifesterà tramite il Touch ID del proprio iPhone oppure usando l’Apple Watch; nel caso in cui non fosse chiaro, non è necessario condividere informazioni sulla propria carta di credito.

Interessante notare come anche i plug-in di terze parti vengano automaticamente disabilitati all’interno della versione 10 di Safari. Oltre a non permettere l’esecuzione di contenuti Flash, il browser andrà a bloccare l’esecuzione di plug-in come Silverlight, Java e QuickTime. Il motivo di questo muro è la volontà di Apple di spingere gli sviluppatori ad utilizzare il più moderno e sicuro HTML 5. Nel caso in cui si dovesse comunque finire su un sito in cui è presente uno o più contenuti riferenti ai sopraccitati plug-in, Safari chiederà all’utente di abilitare la sua esecuzione una volta oppure per sempre – è un chiaro esempio di come non sia ancora completamente disponibile un web interamente centrato su contenuti HTML 5.

macOS Sierra mostra anche un cambiamento della modalità di avvio delle applicazioni scaricate al di fuori del Mac App Store. Come si sa, nel pannello “Sicurezza e Privacy” presente all’interno delle Preferenze di Sistema di El Capitan è possibile specificare al sistema di avviare applicazioni provenienti da qualsiasi fonte. La feature è purtroppo assente su macOS Sierra anche se è disponibile una piccola scorciatoia: basta infatti cliccare con il tasto destro sulla stessa e da lì cliccare su “Apri”. Questo almeno fin quando Apple non si deciderà di integrare il tasto “Apri comunque” che dovrebbe arrivare nelle prossime release del sistema operativo.

Novità minori interessano anche iTunes che si aggiorna alla versione 12.5.1. L’aggiornamento che va a migliorare enormemente la responsività dell’applicazione grazie ad una copiosa sfilza di bugfix e miglioramenti generali, permette adesso di scorrere lungo i lavori, le performance live e artisti, mentre ci si trova all’interno dell’area “Musica Classica” di Apple Music.

Conclusioni

Come abbiamo avuto modo di vedere, le novità presenti su macOS Sierra sono in parte molto importanti – pensiamo all’arrivo di Siri -, anche se sarebbe dire il falso non sottolineare che la nuova release non implementa poi cambiamenti così epocali per l’utente medio. Fa sicuramente piacere vedere una maggiore convergenza fra iOS e macOS Sierra nella misura di una maggiore attenzione a Continuity e alle feature che permette di creare.

Interessante vedere l’arrivo del nuovo file system che pare finalmente dare la giusta importanza agli SSD che, ancora oggi, vedevano un supporto un po’ ballerino con l’HFS+ presente fino ad El Capitan – ricordiamo trattarsi di un file system vecchio più o meno venti anni. L’Apple File System vedrà il suo arrivo definitivo nel 2017 – non si sa bene quando – e sarà una delle maggiori novità da quando il progetto di portare il file system ZFS è andato in malora.

mac OS Sierra: la nostra video anteprima

  • AndyB72

    Ottima recensione, complimenti.

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