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Mac mini SSD: come e quale scegliere

Mac mini SSD: come e quale scegliere

di Claudio Carelli
Specialist Memoria esterna
aggiornato il 6 giugno 2018
6963 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida Mac mini SSD è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Giugno 2018.

Ormai da tempo il mini PC di Apple rappresenta una scelta interessante per chi vuole puntare su eleganza e compattezza soprattutto in determinati contesti. Fin dal suo arrivo, soprattutto dopo i primi giorni di test e teardown del dispositivo, il “piccolo” di casa Apple ha fatto però storcere il naso agli addetti ai lavori e al web in generale dal punto di vista delle possibilità offerte all’utente. L’espandibilità della RAM, cosa che Apple per i modelli precedenti rendeva fattibile anche dagli utenti senza invalidare la garanzia, non è più a disposizione di tutti, così come il montaggio di un secondo disco fisso per aumentare la capienza totale di storage o, come nel nostro caso, integrare un SSD.

Per i “fortunati” possessori di Mac mini di generazioni precedenti, come quella late 2012, tutte queste operazioni sono pienamente eseguibili. È infatti possibile potenziare il computer di casa Apple tanto da non invidiare i suoi fratelli maggiori e la nuova “incarnazione” 2014. Per quel che concerne la RAM essa è facilmente aggiornabile seguendo le procedure ufficiali di Apple, mentre per quel che riguarda lo storage interno le cose sono un po’ differenti.

La procedura che spiegheremo di seguito, riguardante l’aggiornamento/espandibilità di Mac mini con un nuovo e fiammante SSD, non può considerarsi un’intervento di facile realizzazione ma, con la dovuta pazienza, accuratezza e i giusti strumenti, può essere realizzata anche tra le proprie mura domestiche permettendoci di risparmiare molto rispetto a ciò che Cupertino pretende per degli upgrade pre-acquisto di efficacia anche minore.

Mac Mini SSD quale comprare

Decretare il miglior SSD non è sicuramente cosa facile, anche perché spesso gli utenti tendono a intendere la cosa come un prodotto estremamente costoso, il migliore in prestazioni ma anche per quanto riguarda il prezzo. In realtà non è così: ci sono dischi particolarmente idonei in base ai target, e infatti anche per Mac Mini 2012 la cosa è altrettanto valida.

Samsung 860 EVO

Partiamo dall’860 EVO di Samsung, componente ultranoto ormai ai più e soggetto anche a moltissime offerte. Questo gode di una velocità reale molto interessante, lievemente inferiore rispetto ai 550 MB/s in lettura e 520 MB/s in scrittura dichiarati, grazie ad una memoria 3D V-NAND a 64 livelli. L’estrema affidabilità e il rapporto qualità prezzo elevati fanno di Samsung 860 EVO un prodotto molto interessante, adatto a chi non vuole spendere troppo e vuole riportare in auge il proprio Mini. Scegliete lo storage con cura, privilegiando i tagli elevati se usate (o avete intenzione di iniziare ad usare) il prodotto come dispositivo di archiviazione e media center.

Puoi acquistare Samsung 860 EVO su Amazon. In alternativa Samsung 860 EVO è disponibile nelle varianti 500 GB, 1 TB o 2 TB.

Crucial MX500

Volendo puntare ad un prodotto leggermente diverso, sicuramente più nuovo e con delle performance di cache intelligenti più elevate rispetto a quelle di Samsung, allora c’è Crucial MX500. Basato sulla architettura 3D NAND, questo mette a disposizione delle performance davvero interessanti in lettura e scrittura, pari a 560 MB/s e 510 MB/s. Per quanto riguarda lettura e scrittura randomica, buoni numeri anche qui, con 95.000 IOPS e 90.000 IOPS. Come detto la cache è uno dei suoi punti di forza, in quanto Micron ha sviluppato la Momentum Cache di ultima generazione che aumenta le performance sulle attività svolte ripetutamente nel tempo, a discapito di consumi un po’ più elevati. Buona anche la garanzia, pari a 5 anni, o per un endurance pari a 100 TBW sul modello da 250 GB, 180 TBW per quello da 500 GB, 360 TBW ad 1 TB e 700 TBW a 2 TB.

Puoi acquistare Crucial MX500 su Amazon. In alternativa Crucial MX500 è disponibile nelle varianti 500 GB, 1 TB o 2 TB.

WD Green SSD

E se invece il vostro budget a disposizione è davvero contenuto e non siete interessati ad uno storage particolarmente ricco? In questo caso l’alternativa più indicata è WD Green SSD, nuovo disco a stato solido prodotto da Western Digital grazie all’acquisizione di Sandisk che ad un prezzo contenuto propone buone performance e una affidabilità sicuramente degna di nota. Lato performance troviamo velocità di lettura e scrittura sequenziale che si attestano sui 540 MB/s e 430 MB/s, mentre in lettura e scrittura randomica le velocità sono pari a 37.000 e 63.000 IOPS – molto basse rispetto ai modelli sovrastanti, ma è appunto un prodotto per chi vuole risparmiare e non vuole investire troppo su un vecchio Mac Mini. La durata della vita del disco è altrettanto bassa, poiché a fronte di una garanzia di ben tre anni troviamo una endurance, nel modello da 120 GB che vi suggeriamo, di appena 40 TBW, particolarmente adatta solo a chi fa navigazione sul web e fruisce di audio e video in streaming.

Puoi acquistare WD Green SSD su Amazon. In alternativa WD Green SSD è disponibile nella variante 240 GB.

Accessori

Scelto e reperito l’SSD, passiamo agli accessori.

Supporto di installazione di OS X: è possibile procedere all’installazione del sistema operativo di Apple sul nuovo SSD grazie a supporti come: chiave USB (vi avevamo fatto vedere come fare tramite DiskMakerX in una guida dedicata a come installare OS X Mavericks, ma del tutto valida anche per tutte le versioni successive, incluso macOS High Sierra) o DVD (è necessario possedere un lettore esterno dato che da anni Mac mini non è più dotato di lettore ottico integrato), oltre al ripristino di backup con Time Machine;

Backup dei dati: non è un vero e proprio strumento, ma i nostri dati sono la ragione dell’esistenza del nostro computer. Avere a disposizione una macchina che non contenga le informazioni che tanto gelosamente abbiamo custodito può essere molto snervante. Il consiglio primario è quello di effettuare un backup con Time Machine e, perché no, anche un semplice drag & drop dei nostri dati più sensibili anche su un supporto diverso (hard disk esterno magari?) da Time Machine, se disponibile. Per i più esperti invece, se il nuovo SSD lo permette, non escludiamo la possibilità di inizializzare a priori il nuovo disco con il formato Mac OS esteso (journaled) ed effettuare il clone dell’hard disk originale. Il tutto è possibile con un piccolo adattatore USB-SATA ed un applicazione come Carbon Copy Cloner.

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Vi consigliamo fin da ora, come vedremo dettagliatamente più avanti, di posizionare l’SSD con il sistema operativo sulla porta SATA 1 di Mac Mini per far sì che questo possa essere riconosciuto senza problemi.

Una volta predisposti tutti gli elementi necessari, possiamo procedere all’installazione vera e propria. Ricordiamo che, tramite questa guida, è possibile, a seconda delle vostre esigenze effettuare una sostituzione del vecchio hard disk con un disco a stato solido o, in aggiusta a ciò, installare un secondo supporto di storage da 2,5″ all’interno di Mac mini.

Kit di aggiornamento hard disk per Mac mini: un utile kit all-in-one per effettuare l’upgrade del disco fisso o, in alternativa, per aggiungerne un secondo. Mac mini late 2012 infatti permette l’alloggiamento di due dischi fissi al suo interno. Come? Semplice. Il case utilizzato in Mac mini 2012 è lo stesso di quello impiegato nella versione server (ora inesistente), la quale offre ovviamente la possibilità di montare due dischi grazie alla presenza di altrettanti connettori SATA sulla scheda madre. Mac mini “non server” ha lo stesso chassis, e offre la stessa opportunità. Il kit comprende: flat SATA proprietario, viti e gommini per l’alloggiamento nella staffa predisposta all’interno del Mac, tool di apertura, estrattore ad U per Mac mini, chiavi a doppia testa Torx T6/T8 ed esagonali.

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È consigliabile inoltre utilizzare un tappetino magnetico o un contenitore con separatori per riporre i componenti che mano a mano andremo a smontare, in modo tale da riuscire ad avere ordine e sicurezza in fase di ri-assemblaggio. Se volete un buon tappetino magnetico vi consigliamo questo proposto da iFixit, personalizzabile anche con scritte a pennarello (non è sempre in stock, eventualmente potreste individuarne altri simili);

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Procedimento

Dopo aver spento il Mac ed aver scollegato tutti gli eventuali cavi ad esso collegati dovremo rivoltarlo ponendo le serigrafie dei marchi di conformità verso il basso e rendendo visibile lo sportello circolare dal quale opereremo. Iniziamo!

Fase 1: rimozione del coperchio

L’accesso a Mac mini risulta immediato effettuando una leggera pressione nei due incavi presenti sullo sportello circolare. Questo dovrà ruotare in senso antiorario, fino ad allineare l’indicatore di rotazione. Giunto fino alla fine della corsa, il coperchio potrà essere rimosso. Accediamo quindi ai componenti interni.

Fase 2: rimozione del dissipatore

A prima vista si possono subito notare: l’antenna WiFi, la ventola di dissipazione del processore e l’alloggiamento dei banchi delle memorie RAM sulla sinistra. In primo luogo è necessario svitare le tre viti Torx T6 del dissipatore, staccando successivamente il piccolo connettore che lo collega alla scheda madre; una volta fatto ciò sarà possibile rimuovere la ventola in modo completo. Rimuoviamo poi la copertura nera al lato opposto del banco di RAM di Mac mini svitando la Torx T6 che la tiene salda alla scheda madre.

Fase 3: rimozione dell’antenna

Per effettuare il completo accesso alla componentistica sarà ora necessario rimuovere la griglia che ospita l’antenna della connettività wireless. Per effettuare quest’operazione svitiamo le quattro Torx T8 (le due da 6,6 mm sono quelle poste sul lato lungo della griglia, le due da 5 mm servono invece per il fissaggio ai lati al case metallico). Una volta levate tutte le viti è necessario procedere con estrema cautela, non è infatti ancora possibile asportare il componente, poiché dalla griglia parte un sottile cavo di connessione che arriva fino alla scheda Airport/Bluetooth posta alla vostra sinistra. È necessario, prima di tutto, scollegare il cavo dal basamento della scheda e successivamente rimuovere l’intera griglia.

Fase 4: estrazione del disco originale

Eliminato ogni ostacolo, abbiamo ora pieno accesso alla scheda logica. Dovremo ora scollegare il connettore SATA dell’hard disk già installato. Come potete vedere alla sua destra ve ne è un altro uguale. Mac mini infatti, come già detto, accoglie senza nessun problema due drive interni. Importante però è precisare – provato sulla nostra pelle – che solo la prima porta SATA, quella a sinistra per intenderci, supporta appieno un disco di avvio, mentre l’altra è adatta allo storage. Il nostro consiglio è dunque quello di montare l’SSD nel vano che poi si collegherà alla porta SATA 1.

Spostiamoci poi vicino ai banchi RAM e scolleghiamo il piccolo connettore IR contenente tre fili neri intervallati da un rosso ed un bianco, facendo attenzione a rigirarlo all’indietro in modo che non vada sotto la scheda madre.

Fatto ciò, è giunto il momento di svitare le ultime viti che tengono ancora ancorata la scheda logica. Ve ne sono altre tre in basso verso i marchi di certificazione serigrafati sul case del Mac: una Torx T8 si basa sull’involucro unibody, mentre le altre Torx T6 si trovano sopra la presa di areazione e al di sotto del banco RAM.

Arrivati a questo punto abbiamo completamente liberato la scheda logica da qualsiasi vite di fissaggio; procediamo all’estrazione. L’operazione avverrà attraverso la fessura presente sul lato posteriore dove sono presenti le porte di collegamento.

Usiamo il nostro ferro ad U, un vero e proprio estrattore, e posizioniamolo in basso nei due fori come in figura. Dovrete inserirlo bene fino in fondo. Per estrarre la scheda logica basterà applicare un po di forza facendo leva con l’estrattore e spingendolo verso le prese di collegamento con un movimento dall’alto verso il basso.

Fase 5: scollegamento dell’alimentazione

Una volta che la scheda logica sarà uscita dal cabinet per un paio di centimetri non estraetela del tutto: essa infatti è ancora collegata all’alimentatore tramite il connettore di alimentazione posto nel lato alto della scheda, sotto i banchi delle memorie. Una volta scollegato quest’ultimo, sarà possibile estrarre completamente la mainboard.

Il nostro case ora risulta quasi nudo. Sono visibili solo l’hard disk nel suo alloggiamento e l’alimentatore. Procediamo all’estrazione del drive semplicemente sfilandolo dal suo alloggio.

Fase 6: montaggio di SSD singolo o in configurazione ibrida

Arrivati a questo punto della guida siamo ad un bivio.

  • Sostituzione hard disk: Se il vostro intento è quello di sostituire semplicemente il vecchio hard disk con il nuovo SSD senza aggiungere altro storage al Mac Mini, ciò che dovrete fare è svitare le viti del vecchio supporto, quelle poste lateralmente che fungono da perno, scollegare il connettore SATA (attenzione allo scotch che lo fissa all’involucro di “carta” del vecchio disco fisso) e rimontare nel medesimo modo il tutto sul vostro SSD. Fatto ciò riponete il nuovo disco nell’alloggiamento e seguite al contrario tutte le fasi descritte fino ad ora. Fine!
  • Sostituzione hard disk con aggiunta secondo drive: per i più “avventurosi” che vogliono predisporre due drive all’interno di Mac Mini sarà necessario estrarre l’hard disk, svitare le viti, il connettore SATA e… la guida continua.

Fase 7 – Smontaggio dell’alimentazione (solo per configurazione dual drive)

Per completare il nostro intento sarà necessario procedere allo smontaggio dell’alimentatore. Niente paura, svitiamo la Torx T6 posta al suo fianco poco sotto le istruzioni stampate su di esso che indicano come rimuovere i banchi RAM. Per finire dobbiamo togliere il fermo metallico posto sotto la presa AC. Sfilatelo come in figura.

Fatto ciò l’alimentatore è libero da ogni vincolo. Dovremo semplicemente ruotare di 90° in senso anti-orario la presa di alimentazione e dopodiché procedere a sfilare tutto il componente di alimentazione.

Fase 8: rimozione e predisposizione del telaio (solo per configurazione dual drive)

All’interno di Mac mini ora è presente solamente il telaio di supporto per gli hard disk. Per aggiungere il secondo disco sarà necessario rimuoverlo. Svitiamo la Torx T6 posta sul lato opposto alla sede dell’alimentatore e sfiliamo dalla bocca circolare l’intero supporto.

Ora possiamo procedere in tutta libertà e semplicità a predisporre il supporto plastico per ricevere il secondo disco fisso.

Sui lati lunghi del rettangolo presente sul supporto sono presenti dei fori di circa 8 mm. Essi serviranno da “asole” di supporto per il secondo hard disk, non prima però di averli adeguatamente rivestiti con i gommini in dotazione al kit di aggiornamento descritto. Ora i fori che prima risultavano grandi, sono adatti ad accogliere le viti di supporto laterali del drive.

Fase 9: montaggio del secondo disco (solo per configurazione dual drive)

Occupiamoci in questa fase del connettore SATA. È giunto infatti il momento di integrare il nostro secondo hard disk. Dalle nostre prove è appurato che il disco che conterrà il sistema operativo, l’SSD quindi, dovrà necessariamente essere collegato alla SATA 1, – quella più a sinistra, ricordate? Va da sé dunque che in questa fase riprenderemo il nostro vecchio hard disk meccanico, quello che era originariamente presente nel Mac mini, e lo installeremo nel supporto preparato nella fase precedente. Per far ciò dovremo collegare e piegare a dovere al livello dei tratteggi il connettore SATA che ci è stato fornito con il kit sopracitato. Una volta eseguita questa operazione avvitiamo i piccoli perni filettati sul lato lungo del disco dalla parte in cui sporge il connettore SATA. Infiliamo il disco nel supporto come in figura e fissiamo il tutto con le viti in dotazione sull’altro lato.

A questo punto potremo finalmente inserire l’intero supporto con tanto di hard disk all’interno del case di Mac mini e, successivamente seguire al contrario le varie fasi per rimontare tutto a dovere. Arrivati però alla Fase 6 sappiate che dovrete aggiungere l’SSD con il connettore che precedentemente collegava il vecchio hard disk, quello originale Apple fatto per collegarsi alla porta SATA 1 per intendersi. L’SSD andrà ad appoggiarsi sopra al vecchio hard disk meccanico che abbiamo “spostato” precedentemente nell’alloggiamento creato a dovere.

Installazione del sistema operativo

Finita la sezione “hardware” della guida, è arrivato il momento di apprezzare le prestazioni del nuovo disco a stato solido; prima però dovremo installare OS X sull’SSD. I metodi per farlo sono molti. Ciò che consigliamo di fare è di eseguire un’installazione pulita attraverso un supporto di installazione creato in  precedenza come una chiave USB o un DVD; una volta predisposti i supporti elencati non dovremo far altro che avviare il Mac tenendo premuto il tasto alt ⌥.

In questo modo, all’avvio, potremo selezionare il disco dal quale far avviare il sistema. Arrivati alla scelta dei supporti, selezioniamo la chiavetta che abbiamo predisposto. Non vi preoccupate se, arrivati a questo punto, l’SSD installato non risultasse ancora visibile; esso infatti, per essere riconosciuto dal Mac, deve essere inizializzato con il tipo di formattazione: Mac OS esteso (journaled). Avviata l’installazione di OS X vi ritroverete nell’utility di installazione e a questo punto, usando Utility Disco dovremo selezionare il nuovo SSD dalla colonna di sinistra, scegliere un nome per il disco ed inizializzarlo con il formato sopracitato. Arrivati fin qui potremo procedere poi all’installazione vera e propria che, a seconda delle casistiche, durerà più o meno mezz’ora concludendosi con un riavvio automatico del Mac.

Una volta completato l’intero processo noterete che Mac mini riconoscerà due drive interni. Potremo ora andare a ripristinare il backup tramite Time Machine o più semplicemente ri-acquisendo i dati che erano stati precedentemente salvati su un supporto esterno.

La guida finisce qui. Ovviamente, ben consapevoli delle svariate competenze che servono per affrontare un intervento di questo tipo, consigliamo ancora una volta di affrontare un upgrade di tale natura solo a chi ritenesse di avere la dovuta praticità e dimestichezza con operazioni di questo genere. Per quanto la procedura di upgrade sia stata testata accuratamente su un nostro Mini, è sottinteso il nostro esonero di responsabilità per eventuali danni alla componentistica.

Detto questo, speriamo che molti di voi possano beneficiare di quanto scritto fino ad ora rimanendo pronti ad ascoltare i vostri dubbi e perplessità, ma soprattutto le vostre opinioni in merito a questo importante aggiornamento. Utilizzate pure il box per i commenti in fondo all’articolo per esprimere le vostre perplessità, a cui cerchiamo sempre di rispondere costantemente. Buon lavoro!

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