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Lomo'Instant Reykjavik: creatività in salsa vintage

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 26 aprile 2016

Lomo’Instant Reykjavik è stata presentata qualche settimana fa dalla nota azienda produttrice di fotocamere dedicate alla lomografia, una particolare ed interessante corrente fotografica che richiama il “vecchio stile” delle foto a pellicola condito da una serie di filtri ed effetti creativi interessanti. Abbiamo provato a fondo questo modello dopo un’estrema curiosità fin dalla sua prima presentazione e siamo pronti per dirvi cosa ne pensiamo.

Scheda tecnica

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Design e materiali: un’insalata di plastica ben condita

Lomo’Instant Reykjavik si fa subito notare per la sua linea estremamente vintage e dai colori con tonalità fredda, ispirati appunto alla capitale islandese Reykjavik. Nella costruzione sono stati utilizzati vari derivati della plastica decorati poi in alcune zone frontali per aggiungere dettagli più retrò. Non è solo la fotocamera in sé che si nota subito però: la scatola è davvero completa e il tutto è stato disposto con estrema cura per far godere ogni istante dello spacchettamento all’utente. All’interno della confezione troverete infatti la fotocamera, tre lenti da montare e utilizzare (Fisheye 170°, Portrait 35mm e Macro/Close up 10-15cm), delle gelatine da utilizzare con il flash per aggiungere colori creativi agli scatti, tappi vari di protezione per le lenti, un manuale esaustivo che spiega alcune tecniche fotografiche e l’intero funzionamento della fotocamera, e alcune foto d’esempio con tanto di dettagli di scatto per stimolarvi la creatività. Sicuramente la confezione ci ha colpiti molto per quanto concerne completezza e cura nei dettagli.

Ma Lomo’Instant Reykjavik non si ferma qui (fortunatamente eh), e infatti integra diversi tasti interessanti per accedere a funzioni non così comuni su una instant camera. Guardando la fotocamera frontalmente troviamo subito l’obiettivo integrato da 27mm f/8 su cui è possibile montare le lenti aggiuntive già comprese nella scatola, il piccolo flash con vetrino dedicato per bloccare e utilizzare le gelatine colorate, una piccola ghiera plasticosa per variare la compensazione dell’esposizione (molto utile sia in giornate di sole sia in giornate nuvolose, è ben spiegato anche come sfruttare questa opzione), il tasto di scatto – che più che tasto definiremmo “switch” in quanto non è un vero e proprio bottone ma dev’essere spostato da parte a parte -, il selettore di messa a fuoco che permette di scegliere da 1m-infinito a 0.4-0.9m, il selettore MX (che vi permetterà di realizzare esposizioni multiple) e, soprattutto, un piccolo specchietto per non sbagliare posizione nei selfie. La parte frontale integra anche il mirino diretto da cui guarderete per scattare, anche se risulta “fuorviante” in quanto, ovviamente, non vi fornisce l’effettiva visione dell’obiettivo, pertanto, cambiando ottica non vi renderete conto della differenza finché non scatterete la foto. Nella parte inferiore della fotocamera troviamo il selettore delle modalità che permette di passare da “spento” a “A” ( flash sempre attivo), “C” (flash attivo per lunghe esposizioni e modalità creative) e “C” (flash disattivato con la possibilità di utilizzare modalità creative). Il selettore per le modalità creative da noi nominate è subito di fianco ed è composto da “N” che sta per “normale” e “B” che sta per “BULB”, esattamente come la modalità presente nella maggior parte delle reflex che vi consente di decidere autonomamente il tempo effettivo d’esposizione per la foto. Nella parte laterale sinistra non troverete molto a parte la fessura dedicata alla stampa istantanea delle foto.

Guardando la Lomo’Instant Reykjavik da destra troverete il pulsante a scatto per l’apertura del vano batteria (4 batterie AAA necessarie per far funzionare flash e stampa pellicole) e l’attacco classico per il treppiede. La parte più “minimal” in assoluto la troviamo sia nella parte superiore (dove è possibile vedere solo la scritta “Lomography” e l’aggancio per la cinghia, sia nella parte posteriore dov’è presente soltanto lo slot delle pellicole per un cambio rapido e un piccolo visore che ci permette di sapere quante foto abbiamo effettivamente stampato (che si resetta in automatico una volta che cambiamo la cartuccia delle pellicole Fujifilm Instax Mini). Oltre a tutto questo, all’interno della confezione troverete anche lo Splitzer, che da solo costa circa 30€. Lomo Splitzer è un componente da attaccare alla lente principale che vi permette di oscurare alcune parti del fotogramma al fine di “giocare” con il tasto MX (e quindi con le esposizioni multiple) e creare interessanti effetti creativi, come ad esempio una doppia esposizione.

Vi ricordo che Lomo’Instant Reykjavik ha un’impugnatura verticale per lo scatto e non tanto perché non sarebbe possibile fare foto in orizzontale, quanto perché il risultato finale sarebbe paragonabile ad un video fatto in verticale con lo smartphone (e noi non facciamo video in verticale con lo smartphone, vero?). L’impostazione della pellicola, come le classiche di un tempo, è tale che permetta una migliore visione del risultato finale per scatti in verticale (cosiddetti “portrait”) e non in orizzontale (“landscape”).

Prestazioni: da grandi Lomography derivano grandi responsabilità

Quanti di voi si ricordano i bellissimi pomeriggi degli anni ’70 con la nostra bella Polaroid alla mano mentre andavamo in giro con gli amici a fare foto ad ogni cosa visto che ancora si poteva fare data la scarsa presenza di “ph” o “photographer” vari? Noi non di certo, siamo nati un po’ dopo gli anni settanta, ma, chi più, chi meno, abbiamo avuto la possibilità di provare con mano qualche piccolo assaggio dal passato fotografico per capire come funzionava una volta senza schede SD.

Dato che però sono ancora molti i fan della pellicola e dell’analogico in generale, sono nate diverse aziende che supportano ancora questi prodotti, una di queste è sicuramente Lomography che produce praticamente solo fotocamere a pellicola aventi alcuni piccoli automatismi che danno quella marcia in più. Lomo’Instant Reykjavik è il ritratto perfetto di una fotocamera istantanea: selezioni la modalità, inquadri, scatti, stampi, niente di più, niente di meno. Non è una fotocamera per chi deve scattare per lavoro, non è una fotocamera per chi non ha basi fotografiche bensì è un prodotto che si pone come obiettivo principale lo svago e il divertimento che istananee, filtri e obiettivi vari possono offrire.

Perché è necessario avere una base di tecnica fotografica? Perché questa Lomo’Instant Reykjavik, ad esempio, scatta solo a 1/125 oppure in modalità BULB e, se non siamo in grado di gestire un minimo il concetto di tempo d’esposizione, potremmo ritrovarci con foto mosse o tempisticamente sbagliate. Oltre a questo, un altro esempio di “tecnica avanzata” (seppur non così tanto ma sicuramente non da livello base della fotografia) è la possibilità di effettuare una multi-esposizione grazie all’interruttore “MX”: potrete infatti scattare più foto a più esposizioni (variando la compensazione dell’esposizione in ogni scatto grazie alla ghiera dedicata) e poi stampare lo scatto finale (tecnica in cui si consiglia l’uso del cavalletto).

È chiaro che stiamo parlando di una fotocamera dalle linee molto vintage che come obiettivo si pone la possibilità di far riscoprire agli utenti la creatività “old-style” e la bellezza della fotografia a pellicola. È chiaro che non si tratta di una fotocamera professionale da usare per lavoro o simili, è puro divertimento unito ad un filo di tecnica. È chiaro che dovrete fare molta pratica prima di ottenere uno scatto perfetto o interessante (come ad esempio quelli d’ispirazione presenti nella scatola); ad ogni modo, può diventare qualcosa di molto bello.

Bello ma dispendioso, perché di sicuro con una fotocamera come questa starete molto attenti a fare foto dato che ad ogni scatto corrisponde 1€ speso (contando che una confezione da 20 pellicole costa 19,90€). Cambiare pellicola di per sé è un’operazione molto semplice data la presenza di un “cassettino” contenente le 10 pellicole: è sufficiente aprire lo slot dedicato alle pellicole, inserire il cassetto presente nella confezione di FujiFilm Instax Mini, allineare le due linee gialle e scattare una foto di prova per “sbloccare” lo slot delle pellicole. A questo punto il contatore vi segnerà le foto effettivamente stampate. Se volete approfondire il cambio delle pellicole potete guardare la nostra video recensione qui sotto.

Fondamentalmente nella Lomo’Instant Reykjavik non c’è moltissimo da capire: bisogna sperimentare e creare qualcosa di creativo e un po’ retrò. Per fare tutto questo è fondamentale imparare bene le funzioni creative che Lomo ci mette a disposizione in questo modello.

Si parte sicuramente dalle gelatine colorate contenute all’interno della confezione che, infilate nella fessura del flash (non serve cercare di aprire il vetrino del flash, si infilano da sopra e si sfilano molto facilmente), permettono non solo di dare una tonalità di colore diversa alla foto (utilizzando il flash in una delle modalità che lo prevedono, ovviamente), ma anche effettivamente cambiare quella che è la temperatura colore dell’immagine. Ad esempio, se desideriamo avere un’immagine dalla tonalità piuttosto islandese (quindi fredda), sarà sufficiente inserire la gelatina blu nel flash, attivare una delle modalità che fanno scattare il flash (quindi A oppure C+saetta), scattare la foto e godersi il risultato. Mettendo la gelatina arancione “scalderemo” i toni e così via. Le gelatine presenti sono tre: blu, arancione e rossa.

Oltre a questo è bene sperimentare la modalità BULB, attivabile semplicemente spostando il cursore dedicato (posto nella parte inferiore) da “N” a “B”. A questo punto potremo azionare il pulsante di scatto come normalmente faremmo per tenere l’otturatore aperto e creare la nostra lunga esposizione. Durante l’esposizione effettiva possiamo catturare una scia di luce (come macchine che passano o un light painting che effettuiamo con una torcia disegnando banalmente nell’aria forme a piacere) oppure catturare qualcosa di più “impegnativo” come un cielo o un panorama particolarmente scuro che richiede maggior esposizione. Certo, una volta non esisteva l’esposimetro digitale, ma diciamo che in alcuni casi potete usarne uno per aiutarvi nella composizione dello scatto (quello integrato nella vostra reflex andrà benissimo). Se poi combinate il tutto con il tasto “MX”, la creatività non ha davvero limiti.

Parlando appunto del bottone “MX”, esso permette di scattare più esposizioni, funzione che potete usare sia per un HDR, dove attiverete MX e scatterete tre foto spostando in ognuna la ghiera di composizione dell’esposizione (es.: una foto in “A”, una foto in “+1” e una foto in “-1) oppure combinando più scatti diversi per vedere divertenti risultati. Il funzionamento in questo caso è davvero semplice: attivate la multi esposizione spostando il cursore dedicato su “MX”, scattate a piacere, componete lo scatto, fate lunghe esposizioni e tutto ciò che volete e pensate sia fattibile, poi spostate nuovamente il cursore dal lato opposto rispetto a “MX” e la foto verrà stampata subito. Godetevi il risultato.

Insomma, le combinazioni creative sono davvero molte, sta a voi sbizzarrirvi.

Lomo Instant Reykjavik: le nostre conclusioni

In conclusione possiamo dire che sebbene in alcuni casi sia difficile scattare una buona foto (e quindi un po’ di pellicole dovrete “investirle” in tutto questo), Lomo’Instant Reykjavik si rivela una fotocamera davvero divertente in grado di farvi assaporare quel gusto un po’ vintage che non guasta mai e che vi permette di affinare la vostra tecnica in molti casi. Sebbene il mirino non sia preciso e la fotocamera ogni tanto si inceppi costringendo l’utente a disperati “spegni-riaccendi” rapidi e furiosi quanto la pressione contemporanea dei tasti CTRL+ALT+CANC su un PC Windows, così come la qualità dei bottoni non spiri fiducia e resistenza per il futuro, ci sentiamo di consigliarvi questa fotocamera, visto anche l’ottimo rapporto qualità/prezzo, per provare qualcosa che può rivelarsi non solo interessante e creativo ma anche molto divertente.

Ci sono alcuni difetti in questa fotocamera che non vi aiuteranno nel vostro cammino verso la creatività fotografica, tuttavia ci sentiamo di dirvi che non si tratta della classica “toy camera” (fotocamera giocattolo, ndr.) ma bensì di un dispositivo con cui è davvero possibile passare diverse ore di svago e creatività. Sperimentate, provate e lasciate a casa ogni tanto la reflex digitale o super-fotocamera che sia; è giusto ricordare cosa c’era prima del digitale e soprattutto capire quanto fosse meno immediato scattare una foto. Siamo sicuri che molte foto “tecnicamente sbagliate” o “esagerate” che spesso si vedono oggi sarebbero facilmente evitate in questo caso dato il prezzo effettivo di ogni scatto. Certo, vista l’esigenza odierna di fotografare e condividere subito con gli amici sarete rallentati sotto questo aspetto, ma di sicuro vi divertirete e passerete qualche ora di “digital detox” (disintossicazione digitale, ndr.).

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Galleria scatti

Video recensione