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Logitech MX Sound recensione: il set di casse Bluetooth che non passa inosservato

di Giovanni Matteiaggiornato il 17 ottobre 2017

Logitech non è certo un brand che ha bisogno di introduzioni particolari, soprattutto qui su Ridble dove abbiamo spesso l’occasione di provare e recensire i suoi prodotti. Quest’anno, in occasione dell’IFA 2017 di Berlino, abbiamo avuto modo di raccontarvi brevemente tutte le news su Logitech MX Sound, ovvero il nuovo set di speaker Bluetooth da scrivania. Dopo diverse settimane di utilizzo, sono finalmente pronto a darvi il mio giudizio su questo particolare prodotto; vi anticipo di essere assolutamente sicuro che Logitech ne venderà davvero a pacchi.

Scoprite il perché nella nostra recensione di Logitech MX Sound.

Scheda tecnica

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Design: il mix perfetto di sobrietà e tecnologia, direttamente sulla scrivania

Inizio, come sempre, raccontandovi il design delle Logitech MX Sound. Già dalla mia breve prova all’interno del booth di Logitech alla kermesse tedesca, mi ero reso conto che si trattava di un set di speaker Bluetooth piuttosto impegnativo dal punto di vista dell’ingombro. Forse il monitor mastodontico presente in fiera aveva in qualche modo mascherato le reali dimensioni delle MX Sound, forse è colpa dei miei ricordi un po’ annebbiati da quelle giornate frenetiche, ma la sua dimensione non passa decisamente inosservata. Questa parla di 160 x 160 x 83.4 millimetri per un peso complessivo di ben 1.72 kg; si tratta di un paio di speaker con una certa stazza, inutile negarlo. L’aspetto delle MX Sound è decisamente particolare: si tratta di un grosso cono con la base rivolta verso l’ascoltatore con un altro piccolo cono capovolto e collegato direttamente al corpo principale.

La porzione principale, quella che nasconde gli speaker, mostra una particolare lavorazione con un elemento in tessuto, a griglia, posto a proteggere la componentistica interna. La cassa destra integra inoltre un piccolo sensore di prossimità che, semplicemente avvicinando la mano, attiva i comandi rapidi per controllare il volume e per attivare/disattivare il modulo Bluetooth e procedere al pairing con i dispositivi posti nelle immediate vicinanze. Inutile nascondere che il tutto fa il suo bell’effetto; ho fatto provare le casse ad alcuni amici e sono rimasti piacevolmente impressionati dalla responsività del sensore di prossimità. È qualcosa che non ci si aspetta di trovare in un set di casse Bluetooth “economiche”.

I due speaker sono collegati fra di loro da un cavo di buona lunghezza che dà la possibilità di sistemare i due elementi piuttosto separati fra loro. La mia scrivania ha una larghezza di circa un metro e mezzo e questo mi ha permesso di porli quasi ai due estremi, piazzando in mezzo il mio fidato Mac. La cassa sinistra è orfana di qualsivoglia connettore, se non si considera quello per creare il ponte con la cassa destra, mentre è quest’ultima quella che ospita tutte le porte per connettere il sistema anche via cavo. Infatti, capovolgendo lo speaker destro, ecco apparire la porta per l’alimentazione, l’entrata jack da 3.5mm per le cuffie – davvero un bel tocco inserire qui l’entrata rapida per le cuffie in modo da lasciare libera quella del computer -, la porta per collegare la cassa a quella sinistra, l’entrata da 3.5mm per il PC e una uscita AUX, nel caso in cui volessimo collegare le Logitech MX Sound ad una sorgente esterna, magari un televisore.

La quasi totalità del corpo delle MX Sound è fatto di plastica di buona fattura. Durante i miei test l’ho trovata decisamente resistente, mentre sulla porzione inferiore è presente un piccolo piedino che serve per poggiare le casse senza correre il rischio di farle cadere di lato – ricordo che frontalmente è un grande cerchio che stringe man mano che si procede verso l’esterno. I piccoli LED nascosti dietro la trama sono gli elementi che hanno attirato la mia attenzione durante la prova in fiera e che mi hanno spinto a richiedere un sample. Ero estremamente curioso di provare come funzionassero, soprattutto in un contesto casalingo. Durante i miei test in questa recensione di Logitech MX Sound, ho apprezzato il tocco di classe di Logitech nell’integrare questa piccola chicca. I comandi rispondo bene alla pressione, anche se bisogna fare un po’ di pratica prima di trovare la giusta inclinazione per comandare effettivamente il bilanciere del volume.

Purtroppo quello che manca è un po’ di ambizione. Sarebbe stato estremamente interessante poter stoppare o far partire la riproduzione audio semplicemente con una gesture, magari simile a quella che avevo descritto all’interno della recensione Libratone Zipp. Stessa cosa per mandare avanti o indietro una traccia audio. Magari Logitech ha deciso di non integrare queste funzioni in quanto scomode in qualche contesto di utilizzo – sono inutili nel caso in cui le MX Sound venissero impiegate di fianco ad un televisore -, oppure semplicemente verranno integrate in qualche versione aggiornata del prodotto. Si tratta certamente di un plus che avrebbe reso il prodotto completo a 360°, ma già così è in grado di distinguersi dalla massa senza troppi problemi.

Piccola chicca: quando ci si collega alle casse, da qualunque dispositivo, queste emettono un piccolo segnale di conferma. L’ho trovato un bel tocco che mi è stato estremamente utile quando mandavo in diffusione musica dal mio iPhone senza dover aspettare di controllare che effettivamente era avvenuto il collegamento. Stessa cosa per quanto riguarda la funziona automatica di risparmio energetico. Le casse si disattivano automaticamente dopo venti minuti di inattività.

Suono ricco e corposo, in quasi tutti i generi

E veniamo al capitolo più interessante, ovvero quello relativo alle vere prestazioni audio delle Logitech MX Sound. Quando le avevo viste per la prima volta ad IFA 2017, il personale mi aveva fatto ascoltare un paio di sample che avevano l’obbiettivo di far bella figura in fiera. Come? Ovviamente scegliendo brani che avessero bassi ricchi e corposi, di quelli che ti fanno tremare la scrivania se sparati al massimo. Effettivamente era quello che è accaduto in fiera, colpa anche della gran confusione che si vive in quegli ambienti che, diciamocelo francamente, non sono certamente il luogo migliore per avere un’idea chiara della qualità di una set di speaker.

All’interno della recensione di Logitech MX Sound ho quindi avuto l’opportunità di poter testare la qualità audio in tutta tranquillità, potendo liberamente spaziare lungo tutti i generi che amo ascoltare. Quello che mi ha stupito di più delle casse, a parte la potenza audio di cui parleremo poco più giù, è il perfetto bilanciamento dello speaker. Diverse volte mi è capitato di provare casse stereo e ricordo di riuscire sempre a individuare facilmente da dove effettivamente provenisse un suono. Quando si ascolta un brano con le MX Sound, posizionando correttamente le casse lasciando 3-5 centimetri di spazio fra esse ed un probabile dispositivo – il mio Mac in questo caso -, l’ascolto audio raggiunge il suo picco massimo.

Con una leggera inclinazione di 10° verso la posizione dell’ascoltatore, il muro di suono viene riprodotto precisamente difronte, garantendo così un ascolto perfettamente bilanciato. Un aspetto che mi ha piacevolmente colpito delle MX Sound è la grande attenzione al parlato e alla voce in generale. In questi ultimi giorni sono incappato nell’ultimo lavoro di Benny Greb, un batterista strepitoso che si diletta anche a fare albumi molto particolari. Il suo ultimo lavoro, Grebfruit 2, è un album in cui si alterna batteria con linee melodiche sovrapposte. Fondamentalmente il canto e i fraseggi fanno da base alla linea melodica della batteria, con un risultato estremamente particolare e piacevole. La traccia Grebchestra offre uno spunto ideale della qualità generale dell’album. Le MX Sound sono in grado di separare con estrema precisione ogni piccolo fraseggio, lasciando la batteria, seppur elemento fondamentale, come contorno alla linea melodica.

Dal punto di vista puramente tecnico, le MX Sound di Logitech integrano due speaker (uno a cassa) capaci di generare 24 W di picco (12 W RMS). Questo significa che, se amate sparare la musica ad alto volume, le casse sono in grado di far un gran baccano. A differenza di quanto avviene con altri prodotti, aumentando il volume, anche su generi complessi come il rock o il metal, non si evidenziano problemi. Stessa cosa non si può dire però per generi musicali come l’elettronica dove, a volume molto alto, le frequenze basse creano vibrazioni che rovinano l’apprezzamento generale del pezzo. Il problema si manifesta indipendentemente dalla superficie di appoggio. Ma come si comporta con gli altri generi musicali? Prima di parlarne, vi lascio la classica scaletta di canzoni che utilizzo per saggiare più o meno tutti i generi musicali:

 

Freedom – Pharrel Williams

Madre Dolcissima – Zucchero

Atlas Stone – Haken

Freedom – Rage Against The Machine

Dream On – Aerosmith

Earth – Dream Koala

Home – Depeche Mode

Disco Labirinto – Subsonica

First Blood – Kavinsky

L’Estasi Dell’Oro – Ennio Morricone

 

Partendo dall’ultimo brano, mi piace provare la canzone di Ennio Morricone per avere una rapida idea di come si comporta il dispositivo con brani in cui la voce è l’elemento predominante. In questo caso devo dire che le MX Sound si sono comportate egregiamente, riuscendo ad esaltare la voce della cantante senza però oscurare il resto dell’orchestra. Stessa cosa la posso dire con Dream On degli Aerosmith, una delle loro canzoni più famose e in grado di mostrare la potenza della voce di Steven Tyler. È davvero un piacere ascoltare ad alto volume le parti più concitate della band americana, riuscendo a percepire gli acuti con estrema chiarezza. In generi complessi come l’elettronica, dove le frequenze basse sono molto importanti, le casse si comportano bene anche se non è presente un subwoofer. Bisogna però procedere con cautela in questo senso: l’assenza del subwoofer vero e proprio, inconsciamente ci spinge ad alzare il volume delle casse, cosa che sconsiglio. Il cruccio più grande delle Logitech MX Sound è proprio quello di non offrire un suono corposo per le frequenze basse, o almeno senza generare le fastidiose vibrazioni descritte poco più su.

Generi come il pop, il rock italiano, il metal o il rock vengono riprodotti in maniera egregia. Le frequenze alte, quelle dove troviamo chitarre o i piatti della batteria, sono sempre estremamente pulite e precise. Tracce con batteristi di un certo calibro, che sanno far “cantare” il charleston, sono un piacere da divorare più e più volte. Le MX Sound di Logitech integrano un modulo Bluetooth 4.1 che permette di agganciare contemporaneamente due dispositivi alla volta senza interrompere l’esecuzione della traccia. In casa facciamo un uso spasmodico di musica, praticamente ascolto musica da quando mi alzo a quando vado a dormire, con pause durante i pasti o durante la visione di film o filmati. La musica in diffusione proviene da una playlist collaborativa di Spotify con più di 200 brani, abbastanza per una riproduzione audio di circa un giorno intero. Spesso capita di voler far ascoltare un brano, o cercarne uno nuovo, da un dispositivo o da un altro. Con le MX Sound posso mandare in diffusione un brano dal mio iPhone per poi farne partire un’altro dal Mac della mia ragazza. Oppure, senza aspettare la fine di una canzone, possono mettere pausa e far partire una canzone da un altro dispositivo.

La trasposizione da una traccia all’altra non è immediata, ma impiega circa 1-1.5 secondi, e il più delle volte dipende dalla distanza che separa le casse dal dispositivo sorgente. La qualità della connessione si è sempre comportata egregiamente, in alcuni casi permettendomi di controllare la riproduzione audio anche fuori casa, in giardino. Se non volete dipendere dal modulo Bluetooth, le MX Sound possono essere collegate tramite un comune jack da 3.5 mm. Logitech è stata abbastanza generosa da inserirne uno direttamente in confezione; non si tratta del più lungo presente sul mercato, ma può essere estremamente comodo se utilizzate le casse sulla scrivania davanti al vostro computer. Insomma, se si sfruttano le casse tramite il modulo Bluetooth, i dieci metri teorici di raggio sono confermati, e non è affatto una cosa da poco per un set di speaker da 100€.

Logitech MX Sound recensione: le nostre conclusioni

Se state cercando un set di speaker Bluetooth per la vostra casa o per la vostra scrivania, le Logitech MX Sound sono una scelta quasi obbligata. A poco più di 100€, infatti, offrono un audio potente, cristallino, con la possibilità di controllare il volume in uscita sfruttando i comandi che si attivano attraverso il sensore di prossimità. La mancanza di un subwoofer vero e proprio si fa sentire solo in alcuni generi musicali, ma non ne preclude a priori l’ascolto. In questi casi è necessario essere parsimoniosi con l’audio, evitando di alzare troppo il volume.

L’aspetto estetico è sobrio ma curato, e permette alle casse di fare bella figura su qualsiasi superficie, compreso di fianco al televisore in salotto. Se siete interessati all’acquisto, le Logitech MX Sound sono disponibili al box qui sotto oppure a questo link di Amazon.