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LG G6 fotocamera: novità coraggiose che non convincono

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 18 agosto 2017

È sempre bello vedere, di anno in anno, l’incredibile evoluzione fotografica che gli smartphone stanno avendo. Era l’anno scorso quando vi parlavamo di un nuovo ed incredibile smartphone con prestazioni fotografiche innovative e straordinarie: LG G5. Nuovo anno, nuovo smartphone, nuova tecnologia fotografica. Anche questa volta abbiamo voluto provare a fondo il modulo fotografico di questo dispositivo top di gamma. Evitando spoiler, possiamo dirvi fin da subito che siamo molto contenti scontenti allo stesso tempo; vediamo perché.

Ricordo bene quando provai per la prima volta il modulo fotografico di LG G5: restai allibito ed incredulo da tali potenzialità fotografiche abbinate ad una giusta vista grandangolare ed una perfetta apertura di diaframma. Ricordo anche molto bene che l’anno scorso feci molta fatica a rispondere alla domanda “meglio LG G5 o Huawei P9?”, perché effettivamente li amavo entrambi (fotograficamente parlando) seppur per motivi effettivamente diversi.

Questa è un’annata decisamente strana per gli smartphone (almeno finora): in un mercato in cui Samsung Galaxy S8 riesce ad innovare tantissimo a livello fotografico (come testimonia la nostra recensione della fotocamera di Samsung Galaxy S8), Huawei perde invece colpi mostrando un dispositivo, Huawei P10, che non ci ha colpiti così tanto a livello fotografico tanto da dedicare una recensione a tale argomento (al contrario del predecessore). Poi c’è LG, brand che da anni ormai utilizza lo stesso layout interno per quanto concerne Android (si porta dietro l’estetica da LG G3) ma che, lato fisico, riesce comunque ad aggiungere quelle varianti importanti che riescono, in un modo o nell’altro, a stupire il pubblico.

Prima di adentrarci nei meandri di questa recensione, ci terrei a dirvi che LG G6 è stato in grado, ancora una volta, di farmi esclamare un bel “wow” dopo le prime foto scattate, anche se, effettivamente, i cambiamenti rispetto a LG G5 sono importanti sotto molti punti di vista, e non sempre sono positivi.

LG G6 saluta con la manina la tanto pubblicizzata “adozione” dei moduli di LG G5, una novità che ci era piaciuta ma che, in realtà, era già predestinata ad un rapido pensionamento (come molti altri smartphone modulari presentati lo scorso anno). Non è più presente nemmeno la batteria estraibile, però lo smartphone è ora impermeabile, garantendovi quindi la possibilità di effettuare scatti senza preoccupazioni durante le vacanze estive.

Una novità importante è però l’introduzione del display HDR con un aspect ratio 18:9, novità in grado di cambiare davvero il modo in cui guardate, gestite ed elaborate i vostri scatti. A tal proposito infatti, i 5.7″ di display non sembrano così tanto grandi se confrontati di fianco ad un iPhone 7 Plus da 5.5″; quest’ultimo infatti sembra più grande a causa di un design diverso ed un aspect ratio “classico”.

Interfaccia utente: squadra che vince si cambia in parte

Parlando di interfaccia, abbiamo già visto nella recensione di Ridble Tecnologia come, effettivamente, lato software non sia poi cambiato così molto in termini estetici. Fortunatamente, lato fotocamera, qualcosa è cambiato ma, tutte le buone cose di LG G5 sono rimaste praticamente invariate. Insomma, con l’interfaccia della fotocamera di LG G6 avrete si alcune novità ma non così tante da disorientarvi o farvi perdere l’ottima intuitività guadagnata con il modello precedente. Potrete sempre entrare in modalità “Pro”, gestire le varie modalità automatiche, usare alcune paroline magiche per lo scatto, ma soprattutto fare uno scorrimento dall’alto verso il basso o da destra verso sinistra (e viceversa) per attivare rapidamente la fotocamera frontale.

Aprendo l’app fotocamera di LG G6 ci accorgiamo della presenza di vari bottoni nella parte superiore tra cui le impostazioni, il tasto per cambiare modalità fotografica automatica, i filtri fotografici, la rotazione della fotocamera, l’attivazione del flash e il tipo di modalità di scatto foto / video. Nella parte inferiore troviamo invece il tasto “indietro” e il bottone di scatto, accompagnato da due frecce e diviso in due parti: foto e video. Con le frecce vi sarà possibile effettuare lo zoom avanti o indietro in un’operazione molto simile a quella che avviene per le storie di Instagram, la più comoda secondo noi. Allo stesso modo, premendo il bottone con l’icona della videocamera inizierete subito a registrare un filmato, sia in verticale che in orizzontale (cercate di limitarvi al verticale solo per le storie di Instagram, la comunità video internazionale ve ne sarà molto grata). L’ultimo tasto della zona inferiore è quello dedicato alla visione dell’ultima foto scattata che, se premuto, vi farà entrare nella galleria. Funzione molto comoda, non attivata di default ma attivabile dalle impostazioni, è quella che vi permette di avere nella parte superiore i piccoli riquadri con le ultime foto scattate; scorrendo i riquadri vi sarà possibile guardare effettivamente tutta la galleria, che si aprirà in caso di pressione.

All’interno delle impostazioni è possibile regolare, come sempre, la dimensione delle foto scegliendo vari aspect ratio proposti a partire da 1:1 (2.1 megapixel) fino ad arrivare a 4:3 (13 megapixel) passando per un classico 16:9 da 9.7 megapixel. Lato video vi sarà possibile scegliere un formato HD 16:9, FHD 16:9 (con la variante 60fps), UHD 16:9 e la nuova FHD 18:9 che segue l’aspect ratio del nuovo display 5.7″ HDR. Oltre a questo, sempre nelle impostazioni, è possibile attivare la finestra del rullino fotografico che mostra le ultime foto scattate e vi permette di entrare nella galleria (come descritto nel paragrafo poco sopra), la modalità dedicata alla fotografia HDR, il timer, lo scatto alla pronuncia di alcune parole (come “Cheese” , “Smile” “Whisky” e altre), la stabilizzazione video, il tag posizione, la griglia della regola dei terzi (che vi permetterà di migliorare la vostra composizione fotografica), la possibilità di aggiungere una firma (come un watermark ad esempio) oppure ancora la possibilità di semplificare la vista dell’interfaccia utente eliminando tutte le varie possibili distrazioni. Non manca inoltre una guida all’uso che spiega passo passo all’utente tutte le varie possibilità di scatto senza aprire noiosi PDF ma direttamente all’interno dell’app. Ben fatto LG.

Modalità di scatto

A parte qualche piccola modifica grafica, non troviamo nulla di particolarmente nuovo in LG G6 (lato interfaccia, ovviamente). Per capire come orientarsi all’interno delle modalità è sufficiente osservare il primo tasto in alto a sinistra (se tenete il telefono in orizzontale) oppure il primo in alto a destra (se tenete il telefono in verticale). Di default, su questo tasto vedrete la scritta “base” e, premendolo, capirete immediatamente la sua funzione. Questo bottone serve infatti a variare le impostazioni da automatiche a manuale, sia per quanto concerne la fotografia, sia per quanto concerne il video. Sempre all’interno di questa funzione è inoltre possibile scattare una foto in formato square 1:1 (quadrato), cosa possibile rapidamente grazie anche alla shortcut presente alla prima accensione del dispositivo (dal nome “fotocamera quadrata”).

Da questo tasto, come avrete capito, dipendono molte delle impostazioni determinanti della fotocamera, ma andiamo con ordine.

Modalità di scatto base

La modalità di scatto base e senz’altro la più diffusa in quanto attiva di default e, di solito, utilizzata nelle situazioni “frenetiche”. Essa infatti mantiene tutto in automatico e lascia che sia lo smartphone a decidere tutto. Attivando la modalità “base” sarà presente tra i vari bottoni laterali (o superiori, a seconda di come impugnate il telefono) il tasto “modo”, cioè quello che vi permetterà di variare il tipo di modalità automatica per lo scatto o la registrazione di un video. Premendo il tasto Modo potrete entrare in un altro menù secondario in cui sono presenti diverse funzionalità di scatto, a partire dalla classica “automatica” che è appunto quella di default e permette di scattare senza preoccuparsi di nulla.

Troviamo poi la modalità panoramica classica e la modalità “Panorama 360” che vi permetterà di creare un vero e proprio panorama sferico come già succede con l’app di Google Street View. Tale Panorama 360 sarà poi direttamente “esplorabile” dallo smartphone, a differenza del classico Panorama che è invece solo orizzontale. Si prosegue poi con una modalità decisamente inutile: cibo. L’abbiamo provata di fronte a qualche pietanza ma, nell’effettivo, ciò che cambia davvero è soltanto una grande saturazione in più (fastidiosissima nella maggior parte dei casi). Insomma, qualora vogliate fotografare il cibo, continuate pure a farlo in modalità automatica. Si passa poi alla classica modalità “Popout“, già presente nei modelli precedenti e che crea simpatiche cornici attorno alla foto principale contenente altre porzioni d’immagine. Si passa poi ad altre modalità già conosciute e diffuse come “Scatto” che permette di creare rapide clip video, Slow Motion per filmati al rallentatore e time lapse per creare spettacolari sequenze video con intervallo variabile.

Proseguendo nella vista dell’interfaccia trovate poi i vari filtri da scegliere per decorare al meglio il proprio scatto, il bottone per girare la fotocamera e metterla in modalità Selfie, l’attivazione del flash, i due bottoni centrali per passare dalla fotocamera standard a quella grandandolare e una freccia con un menù a tendina per condividere immediatamente gli scatti effettuati sui social.

Modalità di scatto Manuale

Se gli automatismi non fanno per voi o se siete appassionati di fotografia a tal punto da voler personalizzare al meglio anche la fotografia mobile, allora la modalità di scatto Manuale (definita da molti “Pro”) è quella che fa per voi. In questa modalità tutto cambia e si regola di conseguenza: via gli automatismi, via le funzioni rapide. Questa è una modalità per chi ha un po’ di tempo da investire per comporre lo scatto al meglio con ogni settaggio come vorrebbe. Di certo non è la funzione migliore per chi ha poco tempo e deve fotografare al volo.

Questa modalità è senz’altro più ottimizzata per le foto in orizzontale in quanto, orientando il dispositivo in verticale la parte dedicata alle funzioni manuali non “gira” e di conseguenza rimane scomoda da utilizzare. Siamo sicuri che tale funzione sia per invogliare il pubblico a preferire il formato landscape a discapito di quello portrait dedicato alla ritrattistica.

La parte che si aggiunge, come avrete avuto modo di capire, è quella inferiore che include tutte le modalità personalizzabili manualmente. All’interno di questa barra inferiore troviamo una rapida vista sul diaframma in uso, non modificabile purtroppo, il bilanciamento del bianco (che parte da 2400K e arriva fino a 7400K con la possibilità di metterlo in AUTO), il selettore di messa a fuoco (a scelta tra manuale con o senza focus peaking e autofocus), il selettore dedicato alla compensazione dell’esposizione, la sensibilità ISO (da 50 a 3200), il tempo d’esposizione (da 30″ fino a 1/3200) e il selettore AE-L.

Da notare il fatto che se passate dalla fotocamera standard a quella grandangolare perdete la possibilità di selezionare la messa a fuoco: in quest’ultima non è infatti regolabile e viene lasciata di default su “infinito”.

Interessante anche la minuscola vista dell’istogramma nella parte sinistra, forse però avremmo preferito la possibilità di averlo un po’ più grande e regolabile.

In questa modalità le impostazioni rimangono uguali con l’unica differenza che, scattando con la modalità manuale, potrete salvare le immagini in formato RAW ed avere quindi una miglior gestione delle ombre, del bilanciamento del bianco e dei vari parametri. Da notare un fastidioso bug che ha, speriamo, colpito soltanto la nostra versione: attivando lo scatto in RAW molte immagini perdono il settaggio di bilanciamento del bianco e vengono salvate con una temperatura molto fredda, costringendoci alla post-produzione quasi immediatamente (sempre da mobile).

Ad ogni modo, si tratta di un bug che abbiamo riscontrato solo con alcuni scatti e non con tutti (fortunatamente).

Ogni foto presente in questa recensione, selfie esclusi, è stata scattata in modalità manuale con LG G6 e post-prodotta interamente con Adobe Lightroom Mobile (sempre su LG-G6), che finalmente integra anche su Android funzionalità di tutto rispetto come nella controparte per iOS.

Prestazioni: stupiti ma non abbastanza

Per quanto concerne il lato hardware di LG G6, come saprete le novità per quanto riguarda ram e processore vedono l’introduzione di un ben rodato Snapdragon 821 (ancora validissimo a discapito delle false dicerie), 4GB di RAM e 32 GB di storage espandibile, forse poco visto il flasgship di cui stiamo parlando (e come giustamente osserva il nostro collega Andrea Ricci nella sua recensione di LG G6). Come scritto nel capitolo precedente, un’altra introduzione importante è quella di un pannello 5,7″ FullVision con un aspect ratio 18:9 e una risoluzione QHD (2880 x 1440 pixel) sempre basato su tecnologia LCD IPS. Il supporto mobile HDR si vede e fa senz’altro la differenza in moltissimi casi (se avete un occhio clinico, certamente); sicuramente apprezzabile il fatto che, effettivamente, il terminale supporti contenuti HDR video.

Parlando effettivamente di fotocamera, troviamo ancora una doppia ottica come nel modello precedente e come succede ora anche in iPhone 7 Plus, al contrario di Samsung che resta ancora “indecisa” su tale tipo di tecnologia preferendo l’utilizzo di un singolo modulo (scelta non necessariamente sbagliata, anzi). Ciò che cambia rispetto al modello precedente sono i megapixel delle due ottiche: ora entrambe offrono 13 megapixel di risoluzione (al contrario degli 8 + 16 del modello precedente) con apertura f/1.8 per la fotocamera standard e f/2.4 per la grandangolare. Insomma, pensando alla fotografia notturna (vista la presenza di un tempo d’esposizione di 30 secondi), senz’altro con la fotocamera grandangolare di LG G6 potrete divertirvi a dovere. Altra novità della fotocamera grandangolare è l’angolo di campo che passa da 135° a 125°, riducendo l’effetto FishEye presente nel precedente modello seppur non così tanto fastidioso come dichiarato da molti utenti.

La novità che non ci è piaciuta è sicuramente la sparizione dell’autofocus laser, tanto rapido e funzionale nel modello precedente quanto senz’altro “pesante” in termini di modulo effettivo. Insomma, peso minore a discapito di un autofocus standard, una novità di cui sicuramente si poteva fare a meno (stiamo davvero parlando di pochissimi grammi del resto). Non sappiamo il reale motivo per cui LG abbia preso questa decisione, ma senz’altro la differenza si vede: pur avendo un autofocus sufficientemente veloce, LG G6 sarebbe stato ancora migliore con la tecnologia laser. Sebbene comunque LG G6 abbia un modulo CDAF (rilevazione di contrasto) e PDAF (rilevazione di fase) e vengano usati entrambi per i vari scatti (a seconda della situazione presente), si sente davvero tanto la mancanza del laser in termini di velocità.

Oltre a questo, ciò che sicuramente non ci piace riguarda la lentezza nell’apertura dell’app fotocamera: sia che decidiate di farlo dalla lockscreen o dalla home, passerà comunque qualche frazione di secondo di troppo che spesso potrebbe farvi perdere l’attimo giusto (il famoso “carpe diem fotografico”). Tale lag è davvero fastidioso ed è presente anche nel passaggio da una fotocamera all’altra o in molte situazioni di messa a fuoco, anche se siamo convinti che quest’ultimo lag riguardi prettamente la mancanza di un autofocus laser.

Sensibilità ISO

Guardando il lato della sensibilità ISO sono praticamente nulle le novità per quanto concerne la qualità d’immagine. È chiaro che non ci aspettiamo mai grandi cose da uno smartphone ma, del resto, se effettivamente i produttori vogliono fare le cose in grande è giusto che siano fatte bene a priori e per tutto.

Piccolo off topic: avete notato che alcune foto nella comparazione della sensibilità ISO hanno una tendenza al viola / magenta eccessiva? Questo è esattamente il bug che vi dicevamo poco sopra (e che approfondiamo anche sotto) per quanto concerne lo scatto in RAW. A volte infatti capita di trovarsi foto con tendenze violacee senza motivo ed altre esposte correttamente o con una giusta temperatura colore.

In attesa che sia possibile variare il diaframma anche su uno smartphone (qualcuno ci penserà seriamente prima o poi), se ricordate bene, nella nostra recensione di LG G5 avevamo lamentato la mancanza di un processore dedicato che potesse in qualche modo aiutare quello che all’epoca, secondo noi, era praticamente il miglior camera phone in commercio. Quest’anno in realtà le cose sono un po’ cambiate: c’è un processore più potente ovviamente, ma le migliorie alla fotocamera non sono state così stupefacenti e, ovviamente, lato sensibilità ISO nulla è cambiato.

Video e fotocamera frontale

Lato video non c’è moltissimo da dire se non la presenza sempre apprezzabile dello stabilizzatore d’immagine, che però funziona soltanto con la fotocamera standard. Tale stabilizzatore riesce a compensare molto bene eventuali movimenti non troppo bruschi e, nel complesso, siamo soddisfatti di come si è comportato nei nostri test. Apprezzabile ovviamente la presenza del 4K 16:9 come standard così come anche un piccolo mixer per gestire l’audio in ingresso dal doppio microfono direttamente nell’interfaccia dello smartphone, una funzione che ci ha stupiti positivamente.

Per quanto concerne la fotocamera frontale, è giusto parlarne per dovere d’informazione, ma di certo non era di nostro interesse per tale recensione. L’abbiamo provata per qualche selfie classico ed effettivamente si tratta di un prodotto con una buona qualità con i soliti “filtri” di LG per correggere in tempo reale la pelle ancor prima di scattare la foto, ma resta comunque una fotocamera da 5 megapixel con apertura f/2.2 che non può competere con la concorrenza (soprattutto con quella di Samsung Galaxy S8).

Le nostre conclusioni su LG G6 fotocamera

Lato prestazionale ci sono più megapixel da una parte e meno dall’altra, un grandangolare meno ampio e alcune funzionalità maggiori ma, a dirla tutta, non siamo poi così soddisfatti di tutto questo. Speravamo molto in un’estensione della modularità di LG G5 che, soprattutto per quanto concerne gli accessori della fotocamera, poteva diventare davvero un’idea fantastica (o una serie di idee fantastiche). La fotocamera di LG G6 ci ha un po’ lasciati con l’amaro in bocca.

Presenti autofocus a rilevazione di contrasto e fase ma manca il LAF del precedente modello e si tratta di una mancanza che, secondo noi, fa la differenza. Una delle due fotocamere, rispetto a LG G5, ha più megapixel, l’altra di meno, questo perché entrambe ora sono a 13 megapixel (a differenza di prima, 16 e 8). Allo stesso modo, molto bella la fotocamera grandangolare, ma senza stabilizzatore spesso potrebbero verificarsi dei problemi di nitidezza. Insomma, secondo noi LG G6, lato fotocamera, è un piccolo “tonfo” indietro rispetto al gigante “WOW” che avevamo esclamato con il modello precedente. I casi sono due: o Samsung ci ha accecati quest’anno con Galaxy S8 oppure LG e Huawei si sono rilassati un po’ troppo sul successo dei loro precedenti camera phone evitando quindi di innovare maggiormente. Ci aspettiamo un LG G7 con una nuova fotocamera “WOW” come quella di G5. Lo speriamo davvero.

Prezzo consigliato: € 253Prezzo: € 249.99

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