LG G5 “modulare”: rivoluzione o esercizio di stile?

Aggiornamento: abbiamo realizzato la nostra recensione di LG G5 dopo un mese di utilizzo.

 

Il MWC è, per antonomasia, la cartina al tornasole delle novità inerenti al settore mobile. Proprio come il CES o il Computex di Taipei fungono da perni attorno cui ruotano le novità nel settore tecnologico in generale (computer, IoT, e tanto altro), quello che avviene e viene svelato al Mobile World Congress è in qualche modo la strada maestra che viene tracciata dalle varie aziende per l’anno in corso.

Ecco quindi che sotto gli stand vengono condensate tutte le novità tecnologiche in campo telefonico (e non), seguendo il trend del mercato oppure semplicemente evolvendo la propria offerta commerciale senza strafare o rivoluzionare. Infatti, come accade da diversi anni a questa parte, le aziende che si presentano alla kermesse spagnola mancano generalmente di quella “verve” che noi drogati di tecnologia bramiamo di anno in anno e di generazione in generazione.

LG con il G5 ha aperto la porta ai dispositivi semi-modulariSe questo discorso può essere in parte vero – diciamo per la stragrande maggioranza dei dispositivi mobile mostrati durante la fiera spagnola -, un’unica azienda è riuscita a rompere i classici schemi di aggiornamento andando a presentare un dispositivo nuovo e “diverso” dal comune. Diverso fra virgolette, in quanto figlio di una visione dello smartphone slegata dagli schemi mentali che da diversi anni ruotano attorno alla costruzione di un telefono. Nel caso in cui non l’aveste capito, stiamo ovviamente parlando dell’LG G5, ovvero l’ultimo smartphone Android top di gamma mostrato dalla casa sudcoreana al MWC 2016.

La visione di cui parliamo è quella che fa riferimento ad un dispositivo mobile “immortale” i cui pezzi, le parti che lo compongono, possono sopravvivere all’avanzamento del tempo e della tecnologia. È l’ossatura di base su cui si poggia Project Ara, ovvero lo smartphone modulare sviluppato da Motorola e poi preso sotto l’ala protettrice di Google che ne porta avanti lo sviluppo (o il non sviluppo, chissà).

LG G5 opinioni

Al contrario di quanto sia possibile fare con i “veri” telefoni modulari, la strada intrapresa da LG converge prepotentemente verso una soluzione mista, ovvero costituita da un dispositivo che non sposa in toto l’idea di “modularità” ma nemmeno la rinnega. Si può infatti dire con tranquillità che il G5 sia uno smartphone semi-modulare, ovvero che condivide con il progetto originale solo alcuni aspetti.

Gli aspetti di convergenza fra le due visioni si riferiscono principalmente alla libertà concessa all’utente di mettere le mani sullo scheletro del dispositivo per modificarlo a proprio piacimento; se, come abbiamo visto, con i dispositivi Project Ara questo aspetto è reale, tangibile e potenzialmente senza limiti, con il G5 l’azienda si limita ad estendere la “modularità” dello smartphone solo ad alcune aree del dispositivo.

Ecco quindi il senso della domanda iniziale: l’aggettivo modulare accostato all’LG G5 indica una vera rivoluzione da parte di LG oppure si tratta unicamente di una forma di esercizio di stile? Sicuramente c’è da sottolineare che il G5 è senza ombra di dubbio il primo vero smartphone commerciale ad integrare una soluzione simile, ma forse lo fa in modo troppo parziale.

Mi spiego meglio: come abbiamo avuto modo di vedere nella nostra anteprima dell’LG G5, il dispositivo viene commercializzato con alcuni accessori esterni, gli LG Friends, che sono stati sviluppati dall’azienda come oggetti da affiancare allo smartphone. La loro utilità è facilmente intuibile: si “stacca” la porzione terminale del G5, si aggancia il “friend” di turno e si continua ad utilizzare il dispositivo potenziato delle peculiarità dell’accessorio scelto – ad esempio il modulo della fotocamera integra al suo interno una batteria aggiuntiva di 1200 mAh portando così l’autonomia generale a 4000 mAh.

LG G5 opinioni

Ok figo, ma oltre a questo? L’utente principalmente si chiede proprio questo. Posati gli animi smossi dalla presentazione sensazionalistica del nuovo dispositivo, l’aver utilizzato l’aggettivo “modulare” ha forse in qualche modo confuso le idee di chi si aspettava di trovare qualcosa di diverso – come il sottoscritto. Quando infatti ci si riferisce alla modularità di uno smartphone e poi si presenta un dispositivo in realtà “semi-modulare”, resta un po’ amaro in bocca.

Infatti sul G5 non è possibile andare a toccare tutti quegli aspetti che invece sono modificabili su un vero smartphone modulare. Tralasciando infatti la porzione inferiore che permette di cambiare rapidamente la batteria o di attaccare un modulo fotografico aggiuntivo ed un DAC audio sviluppato in collaborazione con Bang & Olufsen, sull’LG G5 è impossibile andare a cambiare il display, la CPU, la RAM, e tutti gli altri componenti che invece sono intercambiabili sugli smartphone Project Ara-ready e che li rendono veramente dei dispositivi modulari.

Anche la presenza dei vari LG Friends in realtà potrebbe rivelarsi come un boomerang: se da una parte era impensabile per LG presentare un dispositivo semi-modulare senza accessori originali al day-one, dall’altro quelli presentati non fanno gridare al miracolo. Lasciando da parte il modulo fotografico esterno che in parte potrebbe attirare l’attenzione degli utenti che amano scattare foto con uno smartphone (abbiamo scritto un focus fotografico sulle capacità di scatto del G5), il DAC è sì interessante ma estremamente di nicchia.

LG G5 è uno smartphone semi-modulare, ovvero non dà un accesso totale ai componenti interni ma permette comunque un certo livello di accesso all’hardwareQuanti utenti vorrebbero davvero comprare un accessorio esterno per aumentare l’audio in uscita sul proprio G5? Tralasciando i “malati di musica”, credo davvero pochi. LG apre il 2016 con una soluzione interessante e rinfrescante per un panorama che da ormai diversi anni vede un immobilismo spaventoso da parte dei big del settore.

Lo fa presentando un dispositivo confezionato sfruttando il rimando collettivo ad un tipo di smartphone avveniristico ma ancora lontano dagli scaffali dei negozi; forse il G5 si materializza come uno smartphone semi-modulare per questioni che noi ignoriamo – magari troppo complesso costruire uno smartphone completamente modulare, magari non è quello che cerca il settore consumer – ma è pur sempre doveroso sottolineare le cose come stanno.

Che possa essere però questa la strategia vincente per una LG con terminali che tendono a calare bruscamente di prezzo (LG G4 ha raggiunto cifre praticamente scandalose per il prodotto di estrema qualità che è), che con i “Friends” può invece puntare sulla vendita diretta di accessori dall’elevato fascino e appeal sul consumatore finale? Lo scopriremo tra qualche settimana. Intanto, diteci la vostra.

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