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LG G5: focus fotografico sul nuovo top di gamma

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 23 maggio 2016

LG G5 è sicuramente uno degli smartphone più interessanti e attesi dagli utenti per questo 2016. L’interesse non è solo per le numerosi funzioni che introduce e per la natura modulare (quindi fisicamente espandibile con accessori aggiuntivi), bensì anche per il comparto fotografico di prima scelta. Visto che a quanto pare le opinioni di un professionista racchiusi all’interno di un focus approfondito (come quello dedicato alla fotocamera di Huawei P9) sembrano esservi piaciute, abbiamo deciso di riproporre il “format” anche per questo dispositivo, munito di ben tre fotocamere diverse.

Innanzitutto, c’è da dire che LG G5 è già di per sé un terminale che vanta di ottime caratteristiche tecniche, come descritto nella nostra recensione di LG G5 incentrata sullo smartphone preso nel complesso come semplice dispositivo mobile. Analizzando il comparto fotografico, non possiamo di certo reputarci “delusi” in quanto G5 integra una doppia fotocamera posteriore; una delle due, quella standard, ha un angolo di campo di 78° (quindi un’escursione focale pari a circa 26mm) e un’apertura massima pari a f/1.8, mentre la “new entry esclusiva”, cioè quella grandangolare, ha invece un angolo di campo pari a ben 135° (quindi pari ad una escursione focale di circa 10mm) e un’apertura massima pari a f/2.4. Tra le due è sicuramente quest’ultima quella che stupisce di più in termini puramente visivi (seppur sia “solo” da 8 megapixel). La fotocamera standard scatta invece foto a 16 megapixel in buona qualità, ma di questo ne parleremo in seguito. Il tutto viene spinto da un processore quad-core Snapdragon 820 che, seppur faccia il suo lavoro egregiamente nella maggior parte delle situazioni d’utilizzo dello smartphone, in alcuni casi fotografici mostra alcune debolezze; esse sono sicuramente normali contando la mole di lavoro che deve gestire, motivo per cui, come vedrete nel corso della recensione, in casi come questi ci vorrebbe un processore dedicato esclusivamente a gestire determinate mansioni fotografiche.

Interfaccia utente: perdersi nelle funzioni

Spesso scattare foto in agilità con uno smartphone non è così semplice come sembra, soprattutto ora che molti produttori sono riusciti nell’intento di concentrare più funzioni in diverse modalità o dividerle in base alle possibili necessità fotografiche degli utenti. LG, con G5, ha deciso di creare tre moduli diversi e principali all’interno dell’app Fotocamera per far scegliere all’utente la modalità di scatto desiderata. Essi si dividono in “Semplice” – adatta appunto a chi ha bisogno di immediatezza – “Base” e “Manuale“.

Modalità Semplice

La modalità “Semplice” vuole davvero far capire quanto sia facile e rapido scattare una foto con questo terminale. Infatti, non avrete praticamente nessun bottone: vi basterà effettuare un tap al centro dello schermo (o nella zona in cui siete più comodi in base alla vostra impugnatura) et voilà… foto scattata. Gli unici due “selettori” presenti su schermo sono quelli per cambiare il tipo di fotocamera e passare da quella grandangolare a quella “classica”. Inoltre, effettuando uno swipe con il dito dall’alto verso il basso (o viceversa), passerete dalla fotocamera posteriore a quella anteriore.

In questa modalità abbiamo notato che spesso, cercando di cambiare fotocamera, si effettua un tap indesiderato che, di conseguenza, scatta una foto e la memorizza nel dispositivo, difetto che, a lungo andare, può diventare frustrante. Abbiamo inoltre notato come spesso il dispositivo scatti fotografie HDR anche se non è necessario, automatismo non disattivabile nella sezione “Semplice”. Siamo anche sicuri che, se volete ottenere il massimo dalla fotocamera di questo dispositivo, eviterete questa modalità.

Modalità Base

Proseguendo troviamo “Base” che è già più avanzata rispetto a quella Semplice ed integra al suo interno diverse personalizzazioni e possibilità per l’utente. Base è praticamente la “classica” modalità di ogni fotocamera dei vari smartphone con qualche particolarità in più giustamente studiata apposta per LG G5. Non appena entriamo in questa modalità, notiamo subito i punti di messa a fuoco automatici con una griglia a matrice in pieno stile reflex, caratteristica che ci fa notare l’ottima cura per i dettagli e che ci fa storcere il naso in quanto non personalizzabile (come punti di messa a fuoco). Si tratta però della modalità basilare, non facciamo i cattivi.

La caratteristica distintiva della modalità Base è sicuramente la presenza di bottoni nella parte laterale sinistra (o superiore se impugnate il telefono verticalmente). Ovviamente, a seconda del modo in cui impugnate il dispositivo, cambiano le disposizioni dei vari tasti. Per convenzione, analizzeremo i bottoni come se impugnassimo il telefono orizzontalmente. Si parte col i “tre puntini” (che avete già visto in “Semplice” e servono appunto a cambiare modalità), si continua con l’attivazione o la disattivazione del doppio flash posteriore (non manca ovviamente la funzione “Auto”), il tasto di rotazione fotocamera (vi ricordiamo che non è indispensabile visto che basta fare uno swipe) e il bottone più importante: “Modo“. Questo include tutte le funzioni e/o personalizzazioni aggiuntive per variare i vostri scatti – è praticamente come se fosse la ghiera dei programmi di una reflex insomma.

In Modo troverete diverse modalità interessanti pre-configurate da LG per sfruttare il massimo delle potenzialità di questo dispositivo. Si parte con la classica “automatica” che effettua foto regolando autonomamente tutte le impostazioni, si passa poi a “Popout“, una simpatica funzione che sfrutta entrambe le fotocamere di LG G5 per creare un effetto cornice: nella parte interna ci sarà la foto scattata con la fotocamera standard da 16 megapixel, nella parte esterna o “cornice” invece ci sarà la versione grandangolare scattata a 8 megapixel.

Troviamo poi Multi-view che ci permette di dividere lo schermo in tre o più parti e sfruttare ogni singola fotocamera di LG G5 per catturare un soggetto a nostra scelta. Ad esempio, possiamo catturare un panorama da punti diversi e poi aggiungere un selfie per poi “confezionare” il tutto e condividerlo subito con gli amici sui social; potrete ovviamente decidere il tipo di griglia e di layout. Continuando, troviamo “Scatto“, una modalità interessante dedicata ai filmati che ci permette di registrare rapidamente tre secondi a clip e creare subito un montaggio, ideale per chi necessità di un filmato fatto rapidamente per raccontare un evento in più parti; questa funzione ci ricorda molto la registrazione video di Instagram, che ci permette di catturare più clip e avere subito un “montato” da massimo 60 secondi da condividere subito.

Non poteva mancare poi la modalità “Panorama” arricchita in LG G5 dalla presenza di un’ottica grandangolare che potremo tranquillamente utilizzare al fine di unire più scatti e creare qualcosa di davvero diverso rispetto agli altri smartphone. In tal caso, la fotocamera grandangolare ha un grande vantaggio proprio per il fatto che l’area di campo è più vasta e, di conseguenza, la cattura di un panorama risulta davvero efficace. Le due ultime modalità sono “Slow Motion“, per registrare filmati di un evento veloce da rallentare, e “Time Lapse“, per raccontare con un filmato un evento di solito lungo (tramonto, alba,etc.) in pochi secondi. Da notare la bellissima funzione integrata nella modalità Time Lapse che ci permette di scegliere effettivamente l’intervallo di scatto tra 10, 15, 30 e 60 secondi, seppur non sia possibile impostare manualmente i settaggi durante lo scatto, rendendo improbabile la realizzazione di time lapse notturni.

Troviamo poi il classico ingranaggio dei settaggi che ci permette di impostare una griglia di scatto, attivare lo scatto della foto con la pronuncia di alcune parole come “cheese“, “smile, “LG” e altre (funzione che lascia un po’ a desiderare e che obbliga l’utente ad utilizzare una perfetta pronuncia inglese), settare un timer per l’autoscatto, selezionare un filtro da applicare on-the-go, attivare la modalità HDR e scegliere il tipo di registrazione video o foto (a scelta tra HD, FHD e UHD per i video o 1:1, 4:3 e 16:9 per le foto). Giungiamo infine all’ultima  quella sicuramente più sorprendente: la stabilizzazione video. Attivando questo settaggio sarà infatti possibile correggere automaticamente le eccessive vibrazioni o movimenti involontari del vostro corpo durante la registrazione di un video.

Modalità Manuale

Si passa finalmente alla modalità Manuale, sicuramente la più “attesa” o “ricercata” dagli appassionati o professionisti. In questa tutto cambia, a partire dall’interfaccia, che si riempie di bottoni e indicatori dappertutto: LG è riuscita a “riempire” ogni buco disponibile sullo schermo – probabilmente il designer era tripofobico. Questo si traduce in due reazioni diverse da parte degli utenti: chi si auto-convince di essere all’interno dell’armatura di Iron Man e comincia a gridare «Jarvis, Jarvis» disperatamente, e chi torna velocemente verso la modalità “Semplice”. La modalità Manuale non è né così “cool” né così “paurosa”; bisogna, come per tutte le cose, prendere confidenza e capire come sfruttare bene ogni funzione offerta. Sono sincero, il mio primo impatto è stato quello a la Tony Stark, poi però ho capito che in molte sotto-funzioni si perde l’intuitività vista su altri terminali (come Huawei P9 ad esempio).

Ciancio alle bande, vediamo tutti gli elementi di interazione. La parte di sinistra rimane quasi invariata rispetto a “Semplice” se non per la possibilità di scegliere il formato d’immagine a scelta tra JPEG e JPEG+RAW (manca solo RAW) e la possibilità di usare una griglia in fase di scatto oppure una livella digitale (all’interno delle impostazioni, quelle con il logo dell’ingranaggio). Vedrete inoltre la comparsa di molti bottoni nella parte inferiore: partendo da sinistra, troverete il bottone dedicato al bilanciamento del bianco che integrerà la modalità “AUTO” e la possibilità di scegliere manualmente la temperatura in kelvin della vostra immagine. Si passa poi alla modalità di messa a fuoco: se selezionate il bottone “MF” si attiverà la modalità completamente manuale e comparirà una ghiera digitale a destra da utilizzare per regolare il focus (con i classici loghi del fiore per il “macro”, quindi messa a fuoco ravvicinata, e delle colline per i panorami); attenzione però, la messa a fuoco manuale è utilizzabile soltanto con la fotocamera non grandangolare poiché l’altra è stata studiata prettamente per foto panoramiche.

Si passa poi alla compensazione dell’esposizione, selezionabile tra -2EV e 2EV (che non sarà attivabile se avete l’AE-L attivo, ma ne parleremo a breve), e alle due regolazioni che utilizzerete di più: ISO e tempo d’esposizione. La sensibilità ISO va da 50 a 3200 e, in modalità manuale, al contrario di altri settaggi, non è possibile farla funzionare automaticamente: dovrete far pratica in fretta. Si capisce che la fotocamera non ha un processore dedicato anche dalla resa ISO, che a 3200 già diventa troppo disturbata (ma, anche di questo, ne parleremo più avanti). Per quanto concerne il tempo d’esposizione potrete variare da 30″ a 1/3200 vedendo ovviamente in tempo reale come la vostra foto verrà catturata. L’ultima impostazione è “AE-L“, ovvero il blocco dell’esposizione, funzione spesso ignorata ma che può rivelarsi davvero utile. Grazie al blocco dell’esposizione, potrete evitare che, ogni volta che cambierete inquadratura, la fotocamera si metta a ricalcolare i valori d’esposizione e a variare quindi la luce. Utile se volete fare più foto di scene simili utilizzando gli stessi settaggi.

Prestazioni: creatività portatile

LG G5 è un terminale molto promettente dal punto di vista fotografico non solo per la dotazione hardware effettiva ma anche per i moduli esterni con cui è facile espandere le possibilità creative come mai prima d’ora. Siamo molto curiosi di provare i moduli dedicati alla fotografia che LG mette a disposizione, seppur attualmente abbiamo deciso di focalizzarci esclusivamente su ciò che possiamo fare fin da subito, senza Friends. Come abbiamo detto nell’introduzione, questo terminale gode di un ottimo comparto tecnico che, in molti casi, lo rende esclusivo rispetto agli altri, seppur sia facile “perdersi” tra menù e sottomenù compromettendo così l’intuitività. Vediamone le prestazioni in ogni ambito.

Fotocamera standard: qualità sorprendente anche da vicino

La fotocamera standard, come già largamente ricordato in questo focus, è quella che vanta di un sensore da 16 megapixel dedicato, apertura massima pari a f/1.8, stabilizzatore OIS e LaserAF. La qualità degli scatti ci ha sicuramente colpito sin da subito: il sensore fa il suo lavoro e, anche effettuando il pinch to zoom in una foto, la qualità rimane pressoché invariata, grazie sicuramente al buon numero di megapixel. Rispetto al Huawei P9 da noi recentemente provato, il numero di megapixel è più alto e la qualità globale degli scatti maggiore. Ciò che ci ha davvero colpiti è l’enorme lavoro svolto da LG per migliorare il più possibile le prestazioni di messa a fuoco da vicino, soprattutto per immortalare scatti da vera fotografia macro.

Ci siamo concentrati soprattutto sulle foto da vicino sapendo bene il risultato che LG G5 poteva offrirci e, per l’appunto, non ci ha assolutamente delusi. Manca sicuramente una migliore gestione del flare che, in moltissime occasioni, può davvero dar fastidio e rovinare la foto.

Fotocamera grandangolare: quando ci si concentra troppo sull’angolo di campo

Inutile negarlo: la fotocamera grandangolare ha creato molta curiosità da parte degli utenti subito dopo la presentazione in occasione dell’MWC 2016 (a cui eravamo presenti). Sono pochi (praticamente nessuno) gli smartphone in grado di vantare un angolo di campo pari a ben 135° con un’apertura a f/2.4 e un autofocus davvero velocissimo (sempre il LaserAF), caratteristiche che in questo modello fanno la differenza.

L’effetto “wow inizia sin da subito: dopo aver aperto l’app Fotocamera la prima volta ci si trova davanti all’inquadratura standard, si scatta qualche foto di prova e poi si passa velocemente a vedere quella grandangolare. La prima volta che ho visto con i miei occhi l’angolo di campo di questa fotocamera nel bellissimo display di LG G5 sono rimasto esterrefatto e ho iniziato a fotografare di tutto solo per capirne bene il funzionamento e vedere le differenze con un grandangolare di una reflex. La novità sta proprio in questo: un grandangolare così ampio su smartphone.

Abbiamo provato numerose foto, anche se è ovvio che le prestazioni migliori si notano nei panorami. Agli estremi dell’immagine si nota ogni tanto un po’ di perdita di qualità, denotata sicuramente da un pericoloso e spesso eccessivo flare (normalissimo per questo tipo di fotocamera su uno smartphone) e un po’ di aberrazione cromatica non troppo fastidiosa (che si può limitare in post-produzione). Ovviamente la messa a fuoco è ottimizzata per la distanza, non potete pensare di utilizzare questa fotocamera per i macro. Non è inoltre possibile utilizzare la messa a fuoco manuale con questa fotocamera, ed è un vero peccato. Sarà difficile allenarsi nella fotografia notturna da smartphone con una lunga esposizione e una messa a fuoco automatica.

Volete sapere però qual è davvero la cosa bella di questa fotocamera grandangolare? La fotocamera standard.

Mi spiego meglio: belle le foto grandangolari, superbi i panorami, strepitoso l’angolo di campo ma… dopo un po’ siete davvero sicuri che tutto questo non vi stanchi? È proprio qui che LG “ha vinto”. Introducendo una doppia fotocamera vi dà la possibilità di cambiare completamente tipo di fotografia come se steste cambiando lente su una fotocamera, annullando completamente il pericolo di farvi “stancare”. Insomma, potrete sempre fare foto grandangolari… oppure no.

LaserAF : l’autofocus che mancava

L’autofocus LaserAF è una delle caratteristiche migliori di questo terminale nonché forse una delle più ignorate. Certo, il protagonista della scena è sicuramente “Mr. Grandangolare”, ma dietro ci sono tanti altri “alleati” che lavorano per far sì che tutto funzioni bene. LaserAF è uno di questi.

Il sistema di messa a fuoco deriva dalle migliori fotocamere vere e proprie e non ha molto da invidiare, se non i punti di messa a fuoco e la possibilità di scegliere il metodo effettivo di focus. Ad ogni modo si tratta di un sistema assolutamente rapido ed efficace che mi ha soddisfatto davvero molto.

LaserAF lavora in maniera completamente automatica e riesce a capire se la foto che state per scattare necessita di più punti di messa a fuoco o di un singolo punto che traccia un soggetto. Quest’ultimo potete anche selezionarlo manualmente col dito nel caso in cui stiate per scattare una foto ad un soggetto in rapido movimento. Come già detto, avremmo gradito maggiori funzioni manuali sotto questo punto di vista (dato l’ottimo autofocus presente).

Sensibilità ISO: manca un processore dedicato

La sensibilità ISO è sicuramente un fattore delicato nella maggior parte degli smartphone, ma ancora di più su LG G5. Le prestazioni sicuramente non sono paragonabili a quelle della fotocamera (nessuna delle due) e nemmeno al veloce autofocus.

Come potete vedere, la presenza di rumore si nota già a ISO 800, cosa che ci fa capire quanto purtroppo le prestazioni calino notevolmente anche per chi non “pretende” molto. Si sente sicuramente la mancanza di un processore dedicato che gestisca esclusivamente il comparto fotografico, ma sappiamo che per ora chiedere qualcosa del genere in ambito smartphone è quasi follia (anche se non lo escludiamo per il futuro).

LG G5 fotocamera: le nostre conclusioni

LG G5 ci è piaciuto fin da subito per la costruzione (seppur non perfetta), l’approccio “manuale” alla fotografia, la qualità globale degli scatti, della messa a fuoco e della stabilizzazione ottica. La cura nei dettagli non è infallibile e l’interfaccia della fotocamera è spesso complicata e per nulla intuitiva, anche se non è nulla di preoccupante se siete volenterosi di imparare la gestione interna del software. I moduli aggiuntivi esterni – LG Friends – sembravano essere una grande idea ma, anche se non ne abbiamo provati in questo caso, vediamo fin da subito che per il montaggio è necessario spegnere il telefono ed estrarre la batteria, operazione che può risultare difficile in molti casi e sicuramente poco pratica. Certo, alcuni moduli offrono una batteria aggiuntiva e funzionalità in più, cosa molto importante, ma quanto spesso sentirete la necessità di rendere il vostro telefono più ingombrante?

Teniamo comunque sotto controllo queste possibilità d’espansione che LG migliorerà sicuramente nel corso del tempo. Resta in ogni caso un’ottima idea e un approccio completamente diverso rispetto ai concorrenti.

Anche la sensibilità ISO sembra rappresentare un problema in molti scatti, seppur capiamo quanto poi possa risultare più semplice la limitazione del rumore in post-produzione lavorando sui file RAW. La perdita di qualità della fotocamera grandangolare è una cosa su cui si può migliorare, così come i menù poco pratici. A livello puramente fotografico, c’è da dire anche che la visibilità del display al sole secondo il mio parere non è fantastica, caratteristica che spesso penalizzerà le vostre foto.

LG ha fatto comunque un ottimo lavoro con G5 per quanto riguarda la scelta delle due fotocamere: a differenza di Huawei, che sfrutta la fotocamera secondaria per migliorare l’acquisizione della luce, ha deciso di offrire una duplice strada, scelta che, secondo me, non è affatto sbagliata e permette di aggiungere più varietà agli scatti. È certo il fatto che non sia possibile dire quale dei due terminali sia meglio rispetto all’altro in quanto si tratta di due tecnologie ben diverse.

Insomma, LG G5 in molti casi si comporta come se fosse un “prototipo” di qualcosa di più grande che sarà disponibile in futuro e in altri come “pioniere” di un nuovo modo di vivere la fotografia su smartphone, e la cosa ci piace molto. Siamo curiosi di vedere gli sviluppi futuri sia dei moduli, sia della tecnologia presentata da LG.

LG G5 è disponibile su Amazon ad un prezzo pari a 530€ ed è acquistabile cliccando qui.

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