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LG G3: manca pochissimo per la perfezione assoluta

di Luca Gramicciaaggiornato il 24 agosto 2015

Certi prodotti nascono con la giusta spinta mediatica, creando terreno fertile per aspettative che facilmente vengono disattese. Questo non è il caso del protagonista della mia odierna recensione. LG G3 era uno dei terminali più attesi degli ultimi mesi, forse ancor più di certi prodotti che godono di ben altra considerazione.

Senza voler fare paragoni immotivati (qualcuno ha detto Samsung Galaxy S5?), mi permetto di dire che il G3 è veramente un gran bel terminale, anche se in molti sembrano essersi fermati alla semplice apparenza. Vediamo più nello specifico cosa mi è realmente piaciuto di questo device.

Videorecensione in 1 minuto

Scheda tecnica

Design: riorganizziamo gli spazi

[adrecensione]Dalle prime foto di LG G3 che circolavano in rete, molti si aspettavano un dispositivo interamente in alluminio. Vuoi per la particolare finitura, vuoi per le linee decisamente affusolate, tutti noi non avremmo puntato un centesimo sulla plastica. Nonostante questo il terminale sia interamente costruito con materiali plastici di ottima fattura, scordatevi l’alluminio. Personalmente questa cosa non mi ha infastidito più di tanto, anzi, devo dire che forse ho gradito ancor più.

Per quanto concerne il design posso dirvi che rispetto al G2 il passo in avanti è stato più che significativo, anche se ovviamente non parliamo di stravolgimenti particolari. La parte frontale ha anche qualche punto in comune con il suo predecessore, eccezion fatta per le cornici del display che sono ancor più sottili. Fantastica la scelta di non “colorare” la parte superiore della parte frontale, ora tutta in vetro e in total black su tutte e tre le colorazioni disponibili; questo contribuisce a snellire ancor più le linee del terminale. Ovviamente la parte frontale non ospita nessun tasto fisico, al pari delle cornici laterali che sono completamente prive di ingressi e/o tasti. Gli unici ingressi li troviamo nella zona inferiore, dove sono ospitati sia il jack da 3,5 mm che l’ingresso microUSB.

Ma a questo punto la domanda nasce spontanea: dove si trovano tutti i tasti e i vari ingressi? Semplice, nella parte posteriore. La cover posteriore è rifinita in modo da richiamare il già citato alluminio, una finitura che rende il terminale molto gradevole al tatto ma che sacrifica qualcosa in termini di grip. In questa zona sono racchiusi il tasto power, il bilanciere del volume (nella stessa identica configurazione del G2) e ovviamente il doppio flash LED e la fotocamera posteriore. Sulla sinistra è posizionato un sensore che molti avevano scambiato per la porta infrarossi, ma che in realtà consente la messa a fuoco laser di cui vi parlerò più avanti.

Sempre nella zona posteriore troviamo lo speaker esterno, mentre i vani per microSIM e scheda MicroSD (finalmente si può) sono posizionati sotto la cover che su G3 è rimovibile. Indovinatissima la scelta di LG di curvare orizzontalmente la parte posteriore, decisamente più ergonomica e funzionale rispetto quella del suo predecessore.

Display: chi se ne frega della batteria

Semplicemente fantastico. Display bello e luminoso fino all’inverosimile, un trionfo per gli occhi, nonostante vi siano state molte critiche a riguardo da parte di qualche mio collega che francamente trovo immotivate e piuttosto sterili. La verità è che alle persone non importa nulla se un display QHD – 2560 x 1440 pixel – da 5,5″ con densità a 534 ppi sia idoneo o sproporzionato; la verità è che è bello e funzionale.

Ovviamente tutto questo incide pesantemente sulla durata della batteria, ma personalmente ritengo che è come lamentarsi dei consumi di una Ferrari. Lasciando da parte le polemiche, posso dirvi che questo pannello si presta benissimo a tutte le tipologie d’uso, specie se amate la fedeltà dei colori e come me preferite non fare troppi calcoli sui consumi e aumentate la luminosità ai massimi livelli. Anche sotto la luce diretta del sole non ci sono assolutamente problemi. Stessa cosa per l’angolo di visualizzazione che è sempre convincete anche con inclinazioni ai limiti della fisica. I bianchi risultano essere nitidi, quasi smaltati, al pari di tutte le tonalità chiare che personalmente sono quelle che mi hanno convinto maggiormente. I neri e le tonalità scure sono convincenti e sufficientemente profondi, forse anche troppo.

Concludendo posso dirvi che il display di LG G3 mi è piaciuto veramente tanto; uno dei migliori che ho avuto modo di provare.

Batteria: il modulo incompreso

Per questo capitolo è necessario leggere quanto detto in precedenza sul display. Il modulo batteria interno da 3000 mAh dovrebbe significare autonomia da phablet, ma purtroppo le prestazioni del display incidono pesantemente su questo comparto, specie al massimo della luminosità. Devo ammettere che i miei test su LG G3 si sono svolti sempre con la solita modalità che prevede tre diverse tipologie di utilizzo, anche se il dato più interessante si ottiene con tutte le potenzialità del G3 attive.

Con luminosità massima attiva, WiFi e Bluetooth (tra le altre cose con Gear Fit sempre connesso), quattro account mail in push continua, WhatsApp e social network a profusione, il mio G3 mi ha sempre portato a fine giornata e in certe circostanze ha anche risparmiato un buon 25% di carica residua. Ovviamente non stiamo gridando al miracolo, ma mi sento di escludere facili allarmismi e sono più che sicuro che, rinunciando a qualche impostazione di troppo, riuscirete ad arrivare tranquillamente al giorno e mezzo di pieno utilizzo.

Sicuramente si poteva fare di meglio, ma sono più che certo che i prossimi aggiornamenti saranno orientati a migliorare anche questo aspetto.

Foto e video: pronti… partenza… scatta

In molti mi hanno chiesto un giudizio complessivo sul comparto fotografico di LG G3. Onestamente ho ammesso a più riprese di non vere grandissime competenze in ambito fotografico, ma per quel poco che ne capisco posso affermare tranquillamente che sono rimasto piacevolmente colpito.

In primis mi sento di fare un plauso al menu delle impostazioni di questo G3: semplice, intuitivo e senza inutili fronzoli. Può sembrare poco, ma vi garantisco che usandolo quotidianamente è una cosa da non sottovalutare. Tutto quello che ci occorre è presente e anche a portata di mano. La messa a fuoco è veramente pazzesca, da sola potrebbe tranquillamente valere il prezzo del dispositivo. In molti hanno parlato del sistema di puntatura laser che avrebbe gran parte del merito di questa straordinaria capacità di mettere a fuoco i vari soggetti. Io in tutta onestà posso dirvi che non so come agisca specificatamente, ma la differenza con altri terminali che ho avuto modo di provare è più che evidente.

I risultati dei nostri scatti sono complessivamente più che soddisfacenti, forse un gradino sotto rispetto a quelli di S5, ma neanche troppo. Buona la resa cromatica e la fedeltà dei colori, un pochino meno la definizione delle immagini. Nulla di particolarmente sconvolgente, ma in certi casi la perdita di dettagli è innegabile.

Incredibilmente valido il sistema di stabilizzazione ottico, un vero valore aggiunto sia negli scatti fotografici che nelle riprese video. Anche queste sono più che valide, specie a risoluzione 4K. Questo standard di ripresa è da me poco amato, ma innegabile che la qualità delle immagini è nettamente superiore. Molto buona anche la modalità in Full HD, sicuramente meno esosa e forse più redditizia. Menzione di merito anche per la qualità dell’audio nei video. Spariscono finalmente i fastidiosi problemi (pochi a dire il vero) con i rumori ambientali di G2: ora il suono è nitido e sufficientemente equilibrato.

Concludendo posso dire che quello che ho amato è stata l’estrema versatilità e usabilità di questo comparto fotografico, adatto a tutte le tipologie di utenza e forse proprio per questo vincente.

Hardware & software: si può e si deve migliorare tanto

Spesso da queste pagine avete letto che l’ottimizzazione è parte integrante del successo di un device; in questo caso potrebbe essere vero il contrario. A fronte di un hardware di primissimo livello, il software LG sembra ancora leggermente acerbo.

La versione di LG G3 in prova è quella No Brand Europa da 16 GB di memoria interna, 2 GB di RAM e processore quad-core da 2,5 GHz, ma anche per la versione Italia non penso che ci siano grandi differenze. È vero, il terminale “lagga” e ci sono dei piccoli ritardi, specie nei passaggi da pagina a pagina e nelle animazioni più pesanti. Nulla di scandaloso, ma è doveroso segnalarlo. Quello che colpisce ancor di più è che questi problemi sono chiaramente riconducibili alla “giovinezza” del terminale e che con molta probabilità verranno risolti con piccoli aggiornamenti da parte di LG. A memoria non ricordo se anche G2 era “nato” con qualche piccola pecca iniziale, ma ricordo perfettamente il passaggio a KitKat che ha regalato al predecessore di questo G3, nuova linfa e ancor più successo.

Facile auspicare che tutto questo possa presentarsi anche con il terminale in prova, anche perché LG sembra avere buon udito sulle problematiche riscontrate dai suoi clienti. Il tutto è ancor più vero se si analizza nel concreto il lavoro fatto su LG G3. Personalmente quello che non amavo sul G2 era la mancanza di uno slot micro SD e anche la scarsa “impugnabilità” del telefono, due fattori completamente rivisti e corretti in G3. Per il resto devo ammettere che l’interfaccia grafica è migliorata notevolmente, specie in termini di app proprietarie. Bisogna dire che dal punto di vista grafico le icone ed i menu sono ora molto più gradevoli, anche se di chiaro gusto orientale. Mi preoccupa leggermente la presenza di McAfee Security, ma di questo ne abbiamo già ampiamente parlato in un nostro articolo dedicato.

Morale della favola: si può e si deve migliorare ancora tanto. Manca poco alla perfezione.

Comparto multimediale: il QHD trova il suo perché

[ridble_trovaprezzi_300x250]LG G3[/ridble_trovaprezzi_300x250]Con un display come questo visionare filmati, giocare o navigare sul web sono mansioni che assumono tutto un altro significato. La cosa curiosa è che l’ultima volta che ho usato una frase simile in una mia review vi parlavo sempre di un terminale LG. Ovviamente mi riferisco al G Flex, anche se in questo caso i due pannelli non possono essere minimamente paragonati.

Quello che può e deve essere messo a confronto è la straordinaria capacità di incollare gli utenti al display che entrambi i device hanno. Nello specifico, LG G3 è veramente compatto e maneggevole, quindi ancor più sfruttabile. Mi è piaciuto moltissimo anche l’ottimo comparto audio, questo nonostante il non felicissimo posizionamento nella parte posteriore. L’audio in uscita è veramente alto e sufficientemente buono, sicuramente superiore a quello di altri prodotti ancor più blasonati. Menzione di merito per il già citato ingresso microSD, un vero e proprio toccasana per la visione di contenuti di ogni tipo.

Ultimo aspetto da analizzare è quello inerente al segnale telefonico. Anche questo aspetto ha fatto molto discutere, ma nel mio caso non posso che confermare che il telefono riceve il segnale piuttosto bene, sicuramente meglio di Samsung Galaxy S5 (che da questo punto di vista non è proprio l’ultimo arrivato) o Note 3. Il tutto si ripercuote anche sull’ottima qualità della capsula audio, un altro piccolo neo di G2 che in questo caso è stato definitivamente migliorato.

Conclusioni

L’idea che mi son fatto su LG G3 è che in molti si aspettavano veramente tanto da questo terminale, forse anche più del dovuto; aspettative talmente elevate da offuscare in parte il giudizio di molti di noi. Personalmente non mi son lasciato influenzare troppo né in negativo né in positivo, ma ho cercato di dire la mia guardando oltre un semplice lag. Il G3 mi è piaciuto e questo è poco ma sicuro. Riconosco che ci sono ancora cose da migliorare, ma sostanzialmente non parliamo di difetti incorreggibili o di gravissime mancanze.

[proecontro]La verità (o almeno quella che secondo me è la verità) è che ci sia stata un pochino di fretta da parte di LG nel lanciare il dispositivo sul mercato. Anche questa cosa porterà esperienza e consentirà alla casa sudcoreana di ponderare meglio tutti i vari aspetti prima di lanciare un nuovo device sul mercato. Quello che mi è piaciuto è stato l’enorme lavoro svolto da LG nel migliorare i vari aspetti che avevano convinto meno su G2, chiaro sintomo di come l’azienda sia particolarmente attenta ai gusti dei propri utenti e di come la voglia di crescere sia ancora tanta.

 

A chi mi sento di consigliare G3? A tutti quanti, forse con l’unica eccezione per chi possiede attualmente un LG G2 – qui la nostra recensione. I possessori di G2 potrebbero non gradire troppo il passaggio a questo nuovo device proprio per le attuali incertezze a livello software. È giusto precisare però che, per il modello da 32 GB, la RAM associata è di ben 3 GB e non di 2. Ciò consente agli utenti frenetici che operano spesso con molte app di svolgere il proprio lavoro in modo più fluido. Le differenze, per il resto, sono praticamente nulle.

Il prezzo di vendita di LG G3 mi sembra un giusto compromesso a livello di qualità/prezzo. Se siete interessati, potete acquistare su Amazon.

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