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LG G2: uno sguardo su un'idea di smartphone tutta diversa

di Stefano Lovecchioaggiornato il 27 maggio 2015

Non lo vogliamo nascondere: quando abbiamo messo le mani per la prima volta su LG G2, durante l’IFA di Berlino recentemente concluso, ci siamo impressionati parecchio.

Il nuovo smartphone di fascia alta presentato dalla casa coreana in quella speciale occasione non solo sembrava fantastico a vedersi, ma anche incredibilmente avanti nel reparto prestazioni, funzionalità e multimedialità. Ma la cosa che ci ha particolarmente colpito è stata la scelta coraggiosa di rimuovere tutti i tasti e di piazzarli sul retro del telefono. Non accade sistematicamente che una casa produttrice pensi con intelligenza alle sensazioni, al piacere alla vista e all’uso, all’ergonomia in generale. Insomma, pensare al prodotto come se fosse realmente ciò che si desidera avere nelle proprie tasche, prima che in quelle dei consumatori.

LG G2 si contraddistingue principalmente per questa curiosa caratteristica, che ha generato tanti interessi quanti dubbi. Ma come fare a stabilire se questo esperimento è riuscito? E soprattutto, il prodotto merita la spesa al di là di questa particolare scelta? Non potevamo lasciare queste domande senza una risposta. Per cui, dopo una intensa settimana di test, siamo pronti a raccontarvi di questo prodotto, della esperienza che ci ha lasciato, delle cose piacevoli e di quelle spiacevoli, in questa nuova e ampia recensione.

Scheda tecnica

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Design: per vincere bisogna rischiare

[quote_sinistro]”Con una cornice così sottile, LG G2 non crea preoccupazioni per il suo ampio display”[/quote_sinistro][adrecensione]Il primo impatto visivo con LG G2 è piuttosto mozzafiato: in una scocca dalle dimensioni “limite” per un utilizzo ad una mano si poggia un display da ben 5,2 pollici. Ma è tantissimo, dirà giustamente qualcuno, pensando alle conseguenze in termini di ergonomia. Eppure no, LG è riuscita in una impresa veramente ardua: creare uno smartphone dalla cornice davvero sottilissima. Stiamo parlando di circa tre millimetri sulle estremità laterali, un centimetro e mezzo in basso e un centimetro in alto. Tutto in neppure un centimetro di spessore. È notevole: queste peculiarità saltano subito all’occhio, in particolar modo i bordi laterali, così stretti da dare al telefono un look molto slim. Con una cornice così sottile, dunque, LG G2 non crea preoccupazioni per il suo ampio display. Abbiamo provato ad affiancarlo ad un Samsung Galaxy Note 2, il cui display è soltanto di 0,3″ maggiore, e la differenza in termini di ergonomia si è rivelata piuttosto importante.

Cosa troviamo sul fronte di questo LG G2, dunque? Praticamente nulla: nella parte inferiore, il logo LG decide di spezzare la continuità del nero posizionandosi esattamente al posto del convenzionale tasto home, mentre in alto troviamo la consueta capsula per l’audio in chiamata. Un po’ spiacevole la realizzazione di quest’ultima: sotto la griglia dello speaker c’è una sottile scavatura, che nel lungo periodo potrebbe tendere a sporcarsi all’interno delle nostre tasche. A completare il fronte, la sola fotocamera anteriore da 2,1 megapixel, ideale per videochiamate ad alta definizione, mentre il LED multicolore e i due sensori vengono nascosti dalla colorazione nera (in quella bianca sono ben visibili). Molto rapida la descrizione delle estremità, che sono praticamente spoglie di tutto. Una impercettibile scanalatura sul lato sinistro indica lo sportellino in cui inserire la Micro SIM, mentre nella estremità in basso troviamo le griglie del microfono e dello speaker, una porta Micro-USB e un ingresso per gli auricolari. Nessun ingresso per memorie esterne.

Ma ciò che state aspettando di conoscere è sicuramente il retro. Qui LG ha posizionato i tasti di accensione e del volume, piazzandoli appena sotto la fotocamera. Quest’ultima, per evitare le prevedibili ditate accidentali, è protetta da un vetro oleorepellente realizzato in cristalli di zaffiro (elemento appena meno resistente del diamante). La scelta di piazzare i tasti sul retro è dettata da un pensiero dei tecnici di LG che, a conti fatti, è piuttosto azzardato. Con questi smartphone sempre più grandi, la mano si posiziona sempre in un modo particolare. In corrispondenza del punto in cui si poggia l’indice, LG ha deciso di piazzare i tre tasti del dispositivo. Qual è l’effettivo vantaggio? Sicuramente un display più ampio e in grado di avvicinarsi di più ai bordi della cornice, non essendo necessario interferire il disegno con nessun tasto.

Tasti sul retro: la nostra esperienza

[img_destra]  [/img_destra]Tutto ciò è ambizioso e potenzialmente rivoluzionario, ma funziona bene o è soltanto un modo qualunque per dimostrarsi alternativi? Abbiamo provato a lungo il G2 in situazioni d’uso di tutti i giorni e i suddetti tasti, con qualche ora di abitudine, si sono rivelati molto comodi, togliendoci ogni dubbio a riguardo. Certo, un tasto di accensione posizionato sul retro significa anche dover raccogliere in mano il telefono ogni volta che lo si vuole accendere (magari stiamo davanti la nostra scrivania e vogliamo soltanto dare uno sguardo all’ora), ma LG ha ovviato al problema attraverso una funzione chiamata KnockOn: sostanzialmente, LG G2 può mantenere il touchscreen “sensibile” anche a schermo spento, permettendoci di accendere il dispositivo semplicemente “bussando” due volte con un dito su una parte qualunque del display. Stesso discorso per lo spegnimento. È piuttosto divertente sbloccare il dispositivo in questa maniera, ma abbiamo notato che non sempre il sistema riesce a riconoscere i tocchi, creando qualche sporadica irritazione (sicuramente LG può correggere questo problema con un semplice aggiornamento). Inoltre, mantenere il touch attivo riduce la durata della batteria, anche se in una quantità poco percettibile.

Insomma, idee molto carine per differenziare il prodotto dalla agguerritissima concorrenza di fine 2013. Ma torniamo al punto centrale di questa sezione: al di là della semplice esperienza data da questi tre pulsanti, il feeling di LG G2 è assai buono. Il telefono si lascia usare molto bene anche con una sola mano, complice la larghezza contenuta, lo spessore ridotto e il retro stondato. Anche il peso è ok: 143 grammi, appena più pesante di un Galaxy S4. Il vetro frontale, oleorepellente e resistente ai graffi, termina sui lati leggermente ricurvo, allo stesso modo del Nexus 4 (guarda caso sempre di LG). Il risultato è piuttosto piacevole. Meno gradita è invece la scelta dei materiali adottati. La parte posteriore è interamente costruita in plastica e, sebbene abbia un look sobrio ed elegante, è piuttosto scivolosa ed estremamente amichevole alle ditate. Anche i tasti del volume non godono di un materiale che definiremmo eccelso. Nulla da segnalare invece sulla qualità dell’assemblaggio del modello in nostro possesso.

Display: un IPS grande, grosso e nitido

LG, maestra indiscussa dei display LCD IPS, non poteva non provare a stupire in questa nuova ammiraglia della casa. Il pannello da 5,2″ è – senza sorprese – un brillante IPS Full HD (1920*1080) che non teme la luce diretta del sole. Il contrasto è soddisfacente e i neri, sebbene non si tratti di un display in grado di toccare il punto di nero assoluto, sono buoni e non creano alcuna perplessità durante la visione di contenuti multimediali. Ad ogni modo, l’interfaccia Android preparata da LG si presenta bianca, per permetterci di godere la “parte migliore” di questo pannello.

Buona la calibrazione dei colori, più naturali e piacevoli rispetto alla maggior parte degli AMOLED di ultima generazione, ma gli iPhone 5, 5c e 5s continuano a far scuola con una temperatura del colore leggermente più gradevole. Anche il trofeo per l’LCD dall’angolo di visuale migliore resta ancora in mano agli ultimi iPhone, ma LG merita senza dubbio un plauso per l’incredibile definizione di ogni singolo elemento del display, dalle foto al testo. Quando si tratta di fruire contenuti multimediali, come foto, video o giochi, un display così grande e a questa risoluzione è assolutamente un piacere da avere tra le mani.

Autonomia: finalmente qualcosa di longevo

[quote_destro]”Anche con qualche operazione pesante, il G2 non si arrenderà prima della giornata e mezzo”[/quote_destro]Era da tanto che non vedevamo uno smartphone dalla autonomia soddisfacente. Ci si concentra così tanto sulla potenza bruta del dispositivo che spesso ci si dimentica che tutte le bellissime funzionalità dei prodotti di ultima generazione non sono fruibili per una giornata intera senza l’ausilio di una presa di corrente. Grazie all’utilizzo della tecnologia SIO+ (che migliora la capienza della batteria a parità di dimensioni) e all’adozione di un modulo batterie dalla forma particolare, LG G2 ha finito per offrire una autonomia veramente elevata. I 3000 milliampere/ora del modulo batteria garantiscono al G2 una giornata di utilizzo pieno e intenso, a luminosità elevata e con la maggior parte dei sensori accesi.

Abbiamo provato ad utilizzare il prodotto in maniera più moderata (sporadiche navigazioni su Facebook e Twitter, diversi scambi di messaggi, qualche telefonata e una mezza dozzina di scatti con la fotocamera) con luminosità automatica e connettività HSDPA sempre attiva, riscontrando l’effettiva possibilità di tenere il G2 lontano dalla corrente per due giorni completi. Anche con qualche operazione pesante (come una ventina di minuti su Real Racing 3), il G2 comunque non si arrenderà prima della giornata e mezzo. Sicuramente un dato molto interessante, se pensiamo che gli smartphone europei di ultima generazione in grado di assicurare questa autonomia si contano sulle dita di una mano monca. Un plauso ad LG che, diversamente da diversi altri produttori, ha dimostrato anche qui di aver posto tanta attenzione nelle vere esigenze degli utilizzatori. Da segnalare anche un tempo di ricarica inferiore ad altri dispositivi di pari amperaggio.

Fotocamera: sorprese buone, sorprese cattive

La fotocamera di LG G2 è stato un altro componente che ha creato un gran chiacchiericcio all’interno della “blogosfera” italiana ed estera. Sensore da 13 megapixel, stabilizzatore ottico, possibilità di registrare video in Full HD a 60 FPS: queste tre cose avrebbero portato con tutta probabilità ad un dispositivo in grado di eccellere nel reparto fotografico, accostandosi ad altri campioni del settore.

In effetti, gli scatti e i video alla luce del sole hanno restituito una qualità molto buona. Ottimi i contrasti e la pulizia dell’immagine, niente male anche la resa in scarse condizioni di luminosità, con foto che nonostante la solita patina granulosa riescono ad avere un perché. Questo è anche merito dello stabilizzatore ottico che, migliorando la stabilità dello scatto, permette di mantenere elevato il tempo di esposizione. Inoltre l’applicazione fotocamera di LG, oltre a disporre di tantissime funzioni e modalità di scatto, permette anche il focus manuale, operazione che permette di realizzare macro in maniera estremamente precisa e fedele. Risulta infine incredibile la fluidità dei video registrati a 60 fps, che tra l’altro godono delle stesse qualità d’immagine sopracitate oltre a fregiarsi di una funzione che permette di focalizzare la registrazione del sonoro in una precisa direzione. Dunque, abbiamo davanti la fotocamera perfetta?

In realtà, no. Le nostre prove hanno spesso evidenziato una qualità di foto e video altalenante, soprattutto al di fuori delle scene molto illuminate. L’autofocus a nove punti è piuttosto lento e non sempre si ricorda di mettere a fuoco; in particolar modo, non è possibile in alcun modo mettere a fuoco i video facendo un tap to focus, lasciando tutto nelle mani del dispositivo, che lo eseguirà in maniera piuttosto pigra. Questo potete verificarlo voi stessi aprendo il nostro piccolo test video (link YouTube a 24 fps – link Dropbox a 60 fps integrale). Sempre sui video, abbiamo notato come la ripresa a 60 fps crolli inesorabilmente al di sotto dei 20 fps in presenza di un ambiente non perfettamente illuminato dal sole (anche un soggiorno toccato dai raggi di mezzogiorno non è sufficientemente luminoso).

Se vi trovate dunque in un ambiente dalla luminosità non perfetta, il vostro video finirà per saltare da 60 a 14-15 fps in base alla disponibilità di luce, creando qualcosa di non troppo piacevole da osservare. Da segnalare infine la non perfetta funzionalità di alcune modalità di scatto, come Panorama VR (una sorta di scatto a 360° simile a  Photosphere). Come potrete intuire, comunque, gran parte delle perplessità segnalate potrebbero risolversi tramite un banale aggiornamento software.

Prestazioni e reparto software: LG alla ribalta

Quando abbiamo aperto la scatola di questo LG G2, avevamo una preoccupazione piuttosto forte: e se il G2 fosse stato un telefono dall’ottimo hardware ma dal software scarsamente curato? LG, come Samsung, ha spesso personalizzato abbastanza pesantemente il sistema operativo Android con una miriade di funzioni spesso inutili che, oltre ad appesantire il prodotto, hanno la spiacevole conseguenza di generare impuntamenti e rallentamenti di ogni tipo. Dunque, qual è stata la vera esperienza ottenuta con questo sistema?

Siamo sinceri: ci aspettavamo molto, molto di peggio. LG OptimusUI, ovvero la versione modificata da LG di Android 4.2.2, è fluida e scattante come pochi altri sistemi ritoccati. Certo, alcune scelte stilistiche un po’ “giocattolose” fanno storcere il naso, e alcune applicazioni potevano essere curate meglio dal punto di vista grafico, ma non possiamo nascondere di essere stati sinceramente sorpresi nell’usare questo sistema operativo. Oltre a essere insolitamente scattante in ogni operazione, dalla navigazione ai giochi (merito anche della brutale CPU Qualcom Snapdragon 800, una quad-core da 2,26 ghz coadiuvata da 2 GB di RAM), LG G2 è anche molto personalizzabile: è possibile modificare in tantissimi modi l’animazione dello sblocco (e il suo relativo suono) con altre animazioni preinstallate fluide e stilisticamente gradevoli. Stesso discorso per il launcher, fluido, ampio e personalizzabile nelle animazioni a tal punto da poter evitare la noia di installare un launcher alternativo. La personalizzazione tocca anche i tre tasti virtuali, che possono invertirsi (nel caso foste degli utenti Samsung, abituati al tasto back sulla destra, come il sottoscritto), diventare quattro aggiungendo una funzione in più e cambiare di colore, o anche diventare trasparenti. Ciliegina sulla torta, tutte le icone delle app nella homescreen sono personalizzabili attraverso una scelta estremamente ampia di icone sostitutive.

Al di là della personalizzazione, le funzionalità di OptimusUI sono in buona parte molto utili. Ricevendo un messaggio mentre si sta già usando il dispositivo, lo si potrà leggere attraverso un piccolo fumetto e rispondere sempre al suo interno, senza aprire l’app dedicata. Citiamo poi volentieri QuickTranslator, con cui possiamo tradurre vocalmente intere frasi verso qualunque lingua, oppure tradurre i testi attraverso la fotocamera. Ottimo anche QuickRemote, con il quale possiamo rendere il G2 un telecomando universale (grazie al piccolo sensore infrarossi nascosto sulla cima del prodotto). Menzioniamo anche QSlide, che ci permette di avviare applicazioni essenziali in piccole finestre. Può risultare utile per fare un calcolo mentre si chatta su Whatsapp, o appuntare un numero di telefono, e così via. Carinissima anche la funzione Clip Tray: in breve, quando copiamo del testo per incollarlo altrove, questo viene inserito in Clip Tray, una piccola cartella che conterrà tutto ciò che copiamo. Sarà facile dunque copiare molteplici elementi ed incollarli rapidamente, senza passare continuamente da un’app all’altra.

Potremmo continuare per molto, citando l’app per la musica, che è ottima e ricca di funzioni come quella per la galleria fotografica, apprezzando la presenza di un editor video e di un sistema di backup proprietario, ma ci fermiamo qui. Quello che vogliamo far passare in questa recensione è che il software di LG è davvero soddisfacente in termini di utilità. Certo, non mancano alcune app e funzionalità relativamente inutili (come ad esempio un assistente vocale solo in inglese o una funzione di screenshot di una intera pagina di sito che però funziona solo nei siti mobili), ma non ci sentiremmo di lamentarci di ciò che abbiamo trovato all’interno della memoria interna.

Tante funzionalità, ma niente spazio

Quello che proprio non ci va giù riguarda invece proprio la memoria interna in sé e lo spazio disponibile. Il modello di LG G2 in nostro possesso dovrebbe possedere 16 GB di memoria interna non espandibile, ma a conti fatti sembra disporre soltanto di 10,6 GB. Senza stare qui a domandarci sul come sia possibile che qualche applicazione preinstallata possa occupare quasi 6 GB, che non è affatto poco, la nostra reale irritazione proviene dall’infelice scelta di proporre un prodotto con così poco spazio. A cosa servono tutte queste potenzialità multimediali, se poi il telefono è già pieno con qualche brano, qualche video e una manciata di giochi di rilievo? Inoltre, come già citato più su, manca la possibilità di aumentare lo spazio con una memoria esterna. Vero, LG ha pensato bene di introdurre per metà Ottobre una variante da 32 GB, ma comunque resta il fatto che il modello da 16 GB avrebbe fatto meglio a non esistere affatto. Insomma, comprate il 32 GB, molto semplicemente.

Qualità in chiamata, qualità audio: nella media

Non c’è moltissimo da dire sulla qualità delle chiamate. Partendo dal presupposto che il prodotto in questione non pecca nella ricezione del segnale, abbiamo riscontrato un audio in chiamata abbastanza alto ma una qualità della stessa piuttosto nella media. Stessa situazione per il microfono, che è ok ma nulla più (ma è molto buono nella registrazione dei video). Non è necessariamente da leggersi come una mancanza, ma semplicemente ci aspettavamo una qualità in chiamata al pari di altri telefoni “top”. Stessa filosofia per l’audio in vivavoce, dal volume alto ma piuttosto secco.

Un piccolo specchietto di questa review lo dedichiamo alle cuffie in dotazione, che sono delle in ear dalla ergonomia sorprendentemente buona. Siamo piuttosto severi con le in-ear (molte di quelle sul mercato sono veramente scomode), per cui complimentarsi per delle in-ear in dotazione con un telefono è piuttosto significativo. Le estremità da cui esce il suono sono orientate in diagonale, facilitando l’inserimento e facendoci dimenticare la noia di verificare quale va a sinistra e quale a destra. Il cavo, piatto e gommato (e piuttosto microfonico), dispone di tasti volume e di risposta della chiamata, che funzionano bene. Nei test in chiamata, le in-ear di LG si sono comportate molto bene, mentre nei test musicali si sono rivelate tendenzialmente sbilanciate verso le alte frequenze, enfatizzando tracce acustiche ma penalizzando composizioni dance ed elettroniche. Nel complesso, una gradevolissima dotazione della casa coreana.

Mettendo da parte la qualità delle cuffie, mettendo da parte anche la scarsa memoria interna non espandibile, l’utilizzo multimediale del G2 è ottimo. I player audio e video preinstallati sono ricchi di features che difficilmente si trovano in altri prodotti: ad esempio, mostrano in una sezione dedicata i nostri contenuti provenienti dai sistemi di cloud, come Dropbox, e in una ulteriore sezione mostra le tracce all’interno dei dispositivi vicini a noi (se siamo connessi ad una rete Wi-Fi). Prevedibilmente, l’ascolto può essere arricchito da diversi effetti sonori, dal surround virtuale all’enfatizzazione di particolari frequenze. Soddisfacente la qualità sonora in uscita, anche in termini di volume massimo pilotabile (il test è stato eseguito collegando alcune grosse cuffie studio circumaurali di impedenza medio-bassa).

Conclusioni finali

Il nuovo LG G2 ha provato a scommettersi nella partita di migliore smartphone di fine 2013 con una serie di carte molto buone: c’è la carta design, che ci ha convinto moltissimo, la carta prestazioni e qualità del display, anch’essi molto convincenti. È risultata molto pericolosa la carta batteria, forse quella con cui vincere la partita assieme alla la carta prezzo, che per il modello 16 GB è estremamente allettante. A tal proposito vi ricordiamo che se volete acquistare online LG G2 potete fare riferimento ai principali portali come Amazon o eBay o utilizzare un comparatore di prezzi per trovare l’offerta più vantaggiosa.

[proecontro]A rovinare la scala reale di LG ci pensa la qualità dei materiali, che sono plasticosi e scivolosi, l’ impossibilità di espansione di memoria e, infine, la fotocamera, lanciata nel gioco da LG con soddisfazione ma finita per rivelarsi un bluff, seppur molto piccolo. Forse, qualche piccolo problema di percorso potrebbe essere corretto tempestivamente attraverso un paio di mirati aggiornamenti software. Comunque, tirando le somme, cosa accade? A conti fatti, LG G2 resta un prodotto incredibilmente conveniente, piacevole e affidabile, a tal punto da inserirlo senza timori nella nostra selezionatissima guida all’acquisto per smartphone Android. A proposito, vi suggeriamo di tenere d’occhio tale guida al fine di poterlo reperire alla cifra più bassa sul mercato. Al prezzo proposto, nessun dispositivo riesce ad essere così originale, funzionale e piacevole come LG G2, per cui siamo piuttosto soddisfatti. Promosso.

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