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LG G Watch R: è davvero così che si fanno gli smartwatch

di Andrea Ricciaggiornato il 15 luglio 2015

Dopo aver aperto le danze nel corso di quest’estate con G Watch, LG è pronta a riprendere in mano Android Wear applicandolo (finalmente) ad un display completamente circolare. Niente trucchetti come su Moto 360: qui la superficie è rotonda, senza bande nere o altro, quindi per la prima volta possiamo assistere ad un device che rispetta tutte le linee guide di Google per il suo OS per wearable.

Racchiuso in un corpo piuttosto generoso in quanto a dimensioni, ma che ricorda estremamente i normali orologi da polso, LG G Watch R permette di riscoprire nuovamente il mondo di Android Wear – che, ancora una volta, non esalta particolarmente – e di offrire una esperienza utente estremamente bilanciata. Fra buone performance e una durata della batteria soddisfacente, non sono rimasto deluso. Se volete vedere come funziona Wear e lo smartwatch, vi invito a vedere la videorecensione qui sotto, ma per scoprire tutti i dettagli proseguite la lettura della recensione testuale.

Videorecensione

Scheda tecnica

Design: come un vero orologio

LG G Watch R rappresenta un vero salto in avanti rispetto ad LG G Watch, wearable lanciato nel corso del mese di luglio e che rappresenta ormai la prima generazione di device Android Wear. Il modello precedente era realizzato interamente in plastica, con un cinturino in gomma, un display quadrato e, soprattutto, non aveva nessun pulsante fisico. Ogni volta per riaccenderlo era necessario rimetterlo in carica, processo fastidioso e francamente stupido.

G Watch R(otondo) abbandona queste cattive scelte e introduce, oltre allo schermo circolare, alluminio e pelle come materiali, un pulsante fisico sul fianco destro e un cinturino in pelle nera (con passo 22 millimetri, sostituibile). Non solo: vediamo anche l’introduzione del sensore di battito cardiaco, ultimo grande assente del modello precedente.

Nella parte frontale fa da re il display da 1,3 pollici, circondato da un anello con le tacche per l’ora dalle dimensioni sicuramente non ridotte. Sebbene non sia molto spesso come orologio, e il peso non si sente, devo riscontrare che è il più grosso che io abbia mai portato al polso: questo è un aspetto che non mi fa impazzire ma che ha permesso ad LG di inserire una batteria capiente e nascondere la circuiteria del display rendendolo così completamente circolare.

Il cinturino in pelle dopo qualche giorno di utilizzo appare quasi intatto ma ancora un po’ rigido, ma la fattura è elevata. La parte posteriore del device invece è realizzata completamente in plastica, e accoglie appunto il cardiofrequenzimetro e i 5 pin per la ricarica che vanno appoggiati ad una speciale basetta che ovviamente arriva in dotazione.

Sicuramente, è lo smartwatch più watch che io abbia mai visto, ma questo compromette un po’ l’estetica generale e le dimensioni. Personalmente preferivo l’aspetto futuristico di Moto 360, sebbene molti utenti vorranno puntare sull’eleganza e la classicità offerta da questo device di LG.

Un display a tutto tondo

L’unità scelta da LG per il suo G Watch R è una da 1,3 pollici di diagonale, con risoluzione 320 x 320 pixel e tecnologia P-OLED (Plastic OLED). Di questo tipo di schermo si conosce poco, quindi dopo qualche ricerca ho capito che è la stessa tecnologia impiegata sempre da LG per il suo G Flex, ed è un brevetto dell’azienda diverso dai display F-OLED (Flexible OLED).

Tecnicismi a parte, è una buona unità sotto diversi punti di vista: sebbene non sia molto estesa, ha una densità di pixel piuttosto elevata che rende ben definiti sia il testo che l’iconografia di Android Wear. I colori sono vividi al punto giusto (non sparati come accade spesso per gli AMOLED) e, dato i bassi consumi, permette di tenere attiva la modalità display sempre acceso, che permette di vedere l’ora continuamente sullo schermo.

Talvolta, ho notato che, a causa della circolarità, il testo viene leggermente tagliato ai bordi oppure non tutto è otticamente centrato come dovrebbe. È un problema minore, che sicuramente sarà risolvibile con versioni future di Android Wear, ma che ammetto di non aver mai riscontrato sugli smartwatch a display circolare – mentre anche Moto 360 a volte ne è afflitto.

Nel complesso, uno schermo sicuramente interessante, soprattutto per la tecnologia impiegata. I livelli di luminosità sono 5, purtroppo da scegliere manualmente – non c’è il sensore automatico – e, anche in esterno, non ho avuto problemi a vedere l’ora. Una piccola nota negativà: essendoci una cornice leggermente elevata rispetto alla superficie del display, la gesture per spegnere il display (che consiste nell’appoggiarci il palmo sopra) talvolta non viene riconosciuta al primo colpo.

Hardware e Software: lo Snapdragon delle meraviglie

Ad animare Android Wear su LG G Watch R ritroviamo una dotazione ormai nota. L’azienda si allontana dalla brutta scelta di Motorola, che ha impiegato un altro processore per il suo 360, e adatta la piattaforma standard scelta da Google per gli indossabili. Riecco quindi una CPU Qualcomm Snapdragon 400 da 1,2 GHz di frequenza, 512 MB di memoria RAM e 4 GB di storage – che finalmente servono a qualcosa, e a breve vi spiego perché.

Tale combinazione hardware permette fondamentalmente ottime prestazioni, che per un device così limitato si traduce in animazioni fluide e risposta rapida ai nostri comandi. Sebbene trovo ancora imprecisi i comandi vocali (bisogna essere molto veloci a dettare le parole o l’orologio intende altri comandi, costringendo a riniziare da capo) e, soprattutto, Android Wear ancora immaturo, devo dire che ho usato G Watch R con piacere grazie alla ricchezza di funzionalità offerte.

Grazie al cardiofrequenzimetro ho potuto sfruttare l’applicazione Google Fit al meglio, che traccia i miei passi e il battito cardiaco e mi regala a sera un report della mia attività fisica. Con Play Music ho potuto scaricare direttamente nella memoria interna la mia musica preferita, per poi riascoltarla con delle cuffie Bluetooth. Questa è una delle novità arrivate con l’aggiornamento di Android Wear 4.4W2, disponibile anche per questo device.

Wear permette fondamentalmente di interagire con le notifiche in arrivo, visualizzandole e rispondendo direttamente dall’orologio, e di visualizzare le utili schede di Google Now che mostrano informazioni come meteo, biglietti di mezzi, appuntamenti e altro. Potremo avere le indicazioni stradali direttamente sul nostro polso per farci guidare, oppure seguire i risultati sportivi della squadra del cuore. Tutto questo su un piccolo display sempre con noi.

Android Wear, come dico sempre, ci rende meno schiavi del telefono, soprattutto in quest’era di tremila notifiche al secondo che arrivano, che probabilmente sono anche inutili e che non richiedono tutta la nostra attenzione. Con uno sguardo al polso ci siamo evitati di tirare fuori lo smartphone, cosa che qualcuno potrebbe trovare estremamente conveniente nella vita quotidiana – io, non a tal punto da soffrire se mi dimentico lo smartwatch a casa.

Comunque, G Watch R si distingue per una buona schiera di quadranti dell’orologio interessanti per combinazioni di colore e funzionalità (alcuni mostrano la bussola, oppure il ciclo lunare o i passi effettuati), per la presenza del tasto fisico che permette l’accensione e lo spegnimento (ma anche di accedere tramite una pressione prolungata alle impostazioni) e per il sensore di battito cardiaco, impreciso come tutti quelli già visti su smartphone come Samsung Galaxy Note 4 e altri orologi.

Batteria: LG non delude

G Watch R monta il modulo più capiente che io abbia mai visto su uno smartwatch, cioè uno da 410 mAh – 10 in più di quelli del primo G Watch, e 110 in più di quelli di Moto 360. La cosa si vede: sono rimasto davvero soddisfatto dall’autonomia di questo orologio, che ha superato le mie aspettative dopo l’amaro in bocca lasciato dallo smartwatch di Motorola.

Con un uso normale e display always-on, aspettatevi due giorni di utilizzo, mentre con qualche trucchetto e un po’ di parsimonia si riesce ad andare anche sui tre giorni pieni. Quali sono questi metodi? Sempre i soliti in realtà. Disabilitando appunto lo schermo sempre attivo, attivando la modalità aereo di notte e spegnendo il contapassi integrato l’orologio consumerà nettamente meno di prima. Va detto che però prima tracciare i passi aveva poco senso, dato che i numeri raccolti rimanevano dentro l’orologio, mentre adesso con Google Fit avere un resoconto finale la sera è qualcosa di simpatico e apprezzabile.

In dotazione troverete una piccola basetta collegabile ad un caricatore micro USB (sempre nella confezione) che permette di ricaricare l’orologio, che vi si aggancia magneticamente. Il tempo di ricarica è molto basso, e avviene in circa un’ora, e grazie al tasto di accensione non dovrete più portarvela a giro per riaccendere l’orologio nel caso si spenga.

LG G Watch R: le nostre conclusioni

Senza ombra di dubbio, LG G Watch R è il miglior indossabile che potete attualmente trovare in commercio (specialmente per il mondo Android Wear). Il suo mix di buon design, unito al display completamente circolare – tornare indietro a quelli quadrati è dura a questo punto – e soprattutto una autonomia sopra la media, lo pongono ben distante dalla competizione che non è capace di mantenere il passo. Ancora una volta, LG si riconferma un pioniere di questo settore.

Ancora una volta, mi ritrovo a dire che purtroppo è la piattaforma a non essere matura, non l’hardware su cui gira. Android Wear è utile, ma fino ad un certo punto, e non rappresenta un punto di non ritorno dopo averlo provato. Speriamo che l’arrivo di Android 5.0 Lollipop possa portare qualche novità anche sul settore indossabili, considerato che la base di codice su cui gira è ancora quella di 4.4 KitKat. Per il resto, vi consiglio almeno di provarlo, perché è sicuramente un’esperienza interessante capace di fare apprezzare questi primi timidi tentativi ad un mondo ancora nuovo, cioè quello dei device indossabili.

LG G Watch R è disponibile a questa pagina Amazon al prezzo di 290€ circa.

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