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LG G Flex: lo smartphone che si piega ma non si spezza

di Luca Gramicciaaggiornato il 24 agosto 2015

In molti credono che il prossimo passo per il futuro degli smartphone sia rappresentato da display curvi ed estremamente flessibili. I rumor voglio che case come Samsung e Apple siano in prima linea verso questo importante “passo evolutivo”. LG ha deciso di anticipare il futuro proponendo un terminale estremamente innovativo.

Attualmente LG G Flex rappresenta il primo passo verso quello che dovrebbe essere il futuro dei moderni device. Doveroso premettere che una parte della mia recensione si è svolta in occasione del recente MWC 2014, un banco di prova leggermente impegnativo dove il G Flex è stato stressato in maniera quasi disumana. Vediamo come si è comportato.

Videorecensione in 1 minuto

Scheda tecnica

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Design e materiali: ricerca ed innovazione

[adrecensione]Iniziamo questo capitolo dicendo che LG ha giustamente deciso di prendere spunto da uno dei suoi maggior successi. A prima vista LG G Flex somiglia ad un G2 che è stato curvato e leggermente ingrandito. L’ampia superficie frontale non presenta nessun pulsante fisico, una scelta che certamente dona un senso di pulizia generale e che a mio modesto parere dona anche un tocco di eleganza al tutto. Anche le cornici laterali non hanno nessun pulsante o vano, eccezion fatta per quello riservato allo slot microSIM. Ovviamente nella parte inferiore della cornice sono presenti sia l’ingresso microUSB, il jack audio e il microfono inferiore. Sulla porzione superiore è invece presente un secondo microfono che, dato le sue dimensioni ridotte, quasi si fatica a riconoscere.

Sul posteriore la storia cambia. Iniziamo subito con l’ampia ottica della fotocamera. In questa zona troviamo anche il flash LED e la porta infrarossi, posizionati rispettivamente a destra e a sinistra del comparto fotografico. Leggermente sotto troviamo il pulsante di sblocco/blocco e il bilanciere del volume. Il tutto è sapientemente raggruppato in un unico blocco che ricorda molto quello del G2 e che inizialmente potrebbe creare qualche piccolo problema di funzionamento. Il terminale è interamente costruito in materiali plastici di ottima fattura, salvo il vetro curvo anteriore.

Piccola chicca, la finitura della parte posteriore. Una sorta di pellicola è applicata su questa porzione di device e garantisce alla stessa una protezione contro gli odiatissimi graffi che spesso ricoprono i nostri dispositivi. Dai video che avevamo visto in rete sembrava che i graffi presenti svanissero dopo qualche minuto, “una strana forma di magia” che ha lasciato senza parola più di qualche utente. Per quanto mi riguarda posso dirvi che non ho provato con chiavi, viti e similari, ma sicuramente i piccoli graffi dovuti al normale uso comune svaniscono dopo pochissimi secondi. Mi sento quindi di fare un plauso agli ingegneri LG che hanno deciso di attuare questa straordinaria funzione sul loro top di gamma.

Generalmente molto buoni gli assemblaggi. Scricchiolii quasi assenti e nessun problema di allineamento, anche nelle zone solitamente più soggette a piccoli e comprensibili difetti di produzione. Evidenzio con piacere che la particolare forma del terminale, facilità non poco le nostre telefonate. L’indovinata ergonomia posiziona alla giusta distanza la capsula audio e il microfono, in modo da seguire le naturali forme del nostro viso.

Display: curvo ma anche flessibile

Naturalmente il display di questo terminale è una delle parti che sicuramente interesseranno maggiormente agli utenti intenzionati ad acquistare questo terminale. Oltre alla normale curiosità data dalla forma curva dello stesso, non mi aspettavo moltissimo in termini di prestazioni assolute. Leggendo i numeri, il pannello da 6″ con risoluzione a 1280 x 720 a 245 ppi non lasciava presagire nulla di buono, ma ancora una volta le sorprese erano dietro l’angolo. Quasi naturale accostare il display di LG G Flex al conosciutissimo, e se permettete, apprezzatissimo pannello del “fratellino” G2; un confronto da cui il G Flex esce ovviamente perdente, ma a mio modesto modo di vedere neanche troppo. Ovviamente la differenza di risoluzione salta subito agli occhi, anche se il tutto si può notare solo confrontandoli da molto vicino.

Tale risultato è dato dalla nuova tipologia di pannello LCD inclusa in questo terminale. Nello specifico parliamo di un Plastic OLED, o più comunemente POLED in grado di garantire prestazioni veramente interessanti. In special modo la luminosità è paragonabile a quella di display ben più “famosi” e performanti. Tale pannello è ovviamente flessibile, il primo attualmente in commercio e che sicuramente sarà il capostipite di una serie di terminali dotati di tale tecnologia.

Entrando più nello specifico posso dirvi che  i colori appaiono forse leggermente meno “carichi”, anche se a livello di saturazione cromatica non ci si può certamente lamentare. Un chiaro esempio di quello che sto dicendo lo si può avere visionando il bellissimo video demo presente all’interno del terminale sin dalla sua primissima accensione. Unico piccolo neo lo si nota con le tonalità scure, dove la perdita di definizione assume parametri leggermente più evidenti. Il vero spettacolo inizia posizionando il dispositivo in modalità landscape. La profondità di campo e la fruibilità dei contenuti video raggiunge dei livelli decisamente superiori, coinvolgendo l’utilizzatore all’inverosimile, quasi a volerlo rendere partecipe di questa straordinaria esperienza multimediale.

Anche la visione della galleria fotografica beneficia della curvatura del G Flex. Il semplice “sfogliare” le varie foto con il dito assume un andamento più naturale e veritiero. Bisogna specificare che la scocca del device, al pari dello schermo,  riesce a flettersi di qualche millimetro, particolare decisamente utile se come me avete qualche piccolo problema di peso e dimenticate LG G Flex nella tasca posteriore mettendovi seduti.

Batteria: il signore dell’autonomia

Devo ammettere che la maggior preoccupazione durante questa recensione era riservata proprio alla batteria. Non tanto per la sua autonomia, ma per il fatto che avendo ricevuto il terminale solo qualche giorno prima della partenza per il MWC di Barcellona, i risultati dei miei test potessero essere alterati da ricariche veloci e approssimative, come spesso succede in questo genere di eventi. Mai nessuna paura fu più immotivata. Il modulo da 3500 mAh è semplicemente SUPERLATIVO.

Una normalissima ricarica notturna è stata sufficiente per garantirmi una autonomia per tutta la giornata. Bisogna evidenziare che i miei soliti 3 profili di test sono stati letteralmente surclassati, questo perché nei giorni della fiera catalana il terminale è stato stressato oltre ogni normale aspettativa. Vi basta pensare che dalle 7:oo di mattina il terminale rimaneva accesso con luminosità massima, Wi-Fi sempre on, Bluetooth, NFC, e ovviamente una marea di notifiche push sempre attive. WhatsApp, tre account mail (chi ha partecipato al MWC sa benissimo il numero di mail ricevute), social network e moltissimi video e foto. In tutto questo LG G Flex riusciva ad arrivare alle ore 23:30 con almeno il 20% di ricarica residua. Un risultato semplicemente sorprendente che onestamente non mi sarei mai aspettato.

Al rientro alla “normale attività” quotidiana, i risultati sono ovviamente migliorati, con punte superiore ai due giorni di autonomia con un uso relativamente normale. Non ho avuto neanche la necessità di provare il terminale con il profilo più basso che solitamente utilizzo, ma non fatico ad ipotizzare risultati vicini ai tre giorni di autonomia.

Foto e video: 4K ma non solo

La fotocamera di questo terminale è una delle caratteristiche che ho apprezzato maggiormente durante la mia prova. Gli scatti risultano essere veramente molto buoni e le ottiche riescono a catturare un numero impressionante di particolari. Bisogna dire che gli stessi non sono sempre definiti ai massimi livelli, ma tale mancanza si nota solo portando lo zoom sugli 8x. Quello che mi è piaciuto di più è la facilità con cui le foto vengono ben immortalate. Mi spiego. Io non ho particolari conoscenze a livello fotografico, ma con LG G Flex ho ritrovato la stessa facilità di scatto che solo iPhone riesce a regalarmi. Anche non prestando molta attenzione ai particolari come la luce, il posizionamento o altri tecnicismi di questo tipo, i risultati dei miei scatti sono stati sicuramente sopra la mia media, riuscendo a regalarmi ottime prestazioni in ogni condizione di scatto.

Personalmente ritengo che questa sia una dote veramente importante, specie per chi come me utilizza il device a 360° e spesso rilega allo stesso l’ingrato compito di raccogliere i momenti più belli delle nostre giornate. Entrando più nel particolare posso dirvi che lo stabilizzatore elettronico riesce a colmare gran parte delle lacune dovute al mio “uso improprio” e che i risultati in scarsa condizione di luce sono incredibilmente validi.

Parlando del comparto video ci troviamo di fronte ad un terminale con ottima propensione alle riprese. A tal proposito segnalo con piacere la possibilità di girare nativamente ottimi video in modalità 4K. Anche in questo caso lo stabilizzatore elettronico gioca un ruolo predominante, correggendo eventuali movimenti involontarie che si possono presentare durante le riprese. Ovviamente i video girati in modalità 4K incidono pesantemente sullo storage interno, quindi direi che non è il caso di esagerare con la realizzazioni dei clip a tale risoluzione. Il giusto compromesso è il formato Full HD a 60fps. Tale standard rappresenta la giusta via di mezzo per soddisfare le più ampie aspettative e per far emergere le straordinarie doti di questo terminale. La qualità dei video è naturalmente elevata con colori e particolari sempre veritieri e una resa acustica semplicemente fantastica. Veramente un ottimo lavoro, al pari, se non superiore (in certi aspetti), di quello svolto con LG G2.

Software e prestazioni: oltre al display c’è di più

Naturalmente quando si parla di terminali con particolari caratteristiche, si può correre il rischio di sottovalutare alcuni aspetti fondamentali in prestazioni di tutti i moderni top di gamma. Io cercherò di non cadere in errore e vi illustrerò le straordinarie “doti nascoste” di questo LG G Flex. Per quanto concerne la personalizzazione Android targata LG, i passi in avanti sono stati più che evidenti. Uno su tutti l’inserimento di alcune app proprietarie che ho particolarmente apprezzato. La prima, anche se non parliamo di una novità in senso assoluto,  è sicuramente QuickRemote. Come forse avrete intuito dal nome, QuickRemote consente di prendere il controllo di moltissimi apparati audio e video che normalmente ci circondano. Basta selezionare la stanza, il modello e tutto il resto vien da sé. Tralasciando la reale utilità della cosa, il software è semplice e leggermente meno complicato di alcuni rivali presenti sul mercato. Peccato per il cattivo posizionamento della porta infrarossi (è posta vicino alla fotocamera posteriore) che limita leggermente l’esperienza d’uso.

Molto buoni anche il client mail e il browser web. In entrambi i casi si è badato più alla sostanza che agli inutili fronzoli visti in altre personalizzazioni, sicuramente meno gradevoli sia dal punto di vista funzionale che ovviamente grafico. Sempre per la grafica mi è piaciuta molto la schermata blocca schermo che si adatta ai movimenti del terminale, una piccola “chicca” che non cambierà certamente il mondo ma che personalmente ho ritenuto essere molto gradevole e in linea con la tipologia di terminale.

Altra app potenzialmente valida è QuickTheater, un ottimo player che ci consente di visionare video, foto e ovviamente gli immancabili video di YouTube. Questa app ci aiuta ad esprimere pienamente il potenziale del display curvo di questo device. Aspetto con ansia l’imminente aggiornamento ad Android KitKat 4.4.2. Avere un simile terminale con ancora la 4.2.2 è sicuramente un “peccato mortale”. Anche la tastiera non mi è particolarmente piaciuta. Molto fluida ma per certe cose è sicuramente migliorabile. Per il resto segnalo con piacere l’ottima fluidità di tutto il sistema, con punte di eccellenza per l’apertura delle app e lo scorrimento tra le varie schermate della home. Sicuramente non è facile mettere in difficoltà LG G Flex, un merito che non spetta al solo comparto software ma anche alle validissime componenti hardware. Ovviamente la potenza del processore quad-core Snapdragon 800 è subito tangibile sin dalla prima accensione. Una cosa che mi ha particolarmente colpito è la scarsa propensione del terminale a riscaldarsi, un aspetto che difficilmente ho avuto modo di riscontrare su altri terminali di ultimissima generazione.

Come detto in precedenza il terminale non entra assolutamente mai in crisi, anche con i giochi più impegnativi e con i continui passaggi tra un app e l’altra. Sicuramente la sensazione generale è la medesima di quella percepita con il G2 e paragonabile a quella di Note 3 e di altri potenziali rivali del terminale che ho avuto modo di provare. Riassumendo il tutto con una frase posso dirvi che oltre al display c’è di più.

Comparto multimediale

Delle straordinarie doti del display curvo del nostro LG G Flex abbiamo già ampiamente parlato. Quello che resta da mettere a fuoco e che anche il comparto multimediale beneficia (ovviamente) di tale componente. Visionare video, navigare in internet, vedere foto, ascoltare musica, passare qualche minuto di svago con i nostri giochi più amati sono operazioni che assumono un significato totalmente diverso. Per certi versi mi è sembrato di rivivere l’esperienza avuta con il Lumia 1520 ma in salsa più eccentrica. Quello che è bene precisare è che per carpire la reale essenza di questo terminale è necessario un breve periodo di rodaggio, ma una volta assimilato il concetto tutto il resto vi sembrerà incredibilmente vecchio, anche se in realtà non lo è affatto.

[ridble_trovaprezzi_300x250]lg g flex[/ridble_trovaprezzi_300x250]Nota di merito per il comparto audio. Il posizionamento dello speaker esterno mi ha lasciato leggermente contrariato inizialmente, questo per il semplice fatto che avevo paura che il suono arrivasse leggermente ovattato. Ovviamente avevo completamente dimenticato che se posizioniamo questo terminale su una superficie piana il retro dello stesso rimarrà leggermente rialzato, consentendo al suono di propagarsi in maniera uniforme e se vogliamo anche ottimale. Sicuramente il suono arriva con un volume sufficientemente alto e ben definito, sinonimo della buona qualità del componente usato e di un certo lavoro atto a potenziare le prestazioni acustiche di questo “importante” device.

Come sempre spendo qualche parola anche per la qualità audio delle chiamate. Anche in questo caso non posso far altro che segnalare l’ottima riuscita del comparto, sia per quanto concerne l’audio in entrata che quello in uscita. Unico neo una certa propensione a perdere via via di qualità una volta che il tempo della conversazione aumenta, ma nulla di particolarmente grave.

LG G Flex: conclusioni finali

Arrivato a questo punto della recensione mi sembra giusto dare un giudizio definitivo su  LG G Flex. Per farlo rispondo alla domanda che in moltissimi mi hanno rivolto vedendomi girare con questo device. Ma il display curvo serve veramente? Sinceramente posso dirvi che non è essenziale, ma sicuramente è un primo passo su una potenziale evoluzione del mondo degli smartphone, un passo che se curato ed implementato potrebbe portare dei reali benefici per l’utenza finale. In tutta sincerità mi son trovato veramente bene e posso dirvi che per certi versi è stato difficile tornare ad usare altri dispositivi.

[proecontro]Naturalmente per esprimere un giudizio definitivo su LG G Flex bisogna partire dal presupposto che parliamo di un terminale di nicchia, un prodotto sicuramente non adatto alla massa e rivolto a tutti quelli che cercano di più e hanno necessità di vivere la novità immediatamente. Non mi sentirei di consigliare questo terminale a tutti quelli che non amano i grandi display, a tutti quelli che per assimilare le novità hanno bisogno di tempo a chi parte con il pregiudizio e si ferma solo al primissimo aspetto. Quasi superfluo dire che il prezzo di vendita è decisamente proibitivo, l’unico aspetto che stona leggermente in questo connubio tra anima e cuore.

899€ sono una cifra sicuramente impegnativa che farà storcere il naso a moltissimi utenti. Bisogna però dire che stiamo parlando di uno dei terminali più innovativi presenti sul mercato (forse direi che è più giusto parlare di quello più innovativo) e che quindi troviamo materiali e hardware di primissimo livello che finiscono per far lievitare il prezzo di vendita del G Flex. Un dispositivo non per tutte le tasche ma una sorta di primizia che potrà essere “assaggiata” solo da pochi.

Da considerare anche che in rete iniziano a spuntare proposte interessanti, come quelle de GliStockisti che, con 379€, ci consentono di portare a casa la versione Europa di questo terminale; un prezzo sicuramente più “popolare” che metterà a disposizione di molte più persone l’opportunità di acquistare uno dei prodotti più chiacchierati e curiosi degli ultimi anni.

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