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Lenovo Yoga Tablet 8: unbox e prime impressioni

di Riccardo Palomboaggiornato il 30 aprile 2015

Ho un Lenovo Yoga Tablet 8 da qualche ora. E’ un tablet 8 pollici Android appena arrivato sul mercato italiano, coraggioso nel design e pregiato nella costruzione, disponibile in configurazione WiFi a 229 euro. Presto verrà affiancato da una variante 3G, anche con funzioni vocali, proposta a 279 euro.

Scrivo queste prime impressioni e non vado direttamente alla recensione perché Yoga Tablet 8 ha molte cose da discutere. L’idea della kickstand è riuscita, e questo grazie ai materiali utilizzati. E’ fabbricata in metallo ed è discretamente pesante, fa il suono di una lama quando trascina su un tavolo, e riesce ad essere stabile in tutti i contesti. Davvero una buona realizzazione. Sono dello stesso metallo spesso anche i bordi del tablet – quella che possiamo definire la sua scocca – mentre il resto è in plastica con finitura satinata o in rilievo. Yoga Tablet è un bella cosa da vedere e da toccare, probabilmente il miglior tablet economico da questo punto di vista.

→ Aggiornamento: online la recensione a Lenovo Yoga Tablet 8.

Ma il  suo vero punto di forza è l’ergonomia. Il baricentro sbilanciato e la forma a maniglia del retro lo rendono più comodo degli altri. E’ una bella idea, forse non del tutto originale per il settore tablet ma comunque applicata alla perfezione. La cura e l’attenzione ai dettagli inseriti in quella particolare base cilindrica si notano dopo qualche ora di utilizzo. L’impatto iniziale è notevole, tutti sono in grado di apprezzare la comodità dell’impugnatura al primo contatto, ma il meglio si scopre maneggiando il tablet a lungo; alcune posizioni naturali, i modi che solitamente usiamo per tenere prodotti come questo, trovano un appoggio e del beneficio dalla forma del telaio. E succede con entrambe le modalità: verticale e orizzontale. Pensavo che un approccio simile potesse diventare una forzatura, ma devo dire che non si sente la mancanza di un’impugnatura più tradizionale, più da smartphone. Approfondirò questi discorsi nella prossima recensione completa.

Tornando alla confezione, abbiamo una buona scatola, compatta e solida (dopo il disastro della confezione di Kindle Paperwhite do molta più importanza a questo aspetto) con dentro della manualistica in italiano, dei gommini di cui ancora devo capire l’utilità (sono forse da applicare sulla kickstand?), un cavo microUSB e un carica batterie da muro. Ecco, questo è un punto debole del tablet Yoga; è discretamente economico e grande per gli standard tablet, sul livello di quello inserito dei Mini PC Android di cui parliamo spesso. Qui Lenovo ha risparmiato – e si vede.

Per il resto abbiamo uno schermo molto luminoso, una buona personalizzazione software che non sembra rallentare il sistema (e già che non è un mostro di potenza con il suo SoC MediaTek basato su Cortex-A7) e un impianto audio favoloso, con uno dei migliori volumi del settore. Benissimo anche la fotocamera frontale da 1.6 megapixel, al livello di quella vista su Nexus 7 2013, finalmente buona per videochiamate di una certa qualità. Nella norma la posteriore da 5 megapixel. Tra i punti forti ci sarebbe l’autonomia di 16 ore data dalle famose batterie cilindriche (più economiche di quelle piatte quindi più capienti a parità di investimento) ma su questo dovrò passare del tempo. Yoga Tablet 8 mi piace: ha personalità e non è banale. Ho già ricevuto un aggiornamento software ed è una buona cosa nel settore Android. Se avete domande o test particolare da farmi fare, lasciate pure un commento sotto; cercherò di rispondervi nella prossima recensione completa.